Esami del Sangue per Rilevare l'HPV: Tutto Quello Che Devi Sapere

Il Papillomavirus, o HPV, è un virus molto diffuso tra la popolazione generale, che si trasmette principalmente per via sessuale, attraverso il contatto con cute o mucose. La maggior parte delle persone è portatrice del virus senza saperlo.

Dei circa 100 diversi ceppi di HPV di cui siamo a conoscenza, 12 sono strettamente associati all’insorgenza del carcinoma della cervice uterina e per questo sono detti ceppi ad alto rischio oncogeno. Il test HPV (detto anche DNA HPV test) è un esame molecolare che ha lo scopo di identificare la presenza di tali ceppi ad alto rischio oncogeno in un campione di mucosa della cervice.

Il test consiste nel prelievo di una piccola quantità di cellule dal collo dell’utero (o cervice uterina) che vengono successivamente analizzate per verificare la presenza del DNA del virus. La presenza del virus HPV è una condizione necessaria, ma non sufficiente per lo sviluppo dei tumori del collo dell’utero.

Tuttavia, un esito positivo non significa necessariamente né che sia già presente un tumore, né che la donna lo svilupperà. Il test HPV permette di identificare con grande anticipo le donne a rischio di sviluppare questa malattia e, nella maggior parte dei casi, le donne risultate positive dovranno sottoporsi ai controlli più frequentemente.

HPV DNA Test: Cos'è e Come Funziona

L’HPV DNA test è uno degli esami legati al Papilloma virus, insieme al Pap test. L’HPV DNA test permette quindi di individuare le donne che sono a rischio di sviluppare la malattia con largo anticipo. La modalità è identica a quella di un pap test, ma con uno scopo diverso.

Il test consiste nel prelievo di una piccola quantità di cellule dal collo dell’utero (o cervice uterina) che vengono successivamente analizzate per verificare la presenza del DNA del virus. A questo punto si inserisce delicatamente una speciale spatola o un bastoncino cotonato che serve a raccogliere piccole quantità di cellule sia dal collo dell’utero sia dal canale cervicale, da esaminare poi in laboratorio.

Non si tratta di un test doloroso, per quanto alcune donne potrebbero sentire del fastidio durante il prelievo o in seguito. L'esecuzione del test HPV non è dolorosa, anche se alcune donne possono trovare fastidiose le modalità del prelievo. Dopo l’esame non si dovrebbe avvertire alcun disturbo. In alcuni casi, nei giorni successivi al test si possono verificare piccole perdite di sangue. L'esecuzione del test HPV è molto rapida. Dura pochi minuti, 5 al massimo.

Preparazione all'HPV DNA Test

La preparazione all’HPV test è molto simile a quella del PAP test. Non occorre nessuna preparazione specifica per effettuare il test HPV.

  • Le uniche raccomandazioni sono di non eseguire l’esame durante il flusso mestruale e nei due giorni precedenti.
  • Astenersi dai rapporti sessuali nei due giorni precedenti.
  • Evitare l'uso di deodoranti intimi, prodotti spermicidi, lavande, creme, gel, ovuli o schiume vaginali di qualunque tipo.

Non è necessario farsi accompagnare. L'esame non richiede nessun tipo di assistenza né altera le capacità di guidare veicoli.

Cosa Succede se l’HPV Test è Positivo?

Se l’analisi laboratoriale mette in luce delle alterazioni delle cellule, si prosegue con la colposcopia. Nella maggior parte dei casi le infezioni da HPV sono transitorie: il virus viene eliminato dal sistema immunitario prima di sviluppare un effetto patogeno. La presenza del virus di per sé non equivale ad una diagnosi infausta, al contrario - si tratta di un’informazione preziosa.

Cosa fare in caso di test positivo all’HPV:

  • Seguire le indicazioni del medico: dopo un test positivo il ginecologo valuterà la situazione nel suo complesso (ceppo di HPV, presenza e gravità delle lesioni cellulari, storia e anamnesi clinica) e programmerà gli esami o i trattamenti più adatti.
  • Non saltare i controlli: in molti casi si consiglia semplicemente un follow-up dopo alcuni mesi, per verificare se l’infezione è stata eliminata dal sistema immunitario.
  • Non tutti i tipi di HPV sono pericolosi: solo alcuni ceppi, tra cui HPV 16, 18, 31 e 33, sono considerati ad alto rischio oncogeno (e anche in questi casi l’organismo è spesso in grado di eliminare spontaneamente il virus).

Prevenzione del Papilloma Virus

Tra le misure di prevenzione al Papilloma Virus c’è il vaccino che protegge i soggetti dai 9 ceppi di HPV più frequenti e aggressivi. La vaccinazione andrebbe fatta prima di iniziare l’attività sessuale.

Esistono tre tipi di vaccino: un vaccino bivalente (Cervarix®) efficace contro due tipi Hpv responsabili del 70% del tumore del collo dell’utero, un vaccino tetravalente (Gardasil 4®) che previene l’infezione dovuta a quattro tipi Hpv (due tipi che sono responsabili del 70% dei tumori del collo dell’utero e due tipi che sono responsabili dei condilomi genitali) e un vaccino 9-valente (Gardasil 9®) efficace su nove ceppi di cui sette oncogeni (16, 18, 31, 33, 45, 52, 58), responsabili del 90% dei tumori del collo dell’utero.

È sicuro questo vaccino?Sì, perché per fare entrambi i vaccini si usa solo il guscio vuoto del virus. Il vaccino provoca abbastanza spesso alcuni sintomi come febbre e irritazione nella zona dove è stata fatta l’iniezione, oppure mal di testa o dolori muscolari. Questi sintomi vanno via da soli in pochi giorni. Il vaccino è stato sperimentato su migliaia di donne e si è dimostrato sicuro ma, come per tutti i nuovi farmaci, non sappiamo se può provocare delle reazioni molto rare quando sarà usato in un numero molto più grande di persone. Per questo motivo, in caso di vaccinazione è importante segnalare al proprio medico eventuali sintomi particolari.

HPV e Tumori della Testa e del Collo

Gli Autori di questo lavoro sono partiti dalla considerazione che i tumori della testa e del collo (o del distretto cervicofacciale) causati dall’infezione da HPV (Human papilloma virus) tendono ad avere outcome migliore rispetto a quelli legati ad altri fattori come il fumo e l’alcol, pertanto sarebbe estremamente interessante poter individuare una marcatore che permetta di personalizzare la terapia riducendo la farmaco-tossicità.

A tale scopo hanno cercato di valutare se il DNA dell’HPV oncogeno presente in circolo (ctHPVDNA) possa essere impiegato per monitorare la risposta del cancro di un paziente alla chemioradioterapia (CRT) effettuata per il carcinoma orofaringeo a cellule squamose associato all’HPV (OPSCC). Sono stati studiati 103 pazienti ed una coorte di controllo di 55 volontari sani e 60 pazienti con neoplasie non associate al’HPV.

I risultati del lavoro hanno evidenziato che i livelli basali del ctHPVDNA presentavano un’elevata specificità (97%) e un’alta sensibilità (89%) per la rilevazione del OPSCC associato all’HPV di nuova diagnosi. Una prima caratteristica emersa dallo studio è che un outcome migliore era associato con elevati livelli ematici di DNA di HPV. Inoltre, i pazienti che avevano una clearance rapida del DNA oncogeno circolante avevano maggiori probabilità di outcome positivo.

I pazienti in grado di eliminare più del 95 percento del DNA circolante entro il 28 giorno di trattamento erano considerati con un tasso di clearance favorevole. Diciannove su 67 pazienti valutabili avevano un profilo di clearance favorevole per il ctHPV16DNA, e nessuno aveva una malattia regionale persistente o ricorrente dopo CRT. Al contrario, i pazienti con fattori di rischio clinico sfavorevoli e un profilo di clearance del ctHPV16DNA sfavorevole avevano un tasso attuariale del 35% di malattia regionale persistente o ricorrente dopo CRT (p = 0,0049).

Tabella dei principali tipi di HPV, rischio oncologico e sintomi:

Ceppo virale Rischio Sintomi più comuni Sedi principali coinvolte
HPV 6, HPV 11 Basso Verruche genitali, papillomi orali Genitali, area anale, bocca, laringe
HPV 16, HPV 18 Alto Spesso asintomatici, lesioni precancerose, tumori Collo dell’utero, vulva, vagina, pene, ano, gola
HPV 31, HPV 33, HPV 45, HPV 52, HPV 58 Alto Lesioni precancerose, tumori Genitali, ano, gola

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