I reni sono organi escretori che svolgono la funzione di depurare il sangue dalle sostanze di scarto e di bilanciare la quantità totale di fluidi nel corpo, mantenendo stabile la concentrazione degli elettroliti. La funzionalità renale, anche quando “a singhiozzo”, non sempre dà segni di sé, perché la sintomatologia può essere alquanto sfumata e spesso ci si accorge del problema solo quando la situazione è già compromessa.
Anatomia e Funzione dei Reni
I reni sono fatti un po’ come delle spugne e grandi più o meno come il nostro pugno chiuso. Le urine passano dal rene agli ureteri, che lo collegano alla vescica, dove vengono raccolte in attesa di essere emesse fuori dal corpo attraverso l’uretra.
L’intero sistema è suscettibile di alterazioni, malattie, infezioni e altro tipo di disturbi. Per fortuna, analizzando alcune sostanze presenti a livello ematico, siamo in grado di accorgerci in tempo se il nostro apparato urinario e i reni in particolare “soffrono” e non lavorano come dovrebbero.
Questi disturbi ci parlano di una insufficienza renale conclamata da monitorare costantemente. Dal momento che per fortuna questi organi sono due, a volte è sufficiente che uno funzioni abbastanza bene per non accorgerci di nulla. Ecco perché è ancora più importante effettuare le analisi del sangue per la funzionalità renale in assenza di sintomi specifici, per rilevare un lieve deficit iniziale e permetterci di porvi rimedio con tempismo.
Esami del Sangue per Valutare la Funzione Renale
Diversi test possono aiutare a valutare la salute e la funzionalità dei reni, tra cui:
- Creatinina
- Clearance della Creatinina
- Velocità di Filtrazione Glomerulare (GFR)
- Azotemia
- Uricemia
- Elettroliti (Sodio, Potassio, Bicarbonato, Cloro)
- Albumina
Creatinina
La creatinina è una sostanza prodotta a partire dalla fosfocreatina (o creatina), che fornisce energia ai tessuti muscolari. Tale sostanza è in parte prodotta dal nostro stesso organismo, e in parte desunta dall’alimentazione, in particolare dai cibi proteici come la carne. Prima di passare a spiegare cosa possano indicare livelli superiori o inferiori a quelli indicati, vanno precisate alcune cose. Al contrario, quando siamo perfettamente idratati e i nostri livelli di fluidi corporei sono bilanciati, la creatinina si diluisce.
Inoltre, sebbene la produzione di questa sostanza sia più o meno sempre costante, può risultare superiore alla media negli atleti e in chi pratica attività fisica intensiva. Per tale ragione prima di sottoporsi all’esame sarebbe opportuno astenersi dalle pratiche sportive nelle otto ore che precedono il prelievo.
Se la nostra creatininemia è superiore alla media, però, e noi non siamo né disidratati, né reduci da un allenamento intenso, il significato di tale anomalia non va sottovalutato.
Assunzione di farmaci tossici per i reni, tra cui antinfiammatori FANS (es. Una creatininemia inferiore alla media, invece, può segnalare stati di indebolimento e di malnutrizione.
La concentrazione di creatinina nel sangue può variare, inoltre ogni laboratorio di analisi ha parametri propri di riferimento. Per alcuni, ad esempio, i valori normali si situano tra 0,6 e 1,2 mg/dl di sangue. Livelli superiori a questi possono rivelare una funzionalità renale deficitaria.
Creatinina: Valori Normali
- Uomini adulti: 0,7 - 1,2 mg/dL
- Donne adulte: 0,5 - 1,0 mg/dL
- Bambini: da 0,4 a 1,0 mg/dL (variabile con l’età)
- Donne in gravidanza: da 0,4 a 0,7 - 0,9 mg/dL (a seconda del trimestre)
Clearance della Creatinina
La rilevazione della creatinina nel sangue va però associata ad un altro test, stavolta delle urine, definito clearance della creatinina. Abbiamo fatto riferimento ai glomeruli come parte dei nefroni, e nello specifico minuscole strutture presenti all’interno dei nostri reni e aventi lo scopo di filtrare il sangue depurandolo dai liquidi in eccesso e dalle scorie.
Questo test si basa sul fatto che la creatinina riversata nel plasma sanguigno raddoppia quando la velocità di filtrazione glomerulare si dimezza. Ergo, per effettuare questa misurazione di devono considerare dei parametri standard che ci consentono una valutazione in stima.
Negli adulti il range va da 0,5 a 3,0 g/L (500-3000 mg/L), a seconda della massa muscolare e dell’apporto proteico in dieta.
Clearance della creatinina: Valori Normali
- Uomini adulti: 90 - 140 mL/min
- Donne adulte: 80 - 125 mL/min
Velocità di Filtrazione Glomerulare (GFR)
Un test utile per capire se i reni sono in salute e funzionano correttamente è la GFR (velocità di filtrazione glomerulare). Per spiegare meglio cos’è l’eGFR, i glomeruli sono una fitta rete di capillari arteriosi, deputata alla depurazione del sangue. Il sangue viene filtrato quotidianamente dai reni, nella misura di circa 200 litri, producendo 2 litri di urina. Se la velocità di filtrazione diminuisce è il segno di una riduzione della funzionalità renale, dovuta a un danno o a una patologia.
Per farci un’idea, dal momento che la GFR varia moltissimo da persona a persona, e nella stessa persona a seconda delle fasi della vita o dello stato di salute generale, si sono “tarati” i valori di riferimento su un ipotetico paziente/target che ha queste caratteristiche: adulto (uomo e donna non in gravidanza), la cui superficie corporea (BSA) misuri circa 1,73 mq.
Chi rientra in tali caratteristiche, o ci rientra più o meno, può valutare con considerevole attendibilità i risultati della sua velocità di filtrazione glomerulare.
Sebbene si tratti di un valore che varia moltissimo da persona a persona, in generale la velocità di filtrazione glomerulare (GFR) considerata nella norma per un individuo adulto è di 90 (o più) ml/minuto (considerando una superficie corporea standard i 1,73 mq). Se la GFR si situa in un range compreso tra 60 e 98 può essere considerata normale per alcune persone, in particolare per gli over 60.
La velocità di filtrazione glomerulare si può rilevare facilmente con un algoritmo, il più affidabile è CKD-EPI. Rappresenta un valore affidabile di funzionalità renale per la maggior parte della popolazione. Il filtrato glomerulare si determina con maggiore precisione sulle urine delle 24 h ricavandolo dal rapporto creatinina urinaria, volume urinario/creatinina plasmatica e tempo.
Anche in questo caso, però, dobbiamo incrociare il dato con altri rilevatori della salute dei nostri organi escretori principali, alcuni dei quali emergono dall’analisi delle urine e in particolare dal test della clearance della creatinina.
Cause di bassi valori di GFR possono essere malattie renali ma anche difetti cardiaci e disidratazione.
La tabella che segue mostra come il danno renale viene identificato da una cifra: si va dalla condizione 1 di salute, alla 5 di insufficienza conclamata:
Velocità di Filtrazione Glomerulare (GFR): Valori di Riferimento
Sebbene valido quanto detto, va però specificato che questa tabella risulta necessariamente approssimativa, perché in realtà i parametri di riferimento variano moltissimo anche applicando la formula che abbiamo visto, e che peraltro, sebbene attualmente la più utilizzata, non è l’unica.
| Stadio | Descrizione | GFR (mL/min/1.73 m²) |
|---|---|---|
| 1 | Danno renale con GFR normale o aumentato | ≥ 90 |
| 2 | Danno renale con lieve diminuzione del GFR | 60-89 |
| 3 | Danno renale con moderata diminuzione del GFR | 30-59 |
| 4 | Danno renale con severa diminuzione del GFR | 15-29 |
| 5 | Insufficienza renale terminale | < 15 o dialisi |
Azotemia
L’azotemia è un altro test ematico importante per la valutazione della funzionalità renale. In questo caso si misura la concentrazione di urea - azoto non proteico - nel sangue.
Tutto parte dal fegato, nel quale si attua un processo metabolico di scissione delle proteine in sostanze più semplici. Ciò che resta è l’ammoniaca, sostanza tossica fatta di azoto, elemento chimico semplice che si lega con altri elementi quali carbonio, idrogeno e ossigeno e forma l’urea, la sostanza “terminale” dell’intero processo, che è innocua per l’organismo.
Livelli di azoto non proteico, ovvero di urea eccedenti rispetto ai valori che abbiamo indicato, sono spia di insufficienza renale acuta o cronica, mentre livelli troppo bassi possono segnalare disturbi epatici. Per azotemia si intende il valore di azoto presente nel sangue. Queste scorie vengono immesse nel circolo ematico fino a che non vengono eliminate dal rene sotto forma di urea.
Uricemia
L’uricemia è un test ematico che misura la quantità di acido urico presente nel nostro plasma. Di che sostanza si tratta? Ma un’uricemia sopra i livelli standard è anche segnale che qualcosa, a livello renale, non funziona come dovrebbe.
Il test ematico dell’uricemia si esegue a digiuno di almeno 10 ore, durante le quali è consentito solo bere un po’ d’acqua. Inoltre nella mezzora che precede il prelievo è consigliato stazionare in posizione eretta.
Elettroliti
I reni regolano l'equilibrio degli elettroliti, come sodio, potassio, calcio e fosforo.
- Sodio: 135-145 millequivalenti (mEq) per Litro di sangue.
- Potassio: 3,6-5,3 mEq/L.
- Bicarbonato: 22-30 mEq/L.
- Cloro: 96-106 mEq/L.
In generale uno squilibrio elettrolitico segnala un’anomalia nella concentrazione di fluidi corporei e può essere spia di condizioni patologiche diverse e di diverso grado di gravità. Ad esempio, anche diete sbagliate, disidratazione o eccessiva attività fisica, così come l’assunzione di certi farmaci possono contribuire ad alterare questi valori.
Albumina
Anche la misurazione dei livelli di albumina, una proteina prodotta dal fegato che si riversa nel sangue, è un importante indicatore, da associare al test delle urine. L’albumina è una proteina prodotta dal fegato e rappresenta il 60% circa di tutte le molecole proteiche circolanti nel siero del sangue (plasma).
I livelli di albumina nel sangue possono ridursi, lievemente o in modo più importante, quando si inceppi qualcosa nel processo di produzione di questa proteina a livello epatico. Una albuminuria, ovvero valori di albumina inferiori a questi, soprattutto quando marcatamente inferiori, sono spesso spia di malattie ai reni.
Consideriamo che uno dei compiti di questi organi è quello di conservare l’albumina presente nel plasma in modo che non si “confonda” con il resto delle scorie che devono essere eliminate in grandi quantità nelle urine. Infatti quando la funzionalità renale è ottimale, l’albumina permane in alte concentrazioni nel plasma sanguigno, mentre nelle urine non ve n’è praticamente traccia.
Tra le cause patologiche dell’albuminuria ci sono spesso malattia croniche come il diabete, che a lungo andare danneggia proprio i reni compromettendone la funzionalità. Altra condizione associata a bassi livelli di albumina è la sindrome nefrosica, caratterizzata appunto da una grande perdita di proteine attraverso le urine, che può colpire sia adulti che bambini e che può essere primaria oppure essere secondaria a malattie quali il già citato diabete mellito, il lupus eritematoso sistemico e la vasculite (malattie autoimmuni sistemiche), le epatiti, la cirrosi, i tumori, nonché l’assunzione di farmaci nefrotossici.
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