La prevenzione della fertilità nell’uomo inizia sin dalla sua infanzia e prosegue nell’adolescenza e nella giovinezza. Spesso si sottovaluta l’importanza della prevenzione e dei controlli circa la sessualità maschile. L’uomo non ha un periodo fertile come quello femminile, ma è pur vero che anche la sua fertilità tende a ridursi con l’età. Lo specialista in Andrologia saprà poi consigliare il paziente circa gli esami da effettuare per approfondire la problematica.
Gli esami per accertare la fertilità (o la sua assenza) di una coppia sono una procedura preliminare alla definizione del corretto trattamento di riproduzione medicalmente assistita. La diagnosi di fertilità femminile e maschile consiste nel cercare le cause responsabili della sterilità di entrambi i membri della coppia, poiché l’analisi di uno solo dei suoi componenti può essere insufficiente per fornire un orientamento diagnostico.
Cos'è lo Spermiogramma?
Lo spermiogramma è l'esame principale per valutare la fertilità maschile, analizzando quantità, motilità e morfologia degli spermatozoi. Lo spermiogramma è l'analisi del liquido seminale per valutare la qualità degli spermatozoi, mediante la verifica della loro forma, del loro numero e della loro motilità.
È l’esame principale per la valutazione della fertilità maschile, o degli eventuali buoni esiti di una vasectomia.
Lo spermiogramma è l’esame che serve a misurare sia la qualità sia la quantità del liquido seminale prodotto durante l’eiaculazione. Il liquido seminale è composto anche da cellule mobili chiamate spermatozoi, ognuno dei quali contiene una copia di ogni cromosoma, ossia il corredo genetico portato dal maschio. Ogni campione di sperma può contenere milioni di spermatozoi per millilitro.
Lo spermiogramma rappresenta uno strumento basilare nella valutazione della fertilità maschile e costituisce la prima indagine diagnostica da effettuare dopo alcuni tentativi falliti per ottenere una gravidanza in modo naturale.
Il risultato dello spermiogramma potrà indicare che il liquido seminale è normale oppure, al contrario, anormale. Tuttavia, è opportuno sottolineare che tale definizione non sta a indicare automaticamente fertilità o infertilità, poiché la presenza di un numero qualsiasi di spermatozoi nel liquido seminale può sempre tradursi nella possibilità di concepimento.
Inoltre è bene ricordare che le risposte fornite dallo spermiogramma sulla capacità riproduttiva non sono mai definitive, dal momento che si tratta di uno studio in vitro che potrebbe non rispecchiare il comportamento del liquido seminale all’interno dell'apparato riproduttivo femminile.
Solitamente, quando il test deve valutare la fertilità maschile, andrebbe eseguito su due campioni di liquido seminale raccolti ad almeno una settimana di distanza l’uno dall’altro.
Lo spermiogramma serve anche a valutare la vitalità degli spermatozoi e l’eventuale presenza di anticorpi anti-spermatozoi, ossia anticorpi che attaccano erroneamente le cellule spermatiche prodotte dal proprio organismo. Lo spermiogramma serve a misurare la qualità e la quantità del campione di sperma.
Cosa Indaga lo Spermiogramma?
Lo spermiogramma analizza diverse caratteristiche del liquido seminale, tra cui:
- CARATTERISTICHE CHIMICO-FISICHE
- Colore e aspetto
- Volume: l’ipoposia ovvero un volume inferiore ai valori normali potrebbe indicare che i dotti attraverso i quali si muove il liquido seminale potrebbero essere parzialmente ostruiti.
- pH: il liquido seminale è una sostanza generalmente basica, 7,5-8 di pH.
- Fluidificazione
- Viscosità
- Presenza di sostanze chimiche (fruttosio, ecc.)
- CARATTERISTICHE MICROSCOPICHE
- Concentrazione degli spermatozoi
- Motilità degli spermatozoi: In primo luogo viene osservata la motilità degli spermatozoi, ossia la percentuale di spermatozoi mobili nel campione, che dovrebbe essere pari al 50% a distanza di un’ora dall’eiaculazione.
- Morfologia degli spermatozoi: Infine, l’analisi morfologica valuta forma, dimensione e aspetto delle cellule spermatiche. Maggiore è la quantità di spermatozoi anomali, minore sarà la probabilità che questi siano fertili. Si definisce normale uno spermatozoo con testa liscia e ovale, larghezza compresa tra i 2 e i 3 micromillimetri e lunghezza tra i 3 e i 5.
- Presenza di altre cellule (eventuali precursori degli spermatozoi, globuli rossi o globuli bianchi, ecc.)
Spermiocoltura: Ricerca di Infezioni e Microrganismi
Sul liquido seminale può essere eseguito anche un esame colturale (spermiocoltura) per verificare eventuali infezioni ricercando la presenza di microorganismi fra i quali:
- Haemophilus spp.
- Neisseria gonorrhoeae
- Chlamydia trachomatis
- Mycoplasma hominis, Ureaplasma urealyticum
- Germi opportunisti (Stafilococchi, Streptococchi, Batteri Gram negativi, ecc.)
- Miceti (Candida spp.)
Gli esami (spermiogramma e spermiocoltura) possono talora essere ripetuti a distanza di 7 o 20 giorni (a discrezione del curante).
Può essere svolta anche la spermiocoltura, un esame che permette di verificare la presenza di microrganismi patogeni all’interno del campione di sperma, in specifici terreni di coltura.
Preparazione e Raccolta del Campione Seminale
Per l’esecuzione dello spermiogramma è necessario un campione di liquido seminale che deve essere analizzato entro un’ora dalla sua raccolta.
Per effettuare una corretta raccolta è necessario attenersi alle seguenti indicazioni:
- Prima della raccolta è necessario osservare un’astinenza eiaculatoria di minimo 2, massimo 7 giorni.
- Effettuare la raccolta dopo un periodo di sostanziale benessere fisico: NON devono esserci stati EPISODI FEBBRILI (temperatura corporea > = 37.5°C) e NON devono essere stati assunti ANTIBIOTICI nei 60 giorni precedenti la raccolta in quanto infezioni virali o episodi febbrili possono modificare temporaneamente la qualità del liquido seminale.
- provvedere ad un’accurata igiene delle mani e dei genitali prima di procedere alla raccolta;
- raccogliere il liquido seminale direttamente in un contenitore sterile (barattolo), da aprire immediatamente prima dell’uso. Sul contenitore indicare Cognome, Nome, Data di nascita e Ora della raccolta;
- raccogliere per intero il campione seminale (a causa della differente composizione del liquido seminale nelle diverse parti dell’eiaculato, anche una piccola perdita può pregiudicare l’esito dell’analisi).
Al momento della consegna del campione seminale, ricordarsi di segnalare:
- eventuali difficoltà incontrate nella raccolta e/o l’eventuale (anche piccola) perdita iniziale o finale di liquido seminale;
- l’eventuale richiesta di esame colturale.
La raccolta del liquido seminale può essere effettuata sia presso la sede di Auxologico San Luca sia presso il domicilio.
In caso di raccolta a domicilio il campione dovrà essere consegnato entro al massimo 60 minuti dalla raccolta presso la reception del reparto sito al 5° piano in San Luca (Piazzale Brescia, 20). L’accettazione amministrativa verrà eseguita successivamente alla consegna del campione.
Inoltre durante il trasporto del campione:
- mantenere il contenitore in posizione verticale
- non capovolgerlo per evitare la fuoriuscita e provocare il minor traumatismo cellulare
- evitare brusche variazioni di temperatura (< 20°C, > 37°C): il campione possibilmente dovrà essere mantenuto ad una temperatura corporea tenendolo vicino al proprio corpo durante il trasporto. Non dovrà essere lasciato a temperatura ambiente per un periodo prolungato.
Ulteriori Esami per la Fertilità Maschile
In alcuni pazienti lo specialista può richiedere l’esecuzione di ulteriori test sul liquido seminale.
- Test di capacitazione: è un test aggiuntivo solo dopo lo spermiogramma basale; valuta la capacità degli spermatozoi di sopravvivere e modificarsi, quando, una volta eiaculati entrano in contatto con l’apparato riproduttivo femminile. Personalmente, credo che sia fondamentale per completare l’analisi del liquido seminale eseguire il test di capacitazione che consente di valutare la capacità fecondante degli spermatozoi. Il trattamento ha lo scopo di selezionare gli spermatozoi migliori separandoli da quelli non vitali, detriti e cellule. è uno studio complementare allo spermiogramma, che consiste nel “lavare” lo sperma eliminando tutti i fluidi e le sostanze che contiene e lasciando soltanto gli spermatozoi, che vengono messi in un terreno di coltura ricco di sostanze nutritive.
- Esami ormonali: In questi casi si misurano FSH, LH e testosterone. L’LH è aumentato e il testosterone diminuito nel 30% dei maschi con grave oligoastenoteratospermia (bassa concentrazione, motilità e morfologia degli spermatozoi nell’eiaculato) o azoospermia causata da danni all’epitelio germinativo.
- Esami batteriologici e biochimici: Servono per il recupero di spermatozoi trovati nei testicoli.
- Biopsia testicolare o agoaspirazione dell’epididimo: Servono per il recupero di spermatozoi trovati nei testicoli.
Valutazione Andrologica e Anamnesi
Il primo passo consiste nell’effettuare tre esami per l’individuazione del grado di infertilità maschile, il primo dei quali è una valutazione dei trascorsi, ed è basato sull’esperienza clinica del professionista al quale è stato richiesto il parere, e gli altri due si effettuano in laboratorio. Io, al primo colloquio conoscitivo con la coppia, suggerisco sempre tre fasi. L’anamnesi è la prima essenziale valutazione. Consiste nella raccolta della storia della persona che si rivolge allo specialista.
In seguito, si raccolgono informazioni sulla presenza di problematiche presentatesi nell’infanzia o nell’adolescenza. Nell’uomo l’anamnesi remota raccoglie informazioni sulla presenza o meno di criptorchidismo e varicocele. Tali problematiche si presentano nell’infanzia o nell’adolescenza, cioè molti anni prima dell’eventuale problema di infertilità.
È opportuno verificare anche che non ci siano state delle orchiti e infezioni o infiammazioni di epididimo, dotti deferenti, dotti eiaculatori, prostata e vescicole seminali. Altrettanta attenzione va posta alle cause pre-testicolari e, in particolare, alle alterazioni della secrezione di gonadotropine.
Un’altra parte dell’anamnesi dovrebbe riguardare malattie che più difficilmente sono poste in relazione con la l’infertilità, tipo obesità, diabete, malattie cardiovascolari e altre ancora.
Infine, il medico valuta anche le abitudini di vita, come fumo e consumo di alcol, e lavori, svolti in passato o tuttora in corso.
Cause dell'Infertilità Maschile
L’infertilità maschile si riferisce all’incapacità di un uomo di fecondare un ovulo, spesso dovuta a problemi come la scarsa qualità degli spermatozoi, la ridotta quantità di sperma o l’assenza di spermatozoi (azoospermia). Le cause dell’infertilità maschile possono essere molte.
Le cause pre-testicolari sono rappresentate da malattie delle ghiandole del sistema nervoso centrale (ipotalamo e ipofisi) che regolano lo sviluppo e mantengono la normale spermatogenesi.
Varicocele può definirsi come una dilatazione varicosa delle vene spermatiche interne. Il varicocele è stato da tempo messo in relazione con quadri di infertilità maschile. II reflusso venoso, facilmente registrabile con un esame ecocolordoppler, che a sinistra proviene direttamente dalla vena renale, sembrerebbe in alcuni casi determinare una concentrazione di sostanze tossiche con danno all’epitelio germinativo del testicolo.
Cause post- testicolari: la funzionalità del testicolo è normale, la spermatogenesi è conservata; l’anomalia si verifica a valle del testicolo. Ostruzioni delle vie escretrici, ovvero le vie che permettono la fuoriuscita degli spermatozoi.
Trattamenti per l'Infertilità Maschile
Il trattamento dell’infertilità maschile dipende dalle cause dell’infertilità stessa. Per questo motivo, è necessario che la fase diagnostica sia eseguita nel modo più preciso e completo possibile.
In presenza di varicocele la correzione chirurgica consente concepimenti naturali entro 9 mesi nel 25-35% delle coppie (in base all’età femminile).
Quando gli spermatozoi non sono presenti nel liquido seminale si può cercare di recuperarli mediante un ago bioptico o un intervento chirurgico dal parenchima testicolare o dall’epididimo. Le cellule seminali recuperate con successo potranno poi essere utilizzati con la tecnica ICSI.
“Ottenuti dei dati dagli esami diagnostici del liquido seminale, parlando di terapie, l’obiettivo del trattamento da parte dei medici sarà quello di migliorare la qualità del seme del paziente. Il trattamento della causa dell’infertilità maschile può determinare un aumento di probabilità di concepimento naturale.
Laddove ciò non avvenga o non sia possibile serve comunque a migliorare la probabilità di successo delle tecniche di fecondazione assistita o consentire di utilizzare tecniche meno complesse come ad esempio l’inseminazione intrauterina. Si stima che 1/3 degli uomini infertili, una volta sottoposto alle adeguate cure, riesce ad avere una paternità naturale.
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