Una delle buone pratiche di prevenzione e salute è quella di monitorare con costanza il livello delle sostanze presenti nel sangue. Ciò è possibile grazie alle analisi del sangue, suggerite dal medico di famiglia e gratuite per tutti i donatori. Si tratta di un esame semplice, veloce e poco invasivo, che restituisce un referto ricco di informazioni che il medico saprà interpretare. Capita a molti, però, di leggere il referto appena ricevuto e di restare disorientati di fronte a parole e simboli non facili da interpretare.
È il medico di famiglia o il medico curante a prescrivere gli esami del sangue, rilasciando un’impegnativa che permette di recarsi presso il centro più vicino, per poter effettuare il prelievo ematico. La frequenza con cui sottoporsi a questo check può variare in base all’età, all’eventuale presenza di patologie, al rischio cardiovascolare, all’attività fisica praticata: generalmente si consiglia una volta all’anno, ma in un soggetto sano può essere calendarizzata anche con meno frequenza.
Preparazione al prelievo
Il prelievo del sangue è un esame semplice e non doloroso che richiede, tuttavia, una preparazione ad hoc. In primo luogo, infatti, è necessario presentarsi in laboratorio a digiuno per le 8 ore precedenti, incluso caffè, alcol, tè e altre sostanze eccitanti: la ragione risiede nel fatto che una lieve disidratazione permette un aumento delle sostanze circolanti e, dunque, un’analisi più accurata. In molti si domandano se sia possibile o meno bere acqua prima delle analisi del sangue. Chi segue una terapia deve confrontarsi con il proprio medico che saprà indicare se i farmaci possono interferire o meno con il prelievo.
Interpretazione del referto
Come anticipato, il referto del prelievo viene solitamente inviato in formato cartaceo oppure per via telematica direttamente al paziente che, a sua volta, lo porterà al medico curante. È la figura dello specialista, infatti, l’unica che può interpretare i dati e, eventualmente, suggerire degli accertamenti o prescrivere una terapia. È molto importante saper leggere e interpretare gli esami del sangue.
Ovviamente dovresti SEMPRE portarli da un medico per la diagnosi e il trattamento, ma sapere in anticipo se qualcosa non va non è difficile. L'esame del sangue è uno degli esami di controllo più richiesti e saperli leggere ti darà l'opportunità di conoscere la tua salute prima di vedere il tuo medico.
Il sangue è analizzabile in molteplici componenti che sono in grado di rappresentare degli indicatori precisi sul nostro stato di salute, quando analizzati da un occhio medico esperto. In questa pagina offriamo una panoramica delle diverse analisi e del motivo per cui queste, generalmente, vengono richieste. Per facilitare la ricerca le voci sono presentate in ordine alfabetico. Seguendo il link di un valore, vedrete anche le ulteriori analisi di solito richieste per la stessa finalità diagnostica. I contenuti qui riportati hanno solo un valore informativo generico e non sostituiscono in alcun modo un parere medico. Qualsiasi interpretazione personale potrebbe non essere corretta per la vostra condizione. Vi raccomandiamo di rivolgervi ad un medico per qualsiasi approfondimento sul vostro stato di salute.
Valori dell'emocromo
Tra gli esami del sangue standard (non solo dei donatori) ci sono i valori dell’emocromo. Vediamo cosa significa se uno dei parametri è più alto o più basso di ciò che viene considerato ottimale. Ricordate però che è fondamentale sentire il parere di un medico e non interpretare da soli le informazioni!
Globuli rossi (RBC)
- Se aumentano: produzione in eccesso, perdite di liquidi (diarrea, ustioni, disidratazione), malattia cardiaca congenita.
- Se diminuiscono: anemia, emorragie, malattie renali, malnutrizione, carenze di ferro e vitamine B6, B9 e B12.
Emoglobina (HGB)
- Se aumenta: disidratazione, eccessiva produzione di globuli rossi (policitemia), gravi malattie polmonari.
- Se diminuisce: malattie ereditarie (talassemie, anemia falciforme), carenza di ferro e vitamine B6, B9 e B12, emorragie, eccessiva distruzione dei globuli rossi (emolisi), anemie, malattie renali, cirrosi epatica.
Ematocrito (HCT)
L’ematocrito, indicato con la sigla HTC, indica il volume totale di globuli rossi in termini percentuali rispetto al sangue intero.
- Se aumenta: disidratazione, eccessiva produzione di globuli rossi (policitemia) causata da malattie del midollo osseo, da disturbi polmonari o da farmaci che stimolano la produzione di globuli rossi.
- Se diminuisce: anemie soprattutto da carenza di ferro, emorragie, carenza di vitamine e altri minerali, cirrosi epatica.
Globuli bianchi e formula leucocitaria
Oltre ai dati generali, nel referto troviamo anche la percentuale dei tipi di globulo bianco, ovvero granulociti neutrofili, eosinofili e basofili, monociti e linfociti.
- Se aumentano: infezioni, infiammazione, leucemie, traumi, stress.
- Se diminuiscono: malattie autoimmuni, infezioni gravi, malattie del midollo osseo, assunzione di alcuni farmaci (es. metotrexato).
Neutrofili (NEUT)
- Se aumentano: infezioni batteriche e fungine, malattie infiammatorie, alcuni tipi di leucemia.
- Se diminuiscono: infezioni gravi, chemioterapia.
Linfociti (LIMPH)
- Se aumentano: infezioni, infiammazione.
- Se diminuiscono: malattie del sistema immunitario (lupus), stadi terminali dell’AIDS.
Monociti (MONO)
- Se aumentano: infezioni virali, alcuni tipi di leucemie e tumori del midollo osseo, radioterapia.
- Se diminuiscono: alcune malattie del midollo osseo, alcuni tipi di leucemie.
Eosinofili (EOS)
- Se aumentano: allergie, infezioni di parassiti, scarlattina.
- Se diminuiscono: insufficienza renale cronica, shock anafilattico, traumi, interventi chirurgici, uso di farmaci cortisonici.
Basofili (BASO)
- Se aumentano: alcuni tipi di leucemie, infezioni croniche, reazioni allergiche verso gli alimenti e in seguito a radioterapia.
- Se diminuiscono: alcune infezioni acute, stress, gravidanza (in cui, fisiologicamente, si osserva una leucopenia), farmaci (cortisone, antineoplastici), ipertiroidismo.
Piastrine
- Se aumentano: alcuni tumori, artrite reumatoide, lupus, disordini mieloproliferativi, patologie infiammatorie intestinali, pillola anticoncezionale.
- Se diminuiscono: alcuni tipi di leucemie e malattie che causano una crescita alterata delle cellule del sangue, chemio/radio terapia, farmaci (paracetamolo, chinidina, sulfamidici, ecc.), autoanticorpi contro piastrine.
MCV (Volume corpuscolare medio)
Indica la dimensione dei globuli rossi.
- Se aumenta: carenza di vitamine B9 e B12.
- Se diminuisce: carenza di ferro, talassemie.
MCHC (Concentrazione emoglobinica corpuscolare media)
Questo valore rappresenta la quantità di emoglobina contenuta in un globulo rosso.
- Se aumenta: disidratazione, aumento dell’emoglobina.
- Se diminuisce: riflette i risultati MCV.
RDW (Ampiezza di distribuzione eritrocitaria)
- Se aumenta: un suo aumento può indicare la presenza di globuli rossi di dimensioni diverse (gli eritrociti immaturi sono di maggiori dimensioni). Ad esempio carenze nutrizionali di ferro, folati, vit. B12. Sempre indicativo dello sviluppo di anemia può essere il parametro RDW: se è più alto del normale, significa che sono presenti nel sangue globuli rossi molto più grandi e molto più piccoli dello standard.
- Se diminuisce: la maggior parte dei globuli rossi ha uguale dimensione.
MCH (Contenuto emoglobinico corpuscolare medio)
Il valore misura la quantità di emoglobina contenuta al loro intero.
- Se aumenta: riflette i risultati di MCV.
- Se diminuisce: riflette i risultati di MCV.
Altri valori importanti
Glicemia
Un altro elemento che è leggiamo sul referto di un prelievo è il livello della glicemia nel sangue. Misura il glucosio nel sangue. Semplice esame del sangue usato per diagnosticare il diabete mellito.
Colesterolo e Trigliceridi
Una sezione fondamentale del referto degli esami del sangue, infine, è quella dedicata al colesterolo e ai trigliceridi. Nel primo caso, è importante sottolineare che troviamo tre dati differenti: la quantità di colesterolo totale e poi la percentuale di colesterolo HDL e di LDL.
Esistono due tipologie di colesterolo, l’HDL (che sta per High Density Lipoproteins) è considerato il “colesterolo buono”. Il quadro lipemico dell’organismo è completato dall’analisi dei trigliceridi, sostanze grasse che, come il colesterolo, possono essere prodotte dal fegato oppure introdotte attraverso la dieta. Misurano le sostanze grasse prodotte nel fegato.
Ferritina
Indica la presenza di ferro nel fegato, che deve essere compresa fra 5-177 ng. La ferritina alta è sinonimo di una eccessiva introduzione di ferro, oppure di una potenziale leucemia, neoplasia maligna, di emacromatosi o di trasfusione recente.
Sideremia
Rappresenta la quantità del ferro “circolante”. I valori normali devono essere compresi fra i 16 e i 60 mg/dl.
Bilirubina
Misura la concentrazione di bilirubina presente nel sangue.
GOT e GPT (Transaminasi)
Misura il valore di questi fondamentali enzimi. I valori normali sono duplici: devono essere inferiori a 40 mU/ml, per quanto concerne GOT e GPT; e inferiori a 18 mU/ml per quanto riguarda il SGOT.
VES (Velocità di Eritrosedimentazione)
È la “velocità del sangue”.
TSH (Ormone tireostimolante)
È un valore inerente alle analisi della tiroide, che misura la presenza dell’ormone tiroidostimolante. Anche questi fanno parte dei valori relativi all’esame della tiroide.
Elettroforesi delle proteine plasmatiche
L’esame serve a verificare la quantità e la qualità delle proteine che circolano nel sangue. L’esame viene usato per facilitare la diagnosi di una malattia maligna chiamata mieloma multiplo, soprattutto quando sono presenti alcuni sintomi come dolore alle ossa, stanchezza, infezioni ricorrenti, anemia e fratture ossee senza cause apparenti.
Anche la diagnosi di altri disturbi può essere facilitata da questo esame: per esempio malattie infiammatorie e autoimmunitarie, infezioni croniche e acute, malattie dei reni e del fegato, disturbi del sistema immunitario (gammopatie) e condizioni di malnutrizione.
Albumina
- Se aumenta: disidratazione, vomito, diarrea, eccessiva sudorazione.
- Se diminuisce: malnutrizione, digiuno prolungato, malassorbimento, malattie renali ed epatiche, alcolismo, ustioni, infiammazioni, ipertiroidismo, gravidanza.
Alfa1 globuline
- Se aumentano: malattie infiammatorie croniche, malattie infettive, infarto cardiaco, assunzione pillola contraccettiva, gravidanza.
- Se diminuiscono: malattie epatiche gravi, una malattia ereditaria rara chiamata enfisema congenito, malattie renali.
Alfa2 globuline
- Se aumentano: malattie renali, malattie infiammatorie croniche e acute, infezioni, infarto cardiaco, sindrome di Down, diabete, alcuni tumori maligni.
- Se diminuiscono: malattie epatiche gravi, diabete, ipertiroidismo, rottura dei globuli rossi (emolisi), artrite reumatoide.
Beta globuline
- Se aumentano: anemia da carenza di ferro, alcuni casi di mieloma multiplo, ipercolesterolemia (elevati livelli di colesterolo nel sangue), gravidanza.
- Se diminuiscono: malnutrizione, cirrosi.
Gamma globuline
- Se aumentano: alcune malattie del sistema immunitario dette gammopatie (MGUS), mieloma multiplo, malattie epatiche croniche (epatite, cirrosi), infezioni, alcuni tumori, artrite reumatoide, lupus.
- Se diminuiscono: alcune malattie ereditarie del sistema immunitario.
Esami del sangue per un controllo generale
Le analisi del sangue sono importanti per valutare il benessere generale e individuare precocemente eventuali problemi di salute. Tipicamente gli esami di routine comprendono: emocromo completo con formula leucocitaria e piastrine, glicemia, VES, profilo lipidico (colesterolo totale, HDL e LDL, trigliceridi), test per la funzionalità renale (creatinina, azotemia) ed epatica (transaminasi, Gamma GT, bilirubina).
Normalmente è consigliabile fare un controllo all’anno, ma in presenza di fattori di rischio o condizioni croniche il medico potrebbe suggerire una frequenza maggiore.
Malattie rilevabili con gli esami del sangue
Gli esami del sangue offrono un valido aiuto diagnostico per una vasta gamma di condizioni: dalle malattie metaboliche (come diabete e ipercolesterolemia) alle disfunzioni ormonali (ad esempio ipo o ipertiroidismo), fino alle carenze nutrizionali (di sali minerali e vitamine).
E ancora, gli esami del sangue possono identificare infiammazioni e infezioni, monitorare patologie autoimmuni (tra cui artrite reumatoide o lupus) e rilevare intolleranze o allergie alimentari; in altri casi possono fornire indicazioni per riconoscere condizioni più gravi, come tumori o disturbi cardiovascolari, che necessitano di approfondimenti specifici.
Analisi degli organi tramite esami del sangue
Sì, gli esami del sangue possono offrire una panoramica completa sullo stato di salute di molti organi vitali, grazie al rilevamento di specifici biomarcatori: per il fegato, ad esempio, si possono analizzare le transaminasi (AST e ALT), la Gamma GT e la bilirubina.
Il sistema renale può essere valutato attraverso la creatinina, l’azotemia e il GFR (velocità di filtrazione glomerulare); anche il cuore può essere indagato attraverso specifici parametri, come la troponina e il CPK (creatinfosfochinasi), per diagnosticare danni o condizioni gravi.
Per quanto riguarda il pancreas, i livelli di amilasi e lipasi permettono di individuare eventuali infiammazioni o patologie; infine, i test sul profilo lipidico e sulla glicemia forniscono indicazioni preziose sul rischio di possibili disfunzioni metaboliche.
Preparazione agli esami del sangue
Prima del prelievo di sangue è necessario essere a digiuno da almeno 8 ore, durante le quali si può bere solo acqua, evitando qualsiasi tipo di alimento o altra bevanda.
Nelle 24 ore precedenti è consigliabile evitare il consumo di alcolici e il fumo, poiché possono influenzare i valori ematici: per lo stesso motivo, anche l’attività fisica intensa dovrebbe essere limitata. Infine, è importante informare il medico se si stanno assumendo farmaci, poiché potrebbero avere un impatto sui risultati degli esami.
Cosa evitare prima degli esami del sangue
Per garantire un referto accurato, è bene evitare alcune azioni che possono influenzare negativamente le analisi. è un primo passo importante. Nella pratica, può essere utile concentrarsi sulla respirazione e, se necessario, distogliere l’attenzione durante il prelievo (ad esempio guardando altrove o ascoltando musica); infine, ricordare che il prelievo è rapido e praticamente indolore, e che serve per prendersi cura della propria salute, può essere una motivazione per affrontare la paura.
Quantità di sangue prelevata
La quantità di sangue prelevata per gli esami varia a seconda del numero e del tipo di analisi: il volume del campione può andare da pochi millilitri (circa 2-5 ml per un singolo esame) fino a circa 20-30 ml per un check-up completo.
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