Gli anticorpi sono proteine, appartenenti alla classe delle immunoglobuline (Ig), prodotte dal sistema immunitario in risposta alla presenza di antigeni, sia esterni che interni.
Cosa Sono le Immunoglobuline?
Le immunoglobuline sono formate da quattro subunità polipeptidiche (due catene pesanti e due catene leggere), legate tra loro attraverso un legame disolfuro. Vengono secrete dai linfociti B maturi, che le ospitano nella propria membrana cellulare (più di 100.000 per ogni linfocita B). A questo livello agiscono come recettori specifici di membrana che, al contatto con l'antigene, attivano il linfocita.
Come Funzionano le Immunoglobuline?
Una parte dei linfociti attivati viene stimolata a riprodursi, differenziandosi in plasmacellule capaci di sintetizzare e secernere un numero impressionante di nuovi anticorpi (fino a 2.000 immunoglobuline al secondo). Gli anticorpi liberati dalle plasmacellule, solubili nel plasma, non distruggono direttamente l'ospite estraneo, ma si legano ad esso per renderlo maggiormente visibile e suscettibile all'azione degli altri attori del sistema immunitario (fagociti e cellule citotossiche). Se l’organismo torna poi nuovamente a contatto con l’antigene, il sistema immunitario che ne ha conservato la “memoria”, attiva a questo punto gli anticorpi specifici.
Tipi di Immunoglobuline
- Immunoglobuline M (IgM): sono rilasciate come prima risposta dell’organismo a un antigene (dunque a un’infezione, come ad esempio quella provocata dal virus Sars Cov-2, responsabile della malattia da coronavirus (Covid-19).
- Immunoglobuline G (IgG): costituiscono circa il 70-80% delle immunoglobuline del sangue, sono prodotte durante la prima infezione o in seguito all’esposizione ad antigeni, aumentano a distanza di qualche settimana dal contatto con l’agente, per poi decrescere e stabilizzarsi, conservandosi come una memoria per l’organismo per le future esposizioni all’antigene. Le IgG rappresentano circa il 75% degli anticorpi plasmatici dell'adulto e costituiscono il fulcro delle risposte immunitarie secondarie (quelle che intervengono nei casi in cui vi sia già stato un precedente incontro con l'antigene). Hanno un'azione difensiva di particolare efficacia: possono neutralizzare diverse tossine, impediscono ai virus di colonizzare le cellule e facilitano la fagocitosi batterica.
- Immunoglobuline A (IgA): le IgA equivalgono a circa il 15% delle immunoglobuline totali nel sangue. Le immunoglobuline A (IgA) sono un gruppo di anticorpi presente soprattutto nelle secrezioni esterne, come saliva, lacrime, secrezioni genitourinarie, muco intestinale e bronchiale, colostro e latte materno.
- Immunoglobulina D (IgD): le IgD rappresentano meno dell’1% delle immunoglobuline totali del plasma.
- Immunoglobulina E (IgE): le IgE sono presenti in piccolissime quantità. Le immunoglobuline E (IgE) sono associate alle reazioni allergiche; il loro legame con i recettori dei mastociti provoca infatti la massiccia liberazione di mediatori dell'infiammazione, prima tra tutti l'istamina.
Anticorpi Anti A/B e Trasfusioni di Sangue
Gli anticorpi anti A/B sono particolari tipi di anticorpi che si formano nel sangue in risposta alla presenza di antigeni estranei dei gruppi sanguigni A o B. Gli anticorpi anti A/B sono immunoglobuline specifiche che il sistema immunitario produce per riconoscere e neutralizzare le cellule estranee che presentano gli antigeni dei gruppi sanguigni A o B. Gli anticorpi appartengono alla classe delle proteine chiamate immunoglobuline (Ig), e quelli coinvolti nelle reazioni ABO sono principalmente di tipo IgM.
Gli anticorpi anti A/B svolgono un ruolo chiave nella compatibilità delle trasfusioni di sangue. La trasfusione di sangue richiede la compatibilità dei gruppi sanguigni per evitare reazioni di emolisi, dove la distruzione dei globuli rossi trasfusi può causare gravi complicanze. Se un individuo di gruppo A riceve sangue di gruppo B, gli anticorpi anti-B del ricevente attaccheranno i globuli rossi donati, causando una reazione emolitica acuta.
In laboratorio, una goccia di sangue del paziente viene mescolata con antisieri anti-A e anti-B. Gli anticorpi anti A/B svolgono un ruolo essenziale nella medicina trasfusionale e nella diagnosi di compatibilità tra gruppi sanguigni.
Test Sierologici: Rilevazione degli Anticorpi
Il test sierologico è un esame che rileva la presenza nel sangue di anticorpi prodotti dal sistema immunitario in risposta ad un agente estraneo. Con i test sierologici è possibile ottenere informazioni in merito al presunto contatto dell’organismo con virus, batteri, tossine o qualunque antigene che provochi la formazione di anticorpi. La ricerca degli anticorpi può avvenire attraverso test sierologici qualitativi e quantitativi. Richiedono un prelievo di sangue, e non di muco, come nel caso dei tamponi.
- Test qualitativi o test rapidi: permettono di appurare se ci sia stata una risposta immunitaria a un dato antigene. Prelevano, mediante una pipetta sterile monouso, una goccia di sangue, ottenuta pungendo con una lancetta sterile la punta del dito medio o anulare, e la rilasciano all'interno della cassetta del test. Le due categorie di anticorpi che si rilevano in questi test sono gli IgM e gli IgG. Un risultato è positivo, quando compaiono due o tre linee colorate in corrispondenza della voce C e IgM e/o IgG.
- Test quantitativi: come il test ELISA, enzyme-linked immunosorbent assay, permettono di conoscere la quantità di anticorpi attraverso un prelievo sanguigno e un’analisi in laboratorio.
Titolo Anticorpale
Il titolo anticorpale è la misura della quantità di una specifica tipologia di anticorpi nel sangue. L’esame misura le concentrazioni (titolo) degli anticorpi presenti nel sangue. La presenza di specifiche quantità di anticorpi nel sangue permette di discriminare se il paziente si è sottoposto a vaccinazione o se è stato precedentemente esposto a determinati agenti patogeni. È importante sottolineare che la presenza di specifici anticorpi nel sangue non è indicativo di una completa immunizzazione contro determinati agenti patogeni. Analogamente, l’assenza di anticorpi non esclude che il paziente non sia in grado di sviluppare una risposta immunitaria contro quella determinata patologia.
Autoanticorpi
Gli autoanticorpi sono un tipo di anticorpi (proteine prodotte da cellule del sistema immunitario chiamate linfociti B) che non riconosce le cellule e i tessuti del proprio corpo e li aggredisce. Normalmente, il sistema di difesa dell’organismo (sistema immunitario) è in grado di distinguere le sostanze estranee (dette non-self) dalle cellule del proprio corpo (chiamate self) e produce anticorpi solo quando percepisce che è stato esposto a una minaccia derivante da fattori non self come, ad esempio, batteri o virus. Quando il sistema immunitario cessa di riconoscere uno, o più, dei normali costituenti del corpo come propri (self) può produrre autoanticorpi per distruggere proprie cellule, tessuti e/o organi.
Le malattie associate a questo tipo di autoanticorpi sono chiamate malattie autoimmuni sistemiche. I test per gli autoanticorpi si eseguono sul sangue prelevato dalla vena di un braccio. Gli esami per la ricerca degli autoanticorpi sono richiesti dal medico per accertare (diagnosticare) una malattia autoimmune.
Esempi di autoanticorpi:
- anticorpi anti-DNA a doppio filamento (anti-dsDNA), sono presenti nell'80-90% dei pazienti colpiti da LES.
- anticorpi anti-cellule parietali gastriche (APCA), è presente una positività aspecifica nelle malattie tiroidee, nel diabete mellito e nelle anemie da carenza di ferro.
- anticorpi anti-muscolo liscio (ASMA), sono presenti in più dell'85% delle persone con epatite cronica attiva ed in circa il 50% degli individui con cirrosi biliare primaria.
Data la complessità, i risultati dei test degli autoanticorpi devono essere interpretati con attenzione. Non tutti gli individui con una malattia autoimmune, infatti, hanno autoanticorpi rilevabili e alcuni, invece, possono averne più di uno.
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