Esami del Sangue Obbligatori per la Visita Medica del Lavoro

In un contesto lavorativo sempre più controllato e regolamentato, per ogni realtà aziendale ed imprenditoriale, è d’obbligo mettere sul tavolo dei certificati di idoneità alla mansione per i propri dipendenti, in funzione delle attività che ogni singolo componente dello staff andrà poi ad eseguire.

Questi certificati, rilasciati dopo avere eseguito tutti gli esami necessari, tra cui gli esami del sangue obbligatori per dipendenti, hanno la funzione di garantire che il dipendente esaminato sia totalmente abile nello svolgere una determinata mansione e che presenti le capacità richieste per riuscire a sbrigare i compiti a lui assegnati senza uno sforzo eccessivo che possa portare a ripercussioni negative a livello fisico o mentale.

Gli esami del sangue obbligatori per dipendenti hanno una valenza preventiva, ovvero servono a prevenire che il lavoratore esaminato possa infortunarsi durante lo svolgimento della normale attività, mettendo a rischio la sua incolumità. A tale scopo è opportuno ricorrere a degli esami di laboratorio specifici, prestazioni professionali che si vanno a basare sull’effettiva esposizione dei Lavoratori a determinati fattori di rischio.

È essenziale tener conto di tutti i fattori di rischio prima di strutturare e definire quali tipo di esami sono necessari e a cui i Lavoratori dovranno sottoporsi. Questi fattori di rischio vengono determinati in base alla mansione specifica svolta dal personale operativo, dalla situazione ambientale ovvero dal luogo in cui viene impiegata gran parte dell’attività giornaliera del Lavoratore e in base ai macchinari che vengono adoperati quotidianamente nel regolare svolgimento lavorativo.

Chi Richiede e Dispone gli Esami del Sangue?

L’esecuzione degli esami del sangue sui lavoratori non può essere disposta, o tantomeno imposta, dal datore di lavoro con sua piena discrezionalità, ma al contrario deve essere sempre giustificata da motivazioni specifiche legate alla tutela della salute nell’ambito della sorveglianza sanitaria, e per poterli effettuare deve esserci una precisa richiesta del medico competente.

In altre parole, gli esami del sangue devono essere sempre prescritti dal medico competente in esecuzione della sorveglianza sanitaria. Ciò significa che il datore di lavoro non può richiedere direttamente ai suoi dipendenti di fare le analisi ematiche, ma ciò può avvenire solo tramite il medico competente, e quindi nel pieno rispetto delle norme sulla privacy e protezione dei dati personali (che ogni professionista incaricato della sorveglianza sanitaria è tenuto a non divulgare).

Il datore di lavoro può solo attuare le prescrizioni del medico competente, che è l’unica figura autorizzata a valutare i rischi specifici dell’ambiente di lavoro che richiedono controlli sanitari periodici, tra cui gli esami del sangue ritenuti necessari per questa salvaguardia. A quel punto il lavoratore ha l’obbligo di sottoporsi agli esami così individuati, pur mantenendo il diritto alla riservatezza dei dati emersi dalle analisi.

Quanto alle fonti normative di tale obbligo, l’art. 20, comma 2, del D.Lgs. 81/2008 (Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro) dispone che: «Il lavoratore deve sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente decreto o comunque disposti dal medico competente».

Categorie di Lavoratori Soggetti agli Esami del Sangue

Ecco le principali categorie di lavoratori che sono tenuti a sottoporsi agli esami del sangue, se il medico competente li richiede nell’ambito della sorveglianza sanitaria prevista dal D.Lgs. 81/2008 in base ai rischi specifici individuati:

  • Lavoratori esposti ad agenti chimici, cancerogeni o mutageni: chi lavora a contatto con sostanze tossiche o cancerogene (vernici, solventi, piombo, amianto, ecc.). In questi casi il medico competente può prescrivere esami del sangue specifici (come la piombemia per l’esposizione al piombo, o i biomarcatori per esposizione a solventi).
  • Lavoratori esposti ad agenti biologici: si tratta, in particolare, di operatori sanitari, personale di laboratorio, veterinari e chi lavora a contatto con materiali potenzialmente infetti. Qui si possono prevedere esami del sangue per monitorare eventuali infezioni o immunità (es. HBV, HCV, HIV).
  • Lavoratori esposti a radiazioni ionizzanti: in particolare, tecnici di radiologia, personale sanitario e operatori in ambienti con emissione di radiazioni. Sono previsti controlli periodici, compresi gli esami del sangue.
  • Lavoratori esposti a polveri di silice o amianto: come i lavoratori dell’edilizia, i bonificatori di amianto e il personale impiegato in cave e miniere. Per loro gli esami ematici possono far parte del monitoraggio sanitario periodico.
  • Lavoratori sottoposti a turni notturni o a mansioni usuranti: qui gli esami del sangue non sono obbligatori di default, ma possono essere richiesti in base alla valutazione compiuta caso per caso dal medico competente.
  • Altri casi previsti dalla valutazione dei rischi aziendale: se il documento di valutazione dei rischi (DVR) individua la necessità di monitoraggio biologico.

Volendo fare degli esempi concreti: un operaio edile con valori di glicemia elevati potrebbe essere soggetto a capogiri e dunque avere un maggiore rischio di infortuni: gli esami del sangue servono a prevenire questa eventualità, così come un conducente professionale di autobus o veicoli pesanti potrebbe essere sottoposto periodicamente ad esami alcolemici per evidenziare eventuali abusi di bevande alcoliche, in modo da evitare, o quantomeno ridurre, il pericolo di incidenti durante la guida.

Allo stesso modo, un addetto alle pulizie che maneggia quotidianamente sostanze corrosive (detersivi, acidi, prodotti caustici, ecc.) potrebbe doversi sottoporre a determinati esami ematochimici per prevenire l’insorgenza di malattie professionali.

In sintesi: gli esami del sangue non sono imposti per determinate categorie lavorative generiche ed omnicomprensive, ma la necessità di effettuarli deriva dalla tipologia di rischio individuata in azienda e dalla decisione del medico competente nell’ambito della sorveglianza sanitaria obbligatoria. Per cui, se sussistono le predette condizioni, è lecito richiedere gli esami del sangue, ed i lavoratori sono tenuti ad effettuarli.

Conseguenze del Rifiuto degli Esami del Sangue

Se il lavoratore rifiuta ingiustificatamente di sottoporsi agli esami del sangue stabiliti dal medico competente, le conseguenze a suo carico possono essere gravi. In particolare, può verificarsi:

  • La perdita dell’idoneità: senza gli accertamenti sanitari previsti, il medico competente non può esprimere il giudizio di idoneità alla mansione ed è impossibilitato a rilasciare il relativo certificato.
  • L’impossibilità di svolgere le mansioni contrattuali: in assenza dei risultati degli esami ematici disposti, il datore di lavoro non può assegnare il lavoratore a compiti per i quali è richiesta la sorveglianza sanitaria senza un giudizio di idoneità valido, e dunque deve sospendere il dipendente dallo svolgimento dei suoi attuali compiti.
  • Sanzioni disciplinari: il rifiuto ingiustificato di effettuare gli esami del sangue può portare alle contestazioni disciplinari stabilite dal CCNL di riferimento, fino alla sospensione e in alcuni casi anche al licenziamento, perché equivale a non rispettare un obbligo di legge legato alla sicurezza sul lavoro (art. 20, comma 2, del D.Lgs. 81/2008).

L’unica eccezione è un rifiuto motivato da ragioni mediche comprovate (ad esempio allergie a determinati farmaci usati per analisi o condizioni patologiche particolari), ma queste circostanze sono da discutere sempre con il medico competente.

Periodicità degli Esami del Sangue

La periodicità e la frequenza con cui il medico competente può richiedere ai lavoratori di fare gli esami del sangue non è fissata dalla legge in modo rigido, ma secondo le prescrizioni contenute nel Testo Unico sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, viene stabilita in base a questi parametri:

  • Tipologia di rischio al quale è esposto il lavoratore;
  • Livello di esposizione (che può essere più o meno elevato);
  • Stato di salute del lavoratore (giovane, anziano, con patologie o handicap, ecc.);
  • Valutazione dello specifico caso da parte del medico competente.

Inoltre esistono le linee guida e le best practices (migliori prassi) a cui ogni medico si attiene nella prescrizione degli esami del sangue. Così, ad esempio e in linea di massima, gli esami del sangue andrebbero ripetuti ogni 6 mesi o un anno per i lavoratori molto esposti a sostanze chimiche o ad agenti cancerogeni, mentre nei casi di esposizione acuta o di sintomi particolari che fanno sospettare l’insorgenza di patologie potrebbero essere prescritti anche trimestralmente.

GDM Sanità e gli Esami del Sangue Obbligatori

GDM Sanità mette a disposizione la propria competenza, nel campo della Medicina e della Sicurezza sul Lavoro, al fine di dare al personale gli strumenti necessari per eseguire al meglio il proprio compito all’interno dell’azienda. Dinamicità e professionalità al servizio di realtà presenti soprattutto al nord, in particolare nelle regioni Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria e Lombardia.

I servizi erogati da GDM Sanità spaziano dalla compilazione della documentazione tassativa, passando per visite mediche ed esami di laboratorio di routine, tra cui gli esami del sangue sul lavoro, al fine di tutelare a 360° l’azienda e chi ci lavora. Tutto ciò consente ai Clienti di non incorrere nelle sanzioni o nei ben più gravi procedimenti penali previsti dalle normative attualmente vigenti.

Le matrici biologiche vengono analizzate da Laboratori Analisi Accreditati con il Servizio Sanitario Nazionale, al fine di garantire la qualità del risultato e la massima valenza Medico Legale. In caso di esito dubbio di alcuni valori, sono gli stessi laboratori a ricampionare la matrice biologica e a consegnare al Medico Competente il referto con già gli esiti delle seconde analisi, come da normativa di riferimento.

I laboratori selezionati dai Medici Competenti di GDM sono in diretto contatto con i Centri Antidoping di riferimento per l’area di competenza e in caso di non negatività a esami tossicologici e/o ad accertamenti fini a escludere consumo e abuso di bevande alcoliche, le matrici biologiche vengono automaticamente inviate per le successive analisi di secondo livello, fornendo così alle Aziende Clienti di GDM un servizio a 360 gradi, senza che queste debbano occuparsi di nulla.

La consegna dei referti di laboratorio viene fatta dalla GDM ai singoli Lavoratori, previa richiesta e autorizzazione di questi ultimi. L’Azienda Cliente non deve occuparsi di maneggiare documentazione riservata e contenente informazioni sullo stato di salute dei propri Lavoratori, anche per questo aspetto ci pensano i Professionisti GDM.

GDM Sanità si impegnerà a strutturare ed erogare servizi studiati e personalizzati su ogni cliente al fine di assolvere qualsiasi tipo di esigenza che si presenti e cercando di soddisfare al meglio le richieste formative aziendali, le esigenze in materia di prevenzione ed evitare l’applicazione di sanzioni dovute al mancato adempimento dei requisiti normativi.

FAQ sugli Esami del Sangue Obbligatori per Dipendenti

Gli esami del sangue vengono effettuati insieme alla visita medica?

Sì, tendenzialmente gli esami del sangue previsti nel Protocollo Sanitario vengono effettuati contestualmente alla visita medica.

Si deve essere a digiuno per le analisi del sangue?

Solitamente non vengono richiesti esami per i quali è necessario il digiuno prolungato, ma dipende da quali voci di laboratorio il medico competente ha previsto di richiedere.

L’esame del sangue è doloroso?

Il prelievo venoso è una pratica mini-invasiva in quanto si deve raggiungere la vena con l’ago per prelevare la matrice biologica, ma parlare di dolore è forse inopportuno, diciamo che si può sentire un leggero fastidio. In GDM si utilizzano unicamente aghi butterfly (farfalla), al fine di ridurre il tutto a un semplice fastidio.

Il prelievo del sangue lo esegue il medico competente del lavoro?

Il medico del lavoro, essendo un medico chirurgo, è abilitato a eseguire tutti gli accertamenti che prescrive nel suo piano sanitario. In GDM sono presenti anche infermieri professionali, questi per esempio si occupano di eseguire i prelievi ematici, avendo una manualità allenata quotidianamente, tale da consentire un esame indolore.

Cosa e quali sono gli esami del sangue sul luogo di lavoro?

Gli esami di laboratorio, nei quali rientrano gli esami del sangue, sono previsti per alcune categorie di lavoratori e prevedono l’analisi delle matrici biologiche (sangue) presso un laboratorio analisi. Le voci di laboratorio sono tantissime e la loro analisi dipende dall’informazione che il medico sta ricercando per il giudizio di idoneità al lavoro.

È necessario prendere appuntamento per sottoporsi agli esami del sangue?

Sì, è necessario presentarsi a visita previo appuntamento concordato con la nostra segreteria, sulla base delle disponibilità in agenda del medico competente.

Quanto tempo occorre per avere i risultati delle analisi del sangue per dipendenti?

Dipende dalla tipologia delle voci di laboratorio analizzate, per gli esami del sangue è possibile affermare che gli esiti pervengono al medico competente entro 24-36 ore dalla consegna delle provette al laboratorio.

I referti degli accertamenti per la medicina del lavoro vengono consegnati al lavoratore?

Gli esiti vengono consegnati al lavoratore solo previa specifica richiesta o nel caso in cui sia necessario sottoporre gli accertamenti all’attenzione del medico curante o ad altri medici specialisti che assistono il lavoratore. In caso di mancata richiesta di consegna e/o assenza di problemi gli esami vengono custoditi e allegati alla cartella sanitaria del lavoratore, istituita e conservata sotto la responsabilità del medico competente.

Vengono eseguite analisi del sangue anche per pazienti privati?

No, ci occupiamo solo di medicina del lavoro e non svolgiamo attività a favore di privati. Le attività che eroghiamo sono rivolte solo ai soggetti beneficiari della sorveglianza sanitaria, individuati dal d.lgs 81/08. Offriamo servizi solo a favore dei lavoratori in forza presso le aziende clienti GDM.

La tenuta e monitoraggio delle scadenze degli esami chi la fa?

Tutto lo scadenzario viene gestito dalla segreteria GDM, sulla base delle attività pregresse e loro validità temporale.

Con la visita medica aziendale, viene fatta una valutazione dell’idoneità allo svolgimento di un determinato lavoro, nella verifica dell’assenza di condizioni mediche che possano rappresentare un rischio per la salute e un ostacolo all’esercizio delle mansioni assegnate e anche nella prevenzione degli infortuni sul lavoro.

In linea generale, un lavoratore neoassunto dovrebbe essere sottoposto a visita medica preventiva prima di iniziare la mansione, o al più tardi nei primi mesi dall’inizio dell’attività lavorativa. Questo obbligo è ancora più rilevante per chi utilizza abitualmente il computer per più di 20 ore settimanali, come previsto dal D.Lgs.

Quando un lavoratore si assenta per più di 60 giorni consecutivi a causa di malattia o infortunio, la normativa impone l’obbligo di sottoporsi a una visita medica di idoneità prima di poter riprendere l’attività lavorativa. Questa disposizione, prevista dal D.Lgs. 81/2008, ha lo scopo di tutelare la salute del lavoratore e garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro.

I lavoratori devono sottoporsi a una visita medica di idoneità all’attività lavorativa, disposta dal datore di lavoro in base al D.Lgs.

Il certificato di idoneità rilasciato dal medico competente della precedente azienda non è valido per una nuova realtà lavorativa. Questa procedura è necessaria poiché i rischi professionali possono variare anche tra aziende che svolgono attività simili.

Se il lavoratore risulta in malattia certificata dall’INPS nel giorno stabilito per la visita medica aziendale, non è obbligato a presentarsi alla visita.

Se il certificato di idoneità sanitaria è scaduto, il lavoratore non dovrebbe continuare a svolgere la propria attività fino a quando non viene effettuata la visita medica di rinnovo prevista dal D.Lgs. 81/08. La responsabilità principale in questi casi è del datore di lavoro, che ha l’obbligo di assicurarsi che tutti i dipendenti siano in regola con la sorveglianza sanitaria.

Consentire o svolgere attività lavorativa con un certificato di idoneità scaduto può comportare sanzioni per l’azienda in caso di controlli ispettivi.

Ricordiamo che la responsabilità di organizzare le visite mediche periodiche e garantirne la regolarità è esclusivamente del datore di lavoro.

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