Il test dell’Antigene Prostatico Specifico (PSA) viene generalmente prescritto agli uomini per valutare lo stato di salute della prostata. Grazie al dosaggio del PSA, infatti, si possono rilevare eventuali anomalie della ghiandola e possibili malattie, tra cui il tumore alla prostata. Ma cos’è il PSA, cosa indica, perché è così importante per valutare la salute prostatica dell’uomo e quali sono i valori considerati normali?
Cos'è il PSA?
Come indicato nell’introduzione, PSA è una sigla che sta per Prostate-specific antigen, ovvero “antigene prostatico specifico”. Il PSA è una proteina prodotta dalla ghiandola prostatica: la sua funzione è collegata alla coagulazione dello sperma. La sua funzione consiste nel mantenere fluido il liquido seminale dopo l'eiaculazione, in modo tale che gli spermatozoi possano muoversi più agevolmente nel tratto genitale femminile.
Si tratta di una proteina che viene sintetizzata dalla prostata. Una piccola parte di questo antigene è presente nel siero, ovvero nella parte liquida del sangue umano, e può essere usata per la misurazione della sua concentrazione.
Il PSA è una proteina presente in minime quantità nel sangue ed è normalmente prodotta dalle cellule della prostata (ghiandola dell'apparato genitale maschile la cui funzione principale è la produzione di liquido seminale) dove è maggiormente contenuta.
Come si misura il PSA?
Il PSA viene dosato attraverso un semplice prelievo ematico. L’esame per effettuare il dosaggio del PSA consiste in un semplice prelievo del sangue per misurare la quantità di antigene prostatico presente nel siero.
Esistono diverse modalità di misura del PSA: PSA totale, PSA libero (o "free") e il rapporto tra PSA libero e totale (PSA ratio). Queste sono utilizzate dallo specialista urologo per ottenere indicazioni sulla necessità di ulteriori indagini, ma anche per monitorare la malattia una volta che questa sia stata diagnosticata e trattata.
- PSA totale: indicatore che evidenzia la quantità di antigene prostatico specifico totale presente nel sangue, sia in frazione libera che legata a proteine di trasporto.
- PSA libero (o PSA free): valore che riporta la concentrazione di antigene prostatico specifico libero, ovvero in circolazione tale e quale nel flusso sanguigno. Il PSA libero è la parte del PSA totale non legato a proteine di trasporto.
- PSA ratio (rapporto tra PSA libero e totale): valutare la proporzione tra i due tipi di PSA è utile per distinguere condizioni benigne o maligne in modo più accurato. Si è visto, infatti, che in condizioni normali, il livello di PSA libero rispetto al PSA totale è maggiore del 20%. Valori inferiori indicano la possibile presenza di una patologia tumorale, mentre valori superiori segnalano un'ipertrofia prostatica benigna o una prostatite.
- PSA reflex: al dosaggio del PSA totale va aggiunta la rilevazione del PSA libero solo se la concentrazione di PSA nel sangue è compresa tra 2,5 e 10 ng/mL.
Valori Normali del PSA
Secondo quanto indicato sul sito issalute.it, il valore di PSA totale considerato nella norma è inferiore a 4 nanogrammi per millilitro di sangue (ng/ml). Sono considerati valori del PSA totale normali, ma non in assoluto, quelli inferiori ai 4 ng/ml (nanogrammi per millilitro di sangue, una concentrazione di migliaia di volte inferiore a quella rilevabile nello sperma.
Il valore considerato normale per il PSA totale disciolto nel plasma è quello entro i 3-4 nanogrammi per millilitro di sangue. Questo valore "soglia" è stato definito dopo aver effettuato numerosi studi su popolazioni di età variabile (da giovani adulti ad anziani). Si parla di un valore del PSA considerato "generalmente" nella norma perché non vi è un valore assoluto di normalità, anche se valori compresi tra 2 e 4 ng/ml hanno una buona probabilità di non accompagnarsi alla presenza di un tumore.
I valori del PSA cambiano in base all’età:
- sotto i 50 anni: meno di 2,5 ng/mL
- tra i 50 e i 59 anni: meno di 3,5 ng/mL
- tra 60 e i 69 anni: meno di 4,5 ng/mL
- sopra i 70 anni: meno di 6,5 ng/mL
Un livello di PSA superiore a 4,0 ng/mL in uomini sopra i 60 anni o superiore a 2,5 ng/mL in uomini sotto i 60 anni richiede ulteriori indagini.
E' importante sapere che il valore normale del PSA totale su sangue dovrebbe essere compreso tra 2 e 4 ng/ml, variabile in base all’età e allo stato del paziente. Valori superiori a 4 ng/ml vanno interpretati assieme all’analisi del PSA libero, possibile indicatore di patologie benigne o maligne.
In particolare, livelli di PSA tra 4 e 10 nanogrammi per millilitro indicano un rischio di tumore più alto del normale, che aumenta ulteriormente se i livelli superano la soglia dei 10 nanogrammi.
ATTENZIONE: Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica.
Fattori che influenzano i valori del PSA
Chiarito questo, è fondamentale precisare che i valori del PSA possono infatti essere alterati da molte altre condizioni, anche del tutto normali. Ad esempio, valori superiori alla norma si possono registrare dopo la palpazione della prostata durante una visita specialistica, una biopsia prostatica o altre manovre sulla ghiandola effettuate dall'urologo. Inoltre, il PSA può addirittura aumentare, seppur lievemente, anche dopo un rapporto sessuale; per questo, normalmente si consiglia di astenersi dai rapporti per almeno 48 ore prima del test.
Prima del prelievo devono essere raccomandati alcuni giorni di astinenza sessuale; utile anche evitare l’attività sportiva come per esempio ciclismo e palestra.
Insieme all'esplorazione rettale ed all'ecografia, il PSA contribuisce ad individuare il tumore alla prostata, sia in forma benigna, che maligna.
Inoltre, a parte l’età, ci possono essere alcune condizioni non patologiche che possono influenzare le concentrazioni del PSA e, quindi, l’esito del test.
Con l’avanzare dell’età e con il naturale accrescimento di volume della prostata dovuto all’invecchiamento, però, il quantitativo di PSA tende ad aumentare.
Altre cause di innalzamento del PSA
Valori del PSA alti, superiori a quelli di riferimento, non sono necessariamente sintomo di tumore alla prostata: per cui è importante non allarmarsi. Infatti, la concentrazione dell’antigene prostatico specifico nel sangue può aumentare anche in presenza di:
- Infiammazioni prostatiche (prostatiti) acute e croniche
- Ipertrofia prostatica benigna o infezioni delle vie urinarie
- Manipolazioni, traumi o interventi pregressi alla prostata
- Cause ambientali (invecchiamento, intensa attività fisica o sessuale)
Un PSA alterato - ci spiega il dottor Silvano Minervini Responsabile dell'Urologia di G.B. Mangioni Hospital di Lecco - può essere espressione di una ghiandola particolarmente voluminosa, di un’infiammazione acuta o cronica, di un tumore.
PSA basso: cosa significa
Valori del PSA bassi e inferiori a 2 ng/ml sono spesso riscontrati in soggetti che assumono farmaci specifici (tra cui gli inibitori della 5-alfa-reduttasi) o in pazienti fortemente obesi.
Interpretazione dei Risultati
Il test può quindi rilevare alti livelli di PSA nel sangue ma non fornisce informazioni diagnostiche precise sulla condizione della prostata. Ecco perché questo esame non è sufficiente per determinare e diagnosticare la patologia specifica, e va affiancato da altri accertamenti più complessi (ad es.
Come anticipato, valori sopra la norma non segnalano necessariamente problemi gravi: il PSA indica che c'è un problema a livello della prostata, ma non rivela alcunché sulla natura di questo problema. Ad esempio, il PSA nel sangue non permette di distinguere con certezza una malattia della prostata di tipo benigno da un tumore prostatico.
Un altro aspetto importante da considerare è che spesso anche in adulti sani e senza disturbi alla prostata si registrano valori anomali di PSA: si tratta dei cosiddetti falsi positivi che si verificano quando il livello di PSA è elevato, ma il tumore non è presente. Per questi motivi, il PSA non ha significato diagnostico e se i suoi livelli si presentano alterati è necessario procedere ad ulteriori approfondimenti per confermare od escludere un carcinoma prostatico.
L’interpretazione dei valori di PSA presenti nel sangue deve però essere sempre messa in relazione all’età dell’individuo. Ad esempio, un valore di PSA pari a 4 ng/ml può essere normale se il paziente ha 70 anni, mentre è fortemente sospetto se il paziente ne ha 50. Attualmente, per gli uomini più giovani, è ritenuto più corretto accettare come normale un valore fino a 2,5 ng/ml. Ecco perché alcuni laboratori pongono il limite di normalità a 2,5 ng/ml e non a 4.
Questa interpretazione deve perciò essere sempre messa in relazione all'età dell'individuo. Un valore di PSA pari a 4 ng/ml può essere normale se riscontrato a 70 anni mentre è fortemente sospetto se il soggetto ha 50 anni.
Generalmente, lo screening viene effettuato una volta all’anno, ma la frequenza può variare in base alla stabilità dei livelli di PSA.
Se invece il PSA totale è elevato ma il PSA libero è in concentrazioni inferiori al 10%, alcuni studi scientifici dichiarano che la probabilità di cancro prostatico aumenta del 56%.
Screening e Diagnosi
Più nel dettaglio, il dosaggio dell'antigene prostatico specifico viene indicato a tutti gli uomini dai 50 anni d'età.
Effettuando l’analisi del PSA è possibile riscontrare i valori di:
Il test del PSA consente di individuare eventuali patologie alla prostata.
È fondamentale sapere però che il test in sé non conferma la diagnosi di tumore alla prostata, che dev’essere condotta in seguito alla biopsia e all’esame istologico; l’analisi del PSA rappresenta un indicatore di possibili malattie prostatiche, tra cui il cancro in fase iniziale.
In linea generale l’esame del sangue per la prostata è consigliato per:
- La prevenzione su individui con diagnosi pregressa di tumore alla prostata
- Lo screening per soggetti con disturbi associabili al cancro prostatico
- La diagnosi precoce per pazienti asintomatici con familiarità o tra i 50-70 anni
La prevenzione del cancro prostatico è essenziale: se rilevato precocemente, il tumore può essere trattato in modo più efficace e con alte possibilità di successo.
Se il sospetto di tumore viene confermato da altri esami diagnostici, il dosaggio del PSA rappresenta un buon indicatore dell'estensione tumorale.
Se le cellule della prostata vengono danneggiate, la concentrazione nel circolo ematico possono aumentare. Il PSA è un marcatore specifico dell'organo, ma non delle patologie che lo colpiscono: valori alti potrebbero suggerire tanto la presenza di condizioni benigne (una prostatite, un'iperplasia prostatica benigna ecc.), quanto di processi neoplastici della prostata.
Ulteriori Esami
Il primo approccio è sempre e comunque legato alla visita urologica; la prostata a differenza di altri organi può essere valutata (volume, consistenza, limiti) attraverso una semplice esplorazione rettale.
Nei casi dubbi l’urologo chiederà una Risonanza Magnetica multi-parametrica ed eventualmente una biopsia prostatica.
Il medico dovrà richiedere ulteriori esami diagnostici per valutare la presenza di potenziali disturbi della prostata, ed eventualmente la ripetizione del test a distanza di alcune settimane per verificare se i livelli di PSA diminuiscono, aumentano o rimangono stabili.
Lo specialista urologo è in grado di interpretare correttamente i risultati del test e, quindi, proporre i successivi esami per arrivare a una diagnosi certa.
Al Gemelli Imaging Center, utilizziamo la risonanza magnetica (RM) come metodo non invasivo per determinare se siano necessari altri approfondimenti, come per esempio una biopsia, che permette di prendere campioni da aree specifiche che sembrano anomale. All’interno di un programma di screening, la RM è un valido strumento, considerando che una parte dei tumori clinicamente significativi non è associato ad un innalzamento dei valori di PSA. La procedura utilizza potenti magneti e onde radio per creare immagini dettagliate della prostata. La RMN alla prostata ottiene diversi tipi di immagini per avere un quadro dettagliato della prostata.
Prevenzione e Stile di Vita
Anche l’esposizione al sole sembrerebbe avere un effetto benefico verso il rischio di sviluppare il tumore alla prostata: chi vive a lungo a una latitudine in cui le radiazioni solari sono più forti, sarebbe più protetto da questa forma di cancro.
Uno di questi - specifica il dottore - è un’alimentazione ricca di vegetali, verdure cotte, oli vegetali e pesce.
Alcuni consigli utili sono:
- abbondante frutta, verdura, cereali integrali e legumi: Consuma almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, preferibilmente di vari colori.
- limitare carni rosse e processate, grassi saturi e sale: Riduci il consumo di carni processate e limita la carne rossa a 500 grammi a settimana.
- bere 6-8 bicchieri di liquidi al giorno, includendo acqua, latte a basso contenuto di grassi, tè, caffè e bevande senza zucchero.
Fattori di Rischio
"Il figlio di un padre affetto da tumore prostatico - specifica ad esempio il dottore - ha il 25% di probabilità in più di sviluppare nel corso della vita una neoplasia alla prostata.
L'Importanza del PSA e della Visita Urologica
"Il PSA e soprattutto la visita urologica - conferma il dottor Minervini - sono ancora gli elementi che danno maggiori informazioni sulla salute maschile.
Consigliamo di discutere i benefici dello screening con il proprio medico a partire dai 45 anni, o a 40 anni per gli uomini a rischio più elevato.
Incidenza del Tumore alla Prostata
Secondo i dati raccolti da AIOM e contenuti nel rapporto “I numeri del cancro in Italia 2021” il carcinoma prostatico è divenuto, nell’ultimo decennio, il tumore più frequente nella popolazione maschile dei paesi occidentali.
In Italia rappresenta il 18,5% dei tumori maschili diagnosticati: parliamo di oltre 36.000 casi all’anno. Nonostante l’incidenza elevata, il rischio che la malattia provochi la morte del paziente è basso: 5,9%. Grazie anche alla maggiore diffusione di esami e terapie che permettono una cura precoce si è riscontrato, inoltre, che il dato sulla mortalità sia attualmente in discesa.
Limitazioni dello Screening con il PSA
Seppure possa essere un valido strumento per lo screening oncologico, l’esame del PSA da solo non è sufficiente per diagnosticare il tumore alla prostata: il risultato dell’analisi può essere influenzato da fattori esterni come lo stile di vita e può variare notevolmente nel tempo.
La scelta di sottoporsi allo screening del tumore alla prostata dev’essere supportata dal medico di fiducia, onde evitare preoccupazioni inutili o procedure invasive.
Alla luce di ciò, l’esame del PSA può essere eseguito a scopo preventivo una volta all’anno, soprattutto per gli uomini di età compresa tra i 50 e i 70 anni, anche in assenza di sintomi. Negli individui di età pari o superiore a 40 anni, di solito, è prescritto qualora sia presente una predisposizione genetica allo sviluppo di questa tipologia di carcinoma.
Le informazioni presenti nel sito devono servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico-paziente. Tutti i diritti sono riservati. Questo sistema è disponibile all’uso clinico in molti ospedali europei e del Regno Unito.
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