L'anemia è una condizione clinica caratterizzata dalla diminuzione della quantità di globuli rossi. Le persone che ne soffrono hanno una concentrazione di emoglobina non sufficiente, causando una diminuzione della capacità del sangue di portare l'ossigeno ai vari organi del corpo umano.
Cos'è l'Anemia da Carenza di Ferro?
L’anemia da carenza di ferro o sideropenia è la forma più diffusa di anemia. In questo caso il ferro introdotto con l’alimentazione non soddisfa il reale fabbisogno del paziente. La causa principale di questo tipo di anemia è l’instaurarsi di una carenza di Ferro (Fe), elemento essenziale per la vita.
In condizioni normali, la disponibilità è di circa 4-5 grammi, di cui ben 3 grammi sono necessari nell’emoglobina a completare una particolare struttura definita Gruppo Eme. Questo tipo di anemia colpisce maggiormente le donne in età fertile a causa delle perdite mestruali abbondanti, ma anche in gravidanza perché il corpo umano richiede una quantità maggiore di ferro quotidiano.
Sintomi dell'Anemia da Carenza di Ferro
I sintomi di anemia da carenza di ferro variano molto a seconda dei soggetti. Si va dal senso di stanchezza e affaticamento, a stati d’umore altalenanti con picchi di irritabilità. In alcuni pazienti si riscontra anche debolezza fisica accompagnata dal tipico “fiato corto” a seguito di attività fisica.
Spesso, l’anemia non si manifesta con dei sintomi e viene ignorata, nascondendo altre cause sottostanti più gravi. Per questo motivo, periodiche analisi del sangue per l’anemia permettono di diagnosticare tempestivamente la malattia, di curarla precocemente e di prevenire le complicazioni.
Ecco un elenco dei principali sintomi dell’anemia:
- Affaticamento, spossatezza e debolezza
- Mal di testa cronico e insonnia
- Vertigini, capogiri e pallore
- Mani e piedi freddi, formicolio alle gambe
- Unghie fragili e perdita di capelli
- Difficoltà di concentrazione
- Sensazione di generale malessere
- Cefalea
- Difficoltà di respirazione
Diagnosi dell'Anemia da Carenza di Ferro: Gli Esami del Sangue
Gli esami per anemia hanno lo scopo di verificare la quantità di riserve di ferro nel sangue e al tempo stesso controllare i livelli di vitamina B12 e di acido folico.
Secondo le linee guida, per una corretta diagnosi di anemia sideropenica, è bene valutare diversi esami del sangue per determinare i livelli di ferro (sideremia) nel sangue.
L’emocromo, indicato anche con il nome di esame emocromocitometrico completo, rappresenta uno dei più importanti test attraverso i quali è possibile riscontrare un caso di anemia. Si tratta di un test che serve a valutare le cellule che circolano nel flusso ematico; nella maggior parte dei casi esso viene richiesto nel novero degli esami di routine o se il paziente manifesta sintomi che sono associati a patologie che riguardano le cellule del sangue.
Gli esami del sangue sono fondamentali per rilevare una potenziale anemia. La diagnosi stessa della malattia si basa sui valori dell’emocromo (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) e su altri potenziali indicatori di anemia.
Ecco i principali esami del sangue utilizzati per diagnosticare l'anemia:
- Emocromo: Fornisce informazioni sulle quantità delle principali cellule presenti nel sangue (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine).
- Sideremia: Misura la quantità di ferro presente nella parte liquida del sangue. Rappresenta il ferro di passaggio nel sangue.
- Transferrina (o TIBC): Monitora la presenza dell’omonima proteina del sangue, che ha il compito di trasportare il ferro. Indica la proteina di trasporto del ferro.
- Ferritina: Monitora la presenza dell’omonima proteina del sangue, tra le principali responsabili dello stoccaggio del ferro.
- Acido folico: Monitora la presenza di folati nel sangue, la cui carenza può provocare anemia.
- Vitamina B12: Monitora la presenza nel sangue di questa specifica vitamina, la cui carenza può provocare anemia.
- TSAT (saturazione transferrina): Verifica la percentuale di molecole di transferrina legate al ferro rispetto al loro numero totale.
- VES (velocità di eritrosedimentazione) e proteina C reattiva: marker aspecifici di flogosi o di infezione, che possono far sospettare un’anemia cronica in corso.
- Sodio, potassio e magnesio: per valutare gli squilibri idro-elettrolitici delle anemie.
Inoltre, il test del lattato deidrogenasi misura l’enzima omonimo, che può essere indice di distruzione dei globuli rossi e di danno tissutale. A volte lo stato anemico si può concretizzare per effetto di una perdita di sangue non identificata, per esempio a livello del tratto gastrico e intestinale. La ricerca del sangue occulto nelle feci può essere utile in tali circostanze, come pure il test di H.
Per la diagnosi dell’Anemia da carenza di Ferro, rispetto agli esami elencati si prendono in considerazione in particolare i valori di Emoglobina (Hb), Ferritina e Recettore Stabile della Transferrina (sTFR).
L'emocromo, di norma, è accompagnato dall'esame microscopico dello striscio di sangue, analisi che oltre a confermare le quantità permette anche di valutare le dimensioni, l'intensità di colorazione e la forma dei globuli rossi.
Valori di Riferimento Emoglobina
Una persona viene definita anemico se presenta valori della emoglobina:
- inferiori a a 13 gr/dl se uomo;
- inferiori a 12 gr/dl se donna.
Nella tabella sottostante sono riassunti i principali esami eseguiti per la diagnosi di anemia e il significato di valori alti o bassi:
| Esame | Valori Alti Possono Indicare | Valori Bassi Possono Indicare |
|---|---|---|
| Sideremia | Malattie genetiche (talassemie, emocromatosi), eccessive trasfusioni di sangue, epatite virale acuta, leucemie, terapie con ferro. | Aumento delle richieste da parte dell'organismo, ridotto assorbimento, emorragie, anemia sideropenica, diabete, insufficienza renale. |
| Ferritina | Malattie del fegato, emocromatosi, alcuni tumori maligni, infezioni acute e croniche, malattie autoimmunitarie, eccessive trasfusioni di sangue. | Carenza cronica di ferro, carenza di vitamina C, malnutrizione. |
| Transferrina | Carenza di ferro. | Emocromatosi, anemie causate da infezioni o malattie croniche, malnutrizione, cirrosi epatica, sindrome nefrosica. |
| Emocromo (Globuli rossi) | Produzione in eccesso, perdite di liquidi (diarrea, ustioni, disidratazione), malattia cardiaca congenita. | Anemia, emorragie, malattie renali, malnutrizione, carenze di ferro e vitamine B6, B9 e B12. |
| Emoglobina | Disidratazione, eccessiva produzione di globuli rossi (policitemia), gravi malattie polmonari. | Malattie ereditarie (talassemie, anemia falciforme), carenza di ferro e vitamine B6, B9 e B12, emorragie, eccessiva distruzione dei globuli rossi (emolisi), anemie, malattie renali, cirrosi epatica. |
| Ematocrito | Disidratazione, eccessiva produzione di globuli rossi (policitemia) causata da malattie del midollo osseo, da disturbi polmonari o da farmaci che stimolano la produzione di globuli rossi. | Anemie soprattutto da carenza di ferro, emorragie, carenza di vitamine e altri minerali, cirrosi epatica. |
Trattamento dell'Anemia da Carenza di Ferro
Il primo punto è il più importante perché qualsiasi terapia farmacologica sarebbe inefficace se non fossero eliminate le cause alla base della mancanza di ferro. Per ricostituire le riserve, la terapia migliore è il ferro da prendere per bocca (via orale) perché è efficace e sicuro. La quantità (dose) può variare da 100 a 200 milligrammi al giorno, suddiviso in due dosi da prendere, preferibilmente, a digiuno. In questo modo, si assicura un efficace assorbimento del ferro e un rapido recupero dei livelli di emoglobina che possono aumentare anche di 1-2 grammi/decilitro in 2-4 settimane. La cura (terapia) dovrà essere continuata fino a riportare a livelli normali la quantità di ferro nei depositi.
Tra le cause principali del fallimento delle cure vi è la scarsa collaborazione del malato nel rispettare le indicazioni e la durata della terapia prescritta dal medico. Solitamente, ciò avviene a causa della comparsa di effetti indesiderati (effetti collaterali) causati dal ferro che possono consistere in nausea, dispepsia, stipsi o diarrea, feci scure. Per ridurre tali disturbi, può essere utile suddividere e ridurre il dosaggio giornaliero e, contemporaneamente, prendere 500 unità di vitamina C che amplifica l'assorbimento del ferro. Alternative al solfato ferroso sono il gluconato ferroso e il fumarato ferroso.
Le terapie endovenose con ferro-destrano sono molto più veloci nell'innalzare i valori di emoglobina e molto più efficaci, soprattutto nelle malattie da malassorbimento.
Oltre alla terapia farmacologica, un'alimentazione corretta può aiutare a contrastare l'anemia da carenza di ferro. La fonte principale di assunzione del minerale ferro è proprio l’alimentazione.
leggi anche:
- Esenzione C03: Diritto all'Esenzione per Esami del Sangue?
- Esami del Sangue per la Celiachia: Scopri Quali Sono e Come Prepararsi
- Come Interpretare i Tuoi Esami del Sangue: Guida Semplice per Capire i Valori
- Esami del Sangue in Gravidanza: Quali Sono Gratuiti e Come Accedere?
- Colesterolo Buono (HDL): Scopri i Valori Ideali e Come Protegge la Tua Salute!
- Kefir e Colesterolo: Scopri i Benefici Sorprendenti e Come Preparare il Kefir in Casa
