Esami del Sangue per Diagnosticare Infezioni

Gli esami del sangue sono uno strumento fondamentale per la diagnosi e la valutazione medica, offrendo una preziosa finestra sul nostro benessere. Grazie a una piccola quantità di sangue, infatti, questi test analizzano una vasta gamma di indicatori che ci permettono di comprendere meglio il funzionamento del nostro corpo. Dall'emocromo completo ai test delle funzioni epatiche e renali, i risultati degli esami del sangue forniscono informazioni essenziali che aiutano i medici a individuare potenziali problemi di salute e a monitorare l'efficacia dei trattamenti.

Il controllo tramite esame del sangue è la modalità più semplice, rapida e meno invasiva per avere una fotografia sulla salute del paziente, indagando specifici aspetti - se per esempio si sospetta una patologia o una condizione clinica allarmante - oppure per valutare con esami generalisti e di routine, in termini preventivi, la condizione generale della persona.

La nostra condizione di salute varia nel tempo, sia a seconda di fattori patologici, che a causa di fattori ambientali, cambiamenti dello stile di vita, periodi di stress, eventi esterni etc. Adottare misure di prevenzione e controllo è fondamentale e ripetere gli esami periodicamente è utile per fotografare lo stato fisico del momento, e osservare come si evolve nel tempo.

Emocoltura

L'emocoltura è una analisi del sangue che, di solito, non viene richiesta dal medico curante. È, infatti, eseguita in situazioni di urgenza, soprattutto in persone ricoverate qualora si sospetti una “infezione del sangue” causata da batteri o funghi. In condizioni normali il sangue è un liquido sterile; l'emocoltura positiva indica la presenza nel sangue di un agente infettivo, che è riuscito a passare dal punto d'ingresso dell'infezione, normalmente a livello di altri tessuti corporei fino al sangue, e lo utilizza come veicolo di trasporto per spostarsi ad altri organi del corpo.

Una conseguenza dell'infezione del sangue particolarmente critica è la sepsi. L'emocoltura deve essere effettuata il più rapidamente possibile, se si sospetta un'infezione invasiva in atto. Nel caso di sepsi, condizione in cui l'intervento immediato è particolarmente importante, in attesa dei risultati dell'emocoltura si somministra una terapia empirica utilizzando antibiotici cosiddetti ad ampio spettro, vale a dire in grado di agire verso numerosi tipi di batteri.

Infezioni delle Vie Urinarie (IVU)

Le infezioni delle vie urinarie (IVU) si verificano quando i batteri o altri microrganismi, in particolare se appartenenti alla flora fecale, penetrano all’interno delle vie urinarie causando un’infezione, determinando la comparsa di segni e sintomi quali dolore e infiammazione. Le infezioni delle vie urinarie possono interessare diverse componenti delle vie urinarie. L’infezione della vescica è il tipo di IVU più comune, ma possono essere colpiti anche i reni (pielonefrite), l’uretra (uretrite) o la prostata (prostatite). Le donne risultano più esposte alle infezioni delle vie urinarie rispetto agli uomini. Circa il 60% delle donne e il 12% degli uomini svilupperanno almeno un’IVU nel corso della vita.

La maggior esposizione delle donne è dovuta alle differenze strutturali tra i sessi; infatti, l’uretra femminile è più corta rispetto a quella maschile, pertanto i batteri e altri microrganismi diffondono con più facilità dall’uretra verso la vescica. Inoltre, la maggior vicinanza tra l’uretra femminile e l’ano aumenta il rischio di diffusione dei microrganismi nelle vie urinarie. Qualsiasi fenomeno che rallenta o ostruisce il flusso di urina o favorisce la penetrazione dei batteri nelle vie urinarie può aumentare il rischio di sviluppare IVU.

In alcuni casi, le IVU possono raggiungere il circolo sanguigno (setticemia) e causare la sepsi, una complicanza potenzialmente letale. Se l’IVU è grave e/o si diffonde ai reni può causare dolore al fianco, febbre alta, tremore, brividi, nausea o vomito. I neonati e i bambini piccoli non sempre sono in grado di comunicare chiaramente i propri sintomi e possono manifestare solo sintomi aspecifici in presenza di IVU, quali malessere, inappetenza, febbre ed urina maleodorante.

Diagnosi delle IVU

Gli esami di laboratorio sono eseguiti per diagnosticare le infezioni delle vie urinarie (IVU) ed identificare i batteri (o gli altri microrganismi) che le causano, oltre che per stabilire il trattamento adeguato. La maggior parte dei casi di IVU sono riconducibili ad Escherichia coli (E. coli), un batterio che risiede nel nostro tratto digerente e che viene rilevato abitualmente nelle feci. L’infiammazione e l’infezione dell’uretra (uretrite) possono essere causate da malattie sessualmente trasmissibili (STD), quali herpes, clamidia o gonorrea. Il trattamento e la prevenzione delle STD differiscono da quelli tipici delle IVU.

  • Analisi dell’urina: insieme di esami chimici, fisici e microscopici eseguiti su un campione di urina. Questi test consentono di diagnosticare la maggior parte delle infezioni delle vie urinarie, identificando la presenza di batteri e globuli bianchi nel campione.
  • Urinocoltura: rileva e identifica i batteri o i lieviti che causano l’infezione. Questo esame non viene eseguito routinariamente; bensì per confermare i risultati dell’analisi dell’urina o se il paziente è ricoverato o esposto ad IVU ricorrenti.
  • Test di sensibilità agli antibiotici: valuta la sensibilità del batterio al trattamento antimicrobico o antifungino, come supporto per stabilire la terapia più appropriata.

Le IVU sono considerate “complicate” se si verificano nei bambini o nelle donne in gravidanza, oppure se i sintomi manifestati dal paziente suggeriscono la diffusione dell’infezione al di fuori della vescica. Cistoscopia, consiste nell’inserimento di un endoscopio attraverso l’uretra fino nella vescica. Permette di visualizzare il rivestimento interno dell’uretra e della vescica, contribuendo ad individuare la presenza di eventuali ostruzioni o anomalie. Se è presente un calcolo, è possibile introdurre dei dispositivi attraverso il cistoscopio in grado di rimuovere il calcolo o di frammentarlo con l’utilizzo di un laser.

Solitamente, gli esami per le infezioni delle vie urinarie (IVU) vengono eseguiti in regime di ricovero o ambulatorialmente. La cateterizzazione consiste nell’introdurre un tubicino flessibile attraverso l’uretra fino alla vescica. Urinare dopo un rapporto sessuale contribuisce a prevenire l’insorgenza di IVU. I rapporti sessuali sono associati all’insorgenza di ricorrenti infezioni sessualmente trasmissibili, soprattutto nelle donne giovani. Occorre evitare l’utilizzo di schiume e gel spermicidi, prodotti (come i preservativi) contenenti spermicidi e metodi contraccettivi (come il diaframma) per ridurre la presenza di recidive.

Nelle donne, le IVU possono verificarsi quando i batteri localizzati attorno all’orifizio anale penetrano nell’uretra. In caso di IVU complicate o ricorrenti l’infezione può coinvolgere più tipi di batteri, pertanto è importante selezionare uno o più terapie antibiotiche specifiche. Talvolta, le infezioni sessualmente trasmissibili possono recidivare o protrarsi nel tempo, finchè non viene rilevata la presenza di anomalie strutturali, calcoli renali, ostruzioni, patologie o condizioni cliniche.

Nuovi Test Diagnostici

Un nuovo test messo a punto dalla Duke University, in grado di leggere l’inconfondibile ‘firma’ genica di un’infezione virale o di una batterica, aiuterà i medici, in particolare in pronto soccorso, a decidere se trattare un paziente con una brutta infezione respiratoria, con un antibiotico o con un antivirale. Basterà una semplice analisi del sangue per capire se la causa di un’infezione respiratoria acuta, che magari ha portato il paziente in pronto soccorso, sia batterica o virale.

Il nuovo test, sviluppato da un team di infettivologi ed esperti di genomica della Duke University, si basa sulla cosiddetta ‘firma dei geni’, ovvero sulla risposta genica del paziente ad un’infezione virale o batterica, che può essere ‘letta’ da campione di sangue del paziente. "Le infezioni delle vie respiratorie sono uno dei motivi più frequenti di accesso al pronto soccorso o di visita ambulatoriale. Per fare diagnosi vengono utilizzate tante informazioni, ma al momento non disponiamo di un esame efficiente e accurato per stabilire se l’infezione sia causata da un virus o da un batterio.

Per questo, tre pazienti su quattro vengono comunque messi sotto terapia antibiotica, anche se la causa della loro bronchite è virale. Nel nostro studio abbiamo preso in esame oltre 300 pazienti che si erano recati in pronto soccorso per problemi respiratori e siamo andati ad esaminare le risposte dei loro geni, su un prelievo di sangue. Nel corso di un’infezione virale alcuni geni mostrano delle caratteristiche ‘on-off’ particolari, diverse da quelle che si evidenziano nelle infezioni batteriche.

Un test che consenta di distinguere in modo preciso l’eziologia di un’infezione consentirà di trattare in maniera più efficace le infezioni virali, alle quali attualmente riserviamo solo terapia reidratante e riposo a letto, fino a risoluzione spontanea del quadro. Sono molti anni che il gruppo di Ginsburg studia le ‘firme geniche’ delle infezioni respiratorie, ma solo di recente i progressi tecnologici hanno permesso di analizzare l’assetto genico di una persona, a colpi di 25 mila geni per volta.

Con i mezzi attuali, per avere il risultato di questo esame è ancora necessario attendere circa 10 ore, ma gli scienziati stanno lavorando ad un test rapido che fornirà una risposta nell’arco di appena un’ora. Questo potrebbe avere un impatto enorme. La terapia antibiotica nelle infezioni virali è inutile. In corso di infezioni batteriche invece il livello aumenta nettamente e in poche ore. Lo stesso vale per la PCR, anche se, a differenza della PCT, la PCR può alzarsi sia in corso di infezioni batteriche, sia per altri tipi di infiammazioni.

Altri Esami del Sangue Utili

Ecco alcuni altri esami del sangue utili per diagnosticare e monitorare le infezioni:

  • Emocromo Completo: È l'esame più prescritto in tutte le fasce d'età. È il conteggio delle cellule del sangue (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine), che consente la valutazione delle loro caratteristiche principali. I globuli bianchi aumentano qualora sia in corso un'infezione o infiammazione.
  • Transaminasi (AST o GOT e ALT o GPT): Sono enzimi localizzati all'interno delle cellule e presenti nel sangue, a bassi livelli. Rappresentano un indice molto sensibile di danno del fegato, ma sono un esame poco specifico: il loro aumento può essere causato anche da altre malattie non localizzate nel fegato o più frequentemente da un'infezione o dall'assunzione di alcuni farmaci.
  • PCR (Proteina C Reattiva) e PCT (Procalcitonina): Sono due esami del sangue particolarmente utili per verificare la presenza di infiammazioni o infezioni in corso e adottare la giusta risposta terapeutica. Sono entrambe proteine della fase acuta, prodotte dal fegato. In corso di infezioni virali o infiammazioni non infettive, il livello di PCT (procalcitonina) aumenta leggermente, mentre aumenta nettamente e in poche ore in caso di infezioni batteriche, rivelandosi un buon indicatore per l'avvio della terapia antibiotica.

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