Esami del Sangue per Infertilità Femminile: Quali Sono e Cosa Misurano

L’infertilità nel mondo occidentale colpisce in generale circa il 20% delle coppie. È importante ricordare che per la specie umana la possibilità di concepimento ogni mese si aggira intorno al 20-25 % e che questa percentuale diminuisce con l’età dei partner. L’eziologia può essere maschile, femminile, mista o idiopatica (quando non si riconoscono le cause con le comuni indagini cliniche).

Le coppie infertili vengono spesso sottoposte a molte indagini di vario tipo. Le indagini di primo livello comprendono la visita ginecologica, l’ecografia transvaginale in fase proliferativa, il Pap-test, gli esami ormonali per valutare la fertilità attraverso lo studio ormonale, il prelievo ematico per ricercare gli anticorpi anti-rosolia e l’esame del liquido seminale (per gli uomini).

Visita Ginecologica e Esami Strumentali di Primo Livello

La prima visita ginecologica può essere effettuata anche dal proprio curante ginecologo, meglio se esperto di infertilità, che dopo avere approfondito la storia clinica invierà la donna presso un centro di riferimento specializzato in fecondazione assistita. L’intervista alla paziente comprenderà le classiche domande sulla propria salute, ginecologica e non, sulla storia familiare, sugli stili di vita, la dieta, lo sport, la vita sessuale ed eventuali condizioni note che possano concorrere all’infertilità.

Il medico procederà poi con la classica visita ginecologica ed ispezione della vagina e della cervice uterina tramite lo speculum; tale accertamento permette di visualizzare la conformazione dei genitali interni ed esterni e la presenza di eventuali anomalie anatomiche o funzionali e, già da solo, potrebbe rivelare condizioni patologiche sospette come ad esempio malformazioni vaginali o uterine, fibromi uterini, ecc.

L’esame ginecologico viene completato con il test di Papanicolaou (comunemente detto Pap-test) se la paziente riferisce di averlo eseguito più di 12 mesi prima, fornendone documentazione. Il Pap-test è il principale esame di screening per individuare l’eventuale esistenza di un tumore della cervice uterina. Si effettua con minimo fastidio durante la visita, prelevando con una spatolina le cellule della cervice uterina esterna ed interna e fissandole poi su un vetrino che viene analizzato al microscopio.

Serve per indagare eventuali alterazioni delle cellule del collo uterino e la loro diagnosi precoce, risultando quindi fondamentale anche nel percorso di procreazione assistita.

Un ulteriore esame strumentale che completa la visita ginecologica è l’ecografia transvaginale; è un esame semplice - non doloroso e poco invasivo - usato per la diagnosi e per la prevenzione delle patologie ginecologiche che permette, tramite una sonda ecografica che viene posta nella vagina delle donne che abbiano già avuto il primo rapporto sessuale, di visualizzare gli organi pelvici interni e quindi vescica, utero e ovaie, individuando eventuali anomalie o patologie. Nei casi di infertilità, l’esame eseguito durante il ciclo mestruale permette la conta follicolare, valutazione utile a stimare la riserva ovarica della paziente.

Esami del Sangue Specifici per la Fertilità Femminile

Il ginecologo esperto di infertilità provvederà anche a richiedere l’esecuzione di esami del sangue specifici che consentano di valutare lo stato ormonale della paziente infertile, oltre che l’esistenza di eventuali malattie infettive acquisite in precedenza o in corso, o l’individuazione di patologie trasmissibili per via ereditaria.

Per la valutazione del profilo ormonale viene effettuato il dosaggio dell’ormone follicolo-stimolante (FSH), luteinizzante (LH), degli estrogeni (estradiolo), dell’ormone anti-mulleriano (AMH), della prolattina e dell’ormone tireostimolante. Per esempio, il valore dell’ormone AMH è un buon indice - insieme alla valutazione del FSH e della conta follicolare ecografica - della riserva ovarica della donna, cioè dà una stima della quantità e della qualità degli ovociti della donna.

Gli esami infettivi, richiesti anche al partner della donna, servono invece ad individuare lo stato immunitario della coppia e ed evidenziano la sieropositività per eventuali epatiti, HIV e sifilide, oltre per toxoplasmosi (TOXO test), citomegalovirus (CMV test) e rosolia (Rubeo test, richiesto solo alla partner femminile).

Esami di Secondo e Terzo Livello

Quando necessari il medico procederà anche a richiederà gli esami di secondo livello e quindi una sonoisterografia e/o un’isterosalpingografia. La sonoisterografia è un esame ecografico transvaginale effettuato ambulatorialmente da un ginecologo esperto, che consente lo studio della cavità uterina, permettendo di misurare correttamente lo spessore della parete endometriale dell’utero e di diagnosticare od escludere patologie uterine come polipi endometriali o miomi.

L’esame si effettua successivamente come approfondimento nel caso una semplice ecografia routinaria di primo livello abbia dati risultati dubbi o non chiari. Si esegue subito dopo la mestruazione, in ogni caso in fase pre-ovulatoria; non crea dolore alla paziente, fornendo un risultato immediato ed operatore-dipendente. Consiste nell’inserimento di un sottile catetere monouso nella cavità dell’utero tramite il quale si iniettano circa 10 cc di soluzione fisiologica sterile.

La fisiologica serve in particolare come liquido per dilatare la cavità uterina che, distendendosi, rivela le eventuali anomalie presenti.

L’isterosalpingografia è invece un esame radiografico che ha la finalità di visualizzare la forma dell’utero e se le tube ovariche al loro interno sono libere e senza ostruzioni che blocchino il passaggio degli spermatozoi fino all’ovocita. Essendo un esame radiologico, viene effettuato in ambiente ospedaliero senza necessità di anestesia; consiste nell’inserimento di un sottile catetere che passa nella vagina e nel collo dell’utero attraverso il quale viene immesso un liquido di contrasto iodato.

Nei casi in cui questi esami non fossero sufficienti, si passa anche ad un terzo livello di indagini che prevede l’esecuzione di un’isteroscopia e/o di una laparoscopia (ossia di un esame endoscopico della cavità addominale); entrambe queste indagini cliniche, seppur invasive, permettono però la visualizzazione diretta degli organi della pelvi, fornendo informazioni utili all’individuazione delle cause di sterilità.

Esami del Sangue per la Fertilità Femminile: Cosa Misurano?

Gli esami del sangue per la fertilità femminile possono determinare il livello degli ormoni riproduttivi nel sangue. Di seguito sono riportati i principali ormoni che vengono testati e le loro funzioni:

  • Ormone follicolo-stimolante (FSH): prodotto dalla ghiandola pituitaria, stimola la crescita dei follicoli nelle ovaie e la produzione di estrogeni. Un livello elevato di FSH può indicare una funzione ovarica ridotta.
  • Ormone luteinizzante (LH): prodotto dalla ghiandola pituitaria, stimola l’ovulazione e la produzione di progesterone. Un livello elevato di LH può indicare una sindrome dell’ovaio policistico (PCOS).
  • Estrogeni: prodotto dalle ovaie, stimola la crescita e lo sviluppo delle cellule dell’utero e del muco cervicale. Un basso livello di estrogeni può indicare una funzione ovarica ridotta.
  • Progesterone: prodotto dalle ovaie dopo l’ovulazione, prepara l’utero per l’impianto dell’embrione. Un basso livello di progesterone può indicare una mancata ovulazione o una disfunzione della fase luteale.
  • Testosterone: prodotto dalle ovaie e dalle ghiandole surrenali, è coinvolto nella crescita e nello sviluppo muscolare e osseo. Un livello elevato di testosterone può indicare una sindrome dell’ovaio policistico (PCOS).
  • Prolattina: prodotto dalla ghiandola pituitaria, stimola la produzione di latte durante l’allattamento. Un livello elevato di prolattina può interferire con la fertilità.

L’interpretazione dei risultati degli esami del sangue per la fertilità femminile dipende dalla fase del ciclo mestruale in cui viene effettuato il test. Ad esempio, i livelli di FSH sono più elevati durante la fase follicolare (dai primi giorni del ciclo mestruale fino all’ovulazione), mentre i livelli di LH sono più elevati durante l’ovulazione.

I medici di solito raccomandano di effettuare gli esami del sangue per la fertilità femminile durante la fase follicolare del ciclo mestruale, che solitamente inizia il primo giorno del ciclo e dura circa 14 giorni. Tuttavia, il medico può raccomandare un momento diverso per il test in base alle esigenze individuali della paziente.

Inoltre, il medico può raccomandare di ripetere il test in più occasioni per confermare i risultati. Ad esempio, se i livelli di FSH risultano elevati in un primo test, il medico può raccomandare di ripetere il test in un secondo momento per avere una visione più chiara della situazione.

Se i risultati degli esami del sangue per la fertilità femminile sono anormali, il medico può raccomandare ulteriori esami di imaging o una valutazione più approfondita della storia medica della paziente. In alcuni casi, il medico può raccomandare trattamenti per aiutare a ripristinare la fertilità. Ad esempio, se i livelli di FSH sono elevati, il medico può raccomandare un trattamento di stimolazione ovarica per aiutare a promuovere la crescita dei follicoli. Se i livelli di estrogeno sono bassi, il medico può raccomandare la terapia ormonale sostitutiva per aiutare a mantenere la salute riproduttiva.

Inoltre, il medico può raccomandare modifiche allo stile di vita per migliorare la salute riproduttiva. Ad esempio, se la paziente ha un peso corporeo eccessivo o insufficiente, il medico può raccomandare un programma di perdita o guadagno di peso per migliorare la funzione ovarica.

Gli esami del sangue per la fertilità femminile sono un importante strumento diagnostico per valutare la salute riproduttiva di una donna. Questi test possono aiutare a identificare i problemi di fertilità e a determinare il trattamento più appropriato per ripristinare la fertilità. Tuttavia, è importante tenere presente che gli esami del sangue per la fertilità femminile non forniscono una valutazione completa della salute riproduttiva. Una valutazione completa richiede anche una valutazione dei sintomi, una valutazione della storia medica e degli esami di imaging.

Se hai difficoltà nel concepimento o sei preoccupata per la tua fertilità, è importante consultare il medico per una valutazione completa della tua salute riproduttiva e per ricevere le informazioni e le raccomandazioni appropriate per mantenere la salute riproduttiva e affrontare eventuali problemi di fertilità.

In più, la fertilità femminile è molto influenzata dal profilo ormonale femminile e dallo stile di vita che conduciamo e dalla nostra alimentazione, la quale può preservare o penalizzare la nostra fertilità. L’assunzione di nutrienti essenziali e l’adozione di uno stile di vita sano, quindi, sono fondamentali per preservare la fertilità femminile e contrastare l’azione degli agenti ossidanti sui nostri ovociti.

Tuttavia, non sempre è facile ottenere tutti i nutrienti necessari dalla dieta e in quantità sufficienti. Ecco perché l’assunzione di integratori nutraceutici può essere una soluzione utile per garantire il giusto apporto di nutrienti per la salute riproduttiva delle donne.

Altri Esami Diagnostici per la Fertilità Femminile

Oltre agli esami del sangue, altri test diagnostici per la fertilità femminile includono:

  • Test di ovulazione
  • Test di progesterone
  • Biopsia endometriale
  • Valutazione del muco cervicale

Questi test possono aiutare a valutare la funzione ovarica, l’infiammazione o la presenza di cellule anormali.

Costi degli Esami di Fertilità Femminile

I costi degli esami possono variare e possono rappresentare una preoccupazione. Spesso è utile poter avere una copertura assicurativa per fronteggiare i costi. Nel caso tu ne abbia già una, contatta il tuo assicuratore sanitario per verificare quali test diagnostici per la fertilità femminile sono coperti dalla tua assicurazione. Potrebbe essere anche possibile trovare assistenza finanziaria attraverso programmi governativi o organizzazioni senza scopo di lucro. Non lasciare che i costi ti impediscano di prenderti cura della tua salute riproduttiva.

Ruolo dell'Integrazione Nutraceutica

Come abbiamo detto in questo articolo, la fertilità femminile è condizionata da diversi fattori e non sempre i test diagnostici individuano esattamente le cause che portano alla riduzione della fertilità.

L’assunzione di nutrienti essenziali e l’adozione di uno stile di vita sano, quindi, sono fondamentali per preservare la fertilità femminile. Tuttavia, non sempre è facile ottenere tutti i nutrienti necessari dalla dieta e in quantità sufficienti. Ecco perché l’assunzione di integratori nutraceutici può essere una soluzione utile per garantire il giusto apporto di nutrienti per la salute riproduttiva delle donne.

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