Esami di Laboratorio per la Diagnosi del Botulismo

Il botulismo è una rara malattia che causa paralisi, provocata dalle tossine botuliniche, che sono prodotte da Clostridium botulinum e altri batteri dello stesso genere. Il botulismo è una grave intossicazione causata dalle tossine prodotte dal batterio Clostridium botulinum; con il termine “botulino” si definisce il microrganismo responsabile dell’intossicazione. È una grave sindrome tossica causata dal Clostridium botulinum, germe Gram+, sporigeno, anaerobio che, in condizioni particolari, produce una neurotossina potentissima e potenzialmente letale detta anche Tossina Botulinica.

Attualmente si conoscono 7 diversi tipi sierologici di Cl. botulinum. Tutte hanno in comune la caratteristica di produrre la tossina, ma si differenziano tra loro per l’attività proteolitica, per la specificità nei confronti dell’ospite e per una certa distribuzione geografica.

Il botulismo si presenta sotto varie forme: alimentare, infantile, da ferita, negli adulti. Il botulismo è una sindrome causata dalle conseguenze di un’intossicazione. Si hanno 6 tipi di botulismo, in genere rari. Il più comune è il botulismo alimentare, che può costituire un’emergenza di salute pubblica.

Cause e Fonti di Contaminazione

I clostridi si possono trovare un po’ ovunque, dal suolo al pulviscolo atmosferico ad alcuni alimenti, dove possono sopravvivere a lungo in forma di spore, cioè di strutture ovali e dormienti che resistono anche per decenni a condizioni ambientali estreme come radiazioni, calore e assenza d’acqua. I clostridi produttori di tossine botuliniche si possono trovare nel pulviscolo atmosferico e negli alimenti.

Il più importante tipo di botulismo è quello alimentare, che deriva appunto dal consumo di cibi contaminati da clostridi che producono tossine. Il botulismo alimentare, la più nota e comune forma di botulismo, si verifica quando la contaminazione interessa conserve sott’olio e non, carne o pesce in scatola e salumi. Tuttavia, i cibi a rischio botulismo sono solo quelli in cui le spore si trovano le condizioni ideali per il “risvegliarsi” e per la proliferazione dei clostridi, che quindi producono le tossine.

Per questo i prodotti freschi non sono a rischio botulismo, mentre lo sono le conserve non acide o che non hanno subito trattamenti di fermentazione, in particolare quelle fatte in casa. In 9 casi su 10, i cibi contaminati sono conserve fatte in casa. Infatti, gli ambienti industriali per legge devono seguire procedure ed essere sottoposti a controlli che li rendono sicuri, mentre in casa può esserci meno attenzione e le ricette possono presentare meno aceto, sale o zuccheri, che proteggono il prodotto dalla proliferazione dei clostridi.

Cibi a bassa acidità e quindi più soggetti alla germinazione delle spore sono le carni rosse, il pesce, il pollame, il latte e derivati, i fichi e i vegetali freschi. I principali responsabili di botulismo alimentare sono le conserve fatte in casa (in genere le olive nere in acqua e le conserve di funghi sott’olio, cime di rapa, carne o pesce fatti in casa).

Un importante fattore di rischio per questo tipo di botulismo è il miele. Infatti, questo può contenere piccole quantità di spore di clostridio, che non costituiscono un pericolo per gli adulti, dotati di un sistema immunitario forte. Invece, per i bambini sotto l’anno di età anche piccolissime quantità di miele sono rischiose.

Sintomi del Botulismo

I sintomi dell’intossicazione da botulino si manifestano generalmente dopo 18 o 36 ore dal momento in cui la tossina viene a contatto con l’organismo. In genere, i sintomi del botulismo alimentare si manifestano entro 24-72 ore dall’ingestione di alimenti contaminati da tossine botuliniche, anche se si possono presentare tra le 4 ore e gli 8 giorni dopo. Tanto prima compaiono i sintomi, tanto più sarà grave la malattia, passando da forme che possono avere un esito fatale a forme lievi che si possono risolvere spontaneamente.

Nel caso del botulismo da ferita i tempi sono più lunghi: la malattia può comparire anche dopo 2 settimane. Di solito, più precoce è la comparsa dei sintomi, peggiore è la prognosi. Il periodo di incubazione dipende dalla quanità di tossina assorbita.

Le tossine botuliniche, e in particolare le varianti A, B, E ed F, sono capaci di compromettere la funzionalità di alcuni nervi periferici, ovvero quelli al di fuori del sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale). Nei nervi, agiscono impedendo il rilascio dell’acetilcolina, un neurotrasmettitore (cioè un messaggero chimico) che stimola la contrazione muscolare. In questo modo provoca una cosiddetta paralisi flaccida, in cui la persona non riesce a muovere alcune parti del corpo perché i muscoli non si contraggono più.

Il primo sintomo di botulismo infantile spesso è la costipazione. Segue la debolezza muscolare, che provoca movimenti flosci e difficoltà a tenere dritta la testa, palpebre cadenti, sbavamento. Il piccolo, poi, può piangere debolmente, essere irritabile, e nei casi più gravi avere una paralisi.

Diagnosi

Per capire se la persona è affetta da botulismo, il medico ascolta quanto riferito dal paziente rispetto al possibile contatto con un clostridio e osserva i segni che presenta. Per distinguerla da altre malattie che inizialmente presentano sintomi simili, come la sindrome di Guillain-Barré o avvelenamento da altre tossine, può richiedere anche esami di laboratorio. In tal modo potranno essere cercate tossine botuliniche nel sangue oppure tossine o spore nelle feci del paziente o nel cibo che ha consumato. Anche test come l’elettromiografia (esame che valuta la funzionalità di nervi e muscoli) danno risposte suggestive.

Il test di riferimento per l’identificazione delle tossine botuliniche è la prova biologica su topo. Tale metodo seppur molto sensibile e specifico grazie all’uso di antisieri per i singoli sierotipi, prevede però il sacrificio di numerosi animali e richiede almeno quattro giorni per la conferma di un esito negativo.

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) ha validato un nuovo metodo per la rilevazione dell’attività biologica delle tossine botuliniche di tipo C e D ed i rispettivi mosaici CD e DC alternativo all’uso di animali da laboratorio. Il nuovo metodo denominato “EndoPep-MS” è stato inizialmente sviluppato dai ricercatori dei CDC di Atlanta utilizzando spettrometri di massa ad alta risoluzione, molto costosi e che possono essere utilizzati solo da personale altamente qualificato. Tale peculiarità lo rendeva poco impiegabile nei comuni laboratori di diagnostica.

I test hanno dimostrato che il metodo “EndoPep-MS” può essere applicato con risultati sovrapponibili o addirittura migliori in termini di sensibilità rispetto alla prova biologica per la rilevazione delle tossine botuliniche C e D e per le loro forme a mosaico CD e DC, anche su strumenti meno performanti di quelli con cui è stato sviluppato.

Prevenzione

La prevenzione dell’intossicazione da botulino, specialmente del botulismo alimentare, si attua evitando di consumare cibi sulla cui preparazione e conservazione non si hanno garanzie, e cibi scaduti. Le conserve fatte in casa, ad esempio, possono essere maggiormente pericolose rispetto a quelle di produzione industriale.

Il rischio di intossicazione da botulino riguarda quei cibi che contengono già il batterio intestinale Clostridium botulinum e, per evitare che questo produca la tossina botulinica responsabile dell’intossicazione, è essenziale che prima del consumo e della conservazione, gli alimenti vengano sempre accuratamente lavati e che si seguano alcuni passaggi fondamentali. La preparazione casalinga di conserve di carne o di pesce potrebbe invece risultare più rischiosa se non viene eseguita un’accurata marinatura.

Per evitare la contaminazione e l’intossicazione da tossine botuliniche, durante la preparazione di un alimento è importante rendere l’ambiente ostile ai clostridi, tramite l’acidificazione (per esempio usando aceto di vino), la salatura o la zuccheratura delle conserve. Molto importante anche l’igiene, quindi lavare le mani prima di manipolare il cibo, separare cibi crudi e cotti e gli strumenti usati per manipolarli e usare acqua pulita.

Inoltre, è importante mantenere la catena del freddo (anche per i cibi sottovuoto), poiché le basse temperature bloccano la proliferazione dei batteri. Quando si sta preparando un pasto, cuocere i cibi aiuta a neutralizzare le eventuali tossine. La tossina è invece distrutta a 100° per 10-15 minuti.

Un segno sospetto è la presenza di aria nel barattolo chiuso, che si può verificare premendo sul tappo e vedendo se è rigido oppure se fa il tipico rumore “plop”. Un possibile test per verificare se una scatola è contaminata prevede di mettere delle gocce d’acqua su di essa e poi nello stesso punto eseguire un buco. In ogni caso, se si hanno dubbi sulla sicurezza di un alimento è sempre meglio gettarlo piuttosto che rischiare di contrarre il botulismo.

Se si sospetta di essere stati esposti alla tossina botulinica per inalazione, è bene farsi subito una doccia ed essere sottoposti a decontaminazione.

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