Afte: Diagnosi e Approfondimenti

Oltre la metà della popolazione italiana soffre a causa delle afte, piccole lesioni tonde e dolorose che si presentano all’interno della bocca. Questa condizione si manifesta per la prima volta nel corso dell’adolescenza e fa parte delle affezioni orali più comuni. Si tratta di piccole lesioni tonde e dolorose che si presentano all’interno della bocca. Le afte si sviluppano nelle parti molli della bocca: all’interno delle guance, sulla lingua e sulle labbra. Si possono manifestare in modo ripetuto nel tempo, in luoghi diversi oppure ricorrenti. Solitamente guariscono in maniera spontanea anche se, in alcuni casi, mentre un’afta sparisce ne emerge una nuova.

Cos'è un'Afta?

Quando avvertiamo bruciore, fastidio o dolore all’interno della bocca, spesso tendiamo a pensare immediatamente alle afte. L’afta è una piccola ulcera dolorosa che compare nella mucosa della bocca. Ma non tutte le lesioni orali sono afte: possono esserci infatti differenze importanti, sia nelle cause che nei rimedi. Può presentarsi singolarmente o in gruppi ed è facilmente riconoscibile per il suo aspetto: una piccola erosione di forma tondeggiante, di colore biancastro o giallastro, circondata da un alone rossastro.

Le afte si sviluppano solitamente all’interno delle guance, sulle gengive, sotto la lingua o nella parte interna delle labbra. Sono lesioni benigne e non contagiose, ma possono essere molto fastidiose, soprattutto durante la masticazione, la deglutizione o mentre si parla.

Tipologie di Afte

Il termine medico che definisce il problema è “Stomatite Aftosa”. Ne esistono tre forme principali e si suddividono in:

  • Stomatite Aftosa Minor: forma che attacca più dell’80 per cento dei pazienti. In questo caso le afte sono tendenzialmente piccole (misurano meno di un centimetro di diametro), guariscono in una settimana e non causano nessuna cicatrice.
  • Stomatite Aftosa Major: forma che attacca circa il 15 per cento dei pazienti che soffrono di Stomatite Aftosa. Queste afte permangono per almeno due settimane e sono tipicamente più grandi di un centimetro di diametro. Possono essere estremamente dolorose e guariscono lasciando spesso delle cicatrici.
  • Stomatite Aftosa Erpetiforme: detta anche SAR erpetiforme si distingue principalmente per l’aspetto delle lesioni che risultano ravvicinate, a formare cluster sulla mucosa. È la forma più severa e meno comune delle tre e si presenta nel 5 per cento dei pazienti.

Cause e Diagnosi

Le cause che provocano la comparsa delle afte sono purtroppo sconosciute. Non è possibile individuare delle cause certe. Si pensa che l’origine potrebbe essere dovuta a un malfunzionamento del sistema immunitario che stimola i globuli bianchi ad attaccare le cellule della mucosa presenti nella bocca. A volte però rappresentano un campanello d’allarme di altri problemi non manifesti, come ad esempio le malattie intestinali.

Solo il medico può effettuare una diagnosi dopo aver studiato la storia clinica e la manifestazione del problema. Per capire precisamente a quale categoria appartengono è necessario consultare il medico o il dentista che, in alcuni casi, potrebbe richiedere dei test o la biopsia. Tenere un diario e registrare la comparsa delle afte e le loro potenziali cause può essere un buon punto di partenza. Il diario è utile per comprendere se la manifestazione sia legata a un alimento, un determinato dentifricio o collutorio.

In caso di afte ricorrenti, è consigliabile rivolgersi al medico per un approfondimento: potrebbero essere necessari esami del sangue per valutare eventuali carenze vitaminiche, condizioni autoimmuni o infiammazioni croniche dell’apparato digerente. Di norma la diagnosi dell’afta non desta problemi ma per dirimere possibili dubbi correlati a patologie di altra natura (come quelle citate ad esempio) può essere utile l’esecuzione di alcuni esami del sangue di routine e il dosaggio dell’acido folico, ferro e vitamina B12, la cui carenza può determinarne l’insorgenza.

Esami e Procedure Diagnostiche

  • Esami del sangue: emocromo con formula leucocitaria, vit B12, folati, profilo marziale.
  • Analisi colturale dell'ulcera aftosa dopo tampone buccale.
  • Biopsia dell'ulcera.

Trattamenti e Rimedi

Il trattamento delle afte mira principalmente ad alleviare il dolore e a favorirne la guarigione. Le afte guariscono in genere da sole nell’arco di 7-10 giorni, ma il fastidio può essere alleviato con alcuni accorgimenti:

  • Collutori antisettici o lenitivi, che disinfettano la zona e favoriscono la cicatrizzazione.
  • Gel o spray a base di acido ialuronico o aloe vera, che proteggono la mucosa e ne favoriscono la rigenerazione. L’utilizzo di gel a base di acido ialuronico, sia per l'adulto che per il bambino, può dare sollievo già alla comparsa dei primi sintomi e può velocizzare la guarigione.
  • Prodotti anestetici locali, come quelli contenenti lidocaina, per ridurre temporaneamente il dolore.
  • Integratori di vitamine, se si sospetta una carenza nutrizionale.
  • Applicazione direttamente sulla lesione di un corticosteroide a uso topico. Corticosteroidi: applicati direttamente sulle ulcere, i corticosteroidi come il fluocinonide o il clobetasolo possono accelerare la guarigione e ridurre il dolore.
  • Uso di corticosteroidi per via orale. Questa opzione terapeutica trova impiego solo in casi molto gravi, dove neppure i corticosteroidi a uso topico hanno funzionato. Per l'adulto invece, preparati topici a base di cortisone permettono di lenire il bruciore e accelerarne il decorso, così come sedute di laserterapia (laser a diodi) ambulatoriale.
  • Lavaggi con collutori con proprietà analgesiche/anestetiche (es: a base di lidocaina).
  • Lavaggi con collutorio antisettico a base di cloredixina. Può essere utile il ricorso a gel o collutori a base di farmaci antinfiammatori e a base di sostanze antisettiche come la clorexidina.

È importante evitare alimenti acidi, piccanti o troppo caldi, che possono irritare ulteriormente la zona colpita. Anche una corretta igiene orale, senza spazzolare in modo aggressivo, aiuta a prevenire nuove lesioni.

La scelta terapeutica dipende dalle caratteristiche dell’afta (natura, numero delle lesioni, dimensioni, durata frequenza delle recidive) dalle necessità dei pazienti, dalla valutazione degli effetti collaterali e degli vantaggi dei farmaci.

In tutti i pazienti affetti da stomatiti aftose ricorrenti è sempre bene indagare la presenza di reflusso gastroesofageo. Tale patologia infatti sarebbe in grado non solo di aggravare lesioni ritardandone la guarigione, ma in alcuni casi potrebbe essere anche responsabile dell’intero quadro clinico.

Prevenzione

Tenere in salute il cavo orale una costante igiene orale dopo ogni pasto è essenziale per prevenire la comparsa di afte. Anche la cura dell’alimentazione è importante, così come evitare cibi acidi o piccanti e mangiare molta frutta, verdura, cereali integrali e bere acqua in modo abbondante.

Per ridurre il rischio di sviluppare afte, si consiglia di evitare cibi che possano innescarne la formazione, mantenere una buona igiene orale e gestire lo stress. A fianco della terapia locale non devono però mancare una corretta igiene orale e la correzione della dieta che preveda l’abolizione di tutti gli alimenti irritanti (oltre a quelli già citati vanno inclusi anche dolcificanti di sintesi, caffè, alcolici, aceto, agrumi, pepe, peperoncino, spezie, zuppe e bevande troppo calde) e l’integrazione di cibi ricchi di fibre, vitamine B (in particolare B12 che è presente solo in alimenti di origine animale quali tuorlo d'uovo, carne, pesce, pollame e formaggi), E e A, sostanze utili anche alla prevenzione dell’afta.

La prevenzione si basa sul mantenere buoni livelli di vitamine e di ferro, e sull'evitare quando possibile i traumatismi del cavo orale.

Quando Preoccuparsi

Sebbene nella maggior parte dei casi le afte siano innocue, esistono situazioni in cui è bene approfondire con uno specialista:

  • Se le afte sono molto grandi o numerose.
  • Se non guariscono entro due settimane.
  • Se si manifestano con febbre, linfonodi ingrossati o affaticamento persistente.
  • Se compaiono in associazione a lesioni in altre parti del corpo (genitali, occhi, pelle).

In questi casi, può essere necessario escludere la presenza di patologie sistemiche o infiammatorie.

Afte e Altre Lesioni del Cavo Orale: Differenze

Non tutte le lesioni che si presentano in bocca sono afte. È importante distinguere le afte da altri disturbi, per adottare il trattamento più adatto.

  • Una lesione da morso in bocca, ad esempio, è una ferita provocata accidentalmente dai denti. Può sembrare simile a un’afta, ma spesso è più irregolare nei bordi e si accompagna a un gonfiore locale.
  • Un altro caso frequente è la bolla in bocca non afta. A volte si tratta di cisti mucose (mucocele), piccoli accumuli di liquido che si formano in seguito a un trauma o a un blocco delle ghiandole salivari. Queste bolle sono di consistenza più morbida rispetto all’afta e spesso non sono dolorose.
  • Altre possibili lesioni includono: Ipercheratosi da sfregamento, Papule da frizione, Eritroplachie o leucoplachie, che richiedono valutazioni approfondite perché potenzialmente precancerose.

La diagnosi differenziale può essere complessa: se una lesione non migliora dopo 10-15 giorni o si presenta in modo atipico, è importante sottoporsi a una visita dal dentista.

Rischi delle Lesioni del Cavo Orale

La maggior parte delle lesioni del cavo orale è benigna e transitoria, ma non va mai sottovalutata.

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