Il prelievo del sangue a domicilio è un servizio prezioso per chi si trova in condizione di fragilità fisica o di disabilità, offrendo una soluzione comoda per effettuare gli esami necessari senza doversi recare presso i punti prelievo. Questo servizio è messo a disposizione dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) non solo per gli invalidi, ma anche per chi ha un impedimento temporaneo o permanente.
Chi può accedere al servizio?
Le persone costrette a letto per un'invalidità permanente non sono le uniche ad aver diritto di fare il prelievo del sangue a domicilio, gratuitamente, tramite il Servizio sanitario nazionale. A poter usufruire della prestazione è anche chi per un limitato periodo è in una condizione di fragilità fisica o di disabilità. Alcuni esempi di categorie di pazienti che possono accedere al servizio sono gli allettati per patologia o a seguito di intervento chirurgico, coloro che hanno le difese immunitarie basse, come trapiantati e malati oncologici gravi, pazienti cronici, soggetti non autosufficienti, donne con una gravidanza a rischio aborto, ecc.
Il requisito fondamentale è l’impossibilità di trasportare la persona al distretto sanitario. Alcuni esempi: chi è allettato dopo un intervento chirurgico o in seguito a un incidente che ha provocato fratture può misurare la glicemia o fare l’emocromo direttamente a casa. Lo stesso vale per chi ha le difese immunitarie basse, come trapiantati e malati oncologici gravi (o alla fine di un ciclo di chemioterapia), e deve ridurre al minimo i contatti con l’esterno per non esporsi a infezioni. Idem le donne con una gravidanza a rischio aborto (o di distacco precoce di placenta), le persone in terapia con anticoagulanti orali, suscettibili alla formazione di trombi (per via di malattie preesistenti o rottura del femore), e coloro che ricevono le cure palliative. Anche una malattia infettiva contagiosa, come morbillo e Covid, dà diritto al prelievo presso la propria abitazione.
Pazienti Cronici
Tra i candidati sono incluse alcune categorie di pazienti cronici, come gli affetti da scompenso cardiaco severo (che provoca il fiato corto) o da patologie neurodegenerative (Parkinson e Alzheimer). Un’altra fragilità che potrebbe compromettere lo spostamento fisico è una forte ipotensione durante la stagione estiva.
Il medico non deve inoltre trascurare eventuali disagi abitativi che impediscono al suo assistito di raggiungere l’ambulatorio. Una persona con artrosi all’anca che abita al quinto piano di un condominio senza ascensore ha diritto al prelievo ematico a casa.
Come richiedere il servizio
La prescrizione medica con indicata la necessità di prelievo domiciliare è essenziale per chiedere il servizio al centro di assistenza domiciliare del distretto sanitario, sia che venga inoltrata dal paziente (o un suo familiare) sia che venga trasmessa dal medico curante. Stante il fatto che, come accennato sopra, la prescrizione medica con apposita indicazione è fondamentale, la seconda condizione imprescindibile è data dall’impossibilità di trasportare la persona al distretto sanitario.
La prestazione rientra nell’insieme di cure e interventi offerti ai soggetti non autosufficienti o molto fragili presi in carico con assistenza domiciliare integrata (Adi). Come prestazione occasionale non richiede ovunque l’attivazione del servizio Adi (comunque limitato al prelievo), dipende dall’organizzazione dei distretti sanitari.
La possibilità di eseguire i test ematici a domicilio è prevista anche dopo un ricovero in ospedale (quando il paziente ha bisogno di assistenza ma vive da solo, non è del tutto autonomo e non può contare sull’aiuto dei familiari) mediante l’attivazione da parte del reparto, con l’Asl di competenza, della cosiddetta «dimissione protetta».
In alcune regioni (Lazio, Liguria, Umbria, Basilicata, Molise, Valle d’Aosta) in genere è lo stesso medico a occuparsene. In altre (Toscana, Abruzzo, Emilia Romagna, Veneto, Friuli, Provincia di Trento e Provincia di Bolzano) è il paziente/parente/caregiver che contatta il servizio di cure domiciliari. In altre ancora (Piemonte, Puglia, Lombardia, Sardegna) la richiesta può partire da entrambi.
Prenotazione
Come accennato, per effettuare la richiesta sia presso l’ASL che presso un privato, è necessaria l’impegnativa del medico curante. Sulla ricetta dovrà essere presente l’indicazione circa il prelievo da effettuate e cosa analizzare. Se si opta invece per le analisi a domicilio in appoggio a centri privati autorizzati sarà il paziente, o chi si occupa di esso, a recarsi di persona in sede o ad effettuare una prenotazione telefonica per concordare giorno e orario.
L’Ulss3 Serenissima (Venezia) ha attivato una modalità di prenotazione solo online. Sul sito www.aulss3.veneto.it/prelievidomiciliari è possibile caricare l’impegnativa del prelievo e compilare la domanda, poi il paziente viene contattato per fissare data e ora.
Costi e Modalità di Pagamento
Il prelievo domiciliare va sempre prenotato con ricetta del medico di medicina generale o dello specialista. In alcune regioni del Sud (Sicilia, Calabria, Campania), per la carenza di personale sul territorio, al cittadino viene suggerito di rivolgersi ai laboratori privati accreditati con il Ssn, sempre muniti di ricetta. In questo caso si dovrà pagare oltre al ticket (se dovuto) la prestazione dell’infermiere (10 euro circa).
Salvo gli esenti per patologia o reddito, le modalità di pagamento del ticket per il prelievo a domicilio sono molteplici: allo sportello cassa dell’ASL (o tramite i totem collocati nei distretti), nelle farmacie aderenti alla convenzione con le aziende, con bonifico bancario, in alcuni punti vendita COOP, online sul sito dell’azienda sanitaria (come in Emilia Romagna e Veneto) o, ancora, attraverso il sistema di pagamenti elettronici della pubblica amministrazione pagoPa.
Vi sono poi, nelle diverse regioni, alcune procedure specifiche e particolari, previste dalle ASL territoriali. In Molise, per esempio, si può anticipare la somma al medico di famiglia, che poi rimborsa l’azienda tramite bonifico sulla piattaforma regionale. Mentre l’azienda sanitaria della Provincia di Bolzano invia la fattura a domicilio.
Alternative
In alcune parti d’Italia (Campania, Marche, Sicilia, Calabria) per la singola prestazione il cittadino deve affidarsi ai laboratori di analisi privati accreditati o alle associazioni di volontariato. Un’altra opzione è rivolgersi alle associazioni di volontariato locali (anche in questo caso serve l’impegnativa del medico curante). Nelle Marche, invece, grazie a un accordo con i laboratori accreditati non ci sono oneri aggiuntivi per l’utente.
Quali analisi si possono fare a domicilio?
Tra i test di routine che si possono richiedere a casa sono compresi l’emocromo, la glicemia, creatininemia, uricemia e azotemia e albumina per misurare la funzionalità renale, transaminasi, bilirubina, fosfatasi alcalina per controllare la salute del fegato, colesterolo e trigliceridi per il metabolismo lipidico e la Ves.
Come prepararsi al prelievo
Bisogna essere a digiuno da almeno otto ore ma è comunque consentito bere acqua. Durante il digiuno si raccomanda di non fumare, non bere alcol e non assumere farmaci per non alterare i risultati. Per evitare eventuali truffe, va ricordato che l’infermiere dovrà mostrare un cartellino di riconoscimento e il cittadino dovrà presentare un documento d’identità.
Humanitas a Milano
Il servizio di prelievi a domicilio firmato Humanitas raggiunge i comuni dell’area metropolitana di Milano. L’obiettivo di Humanitas è essere sempre più vicino ai propri pazienti. Il personale incaricato è riconoscibile da un badge identificativo. I referti possono essere consultati online o a dall’App Humanitas con te previa registrazione con codice fiscale e ID che si trova sul tagliando ritiro referti ricevuta dall’infermiere. Il servizio di consultazione dei referti online è rivolto esclusivamente a pazienti maggiorenni.
Progetto "Emocromo a domicilio"
Il progetto «Emocromo a domicilio», appena partito al Policlinico Gemelli di Roma, è stato pensato per le persone affette da Trombocitopenia immune, una rara forma di malattia autoimmune della coagulazione, caratterizzata da una carenza di piastrine nel sangue, che hanno bisogno di sottoporsi a monitoraggi costanti con l’esame dell’emocromo. Il progetto, promosso da Novartis e che sarà esteso ad altri istituti italiani nei prossimi mesi, consente a questi pazienti di effettuare per un anno il prelievo direttamente nella propria abitazione, riducendo gli accessi in ospedale, controindicati in tempo di Covid, e migliorando la loro qualità di vita. Sulla piattaforma emocromoadomicilio.it lo specialista può consultareil referto (e inviarlo all’assistito) e monitorare da remoto l’evoluzione del quadro clinico del paziente.
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