L'asma è una patologia cronica delle vie aeree caratterizzata dall'ostruzione, generalmente variabile nel tempo e reversibile, dei bronchi. L'asma causa l'infiammazione della mucosa che riveste i bronchi, la quale tende a espandersi e a provocare una maggior produzione di muco da parte delle ghiandole lì presenti. Nel frattempo, i muscoli che rivestono le pareti dei bronchi si contraggono. Ne consegue una riduzione delle dimensioni degli stessi e difficoltà nel passaggio dell'aria, principale sintomo della malattia. L’asma è una patologia infiammatoria cronica delle vie respiratorie, molto comune in Italia, che si può controllare completamente seguendo adeguate terapie.
Asma Allergica: Definizione e Diagnosi
L’asma allergica è una infiammazione a carico dell’apparato respiratorio innescata da allergeni presenti nell’ambiente. Questa forma di asma è causata da una reazione immunitaria eccessiva agli allergeni ambientali. In questo tipo di asma i sintomi possono manifestarsi in forma intermittente e cronica, e possono limitarsi al sibilo fino a determinare una vera e propria crisi respiratoria.
La diagnosi dell’asma allergica inizia con un’analisi approfondita della storia clinica del paziente, considerando fattori come l’esposizione agli allergeni, il tipo di lavoro, la familiarità con allergie, le abitudini di vita e alimentari, la presenza di animali domestici e i sintomi accusati (insorgenza, periodicità e fattori scatenanti).
Esami Diagnostici per l'Asma Bronchiale
Ogni ricerca viene eseguita partendo dall’anamnesi del paziente e dalla sua storia clinica. Per effettuare una diagnosi di asma bronchiale esistono diversi test, tra cui innanzitutto la spirometria con il test di broncodilatazione farmacologica (o test di reversibilità). Qualora, al momento dell’esame spirometrico, la funzionalità respiratoria dovesse risultare nella norma, sarà opportuno ricorrere a un test di provocazione bronchiale aspecifica che permette di rilevare quella condizione di iperreattività bronchiale attraverso l’inalazione di dosi crescenti di particolari sostanze (es. Durante la procedura viene chiesto al paziente di respirare in un boccaglio monouso collegato ad uno Spirometro, dopo posizionamento di uno stringinaso.
Tra gli esami consigliati figura anche la radiografia del torace. Molti sono i medici che la prescrivono, non tanto per diagnosticare l’asma quanto, piuttosto, per escludere la presenza di altre patologie che posso essere la causa dei sintomi (es.
Spirometria e Test di Broncodilatazione
Tra gli esami diagnostici ci sono la spirometria effettuata sia prima sia dopo la somministrazione di un farmaco in grado di dilatare i bronchi o dopo un ciclo di terapia anti asmatica. Nei pazienti con asma la spirometria dimostra di norma la presenza dell'ostruzione delle vie aeree.
Picco di Flusso Espiratorio (PEF)
Il PEF invece è il flusso espiratorio più alto che si ottiene dopo aver espirato in modo forzato subito dopo un'inspirazione forzata al massimo della capacità. Questo test non è molto raccomandato in caso di asma, poiché - sebbene sia uno strumento semplice - spesso non riesce a dimostrare l'ostruzione bronchiale.
Questi esami sono fondamentali e sufficienti per diagnosticare l'asma, soprattutto in soggetti giovani, non fumatori e con una componente allergica tra i fattori scatenanti.
Nuove Frontiere nella Diagnosi: Una Goccia di Sangue
Utilizzare una sola goccia di sangue per caratterizzare l'asma: potrebbe in futuro diventare realtà, secondo un gruppo di ricercatori dell’Università del Wisconsin-Madison negli Stati Uniti. Il team ha studiato su un gruppo di pazienti un metodo più “rapido, economico e accurato per evidenziare anche casi lievi di asma”, riferiscono i ricercatori.
“Quello che abbiamo realizzato in questo lavoro consiste nel presentare dati relativi al fatto che la funzione cellulare dei neutrofili in alcuni casi può prevedere - e in quel caso effettivamente prevedere e misurare - se una persona è asmatica o meno”, ha affermato David Beebe, Professore di Ingegneria biomedica all’Università del Wisconsin-Madison e co-autore del paper.
Il gruppo di Beebe ha preso in considerazione i neutrofili, i più diffusi globuli bianchi nel corpo ed anche le prime cellule che migrano in caso di infiammazione. “I neutrofili sono un po’ come un cane sulle tracce di qualcosa. Percepiscono un gradiente chimico, come un odore, presente nel corpo”, aggiunge il Professore. “Abbiamo determinato che, nel caso di pazienti asmatici, i neutrofili migrano in maniera significativamente più lenta attraverso il chemioattrattante rispetto ai pazienti non asmatici (P = 0.002)”, si legge nel paper.
“Questo studio identifica la velocità di chemiotassi dei neutrofili come potenziale biomarker per l’asma. Per effettuare queste misurazioni è stata utilizzata una tecnologia microfluidica”.
Beebe sottolinea che si tratta di una “procedura diagnostica scalabile, economica, rapida e ripetibile.
L’asma può essere in parte ereditaria sia per la malattia sia per una possibile causa: l’allergia (asma allergica). La diagnosi necessita poi di essere affinata con la ricerca della causa scatenante. Le ricerche saranno indirizzate dalla storia clinica, dopo di che si potranno eseguire prove allergologiche mediante test cutanei e/o ricerca delle immunoglobuline (anticorpi) specifiche.
Test Allergologici e di Funzionalità Polmonare
L’asma allergica è una condizione respiratoria che si verifica quando le vie respiratorie si infiammano e si restringono a causa di una reazione allergica. Questa reazione può essere scatenata da allergeni comuni come pollini, muffe, peli di animali e acari della polvere.
- Test di Funzionalità Polmonare: Questo esame misura la capacità polmonare e la velocità con cui l’aria può essere espulsa dai polmoni.
- Test Cutanei Allergici (Prick Test): Questi test identificano gli allergeni specifici che scatenano le reazioni allergiche nell’individuo.
Fattori di Rischio per lo Sviluppo dell'Asma
Non è noto cosa di preciso determini lo sviluppo dell’asma, ma sono conosciuti diversi fattori di rischio che aumentano la probabilità che la malattia si presenti:
- Storia familiare. Le persone che hanno parenti con l’asma hanno una probabilità maggiore di sviluppare la malattia, che ha una componente genetica.
- Allergie. Sebbene non tutte le persone allergiche soffrano di asma, né tutte le persone con asma abbiano allergie, i due disturbi possono essere associati e allergeni come il polline, la polvere o i peli animali possono causare attacchi di asma in alcune persone.
- Infezioni respiratorie. Le infezioni dell’apparato respiratorio durante l’infanzia possono essere un fattore che contribuisce allo sviluppo di asma nelle persone predisposte geneticamente e diversi agenti infettivi sono stati associati allo sviluppo di asma nei neonati.
- Rischio occupazionale, obesità, inquinamento atmosferico, fumo di tabacco.
Come Viene Diagnosticata l'Asma
La diagnosi dell’asma si basa innanzitutto sulla raccolta dei sintomi, prestando attenzione anche al modo in cui si presentano (cioè se si presentano in modo variabile, se sono più frequenti durante la notte o durante l’attività fisica, se sono scatenati da sostanze o allergeni particolari eccetera) così da iniziare a escludere altre patologie che possono dare sintomi simili ma che si presentano per esempio in modo più duraturo e costante nel tempo.
In particolare, l’esame di riferimento per la diagnosi di asma è la spirometria, che permette di valutare la funzionalità dei polmoni e delle vie aeree ed evidenziare la presenza di eventuali ostruzioni. Si tratta di un esame non invasivo che consiste in una serie di manovre respiratorie eseguite all’interno di uno strumento, lo spirometro, che permette di evidenziare la presenza di bronco-ostruzione.
Di solito, la spirometria è eseguita una seconda volta dopo la somministrazione di farmaci broncodilatatori: questa pratica, nota come test di reversibilità, permette di distinguere l’asma dalla broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), una patologia che può dare sintomi simili ma nella quale l’ostruzione delle vie respiratorie non è reversibile.
Se il paziente viene visitato in una fase in cui non è dimostrabile la presenza di ostruzione, è utile effettuare il test di provocazione bronchiale (un esame che mostra la presenza di iperattività bronchiale). Un altro esame usato per la diagnosi di asma è il picco di flusso espiratorio (peak espiratory flow, PEF), che permette di valutare la massima velocità di espirazione dopo un’inspirazione profonda.
Prevenzione e Trattamento dell'Asma
L’asma è una malattia che origina da diversi fattori e molti studi hanno indagato le possibili strategie di prevenzione primaria, cioè volte a limitare il rischio che si sviluppi la malattia. In generale, la raccomandazione è quella di vivere in un ambiente (compreso quello intrauterino prima della nascita) salubre, nel quale sia minimizzata l’esposizione a sostanze tossiche, dall’inquinamento al fumo di tabacco, e di prevenire le infezioni respiratorie nell’infanzia. Tuttavia, non esistono strategie che garantiscano la prevenzione dell’asma.
Per chi l’ha già sviluppata, è importante però prevenire gli attacchi di asma e le riacutizzazioni seguendo scrupolosamente la terapia prescritta dal/la medico/a, minimizzando il contatto e l’esposizione con trigger quali allergeni, fumo e inquinamento, e imparando a gestire i sintomi, soprattutto se si osservano peggioramenti.
Il trattamento richiede un piano terapeutico personalizzato, elaborato con il/la medico/a curante o specialista e adattato alle caratteristiche del paziente e della malattia; è inoltre necessaria una valutazione periodica dell’efficacia della terapia, così da poter adeguare il trattamento in modo tempestivo in base alla gravità dei sintomi.
- Broncodilatatori, che agiscono rilassando la muscolatura liscia dei bronchi e favorendo così la dilatazione delle vie aeree.
- Corticosteroidi, che riducono l’infiammazione delle vie aeree. Questi farmaci sono spesso somministrati per via inalatoria, da soli o in combinazione con i broncodilatatori.
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