L'esame delle urine riveste notevole importanza per l'elevato numero di informazioni diagnostiche che da esso si possono desumere. In particolare, la presenza di urati amorfi nel sedimento urinario è un riscontro comune che può destare interrogativi. Questo articolo si propone di analizzare le cause, i metodi di valutazione e le strategie di gestione di tale condizione.
Cos'è un Tappeto di Urati Amorfi?
Gli urati amorfi sono cristalli microscopici che possono essere riscontrati nelle urine. Sono piccoli cristalli che derivano dal metabolismo dell'acido urico. L'acido urico è un prodotto di scarto del nostro organismo; si forma per ossidazione delle purine a opera di un enzima chiamato xantino-ossidasi e viene eliminato per due terzi dal rene, per poi essere escreto con le urine.
Esame delle Urine: Parametri e Interpretazione
L'esame fisico valuta una serie di parametri quali colore, aspetto e peso specifico. Il colore delle urine normali è giallo la cui gamma può variare dal paglierino al giallo oro fino al giallo/arancio intenso in caso di urine molto concentrate, mentre colorazioni anomale possono andare dall'incolore nel caso di urine estremamente diluite, al biancastro torbido in presenza di pus, al rosa/rosso in presenza di sangue, emoglobina o mioglobina, al verdastro in presenza di infezioni da pseudomonas, al marsala/marrone in presenza di bilirubina fino al nero in presenza di melanina e suoi derivati. L'aspetto dell'urina normale è limpido o leggermente opalescente, di contro in diverse condizioni più o meno patologiche quali presenza di materiali amorfi, pus, sangue ed elementi figurati, batteri, cristalli e cilindri, essa può assumere un aspetto torbido. Il pH delle urine normali è leggermente acido oscillando tra 5.5 e 6.5, potendo però variare entro ambiti più ampi (da 5.0 a 8.0) a seconda della dieta, rispettivamente carnea o vegetariana o in seguito a condizioni metaboliche fisiologiche o patologiche.
Esame Microscopico del Sedimento Urinario
L'esame microscopico standard delle urine prevede l'osservazione diretta del sedimento urinario, dopo centrifugazione, a piccolo (100x) e medio ingrandimento (400x). La presenza di cristalli nelle urine è significativa solo per quantità consistenti e per alcuni tipi di cristalli. In urine acide possono ritrovarsi cristalli di acido urico (presenti in grandi quantità nei pazienti affetti da gotta) e di ossalato di calcio (di origine dietetica, vegetali, pomodori, the, cioccolato, bibite gassate), ma anche precipitati di urati amorfi. Nelle urine alcaline si possono ritrovare cristalli di fosfato di calcio e precipitati di fosfati amorfi.
Cause della Presenza di Urati Amorfi nelle Urine
Numerosi fattori di rischio possono contribuire all'aumento dei livelli di acido urico all'interno del nostro organismo. Il riscontro di significative concentrazioni di urati nelle urine sta ad indicare un pH tendenzialmente acido, che può dipendere da numerosi fattori, tra cui:
- Alimentazione: un regime dietetico particolarmente ricco di purine contribuisce ad abbassare il pH urinario poiché il catabolismo di questi composti azotati svolge un’azione acidificante; gli alimenti da evitare sono il fegato, la selvaggina, molti prodotti ittici e gli insaccati.
- Diabete: alterando l’intero metabolismo glucidico, il diabete provoca un’acidosi urinaria responsabile della precipitazione dei cristalli di urati.
- Alcolismo: l’accumulo di etanolo nel sangue, conseguente all’abuso di bevande alcoliche, innesca una serie di reazioni biochimiche che aumentano l’acidità dei liquidi biologici.
- Gotta: innescata dall’iperuricemia, questa malattia agisce modificando l’intera omeostasi dell’organismo, potenziando la precipitazione degli urati che vengono prodotti in abbondanza in tale condizione.
- Insufficienza renale: un’alterata funzionalità dell’apparato escretore determina modificazioni sia a livello di filtrazione glomerulare che di riassorbimento tubulare, con eliminazione degli urati in caso di iperuricemia.
- Sindrome metabolica: se l’intero assetto metabolico risulta alterato, anche le reazioni cataboliche dell’acido urico rimangono coinvolte con conseguente precipitazione degli urati nelle urine.
- Obesità: in caso di notevole sovrappeso si innescano anomalie biologiche sia a livello dell’apparato digerente sia di quello escretore, con maggiore presenza di acido urico che non riesce ad essere eliminato in maniera normale.
- Abuso di diuretici: i farmaci che stimolano la diuresi contribuiscono a velocizzare il processo di riassorbimento tubulare e ad eliminare acqua e minerali, con una alterazione del pH dei liquidi extracellulari.
- Rene policistico: in questa malattia l’apparato escretore non è in grado di funzionare in maniera fisiologica e quindi si verificano anomalie metaboliche che riguardano anche gli urati urinari.
Valutazione Diagnostica
Per capire la causa di eventuali anomalie, il medico può valutare il campione urinario combinandone i risultati con alcuni valori ematici. Trattandosi di indagini cliniche non invasive, esse trovano largo impiego per confermare quesiti diagnostici non ancora chiariti e si rivelano particolarmente utili nel caso in cui il paziente si sottoponga ad ecografia completa dell’addome, tramite cui è possibile visualizzare la morfologia degli organi analizzati. L’esame viene richiesto tutte le volte in cui siano presenti urine torbide, rossastre, brune o schiumose, più o meno accompagnate da bruciore durante la minzione o anche da dolori alla schiena.
Clearance degli Urati
La clearance degli urati si riferisce alla quantità di plasma che viene depurata nell’unità di tempo (1 minuto) mediante l’attività del rene. Si tratta di un valore che serve a indicare l’insorgenza di un’alterazione dell’azione filtrante del glomerulo molto più precocemente rispetto ad altre analisi come la creatininemia oppure l’azotemia. Questo indice si alza nelle forme infiammatorie accompagnate da picchi febbrili tipici delle sindromi nefrosiche con ipoalbuminemia; si abbassa invece in caso di insufficienza renale acuta o cronica, di rene policistico e nella ostruzione delle vie urinarie.
Per la valutazione della clearance degli urati è necessario fare riferimento alla combinazione tra i valori urinari e quelli valutati su un prelievo di sangue venoso, effettuato sul paziente digiuno da almeno 8 ore. Questi test vengono prescritti sia per analizzare lo stato di salute del soggetto, con particolare riguardo alla funzionalità renale, sia per monitorare l’evoluzione di una patologia in atto, valutando contestualmente anche l’efficacia di eventuali terapie.
Preparazione all'Esame e Raccolta del Campione
Per la valutazione degli urati amorfi nelle urine è necessario raccogliere un campione del mitto intermedio (cioè occorre lasciare andare la primissima emissione), a digiuno, dopo aver effettuato un'accurata igiene intima. Nel caso delle donne, è bene effettuare l'esame lontano dal periodo mestruale. Per l'esame degli urati amorfi, è meglio effettuare la raccolta del campione la mattina, quando le urine sono più concentrate.
Gestione e Trattamento
Una volta stabilita la causa della presenza di urati amorfi nelle urine, e dopo aver determinato il grado di coinvolgimento dell’apparato renale in tale disturbo, diventa necessario impostare un’adeguata terapia. Innanzi tutto è utile modificare il regime alimentare, eliminando quasi completamente i cibi ricchi di purine, e mantenendo un’adeguata idratazione mediante l’introduzione di almeno due litri di acqua nelle 24 ore. Bisogna inoltre alcalinizzare le urine, assumendo citrato di potassio oppure bicarbonato di sodio, fino al raggiungimento di un pH compreso tra 6 e 7, in quanto le urine acide favoriscono la precipitazione degli urati. L’allopurinolo viene considerato il farmaco d’elezione per contrastare l’iperuricemia, e quindi deve essere assunto regolarmente.
Essendo un parametro che dipende principalmente dalle abitudini alimentari, è deducibile che un possibile approccio per contrastare le urine acide sia costituito da una corretta alimentazione, che non preveda un abuso dei cibi ad alto contenuto di purine. Oltre all'alimentazione, è sempre consigliabile rivolgersi al proprio medico, affinché possa prescrivere il trattamento adeguato all'abbassamento dei livelli di urati amorfi nelle urine. In caso di iperuricemia, ad esempio, può essere indicata l'assunzione di farmaci specifici, come l'allopurinolo.
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