Il pH nelle urine è un indicatore che misura l'acidità o l'alcalinità delle urine, basandosi su una scala che varia da 0 a 14, dove 7 è considerato neutro, valori inferiori a 7 indicano acidità e valori superiori a 7 indicano alcalinità. Esaminare questo parametro può fornire importanti informazioni sullo stato di equilibrio o disequilibrio del nostro organismo. Il termine "pH" deriva da "potenziale di idrogeno" e rappresenta la concentrazione di ioni idrogeno (H+) in una soluzione.
Nelle urine, il pH può variare a seconda della dieta, dell'idratazione, del metabolismo e della presenza di eventuali patologie, ragion per cui capire gli esami delle urine e il loro pH è fondamentale per diagnosticare e monitorare varie condizioni mediche.
Come si analizza il pH nelle urine
L’esame del pH delle urine può essere facilmente eseguito a casa o in laboratorio. Per il primo caso, sono disponibili strisce reattive che cambiano colore a contatto con l'urina, permettendo di determinare rapidamente il pH. Ecco come eseguire correttamente l'analisi:
- Utilizzare un recipiente pulito per raccogliere un campione di urina, meglio se al mattino prima di fare colazione.
- Immergere la striscia reattiva nell'urina per un secondo e poi rimuoverla.
- Attendere qualche minuto e confrontare il colore della striscia con la scala di colori fornita nel kit per determinare il pH delle urine.
Questa procedura fornisce una misura qualitativa del pH, mentre per analisi più precise e dettagliate, è preferibile inviare un campione di urina a un laboratorio, dove verranno utilizzate tecniche più sofisticate e accurate.
Come Interpretare i Test
Il pH delle urine dovrebbe variare tra 4.5 e 8, con valori normali solitamente compresi tra 5 e 7, che indicano un buon equilibrio del metabolismo corporeo e dell'idratazione, mentre valori fuori da questo intervallo possono indicare problemi di salute che necessitano di ulteriori controlli.
- Un pH superiore a 7 è detto anche ph positivo o alcalino: può essere causato da una dieta ricca di frutta e verdura, o da infezioni del tratto urinario come la cistite, oltre a poter essere sintomo della presenza di batteri che scompongono l'urea in ammoniaca, aumentando così l'alcalinità.
- Un pH inferiore a 5 è considerato acido e può derivare da una dieta ricca di proteine e carne, da disidratazione o da condizioni mediche come la gotta e la chetoacidosi diabetica: è spesso associato alla formazione di calcoli renali e a infiammazioni della vescica, poiché l'acidità favorisce la precipitazione di cristalli di acido urico e altri minerali.
Fattori che influenzano il pH delle urine
Diversi fattori possono influenzare il pH delle urine, tra cui dieta, idratazione, attività fisica e patologie. Una dieta ricca di proteine animali tende a rendere le urine più acide, mentre una dieta ricca di frutta e verdura tende a renderle più alcaline. Anche l'assunzione di farmaci può influenzare il pH delle urine. Per esempio, alcuni diuretici possono aumentare l'alcalinità delle urine.
Esame delle urine completo
L’esame completo delle urine prevede:
- Esame visivo, per la valutazione del loro aspetto (colore, trasparenza, concentrazione);
- Esame chimico, per la valutazione di alcune sostanze presenti nelle urine, importanti indici sulla salute del paziente;
- Esame microscopico, per identificare e quantificare i tipi cellulari, i cilindri, i cristalli e altri componenti, come microrganismi e muco, che possono essere presenti nelle urine.
Perché viene richiesto?
Viene richiesto per verificare lo stato di salute del paziente, ma non solo. I valori analizzati nelle urine ci danno importanti informazioni che aiutano la diagnosi ma anche la prevenzione di alcune malattie. Ecco alcuni casi in cui potrebbe essere richiesto:
- Verificare lo stato di salute dei reni ed escludere patologie a loro carico;
- Identificare eventuali disordini metabolici;
- Indagare una possibile infezione alle vie urinarie;
- Indagare su valori che aiutano a diagnosticare alcune malattie (ad esempio, il diabete);
- Per verificare un possibile stato di gravidanza.
Aspetto delle urine
Quando parliamo dell’aspetto delle urine, si vuole intendere l’analisi visiva del colore, della trasparenza e della concentrazione della soluzione.
Colore delle urine
Il colore delle urine è un valore che indentifica lo stato di salute del paziente. Può assumere varie colorazioni che confronteremo di seguito:
| COLORE | VALORE | TRASPARENTE |
|---|---|---|
| PAGLIERINO CHIARO / GIALLO TRASPARENTE | È il colore normale delle urine, indice di corretta idratazione. | Possibile indice di un eccesso d’idratazione, condizione pericolosa in grado di causare iponatriemia (ridotta concentrazione di sodio nel sangue). |
| GIALLO SCURO / AMBRA | Suggerisce una mancanza di idratazione. | |
| BIRRA SCURA | Può indicare una possibile malattia al fegato o una forte disidratazione. | |
| ROSA / ROSSA | La persona potrebbe avere tracce di sangue nelle urine, indice di condizioni potenzialmente gravi, oppure potrebbe essere un effetto collaterale di alcuni farmaci e alimenti. Sarà comunque necessario un confronto con il proprio medico. | |
| ARANCIONE | Solitamente è un colore causato da scarsa idratazione ma potrebbe anche essere sintomo di una patologia al fegato o delle vie biliari. | |
| BLUE / VERDE | È spesso causato dagli alimenti assunti o da alcuni farmaci, potrebbe anche trattarsi di un’infezione batterica o ipercalcemia (alti livelli di calcio). | |
| SCHIUMOSA | Condizione che se persiste può indicare un eccesso di proteine nelle urine, la presenza di malattie renali o alterazioni anatomiche. |
Questo aspetto non è indice necessariamente di malattia, infatti il valore può essere compromesso dall’alimentazione e dall’assunzione di diversi farmaci.
Trasparenza delle urine
Per quanto riguarda la trasparenza delle urine, consideriamo normale un aspetto limpido o opalescente, mentre risulta fuori norma l’aspetto torbido. Le motivazioni possono essere varie e non tutte patologiche:
- Presenza di muco vaginale;
- Presenza di sperma;
- Presenza di liquido prostatico;
- Presenza di cellule epiteliali;
- Presenza di cristalli urinari;
- Presenza di globuli rossi, globuli bianchi o batteri;
- Altre sostanze contaminanti che hanno compromesso il campione.
pH delle urine
Il pH delle urine riflette l’abilità renale nel mantenere una normale concentrazione di ioni idrogeno nel plasma e nei liquidi extracellulari. Una persona sana avrà un pH nelle urine compreso tra 5,0 e 7,5. Più basso è il valore più la soluzione sarà “acida”, più alto è il valore più la soluzione sarà “alcalina”.
- Le soluzioni più alcaline fanno pensare che sia in atto un’infezione delle vie urinarie.
- Le soluzioni più acide potrebbero portare alla formazione di calcoli renali o a infiammazioni della vescica.
Peso specifico delle urine
Negli esseri umani adulti i valori normali del peso specifico delle urine sono compresi tra 1,005 e 1,030 g/mL.
- Un valore superiore è caratteristico per chi soffre di: Disidratazione, Malattie renali e Altre patologie.
- Un valore inferiore si riscontra nei casi di: Eccessiva assunzione di liquidi, Diabete insipido, Insufficienza renale, Infezioni renali e Altre patologie.
Proteine nelle urine
Nei risultati dell’esame delle urine non bisognerebbe riscontrare la presenza di proteine. Generalmente le proteine nelle urine (proteinuria) modificano anche l’aspetto delle stesse rendendole più schiumose.
La loro presenza può essere motivata da cause non troppo preoccupanti e/o patologiche (stress, attività fisica intensa, disidratazione e febbre), ma è un valore riscontrabile più di frequente in caso di: Diabete di tipo I o di tipo II e Ipertensione.
Meno frequentemente è collegabile a patologie quali: Malattie / Infezioni renali, Patologie epatiche, Malattie autoimmuni, Malattie cardiovascolari, Anemia, Tumori e Altre patologie.
Glucosio nelle urine
Il glucosio non dovrebbe trovarsi nelle urine. La sua presenza è uno dei sintomi del diabete mellito dovuto alla glicemia troppo alta.
Generalmente, le sostanze presenti nel sangue in quantità eccessiva sono eliminate dai reni attraverso l’urina. Ciò non dovrebbe accadere con il glucosio, poiché normalmente viene anzi riassorbito dai reni. Solo nel momento in cui questo sia in quantità eccessiva e superi la “soglia renale”, che cambia da soggetto a soggetto e varia con l’età, viene eliminato come fosse uno scarto.
Corpi chetonici nelle urine
La presenza di corpi chetonici nelle urine è solitamente sintomo di diabete: l’organismo non disporrebbe della giusta quantità di insulina. Questa situazione comporta un eccesso di acidi tossici e viene definita acidosi, chetoacidosi o chetosi, e può condurre fino al coma diabetico, una condizione che può mettere a serio rischio la vita.
Si possono riscontrare anche in altre casistiche e in persone non diabetiche, ad esempio in caso di alto stress metabolico o in seguito ad un’improvvisa ed importante perdita di peso.
Bilirubina nelle urine
Nei pazienti sani le urine non contengono bilirubina. La bilirubina è una sostanza di scarto prodotta dal fegato a seguito del processo di smaltimento dei globuli rossi giunti a fine vita. È un componente della bile, il liquido che il fegato secerne nell’apparato digerente durante il processo di digestione.
Se la bilirubina è misurabile nell’urina, di solito significa che il fegato o i dotti biliari sono ostruiti, o che il paziente è affetto da epatite o altre forme di danno epatico. Tale può essere rilevabile anche nelle prime fasi delle seguenti patologie: Cirrosi, Epatite e Ittero ostruttivo.
Emoglobina nelle urine
Generalmente non presente nelle urine, l’emoglobina è una proteina fondamentale per il trasporto dell’ossigeno e dell’anidride carbonica in tutto l’organismo.
La sua presenza nelle urine (emoglobinuria), a meno che non si tratti di una contaminazione (come capita per le donne in fase successiva le mestruazioni), può dipendere da ma non solo: Anemia, Favismo, Infezioni renali, Tubercolosi, Tumori ai reni, Ustioni, Malattie rare e/o genetiche e Altre patologie.
Urobilinogeno nelle urine
L’urobilinogeno è una sostanza incolore, prodotta a livello intestinale per fermentazione batterica della bilirubina. L’urobilinogeno viene principalmente scartato con le feci, la restante parte viene riassorbita dal sangue e veicolata al fegato, poi escreta con la bile.
La presenza di urobilinogeno nelle urine può essere sintomo di ma non solo: Anemia, Cirrosi, Epatite, Grave ematoma, Infezione e Altre patologie.
Nitriti nelle urine
La presenza di nitriti nelle urine indica nella maggior parte dei casi un’infezione ai reni, all’uretra, agli ureteri o alla vescica, in corso, ma questo valore non è sufficiente per effettuare una diagnosi certa.
Infatti, si può riscontrare anche in soggetti sani che si alimentano in maniera particolarmente sbilanciata (consumo eccessivo di verdure a foglia verde, di insaccati, … ) o che assumono farmaci che aumentano la concentrazione di nitriti nelle urine.
Sedimenti nelle urine
I sedimenti nelle urine vengono analizzati al microscopio e possono fornire informazioni circa una possibile patologia dei reni e delle vie urinarie. Si vanno a ricercare e quantificare, a seconda delle necessità, la presenza di cellule ematiche (globuli rossi e bianchi), di cellule epiteliali, di microrganismi, ecc.
Normalmente l’urina contiene una piccola quantità di cellule e di altri residui derivanti dall’interno delle vie urinarie. Di solito, in presenza di una patologia renale o delle vie urinarie, nel sedimento sono visibili molte cellule di sfaldamento dopo centrifugazione o lasciando riposare l’urina.
Come fare l’esame delle urine
L’esame delle urine viene eseguito in laboratorio sulle prime urine del mattino, poiché sono le più concentrate e per questo motivo le più adatte per eseguire l’analisi, raccolte in un contenitore sterile. È sufficiente un campione pari a 20-50 ml.
È importante evitare contaminazione, pena il rischio di dover ripetere l’esame e/o non ricevere risultati inaffidabili. Suggeriamo quindi di:
- Evitare di toccare il contenitore ed il campione durante la raccolta con la pelle;
- Fare attenzione a non inquinarlo con i batteri presenti nella normale flora genitale. Per evitare che ciò accada è consigliabile lavare bene la zona genitale con sapone, risciacquare e asciugare con una salvietta pulita prima della raccolta.
Urina Acida
Al mattino è normale avere un'urina piuttosto acida. Il nostro corpo produce continuamente scorie. Il sangue raccoglie dai tessuti queste scorie per trasportarle verso i filtri deputati alla loro eliminazione. Tra questi filtri vi è il rene, che elimina tutti gli scarti trasformandoli in urina. Più sostanze acidificanti verranno introdotte o prodotte nell'organismo e più l'urina sarà acida.
Il pH è l'unità di misura del grado di acidità di un liquido, che può variare da 0 (il massimo dell'acidità) a 14 (il massimo dell'alcalinità) passando da 7 che è il valore neutro. Il sangue ha un pH compreso tra 7.35 e 7.45 . Il superamento (in alto o in basso) di tali valori può compromettere la sopravvivenza. Per assicurare il corretto pH ematico i reni, i polmoni e la pelle agiscono da filtri che eliminano dal sangue le sostanze acide o alcaline/basiche in eccesso assicurando così l'equilibrio acido/base.
Lo stile di vita occidentale caratterizzato da poco movimento e vita stressante acidifica il nostro organismo. Inoltre lo stile alimentare odierno, ricco di carboidrati raffinati e povero di vegetali, non consente l'introduzione adeguata di sostanze alcaline (magnesio, potassio, calcio, sodio) utili a compensare l'acidità prodotta.
Il sangue però può trasportare limitate quantità di scorie acide verso i filtri deputati alla loro eliminazione, altrimenti varierebbe troppo il suo pH mettendo a rischio la vita (acidosi metabolica). Quindi queste sostanze acide introdotte potranno essere raccolte dal sangue solo quando tornerà ad essere sufficientemente alcalino. Queste scorie acide di conseguenza stazioneranno a lungo nei tessuti provocando acidosi tissutale.
Quando parliamo di pH urinario intendiamo la quantità di sostanze acide eliminate dai nostri reni attraverso le urine. Il pH urinario oltre a fornirci importanti indicazioni circa la quantità di acidi espulsi, ci può indicare la presenza di patologie renali, metaboliche o respiratorie, uno stato di alcalosi o acidosi tissutale o una vera e propria acidosi metabolica. Il pH urinario può variare da 4,5 a 8 (anche se questi 2 valori estremi indicano un eccesso rispettivamente di acidità e di alcalinità, che andrà corretto).
In caso di cistiti ricorrenti è consigliabile mantenere il ph urinario superiore a 6 affinché l'urina non sia irritante sulla mucosa vescicale infiammata. Se infatti in situazioni normali la vescica tollera anche pH molto acidi poiché è rivestita da uno strato protettivo di GAG (glucosaminoglicani), in caso di infezioni recidivanti questo strato viene compromesso lasciando scoperto il tessuto sottostante che è molto più debole, ricco di terminazioni nervose sensibili e di capillari sanguigni. Di conseguenza l'eccessiva acidità urinaria può provocare dolore, infiammazione e talvolta sangue nelle urine (ematuria), anche in assenza di batteri.
Si può valutare il pH urinario attraverso un esame urine effettuato in laboratorio analisi oppure autonomamente a domicilio attraverso delle semplici cartine tornasole. Le cartine tornasole sono strisce reattive, che a contatto con i liquidi cambiano colore in base al pH.
Urina Alcalina (basica)
Dopo i pasti è normale avere un'urina più alcalina.
- Cristalli e calcoli: Un ph acido può favorire l'aggregazione di cristalli precursori di renella e calcoli (di urato amorfo, di acido urico, di ossalato di calcio, di cistina, di leucina, di tirosina, di colesterolo, di bilirubina e di xantina).
- Cistiti da Proteus: Il Proteus è un batterio ureasi positivo, che vive bene in ambiente alcalino.
Esattamente come bisognerebbe evitare di introdurre cibi acidi in caso di gastrite per non infiammare ulteriormente le pareti gastriche, anche a chi soffre di cistiti ricorrenti è consigliabile alcalinizzare le urine. Bere almeno 2 di acqua al giorno preferendo un'acqua alcalina (o bicarbonata) e ricca di magnesio.
I termini acido e alcalino indicano il grado di acidità o di alcalinità di una sostanza. Il limone per esempio è acido (ha un pH intorno al 3), ma nel nostro organismo, una volta metabolizzato, provoca alcalinizzazione.
Alimenti acidificanti: tutti i cereali (pasta, pane, pizza, riso, ecc.), la carne, i formaggi, le bevande gassate (il loro pH varia da 2,4 a 3,2!), alimenti conservati con additivi acidificanti, tutti i cibi troppo cotti.
Attenzione! L'alimento produce acidi quando viene utilizzato dal nostro metabolismo per produrre energia. Distanziare l'assunzione di frutta da quella di pasta, pane, pizza, riso. La frutta, seppur alcalinizzante non dovrebbe essere la scelta alcalinizzante principale sia per l'elevato contenuto di zuccheri, sia perché l'unione di frutta acida e carboidrati forma acido ossalico (acido), che favorisce la formazione di cristalli, renella e calcoli.
Importante non eliminare i cibi acidi dalla dieta, ma compensarli con alimenti alcalini.
Raccolta delle urine
Per poter identificare con precisione il tipo di cellule e sostanze presenti nell’urina, si esegue l’esame microscopico del sedimento (insieme di microscopici detriti, cellulari e non).
- Esame chimico fisico e urinocoltura: Si raccolgono le urine della mattina da mitto intermedio (cioè il secondo getto della prima urina). Nella raccolta delle urine per urinocoltura è importante evitare contaminazioni per mantenere il campione il più sterile possibile. È quindi indicato lavare con cura le mani e così i genitali esterni utilizzando acqua e sapone (non usare antisettici), asciugando con una salvietta pulita.
- Raccolta delle urine delle 24 ore: La mattina del primo giorno della raccolta eliminare le urine della prima minzione del mattino e segnare l’ora (per esempio ore 7:00). Poi raccogliere tutte le urine della giornata e della notte fino a raggiungere le 24 ore (esempio ore 7:00 del giorno successivo).
- Citologia urinaria: Si esegue su 3 campioni di tre giorni consecutivi (per massimizzare i risultati dell’esame). La prima urina del mattino non dovrebbe essere utilizzata, poiché durante il riempimento notturno nella vescica si possono accumulare cellule che potrebbero influenzare l’interpretazione del risultato.
Il metodo migliore è il controllo dell’acidità delle urine, che può essere realizzato facilmente da chiunque. L’acidità delle urine è sintomo di uno squilibrio quasi sempre alimentare. Ci sono altri problemi alimentari importanti di cui tenere conto: per es. Anche la quantità consumata e la varietà sono importanti.
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