Il pH misura l'acidità o l'alcalinità di un liquido. La scala del pH varia da 0 a 14, dove 7 è il valore neutro, mentre i risultati inferiori a 7 indicano acidità e i valori superiori a 7 indicano alcalinità.
Come Misurare il pH Urinario
Il pH può essere valutato in laboratorio analisi su un campione di urine prelevate al mattino e conservate in un recipiente chiuso da consegnare nel più breve tempo possibile al laboratorio. Tuttavia, se si vuole esclusivamente valutare il pH, è più comodo ed economico utilizzare delle semplici cartine tornasole direttamente a casa.
Si tratta di strisce reattive, contenenti un colorante di origine naturale, che a contatto con i liquidi cambia colore in base al pH. Un colore tendente al verde indicherà un pH neutro, un colore arancione/rosso indicherà un pH acido e un colore verde scuro/blu indicherà un pH basico. Le cartine tornasole si trovano in commercio sia in forma di strisce singole che in rotoli.
Procedura di Misurazione con Cartine Tornosole
La misurazione del pH urinario è molto semplice e veloce.
- Basterà raccogliere l'urina in un contenitore pulito (non è necessario che sia sterile). E' consigliabile eliminare il primo getto di urina e prelevare il secondo.
- Subito dopo la raccolta dell'urina immergere la cartina tornasole per un solo secondo (è sufficiente che si bagni) e confrontare la colorazione ottenuta con la scala cromatica di riferimento presente sulla confezione.
- E' possibile (e molto più comodo) mettere la striscia direttamente sotto il getto mentre si sta urinando dopo 3 secondi dall'inizio della minzione (per essere sicuri di aver eliminato il primo getto).
- La rilevazione va effettuata per almeno 3 giorni consecutivi, se possibile ad ogni minzione, in quanto il pH varia in base a molteplici fattori.
Per esempio lo stress, il riposo notturno, l'affaticamento fisico e corporeo acidificano, mentre i pasti alcalinizzano.
Precauzioni
E' meglio evitare o rimandare la rilevazione in caso di diarrea, assunzione di vitamina C, digiuno prolungato o assunzione di alcuni farmaci (Cloruro di ammonio, Diazosside, Metenamina mandelato, Metolazone, L-metionina) poiché possono acidificare le urine. Anche in caso di cistite da Proteus è meglio evitare la misurazione perché si tratta di un batterio che alcalinizza le urine e quindi renderebbe il risultato poco attendibile.
Il sangue, essendo alcalino, toglie acidità alle urine, pertanto in caso di mestruazioni o ematuria è meglio rimandare la rilevazione.E' importante bere almeno 2 litri d'acqua nei giorni in cui si rileva il pH dato che un'urina troppo concentrata potrebbe falsare il risultato.
Interpretazione dei Risultati del pH Urinario
Il pH urinario indica la capacità dei reni di eliminare dal nostro corpo le sostanze acide o alcaline/basiche in eccesso. I reni hanno infatti un ruolo significativo nella regolazione dell’equilibrio acido-base in quanto eliminano le sostanze di scarto prodotte dal metabolismo cellulare.
Una buona funzionalità renale è estremamente importante per l'organismo perché serve a mantenere stabile il normale pH del sangue, che se non restasse tra i 7.35 e i 7.45 potrebbe addirittura condurre alla morte. Solitamente i reni eliminano più sostanze acide (urea, creatinina, acido urico) che basiche (ammoniaca, solfato e il fosfato).
Poiché queste sostanze verranno eliminate con le urine è possibile monitorarne la quantità attraverso la misurazione del pH urinario. Il pH urinario viene monitorato per diversi motivi:
- valutare la quantità di acidi espulsi, che potrebbero a lungo andare sovraccaricare i reni e i tessuti urinari;
- valutare la presenza di patologie renali, metaboliche o respiratorie;
- correggere l'acidità o l'alcalinità delle urine per prevenire la formazione di cristalli, renella o calcoli renali;
- alcalinizzare le urine per ridurre il dolore in caso di cistite e per non danneggiare la mucosa infiammata;
- controllare la presenza di un'alcalosi o un'acidosi tissutale.
Valori di Riferimento del pH Urinario
Il pH urinario può variare da 4,5 a 8. Tuttavia i 2 valori estremi indicano già un eccesso rispettivamente di acidità e di alcalinità, che andrà corretto con l'alimentazione o con l'introduzione di integratori. Anche se le indicazioni ufficiali riportano che il pH fisiologico dovrebbe essere compreso tra 5 e 7, in caso di cistiti ricorrenti sarebbe auspicabile avere valori di pH superiori al 6 poiché un'urina eccessivamente acida comporta bruciore sulla mucosa vescicale infiammata.
E' normale avere un'urina molto acida al mattino in quanto durante la notte il nostro organismo cerca di eliminare le sostanze acide accumulate durante il giorno. Così come sarà normale avere un'urina alcalina dopo i pasti e un po' più acida prima dei pasti. La normale curva che si dovrà osservare nelle rilevazioni quotidiane deve quindi avere un andamento altalenante.
Una volta effettuate le rilevazioni quotidiane fai una media: somma tutti singoli dati ottenuti durante la giornata e dividi il totale per il numero di rilevazioni effettuate. Il numero che dovresti ottenere dovrebbe essere neutro (tra 6.8 e 7.2). Se il valore ottenuto è leggermente superiore a 7,2 vuol dire che stai assumendo troppe sostanze alcalinizzanti.
Se al contrario il valore è leggermente inferiore a 6.8 siamo di fronte ad un'acidosi tissutale, che va compensata impostando una dieta povera di acidificanti e ricca di alcalinizzanti e/o ricorrendo ad integratori alcalinizzanti specifici.
Condizioni associate a pH Urinario Anormale
- Valore molto alcalino (oltre 7.5): può rilevare patologie quali: cistiti causate da Proteus, perdita di troppi acidi (col vomito per esempio), iperattività delle ghiandole surrenali, iperventilazione (per esempio da dolore o da ansia, che aumenta la frequenza cardiaca facendo eliminare una quantità eccessiva di anidride carbonica), bassi livelli di ossigeno nel sangue e sovradosaggio di Aspirina.
- Valore molto acido (inferiore a 6.5): può essere un segno di chetoacidosi diabetica, disidratazione severa, enfisema, malattie respiratorie.
- Curva molto piatta: è indice che il sistema tampone renale (e quindi i nostri reni) non stanno funzionando.
Fattori che Influenzano il pH Urinario
Diversi fattori possono influenzare il pH delle urine, tra cui dieta, idratazione, attività fisica e patologie. Una dieta ricca di proteine animali tende a rendere le urine più acide, mentre una dieta ricca di frutta e verdura tende a renderle più alcaline.
Anche l'assunzione di farmaci può influenzare il pH delle urine. Per esempio, alcuni diuretici possono aumentare l'alcalinità delle urine.
Esame Completo delle Urine
L’esame completo delle urine prevede:
- Esame visivo, per la valutazione del loro aspetto (colore, trasparenza, concentrazione);
- Esame chimico, per la valutazione di alcune sostanze presenti nelle urine, importanti indici sulla salute del paziente;
- Esame microscopico, per identificare e quantificare i tipi cellulari, i cilindri, i cristalli e altri componenti, come microrganismi e muco, che possono essere presenti nelle urine.
Viene richiesto per verificare lo stato di salute del paziente, ma non solo. I valori analizzati nelle urine ci danno importanti informazioni che aiutano la diagnosi ma anche la prevenzione di alcune malattie.
Ecco alcuni casi in cui potrebbe essere richiesto:
- Verificare lo stato di salute dei reni ed escludere patologie a loro carico;
- Identificare eventuali disordini metabolici;
- Indagare una possibile infezione alle vie urinarie;
- Indagare su valori che aiutano a diagnosticare alcune malattie (ad esempio, il diabete);
- Per verificare un possibile stato di gravidanza.
Aspetto delle Urine
Quando parliamo dell’aspetto delle urine, si vuole intendere l’analisi visiva del colore, della trasparenza e della concentrazione della soluzione.
Colore delle Urine
Il colore delle urine è un valore che indentifica lo stato di salute del paziente. Può assumere varie colorazioni che confronteremo di seguito:
| COLORE | VALORE |
|---|---|
| TRASPARENTE | Possibile indice di un eccesso d’idratazione, condizione pericolosa in grado di causare iponatriemia (ridotta concentrazione di sodio nel sangue). |
| PAGLIERINO CHIARO / GIALLO TRASPARENTE | È il colore normale delle urine, indice di corretta idratazione. |
| GIALLO SCURO / AMBRA | Suggerisce una mancanza di idratazione. |
| BIRRA SCURA | Può indicare una possibile malattia al fegato o una forte disidratazione. |
| ROSA / ROSSO | La persona potrebbe avere tracce di sangue nelle urine, indice di condizioni potenzialmente gravi, oppure potrebbe essere un effetto collaterale di alcuni farmaci e alimenti. Sarà comunque necessario un confronto con il proprio medico. |
| ARANCIONE | Solitamente è un colore causato da scarsa idratazione ma potrebbe anche essere sintomo di una patologia al fegato o delle vie biliari. |
| BLUE / VERDE | È spesso causato dagli alimenti assunti o da alcuni farmaci, potrebbe anche trattarsi di un’infezione batterica o ipercalcemia (alti livelli di calcio). |
| SCHIUMOSA | Condizione che se persiste può indicare un eccesso di proteine nelle urine, la presenza di malattie renali o alterazioni anatomiche. |
Questo aspetto non è indice necessariamente di malattia, infatti il valore può essere compromesso dall’alimentazione e dall’assunzione di diversi farmaci.
Trasparenza delle Urine
Per quanto riguarda la trasparenza delle urine, consideriamo normale un aspetto limpido o opalescente, mentre risulta fuori norma l’aspetto torbido. Le motivazioni possono essere varie e non tutte patologiche:
- Presenza di muco vaginale;
- Presenza di sperma;
- Presenza di liquido prostatico;
- Presenza di cellule epiteliali;
- Presenza di cristalli urinari;
- Presenza di globuli rossi, globuli bianchi o batteri;
- Altre sostanze contaminanti che hanno compromesso il campione.
Peso Specifico delle Urine
Negli esseri umani adulti i valori normali del peso specifico delle urine sono compresi tra 1,005 e 1,030 g/mL.
Un valore superiore è caratteristico per chi soffre di:
- Disidratazione;
- Malattie renali;
- Altre patologie.
Un valore inferiore si riscontra nei casi di:
- Eccessiva assunzione di liquidi;
- Diabete insipido;
- Insufficienza renale;
- Infezioni renali;
- Altre patologie.
Proteine nelle Urine
Nei risultati dell’esame delle urine non bisognerebbe riscontrare la presenza di proteine. Generalmente le proteine nelle urine (proteinuria) modificano anche l’aspetto delle stesse rendendole più schiumose.
La loro presenza può essere motivata da cause non troppo preoccupanti e/o patologiche (stress, attività fisica intensa, disidratazione e febbre), ma è un valore riscontrabile più di frequente in caso di:
- Diabete di tipo I o di tipo II;
- Ipertensione.
Meno frequentemente è collegabile a patologie quali:
- Malattie / Infezioni renali;
- Patologie epatiche;
- Malattie autoimmuni;
- Malattie cardiovascolari;
- Anemia;
- Tumori;
- Altre patologie.
Glucosio nelle Urine
Il glucosio non dovrebbe trovarsi nelle urine. La sua presenza è uno dei sintomi del diabete mellito dovuto alla glicemia troppo alta.
Generalmente, le sostanze presenti nel sangue in quantità eccessiva sono eliminate dai reni attraverso l’urina. Ciò non dovrebbe accadere con il glucosio, poiché normalmente viene anzi riassorbito dai reni. Solo nel momento in cui questo sia in quantità eccessiva e superi la “soglia renale”, che cambia da soggetto a soggetto e varia con l’età, viene eliminato come fosse uno scarto.
Corpi Chetonici nelle Urine
La presenza di corpi chetonici nelle urine è solitamente sintomo di diabete: l’organismo non disporrebbe della giusta quantità di insulina. Questa situazione comporta un eccesso di acidi tossici e viene definita acidosi, chetoacidosi o chetosi, e può condurre fino al coma diabetico, una condizione che può mettere a serio rischio la vita.
Si possono riscontrare anche in altre casistiche e in persone non diabetiche, ad esempio in caso di alto stress metabolico o in seguito ad un’improvvisa ed importante perdita di peso.
Bilirubina nelle Urine
Nei pazienti sani le urine non contengono bilirubina. La bilirubina è una sostanza di scarto prodotta dal fegato a seguito del processo di smaltimento dei globuli rossi giunti a fine vita. È un componente della bile, il liquido che il fegato secerne nell’apparato digerente durante il processo di digestione.
Se la bilirubina è misurabile nell’urina, di solito significa che il fegato o i dotti biliari sono ostruiti, o che il paziente è affetto da epatite o altre forme di danno epatico. Tale può essere rilevabile anche nelle prime fasi delle seguenti patologie:
- Cirrosi;
- Epatite;
- Ittero ostruttivo.
Emoglobina nelle Urine
Generalmente non presente nelle urine, l’emoglobina è una proteina fondamentale per il trasporto dell’ossigeno e dell’anidride carbonica in tutto l’organismo.
La sua presenza nelle urine (emoglobinuria), a meno che non si tratti di una contaminazione (come capita per le donne in fase successiva le mestruazioni), può dipendere da ma non solo:
- Anemia;
- Favismo;
- Infezioni renali;
- Tubercolosi;
- Tumori ai reni;
- Ustioni;
- Malattie rare e/o genetiche;
- Altre patologie.
Urobilinogeno nelle Urine
L’urobilinogeno è una sostanza incolore, prodotta a livello intestinale per fermentazione batterica della bilirubina. L’urobilinogeno viene principalmente scartato con le feci, la restante parte viene riassorbita dal sangue e veicolata al fegato, poi escreta con la bile.
La presenza di urobilinogeno nelle urine può essere sintomo di ma non solo:
- Anemia;
- Cirrosi;
- Epatite;
- Grave ematoma;
- Infezione;
- Altre patologie.
Nitriti nelle Urine
La presenza di nitriti nelle urine indica nella maggior parte dei casi un’infezione ai reni, all’uretra, agli ureteri o alla vescica, in corso, ma questo valore non è sufficiente per effettuare una diagnosi certa.
Infatti, si può riscontrare anche in soggetti sani che si alimentano in maniera particolarmente sbilanciata (consumo eccessivo di verdure a foglia verde, di insaccati, … ) o che assumono farmaci che aumentano la concentrazione di nitriti nelle urine.
Sedimenti nelle Urine
I sedimenti nelle urine vengono analizzati al microscopio e possono fornire informazioni circa una possibile patologia dei reni e delle vie urinarie. Si vanno a ricercare e quantificare, a seconda delle necessità, la presenza di cellule ematiche (globuli rossi e bianchi), di cellule epiteliali, di microrganismi, ecc.
Normalmente l’urina contiene una piccola quantità di cellule e di altri residui derivanti dall’interno delle vie urinarie. Di solito, in presenza di una patologia renale o delle vie urinarie, nel sedimento sono visibili molte cellule di sfaldamento dopo centrifugazione o lasciando riposare l’urina.
Come Fare l’Esame delle Urine
L’esame delle urine viene eseguito in laboratorio sulle prime urine del mattino, poiché sono le più concentrate e per questo motivo le più adatte per eseguire l’analisi, raccolte in un contenitore sterile. È sufficiente un campione pari a 20-50 ml.
È importante evitare contaminazione, pena il rischio di dover ripetere l’esame e/o non ricevere risultati inaffidabili. Suggeriamo quindi di:
- Evitare di toccare il contenitore ed il campione durante la raccolta con la pelle;
- Fare attenzione a non inquinarlo con i batteri presenti nella normale flora genitale. Per evitare che ciò accada è consigliabile lavare bene la zona genitale con sapone, risciacquare e asciugare con una salvietta pulita prima della raccolta.
pH e Calcoli Renali
Urine acide sono associate a calcoli di cistina, xantine e acido urico, mentre in presenza di urine basiche aumenta il rischio di concrezioni renali di fosfato di calcio, calcio carbonato, magnesio fosfato e struvite. In presenza di calcolosi uratica è consigliabile mantenere il pH urinario tra 6.5-6.8 per favorire la dissoluzione dei cristalli di acido urico.
pH e Infezioni Urinarie
L'urina viene considerata alcalina quando il pH è maggiore di 7; questo esito viene spesso riscontrato nei casi di infezione delle vie urinarie.
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