L'esame delle urine è un test diagnostico fondamentale per valutare lo stato di salute dei reni e dell'intero organismo. Attraverso l'analisi di diversi parametri, è possibile individuare eventuali anomalie e disfunzioni. Uno degli indicatori più importanti è il pH urinario, che misura l'acidità o l'alcalinità delle urine. In questo articolo, esamineremo le cause e i rimedi per il pH basso nelle urine.
Che cos'è il pH Urinario?
Il pH urinario indica l’acidità o l’alcalinità contenuta all’interno delle urine. Di conseguenza, questo valore fornisce un valido strumento per capire lo stato di salute dei reni, che si occupano di eliminare le sostanze acide o alcaline in eccesso (attraverso l’urina), e se vi è un’infezione in corso.
Il termine "pH" deriva da "potenziale di idrogeno" e rappresenta la concentrazione di ioni idrogeno (H+) in una soluzione. Il pH è la misura dell'acidità o dell'alcalinità di una soluzione; il pH delle urine indica la corretta funzionalità dei reni che, mantenendo un regolare equilibrio acido delle stesse, comporta un corretto scarto di sostanze acide (urea, creatina e acido urico) e basiche (ammoniaca, solfato e fosfato).
La scala del pH varia da 0 a 14, dove 7 è il valore neutro, mentre i risultati inferiori a 7 indicano acidità e i valori superiori a 7 indicano alcalinità.
Il pH delle urine riflette l'abilità renale nel mantenere una normale concentrazione di ioni idrogeno nel plasma e nei liquidi extracellulari. Il valore di pH deve necessariamente essere determinato su un campione di urine fresche, conservate temporaneamente in un recipiente chiuso (all'occorrenza refrigerato se non è possibile analizzarlo al momento).
Valori Normali del pH Urinario
Il pH urinario varia da 4,5 a 8, tuttavia, il valore corretto dovrebbe essere tra 5 e 7 perché spesso già gli estremi potrebbero indicare un eccesso di acidità o di alcalinità.
Le urine fisiologicamente dovrebbero avere un pH leggermente acido (tra 5 e 6): una dieta sbilanciata o l’alterazione dei normali equilibri metabolici può portare a influenzare questi valori.
Si ricorda che più i valori sono bassi più è presente acido nell’urina, mentre se sono alti più il pH sarà basico o alcalino: in quest’ultimo caso potrebbe esserci un’infezione delle vie urinarie in corso, se invece si hanno valori tendenti all’acido, è probabile ci siano calcoli renali o un’infiammazioni della vescica.
Il pH dell’urina sarà più acido al mattino (con l’accumulo della notte) e più alcalino dopo i pasti.
A differenza di quello sanguigno, per il quale oscillazioni di ± 0.4 punti sono già di per sé spia di patologie gravissime, il pH delle urine oscilla normalmente tra 4.6 ed 8, in relazione alla dieta e alla salute dell'organismo.
Come Misurare il pH Urinario
L’ esame del pH delle urine può essere facilmente eseguito a casa o in laboratorio: per il primo caso, sono disponibili strisce reattive che cambiano colore a contatto con l'urina, permettendo di determinare rapidamente il pH.
Il pH può essere valutato in laboratorio analisi su un campione di urine prelevate al mattino e conservate in un recipiente chiuso da consegnare nel più breve tempo possibile al laboratorio. Tuttavia se si vuole esclusivamente valutare il pH è più comodo ed economico utilizzare delle semplici cartine tornasole direttamente a casa.
Ecco come eseguire correttamente l'analisi:
- Utilizzare un recipiente pulito per raccogliere un campione di urina, meglio se al mattino prima di fare colazione.
- Immergere la striscia reattiva nell'urina per un secondo e poi rimuoverla.
- Attendere qualche minuto e confrontare il colore della striscia con la scala di colori fornita nel kit per determinare il pH delle urine.
Questa procedura fornisce una misura qualitativa del pH, mentre per analisi più precise e dettagliate, è preferibile inviare un campione di urina a un laboratorio, dove verranno utilizzate tecniche più sofisticate e accurate.
Cartine Tornasole
Si tratta di strisce reattive, contenenti un colorante di origine naturale, che a contatto con i liquidi cambia colore in base al pH. Un colore tendente al verde indicherà un pH neutro, un colore arancione/rosso indicherà un pH acido e un colore verde scuro/blu indicherà un pH basico. Le cartine tornasole si trovano in commercio sia in forma di strisce singole che in rotoli.
La misurazione del pH urinario è molto semplice e veloce. Basterà raccogliere l'urina in un contenitore pulito (non è necessario che sia sterile). E' consigliabile eliminare il primo getto di urina e prelevare il secondo. Subito dopo la raccolta dell'urina immergere la cartina tornasole per un solo secondo (è sufficiente che si bagni) e confrontare la colorazione ottenuta con la scala cromatica di riferimento presente sulla confezione. E' possibile (e molto più comodo) mettere la striscia direttamente sotto il getto mentre si sta urinando dopo 3 secondi dall'inizio della minzione (per essere sicuri di aver eliminato il primo getto).
La rilevazione va effettuata per almeno 3 giorni consecutivi, se possibile ad ogni minzione, in quanto il ph varia in base a molteplici fattori. Per esempio lo stress, il riposo notturno, l'affaticamento fisico e corporeo acidificano, mentre i pasti alcalinizzano.
E' meglio evitare o rimandare la rilevazione in caso di diarrea, assunzione di vitamina C, digiuno prolungato o assunzione di alcuni farmaci (Cloruro di ammonio, Diazosside, Metenamina mandelato, Metolazone, L-metionina) poiché possono acidificare le urine. Anche in caso di cistite da Proteus è meglio evitare la misurazione perché si tratta di un batterio che alcalinizza le urine e quindi renderebbe il risultato poco attendibile. Il sangue, essendo alcalino, toglie acidità alle urine, pertanto in caso di mestruazioni o ematuria è meglio rimandare la rilevazione.
E' importante bere almeno 2 litri d'acqua nei giorni in cui si rileva il pH dato che un'urina troppo concentrata potrebbe falsare il risultato.
Cause di pH Basso nelle Urine
Un pH inferiore a 5 è considerato acido e può derivare da una dieta ricca di proteine e carne, da disidratazione o da condizioni mediche come la gotta e la chetoacidosi diabetica. E' spesso associato alla formazione di calcoli renali e a infiammazioni della vescica, poiché l'acidità favorisce la precipitazione di cristalli di acido urico e altri minerali.
Più sostanze acidificanti verranno introdotte o prodotte nell'organismo e più l'urina sarà acida.
Tra i fattori che possono influenzare il pH urinario ci sono:
- Dieta: Una dieta ricca di proteine animali tende a rendere le urine più acide.
- Idratazione: La disidratazione può concentrare le urine, aumentando l'acidità.
- Attività fisica: L'esercizio intenso può portare all'accumulo di acido lattico, abbassando il pH urinario.
- Patologie: Condizioni come la chetoacidosi diabetica, la gotta e alcune malattie renali possono causare acidità nelle urine.
In campo medico, il pH urinario viene monitorato allo scopo di valutare l'esistenza di disordini sistemici di tipo acido/base, di origine metabolica o respiratoria. Inoltre, è importante nel monitoraggio di tutti quei pazienti che per determinate ragioni devono mantenere uno specifico pH delle proprie urine. Urine acide sono associate a calcoli di cistina, xantine e acido urico, mentre in presenza di urine basiche aumenta il rischio di concrezioni renali di fosfato di calcio, calcio carbonato, magnesio fosfato e struvite.
Come Interpretare i Risultati
Una voltra effettuate le rilevazioni quotidiane fai una media: somma tutti singoli dati ottenuti durante la giornata e dividi il totale per il numero di rilevazioni effettuate. Il numero che dovresti ottenere dovrebbe essere neutro (tra 6.8 e 7.2). Se il valore ottenuto è leggermente superiore a 7,2 vuol dire che stai assumendo troppe sostanze alcalinizzanti. Se al contrario il valore è leggermente inferiore a 6.8 siamo di fronte ad un'acidosi tissutale, che va compensata impostando una dieta povera di acidificanti e ricca di alcalinizzanti e/o ricorrendo ad integratori alcalinizzanti specifici.
Un pH superiore a 7 è detto anche ph positivo o alcalino: può essere causato da una dieta ricca di frutta e verdura, o da infezioni del tratto urinario come la cistite, oltre a poter essere sintomo della presenza di batteri che scompongono l'urea in ammoniaca, aumentando così l'alcalinità.
Un pH inferiore a 5 è considerato acido e può derivare da una dieta ricca di proteine e carne, da disidratazione o da condizioni mediche come la gotta e la chetoacidosi diabetica: è spesso associato alla formazione di calcoli renali e a infiammazioni della vescica, poiché l'acidità favorisce la precipitazione di cristalli di acido urico e altri minerali.
Se il valore ottenuto è molto alcalino (oltre 7.5) può rilevare patologie quali: cistiti causate da Proteus, perdita di troppi acidi (col vomito per esempio), iperattività delle ghiandole surrenali, iperventilazione (per esempio da dolore o da ansia, che aumenta la frequenza cardiaca facendo eliminare una quantità eccessiva di anidride carbonica), bassi livelli di ossigeno nel sangue e sovradosaggio di Aspirina.
Se il valore è molto acido (inferiore a 6.5) può essere un segno di chetoacidosi diabetica, disidratazione severa, enfisema, malattie respiratorie.
Se la curva risulta molto piatta è indice che il sistema tampone renale (e quindi i nostri reni) non stanno funzionando.
Come Regolare il pH delle Urine
Avere cura di se stessi richiede tempo e attenzione. Se si ha un pH molto alto, quindi una cistite in corso, è importante idratarsi: bere molta acqua è fondamentale per contrastare sintomi e aiutare il corpo a eliminare i batteri.
Per mantenere un pH urinario equilibrato, è possibile adottare alcune strategie:
- Dieta alcalinizzante: Aumentare il consumo di frutta e verdura, che tendono a rendere le urine più alcaline.
- Idratazione adeguata: Bere a sufficienza per diluire le urine e favorire l'eliminazione delle sostanze acide.
- Limitare le proteine animali: Ridurre il consumo di carne, pesce e latticini, che possono aumentare l'acidità delle urine.
- Monitoraggio del pH: Misurare regolarmente il pH urinario per tenere sotto controllo l'equilibrio acido-base.
In presenza di calcolosi uratica è consigliabile mantenere il pH urinario tra 6.5-6.8 per favorire la dissoluzione dei cristalli di acido urico.
Occorre favorire la diuresi, stimolata da una corretta idratazione, che ha effetti preventivi. Permette infatti l’eliminazione dei batteri dalle vie escretrici. Un regime alimentare con elevato residuo acido aiuta a diminuire il pH delle urine (ed è un fattore molto positivo, poiché alcuni batteri non crescono a pH bassi) e favorisce la minore adesione dei batteri alle pareti delle vie escretrici.
Alimenti e pH Urinario
Anche la quantità consumata e la varietà sono importanti. La banana, che è abbastanza acidificante, è mescolata nella crema Budwig con altra frutta decisamente deacidificante. Come sempre bisogna evitare ogni ossessione per la precisione: in genere è sufficiente la regola fondamentale di variare molto gli alimenti e di fare pasti composti di cibi diversi, mescolando nello stesso pasto verdure e frutta (tendenzialmente deacidificanti) con cereali (spesso acidificanti) e proteine animali (sempre acidificanti).
Ecco una tabella di sostanze acidificanti, neutre o deacidificanti che può aiutare a correggere l’alimentazione.
Tabella Alimenti e pH
| Alimenti Acidificanti | Alimenti Alcalinizzanti |
|---|---|
| Cereali (pasta, pane, riso) | Verdure (la maggior parte) |
| Carne | Frutta (la maggior parte) |
| Formaggi | Acqua alcalina |
| Bevande gassate |
Attenzione! L'alimento produce acidi quando viene utilizzato dal nostro metabolismo per produrre energia.
Distanziare l'assunzione di frutta da quella di pasta, pane, pizza, riso. La frutta, seppur alcalinizzante non dovrebbe essere la scelta alcalinizzante principale sia per l'elevato contenuto di zuccheri, sia perché l'unione di frutta acida e carboidrati forma acido ossalico (acido), che favorisce la formazione di cristalli, renella e calcoli.
Importante non eliminare i cibi acidi dalla dieta, ma compensarli con alimenti alcalini.
Quando Preoccuparsi del pH Urinario
Monitorare il pH urinario è fondamentale per aiutare a mantenere la salute e il benessere del tratto urinario e prevenire eventuali complicazioni.
Si consiglia di consultare il medico ogni volta che non si è certi del proprio stato di salute e soprattutto quando sono presenti alcuni sintomi tipici della cistite, come il dolore durante la minzione o quando si nota un cambio nel colore e nell’odore dell’urina. L’urina dal colore scuro o torbido, accompagnata da cattivo odore, può essere sintomo di un pH squilibrato causato da un’infezione.
Se si verificano frequenti episodi di cistite o infezioni del tratto urinario è opportuno sottoporre il caso al medico, per identificare le cause e adottare il trattamento adeguato: infezioni ricorrenti, infatti, possono essere segno di un ambiente urinario che favorisce la crescita batterica, spesso associato a un pH troppo alcalino. Infine, anche la presenza di cristalli nelle urine dovrebbe richiedere l’attenzione di un medico, in quanto questo aspetto aumenta il rischio di calcoli renali.
È importante ricordare che non sempre cambiamenti di colore e limpidezza delle urine sono associate a malattia, ma possono essere un campanello di allarme per situazioni facilmente risolvibili e passeggere.
Altri Parametri dell'Esame delle Urine
L’esame delle urine valuta diversi indicatori che vengono elaborati in automatico grazie ad attrezzature specifiche e successivamente l’analisi viene completata con l’esame al microscopio.
Accanto a colore e aspetto viene valutata anche la presenza di schiuma che può essere causata da sostanze tensioattive (come proteine e sali biliari). È importante ricordare che non è sempre associata a malattia ma può essere dovuta a un’emissione veloce delle urine, a disidratazione, a residui di detergenti nel WC oppure all’assunzione di alcuni farmaci e/o alimenti.
Per poter identificare con precisione il tipo di cellule e sostanze presenti nell’urina, si esegue l’esame microscopico del sedimento (insieme di microscopici detriti, cellulari e non).
Colore
Il colore normale delle urine è “giallo paglierino”. Questo colore è dovuto ad un pigmento chiamato “urocromo” presente nelle urine.
Se il colore è diverso dal “giallo paglierino” e diventa giallo carico può essere dovuto a stati febbrili oppure al fatto che le urine sono fortemente concentrate perché si beve poco.
Se il colore è “marsala” potrebbe essere causato da malattie del fegato per la presenza di pigmenti biliari.
Se le urine sono color “lavatura di carne”, cioè quasi marrone, significa che nelle urine è presente del sangue, la cosiddetta ematuria, e potrebbe essere in corso una emorragia lungo il decorso delle vie urinarie.
Se l’urina è incolore o “giallo citrino”, significa che sono stati assunti molti liquidi ed è un colore normale.
Aspetto
L’aspetto normale delle urine è limpido.
Se diventa torbido, può essere dovuto a presenza di sangue nelle urine (cosiddetta ematuria) o di globuli bianchi (cosiddetta piuria). Il tutto può far supporre la presenza di una malattia renale.
In condizioni normali le urine sono limpide o leggermente opalescenti.
Peso Specifico
Indica la capacità del rene di concentrare l’urina.
I valori normali vanno da 1,015 a 1,030. Più è alto il peso specifico, più concentrata è l’urina.
È raro che il valore del peso specifico sia maggiore o minore del valore normale. Quando accade significa che il rene ha perso la sua capacità ed è quindi legato ad una disfunzione renale oppure, ancora più raro, a diabete insipido.
Sostanze Chimiche
Sono sostanze che possono essere presenti nelle urine.
- Proteine: il rene ha il compito di mantenere nell’organismo le proteine, quindi non dovrebbero venire eliminate nelle urine. Se, al contrario, le analisi indicano una loro presenza e il fatto è isolato, potrebbe essere dovuto a infezioni delle vie urinarie. Se, invece, la presenza di proteine nelle urine è costante, potrebbe trattarsi di una malattia renale come, per esempio, la glomerulonefrite acuta e/o cronica. È molto importante che in gravidanza si controlli costantemente l’urina perché la comparsa di proteine potrebbe essere la spia di una malattia feto placentare piuttosto preoccupante, la cosiddetta gestosi.
- Emoglobina: è un pigmento presente nei globuli rossi che non dovrebbe trovarsi nelle urine. Se, invece, è presente, è l’espressione di micro o macro emorragie lungo le vie urinarie.
- Glucosio: è lo zucchero presente nel sangue che, di norma, non dovrebbe essere presente nelle urine. Ci sono casi, però, come nei diabetici non compensati, in cui il valore del glucosio nel sangue è molto elevato e il rene non riesce a trattenerlo del tutto, pertanto viene lasciato passare nelle urine e si ha la cosiddetta glicosuria.
- Pigmenti biliari o bilirubina: la bilirubina è una sostanza che generalmente viene espulsa dal fegato nella bile e che solitamente non si trova nelle urine. Se, però, dovesse essere presente, è indicativa di una epatopatia, cioè di una malattia legato al fegato.
- Corpi chetonici: sono sostanze che se dovessero essere presenti, sono espressione di una alterazione dovuta al metabolismo (la presenza di chetoni nelle urine compare spesso nei bambini con la febbre).
- Nitriti: sono sostanze che vengono eliminate con le urine in presenza di batteri, se, quindi, dovessero rilevarsi tracce nelle urine, è ipotizzabile una infezione delle vie urinarie. In questo caso la visione al microscopio dovrebbe evidenziare anche la presenza di batteri nelle urine.
Sedimento
L’urina viene è in centrifuga e la sua parte corpuscolata, cioè le cellule presenti nell’urina, sedimentano e vengono osservate al microscopio.
Raccolta delle Urine
Il campione di urina deve essere prelevato preferibilmente di primo mattino, anche se non ci sono controindicazioni al fatto che venga prelevato in altri orari, a digiuno oppure dopo aver mangiato, le urine, infatti, non sono influenzate dal cibo.
Anche i farmaci non influiscono sull’esito dell’esame, ma se si sta seguendo una terapia con antibiotici o disinfettanti, è opportuno avvisare il medico che deve analizzare il campione perché questi farmaci influiscono sul colore delle urine: con gli antibiotici le urine diventano blu, mentre con i disinfettanti diventano arancioni.
Modalità di Raccolta
- Esame chimico fisico e urinocoltura: Si raccolgono le urine della mattina da mitto intermedio (cioè il secondo getto della prima urina). Nella raccolta delle urine per urinocoltura è importante evitare contaminazioni per mantenere il campione il più sterile possibile. È quindi indicato lavare con cura le mani e così i genitali esterni utilizzando acqua e sapone (non usare antisettici), asciugando con una salvietta pulita.
- Raccolta delle urine delle 24 ore: La mattina del primo giorno della raccolta eliminare le urine della prima minzione del mattino e segnare l’ora (per esempio ore 7:00). Poi raccogliere tutte le urine della giornata e della notte fino a raggiungere le 24 ore (esempio ore 7:00 del giorno successivo).
- Citologia urinaria: Si esegue su 3 campioni di tre giorni consecutivi (per massimizzare i risultati dell’esame). La prima urina del mattino non dovrebbe essere utilizzata, poiché durante il riempimento notturno nella vescica si possono accumulare cellule che potrebbero influenzare l’interpretazione del risultato.
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