Le infezioni delle vie urinarie (IVU) possono manifestarsi in tutti i soggetti, di qualsiasi età, anche se hanno un’incidenza maggiore nei pazienti di sesso femminile, e ciò a causa della conformazione anatomica della donna. La disuria (minzione dolorosa), per le donne, rappresenta dal 3% al 5% delle ragioni di visita in medicina generale. Queste infezioni rappresentano dopo quella respiratoria, e insieme alle vulvovaginiti, la causa più comune di infezione batterica. Infatti, il 60% - 80% degli episodi di IVU sono associati alla presenza significativa di batteri nelle urine.
Cos'è la Cistite?
La cistite è un’infiammazione acuta, subacuta o cronica della vescica, spesso associata ad un’infezione batterica. È l’infezione che interessa la vescica, ed è la più comune. Può talvolta essere confusa con la vulvovaginite, che invece è un’infiammazione della vagina. La vulvovaginite e la cistite presentano, spesso i medesimi sintomi, quali bruciore e dolore durante la minzione.
Sintomi Comuni
I sintomi tipici della cistite includono:
- Pollachiuria (aumentata frequenza delle minzioni)
- Bruciore minzionale
- Urgency (sensazione di stimolo urgente e doloroso di urinare)
Questi sintomi possono essere presenti contemporaneamente, manifestarsi singolarmente oppure variare nel tempo per intensità, numerosità o frequenza.
Diagnosi della Cistite
Per avere delle indicazioni iniziali e scoprire se si è affetti da cistite cronica, batterica, interstiziale o di altro tipo, il medico si basa sull’analisi dei sintomi quali: bruciore quando si urina, difficoltà nella minzione, senso di incompleto svuotamento, dolore alla vescica. In seguito, per approfondire la questione e ottenere una precisa diagnosi della cistite, è fondamentale eseguire un esame specifico delle urine con urinocoltura al fine di determinare un’effettiva infezione delle vie urinarie e per escludere, ad esempio, una cistite non batterica. Generalmente per diagnosticare correttamente la cistite è necessaria una visita urologica.
Esame delle Urine
L’analisi delle urine è un passo cruciale nella diagnosi della cistite. Per giungere ad una diagnosi precisa di questo disturbo è necessaria un’analisi clinica che possa identificare determinati parametri:
- Il livello di contaminazione batterica della vescica
- Il numero di globuli bianchi
- La presenza di sangue nelle urine
- La concentrazione di nitriti
- L’aumento del pH
Una conta leucocitaria, il numero di globuli bianchi alti nel sedimento, indica la presenza di un’infiammazione acuta. Il pH delle urine viene analizzato attraverso una cartina in grado di determinarne il livello. Oltre 8, si parla di pH basico o alkalino, sotto il 4.8 si parla di pH acido. La neutralità del pH è pari a 7. Variazioni del pH al di fuori del range di riferimento sono associate al rischio di formazione di calcoli renali.
Urinocoltura
L’urinocoltura è un esame microbiologico che si esegue su un campione di urina e richiede molte attenzioni nella raccolta e nel trasporto. L’urinocoltura serve per diagnosticare e individuare infezioni batteriche a livello dell’uretra, vescica e reni, utile per proseguire con una terapia mirata. L’urinocoltura viene prescritta se si pensa che sia corso la cistite o un’infiammazione del tratto urinario, così da individuare i microrganismi presenti nell’urina e prescrivere una terapia mirata per risolvere più velocemente l’infiammazione. A seguire, si esegue l’antibiogramma, un test di laboratorio che permette di valutare la sensibilità e la resistenza dei microrganismi, rilevati nelle urine, agli antibiotici.
Come si Esegue l'Urinocoltura?
L’urinocoltura non è un esame doloroso o invasivo e viene prescritta anche in gravidanza, periodo in cui le donne sono predisposte a rischio di infezione alle vie urinarie e cistite. Il metodo consiste nel raccogliere il getto intermedio di urina, scartando la prima parte che risulta contaminata dai microbi che si trovano normalmente sui genitali esterni e sullo sbocco dell’uretra. La raccolta delle urine deve avvenire il mattino stesso della consegna del campione. Viene raccolto un campione di urina al mattino, il giorno della consegna dell’esame; si consiglia di scartare la primissima parte della minzione e poi urinare nel contenitore sterile. L’urina viene poi esaminata in laboratorio: qui viene identificato e isolato il patogeno che causa la cistite e l’infiammazione alle vie urinarie oppure viene rilevato che non ci sono batteri che possono causare i sintomi indicati e quindi si procederà con altre analisi ed esami per capire l’origine dei sintomi.
Risultati dell'Urinocoltura
Il campione di urina in laboratorio viene analizzato per individuare gli eventuali microrganismi (batteri) presenti.
- Negativo: non è stata individuata la presenza di batteri nelle urine cioè con meno di 100.000 UFC/ml di urina (Unità Formanti Colonie, cioè batteri).
- Positivo: il numero di batteri è uguale o superiore a 100.000 UFC/ml (Unità Formanti Colonie).
- Inquinato: viene segnalata la presenza di batteri, ma in una quantità inferiore a 50.000 UFC/ml.
Una coltura che non mostra alcuna crescita dopo 24-48 ore indica assenza di infezione. Affinché il risultato sia positivo, i batteri nelle urine devono essere più di 100mila per millimetro di urina. Il medico (anche dopo l’antibiogramma) potrà prescrivere l’antibiotico adatto per la completa guarigione. Ovviamente, se al contrario sono presenti meno di 100mila unità di batteri per millimetro, allora l’esito sarà negativo. Se l’urinocoltura risulta positiva, si procede in genere all’antibiogramma, ossia un test per capire quali farmaci possano essere più efficaci per il trattamento dei batteri.
Un altro fattore che riduce l’attendibilità del campione è il tempo eccessivo che intercorre tra la raccolta del campione e l’allestimento della coltura in laboratorio.
Quando Fare l'Urinocoltura?
Il medico solitamente la prescrive quando si ha:
- Bruciore durante la minzione
- Stimolo di urinare (con bruciore e dolore, anche al basso ventre)
- Urine torbide e con cattivo odore
Tipi di Cistite
Esistono infatti diverse forme di questa patologia, che differiscono principalmente per cause e durata, mentre i sintomi restano più o meno sempre gli stessi. Di seguito elenchiamo i tipi di cistite maggiormente diffusi.
Cistite Batterica
La maggior parte delle cistiti è dovuta a un’infezione di origine batterica. Nello specifico, nell’80% dei casi il responsabile è l’Escherichia coli, microrganismo di origine intestinale. Ci sono anche altri batteri tipici della flora intestinale che, trovando una situazione immunologica a loro favorevole, riescono a risalire il tratto urinario e raggiungere la vescica provocando un’infiammazione.
Questa forma di cistite, che può essere considerata la più diffusa, può manifestarsi anche in forma acuta, cioè con sintomi dolorosi molto amplificati e in alcuni casi con febbre e sangue nelle urine. Ricordiamo che in questi casi è fondamentale sentire immediatamente il parere del medico.
Cistite Cronica
La cistite cronica è un’infiammazione costante della mucosa vescicale causata da un’infezione del basso tratto urinario. Per essere definita cronica, i sintomi devono manifestarsi almeno 3 volte in un anno. Anche in questo caso, le più colpite sono le donne, con una percentuale di incidenza del 27-40% tra i pazienti affetti da cistiti acute. I sintomi della cistite cronica sono molto simili a quelli della cistite batterica: dolore vescicale, bruciore durante la minzione, pollachiuria (bisogno frequente di urinare) e rapporti sessuali dolorosi. In alcuni e limitati casi, inoltre, si possono verificare fenomeni di cistite cronica con presenza di sangue e un cattivo odore delle urine.
Cistite Interstiziale
Anche se i sintomi sono molto simili a quelli della cistite batterica, ad un’attenta analisi microbiologica dell’urinocoltura non risultano infezioni tali da riuscire a diagnosticare con semplicità la patologia. Per questo motivo in molti casi i pazienti affetti da Sindrome Dolorosa della Vescica impiegano dai 5 ai 7 anni per ottenere delle risposte esaustive e delle terapie efficaci. Si tratta di un disturbo particolarmente invalidante, perché comporta un’infiammazione cronica della parete vescicale e un conseguente dolore delle zone addominale e lombo sacrale, che giunge in alcuni casi anche agli arti inferiori.
La comune cistite è un’infezione provocata da batteri e si scopre facilmente tramite l’urinocoltura. È una forma di infiammazione vescicale non sostenuta dalla presenza di batteri fecali. Per giungere ad una diagnosi certa di cistite interstiziale, l’urologo deve ricorrere a test diagnostici accurati, tra cui l’urinocoltura e la cistoscopia.
Cistite Attinica
Viene definita anche cistite radioterapica, poiché si manifesta in seguito a radioterapie eseguite sulla zona pelvica per il trattamento di forme di tumori alla prostata, alla vescica e al colon. È stato dimostrato che il 20% dei pazienti che si sottopone a queste terapie risulta affetto dai classici sintomi della cistite, e di questi il 10% sviluppa forme gravi che possono portare anche a una cistite emorragica con presenza di sangue nelle urine.
Cistite non Batterica
Quando l’urinocoltura è negativa, ma si avvertono comunque i sintomi della cistite, o l’antibiotico contro la cistite non funziona purtroppo significa che la cistite non è batterica. A volte i dolori infiammatori causati dalla cistite possono essere facilmente confusi per un’altra tipologia di dolori dovuti a patologie come vulvodinia o contratture pelviche: queste malattie non si riscontrano in esami specifici, ma il medico si basa esclusivamente sul racconto della sintomatologia (che, appunto, spesso è simile a quella della cistite). I sintomi sono gli stessi di una cistite classica (bruciore e dolore durante l’emissione dell’urina, dolori pelvici al riempimento della vescica, stimolo impellente e frequente di urinare), ma in assenza di infezioni batteriche quindi con urinocoltura negativa.
Le cause della cistite non batterica possono essere varie:
- Rapporti sessuali (cistite post coitale)
- Cibi e/o bevande non adatte al proprio organismo (alimentazione)
- Cistite interstiziale
- pH vaginale troppo acido
- Presenza di calcoli e renella
Altre Forme di Cistite
Ci sono inoltre altri tipi di cistite che manifestano sempre gli stessi sintomi ma che sono caratterizzati da altri fattori:
- Cistite da farmaci: si tratta di una cistite di origine né virale né batterica. Il motivo scatenante è l’assunzione di alcuni tipi farmaci, in particolar modo quelli chemioterapici;
- Cistite da “luna di miele”: si tratta di un bruciore acuto nella parte interna dell’organo genitale femminile che si manifesta 24-72 ore dopo il rapporto sessuale. Il fastidio spesso è causato da una scarsa lubrificazione vaginale;
- Cistite da stress: chiariamo subito che non è lo stress a provocare la cistite. Il termine “cistite” indica l’infiammazione della vescica.
Prevenzione della Cistite
Prendersi cura delle vie urinarie è uno dei modi che abbiamo a disposizione provare a prevenire i casi di cistite. Ecco alcuni consigli:
- L’idratazione: bere tanto e regolarmente aiuta
- Non trattenere l’urina: si consiglia di urinare quando si sente lo stimolo e svuotare completamente la vescica
- Una buona alimentazione: le intolleranze ad alcuni cibi potrebbero causare cistiti non batteriche
- L’igiene personale è importante, soprattutto in occasione dei rapporti sessuali. Ma è altrettanto importante avere cura che l’intestino funzioni bene, essendo la fonte dei batteri.
- Bere almeno un litro e mezzo di acqua ogni giorno è già importante per mantenersi idratati. Diventa ancor più importante, se si vuole prevenire la cistite batterica.
Rimane importante anche urinare regolarmente, non trattenendosi per pigrizia o timore, e l’abitudine di bere acqua lontano dai pasti, senza esagerare; è sufficiente un litro in più di quel che si berrebbe per sete, diviso nella giornata. Nelle cistiti semplici appena insorte, spesso è sufficiente bere molto. In ogni caso un disinfettante urinario, può essere utile se si utilizza al primo insorgere della sintomatologia. Va infine ricordato che la terapia antibiotica che, quando necessaria, può essere usata su consiglio del medico con le dosi ed i tempi appropriati.
Un numero inferiore a 20-30 leucociti per campo microscopico, in età pediatrica, consente generalmente di escludere l’infezione urinaria.
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