Esame Urine e Scatolo: Significato e Importanza per la Salute Intestinale

L’intestino è definito il secondo cervello del nostro corpo e da esso dipendono alcune tra le funzionalità più importanti, come il sistema immunitario, il processo digestivo e l'assorbimento delle sostanze nutritive.

L'Importanza di Ascoltare l'Intestino

Se il nostro benessere dipende in larga parte dalle condizioni di salute dell’intestino, è importante ascoltarlo e sapere come sta. Diarrea, gonfiore, meteorismo, stitichezza: sono solo alcune delle manifestazioni cliniche di un cattivo funzionamento dell’intestino.

Disbiosi Test: Un'Analisi Non Invasiva

La fisiopatologia intestinale può essere indagata da una serie di analisi eseguite direttamente su feci, urina e saliva, evitando il prelievo ematico.

Il disbiosi test rivela la presenza nelle urine di due metaboliti del triptofano, Indicano e Scatolo, che permettono di verificare l’eventuale presenza di fenomeni fermentativi e/o putrefattivi a livello intestinale.

Cosa indicano i livelli di Indicano e Scatolo?

  • Un elevato livello di Indicano urinario è indice di disbiosi intestinale a livello dell’intestino tenue.
  • Alti livelli di Scatolo indicano una disbiosi intestinale a livello dell’intestino crasso.

Quando è Consigliato il Disbiosi Test?

Il disbiosi test è consigliato in caso di:

  • Cattiva digestione con conseguenti alterazioni del transito intestinale (stitichezza o diarree frequenti, meteorismo, colon irritabile, irregolarità intestinale).
  • Gonfiore e tensione addominale, con dolore, flatulenza, indisposizione e malessere generale.
  • Alitosi e difficoltà digestive.
  • Aumentata suscettibilità alle infezioni dovuta ad una diminuzione delle difese immunitarie.
  • Aumentata probabilità di micosi nell’intestino (candidosi), di vaginiti e cistiti nella donna.
  • Disturbi di carattere generale come nervosismo, ansia, disturbi del sonno, stanchezza, astenia e cambiamenti dell’umore.

Disbiosi Intestinale: Uno Sguardo Approfondito

La disbiosi intestinale rappresenta un disturbo dell’equilibrio della flora batterica presente in condizioni fisiologiche nell’intestino, nota come microbiota.

Questo complesso ecosistema di microrganismi è composto principalmente da circa 1012 batteri per grammo e da almeno 1000-2000 specie differenti; cioè 10 volte più numerosi delle nostre cellule e con un numero di geni da 50 a 100 volte maggiore del nostro genoma.

La disbiosi intestinale è causata da una complessa interazione di diversi fattori che possono disturbare l’equilibrio naturale della flora batterica intestinale. Inoltre, la disbiosi intestinale può influenzare negativamente la salute generale, con sintomi extraintestinali come l’affaticamento, l’irritabilità e problemi cutanei come l’acne.

In aggiunta, per intervenire con una cura specifica, vi sono test di laboratorio che si basano sull’analisi dei ceppi di batteri che sono presenti nelle feci. Questo test è in grado di analizzare il 100% dei microrganismi presenti, determinare gli equilibri fra specie diverse ed evidenziare situazioni di squilibrio da correggere.

La disbiosi intestinale può influenzare negativamente il sistema serotoninergico enterico: gli squilibri nella flora batterica possono alterare la produzione e la disponibilità di serotonina nell’intestino, influenzando così la funzione intestinale.

La stipsi cronica è una condizione caratterizzata da movimenti intestinali infrequenti e difficoltà nell’evacuazione delle feci che appunto può essere causata da un calo della serotonina che può compromettere la contrazione e il rilassamento coordinati dei muscoli intestinali necessari per spingere le feci attraverso il tratto digestivo.

Il Ruolo del Triptofano, dell'Indolo e dello Scatolo

Il test permette di dosare a livello urinario due markers, Indicano e Scatolo, che sono metaboliti del Triptofano. L’aminoacido triptofano normalmente assunto con la dieta subisce, ad opera di alcune specie batteriche intestinali, quali ad esempio Peptostreptococcus indolicus, Bacteroides putredinis e Clostridium sporogenes, un processo di metabolizzazione che comporta la perdita della catena laterale con produzione di un metabolita che prende il nome di Indolo.

L’indolo, così prodotto, è assorbito a livello della mucosa intestinale e attraverso il circolo entero-epatico, convogliato al fegato dove subisce un processo enzimatico di detossificazione bifasica. In fase 1, infatti, l’indolo subisce una reazione di conversione in 3-idrossi-indolo o indossile. In seguito, in fase 2, il 3-idrossi-indolo viene coniugato con l’acido glucuronico ed immesso, come indicano, in circolo per essere poi escreto dai reni con le urine.

La concentrazione di indicano nelle urine riflette la presenza di fenomeni putrefattivi a carico delle proteine e dei composti azotati, dovuta ad un aumento dei fenomeni putrefattivi ad opera di alcune specie batteriche come Proteus e Klebsiella.

Queste a loro volta attraverso un processo putrefattivo danno luogo alla formazione di sostanze endotossiche (ammoniaca, indolo, scatolo, fenoli) che raggiungono il fegato e compromettono la funzionalità epatica. Indolo e scatolo sono responsabili in gran parte dell’odore delle feci e la loro eccessiva concentrazione determina miasmi particolarmente sgradevoli.

L’Indicano è dosato con una metodica analitica colorimetrica mentre lo scatolo è determinato con la raffinata metodica cromatografica.

I campioni di urina di soggetti sani contengono 4 - 20 mg di indolo, prodotto dalla decomposizione del triptofano. Un aumento della quantità di indolo nelle urine indica una putrefazione intestinale anomala.

Anche lo scatolo deriva dalla decomposizione del triptofano ed è un precursore dell’indolo. Dopo ossidazione a scatosile, la parte assorbita di scatolo viene esterificata con acido solforico o acido Glucuronico ed eliminata con le urine. Come per l’indolo, anche per lo scatolo, i valori normali nelle urine sono inferiori a 20 mg.

Come funziona il disbiosi test?

Il disbiosi test è un semplice esame che si effettua su un campione di urine. Tale esame consiste nella quantizzazione di due sostanze: lo scatolo e l’indicano. Quando i valori di indicano e scatolo sono nella norma, il soggetto ha flora batterica intestinale in buone condizioni.

Il disbiosi test ci dà anche alcune indicazioni sul tratto dell’intestino che soffre maggiormente di uno squilibrio della flora batterica: se è alterato il valore dell’indicano, è l’intestino tenue ad essere più sofferente. Se invece è lo scatolo ad essere aumentato, il problema è soprattutto a carico dell’intestino crasso, in particolar modo del colon.

Strategie per il Trattamento della Disbiosi Intestinale

L’approccio chiave è adottare uno stile di vita sano, che includa un’alimentazione equilibrata, ricca di fibre e probiotici, e l’esercizio fisico regolare per evitare la vita sedentaria. In sintesi, il trattamento della disbiosi intestinale richiede un approccio completo che comprenda cambiamenti nello stile di vita, l’uso di probiotici e una gestione attenta delle infezioni gastroenteriche.

La dieta riveste un ruolo fondamentale nel trattamento della disbiosi intestinale, poiché può influenzare positivamente la composizione della flora batterica e alleviare i sintomi associati.

  • Fibre alimentari: consumare cibi ricchi di fibre solubili, come frutta, verdura, legumi e cereali integrali, è essenziale.
  • Probiotici: micro-organismi vivi che se somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute dell’ospite. Introdurre alimenti ricchi di probiotici nella dieta come yogurt, kefir, crauti, può aiutare a ripristinare un equilibrio sano della flora batterica intestinale. Si può anche intervenire con un’integrazione dei lattobacilli stessi. In particolare i lattobacilli tindalizzati sono una forma particolare di batteri lattici, che vengono sottoposti a un processo di tindalizzazione, che è una tecnica di trattamento termico che uccide il batterio ma permette di mantenere tutte le sue strutture intatte. I lattobacilli tindalizzati, essendo batteri probiotici, possono essere introdotti nel corpo attraverso l’assunzione di integratori alimentari o di cibi specifici per promuovere una flora intestinale equilibrata e sana.
  • Prebiotici: sostanze non digeribili di origine alimentare che, assunte in quantità adeguata, favoriscono selettivamente la crescita e l’attività di uno o più batteri già presenti nel tratto intestinale o assunti insieme al prebiotico.
  • Gestione dello stress: lo stress cronico può influenzare negativamente la salute intestinale.

Preparazione all'Esame

Per una corretta preparazione all'esame, è importante:

  • Raccogliere i campioni a distanza di almeno 7 giorni dall’ultima terapia antibiotica o probiotica.
  • Utilizzare le prime urine del mattino.
  • In caso di esito positivo, ripetere il test dopo 3/4 mesi, una volta terminato un trattamento a base di integratori e seguito un corretto regime alimentare.

Eubiosi e Disbiosi: Un Equilibrio Delicato

Una flora batterica equilibrata è molto utile all’organismo e crea una condizione di equilibrio che prende il nome di “eubiosi”. Nel colon vi è una notevole flora batterica che può essere soggetta a modificazioni che la rendono molta dannosa per la salute.

Quando appaiono dei batteri non desiderati (per fermentazione o putrefazione) infatti, l’equilibrio si altera e viene a crearsi la “disbiosi intestinale”, una condizione, purtroppo, assai diffusa e pericolosa. Tale patologia è responsabile di gonfiori, coliti, stitichezza o diarrea, malesseri, stanchezza, che sappiamo essere motivo di enorme disagio sociale.

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