L'esame citologico urinario (CTM) è una procedura diagnostica che prevede l'analisi microscopica di un campione di urine per identificare cellule che potrebbero indicare la presenza di un tumore, in particolare alla vescica, o di altre anomalie cellulari. Si tratta di un'analisi che esamina al microscopio le cellule sospese nelle urine raccolte dalla centrifuga.
Indicazioni dell'Esame Citologico Urinario
La citologia urinaria non è un'analisi "di routine" e viene prescritta dal medico solo quando uno dei valori misurati con gli esami standard delle urine non rientra nel range di normalità. Di solito, la citologia urinaria viene prescritta quando l'analisi standard delle urine evidenzia la presenza di globuli rossi o di emoglobina. In questi casi, infatti, è necessario escludere la presenza di malattie a carico di reni, ureteri e vescica che possono causare sanguinamento (ematuria).
La citologia urinaria può essere indicata anche per:
- Monitorare i pazienti già trattati per un tumore della vescica o delle vie urinarie ("follow up").
- Dopo terapie con irradiazione della pelvi o cicli di chemioterapia.
Procedura di Raccolta del Campione di Urina
Altrettanto importanti sono la codifica e la standardizzazione del processo di raccolta delle urine. La procedura prevede la raccolta di campioni di urina, solitamente su tre giorni consecutivi, per aumentare la probabilità di rilevare eventuali cellule tumorali. La raccolta delle urine è una fase critica per la riuscita dell'esame. Per la preparazione all'esame citologico urinario è necessario seguire le seguenti indicazioni:
- La raccolta deve essere effettuata utilizzando i tre contenitori contenenti conservante forniti da parte del personale del Punto Prelievi.
- La raccolta dell’urina per la ricerca delle cellule neoplastiche deve essere effettuata in tre giorni consecutivi.
- In ciascuno dei 3 giorni:
- identificare il contenitore con la data di raccolta del campione;
- scartare la prima urina del mattino;
- bere 1-2 bicchieri d’acqua, successivamente;
- raccogliere parte della seconda minzione del mattino nel contenitore in dotazione contenente conservante (riempire il contenitore) e chiudere bene con il tappo a vite;
- conservare in luogo fresco a temperatura ambiente;
- consegnare al laboratorio la scatola con i tre campioni ben chiusi assieme al questionario compilato in ogni sua parte.
- Aprire ciascun contenitore solo al momento dell’utilizzo.
- Il liquido presente nei contenitori è infiammabile. Tenere i contenitori lontano da fonti di calore e da fiamme e scintille.
- Tenere i contenitori fuori dalla portata dei bambini.
- Evitare il contatto con la pelle e gli occhi. In caso di contatto con la pelle lavare abbondantemente con acqua. In caso di contatto con gli occhi, lavare abbondantemente con acqua e rivolgersi al più vicino pronto soccorso.
- Non mangiare, nè bere, nè fumare durante il loro impiego.
I campioni vanno richiusi accuratamente e devono essere recapitati in breve tempo (al massimo entro un'ora dalla raccolta) per evitare processi degenerativi. Se ciò non è possibile, è opportuno conservare l'urina in frigorifero e consegnare i tre campioni solamente al terzo giorno.
Interpretazione dei Risultati
Una volta raccolto il campione, il laboratorio analizza le cellule presenti, cercando alterazioni nella forma, nelle dimensioni o nella struttura che possano indicare una crescita tumorale o altre condizioni patologiche. Di norma, infatti, l'urina è priva di elementi cellulari. La citologia urinaria prevede l'osservazione microscopica dell'urina, dopo la colorazione panottica del campione.
I possibili risultati dell'esame sono:
- Negativo: assenza di cellule anomale.
- Atipico: presenza di cellule anomale che non possono essere definite né benigne né cancerose.
- Positivo: presenza di cellule neoplastiche.
Un risultato negativo non esclude completamente la possibilità di un tumore, soprattutto se i sintomi o fattori di rischio continuano a essere presenti. In presenza di un risultato positivo, il paziente dovrà essere sottoposto ad esami di secondo livello come la cistoscopia, la TC con mezzo di contrasto, le biopsie multiple della vescica (mapping vescicale) e/o l'ureterorenoscopia (URS). Un risultato dubbio alla citologia urinaria può indicare lo sviluppo di una neoplasia a basso grado di malignità o la presenza di un'infiammazione delle vie urinarie.
L'esame citologico delle urine è caratterizzato da un'elevata percentuale di risultati falsi negativi: in circa il 50% dei casi non riesce a rilevare la presenza di cellule neoplastiche. La bassa sensibilità di quest'analisi deriva dal fatto che la desquamazione delle cellule tumorali è assente o molto scarsa in presenza di neoplasie uroteliali poco avanzate.
Integrazione con Altre Tecniche Diagnostiche
L’esordio del quadro clinico delle neoplasie vescicali si manifesta in genere con la presenza nelle urine di sangue visibile a occhio nudo (ematuria macroscopica), ricorrente, di colore rosso vivo fluido o misto a coaguli, accompagnata da disturbi da irritabilità vescicale (pollachiuria, stranguria, tenesmo (spasmo dello sfintere vescicale) e minzione imperiosa, più comuni in forme neoplastiche più avanzate. Assume fondamentale rilevanza, per un iter diagnostico corretto, che l’operazione di raccolta del campione di urine sia accompagnata da un’anamnesi dettagliata con attenzione ai dettagli.
L'esame citologico non sostituisce altri strumenti diagnostici come la cistoscopia, che consente un'ispezione diretta della vescica, ma rappresenta un complemento importante. Anche l’ecografia è utile in questa fase: oggi gli ecografi, le “macchine” che mostrano immagini ottenute dagli ultrasuoni, sono molto avanzati tecnologicamente ed un medico ecografista competente ed allenato non fatica certo a riconoscere lesioni “produttive” (ovvero che crescono verso l’interno dell’organo) anche di piccole dimensioni, tanto che il rischio che una lesione presente nella vescica o nei reni non venga riconosciuta è assai basso. Uno svantaggio dell’ecografia, tuttavia, è che non permette di osservare gli ureteri. Ecco una delle ragioni per cui, nella fase di diagnosi, la preferenza dei medici va spesso all’Uro-TC.
Uro -TC è una TC addominale che viene eseguita con l’iniezione endovenosa di un liquido specifico, detto mezzo di contrasto, che viene filtrato nei reni, in modo analogo a come i reni filtrano acqua e sostanze tossiche dal sangue, e che prosegue lungo la stessa via dell’urina.
Tecniche innovative
- Narrow Band Imaging (NBI): è una tecnologia di miglioramento dell'immagine ottica che migliora la visibilità dei vasi sanguigni e di altre strutture sulla mucosa vescicale durante un esame di cistoscopia. Questo lo rende un ottimo strumento per la diagnosi di cancro della vescica durante tale esame in quanto in grado di rilevare lesioni tumorali apparentemente invisibili alla consueta “luce bianca”.
- Cistoscopia NBI: La cistoscopia NBI rappresenta una valida integrazione diagnostica nei pazienti con NMIBC (tumore superficiale), con un significativo miglioramento nella qualità della visione e conseguentemente nella diagnosi e nel follow-up della neoplasia vescicale.
- Tecnica di Foto-diagnosi: La metodica consiste nel migliorare il contrasto visivo tra le cellule benigne e maligne sfruttando l’interazione tra una luce specifica (illuminazione della vescica con luce blu) e una sostanza fotosensibile dotata di forte affinità per le cellule tumorali.
- Bladder EpiCheck: rappresenta una soluzione non invasiva di particolare rilevanza per pazienti e professionisti sanitari. Il test si basa sull’analisi di specifiche modificazioni molecolari associate alla patologia, valutando il profilo di metilazione del DNA, con una sensibilità del 91% nei confronti dei tumori ad alto grado.
L'esame citologico delle urine è uno strumento diagnostico prezioso per la rilevazione di cellule neoplastiche nell'apparatourinario. Nonostante alcune limitazioni, la sua non invasività, combinata con altre procedure diagnostiche, lo rende una componente essenziale nella gestione del carcinoma uroteliale.
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