La batteriuria si identifica come la presenza di batteri nelle urine. Le urine sono normalmente un liquido biologico sterile, il che significa che la presenza di batteri al loro interno indica una probabile infezione a carico dell’apparato urinario. Il termine batteriuria si riferisce ad una concentrazione di batteri nelle urine superiore al valore soglia di 100.000 batteri per millilitro di urina.
Cause della Batteriuria
La batteriuria può instaurarsi per diverse cause. Le infezioni delle vie urinarie (IVU) si verificano quando i batteri o altri microrganismi, in particolare se appartenenti alla flora fecale, penetrano all’interno delle vie urinarie causando un’infezione, determinando la comparsa di segni e sintomi quali dolore e infiammazione. La colonizzazione solitamente avviene per la migrazione dei batteri da un’area esterna alla vescica, come per esempio l’ano o la vagina.
Le infezioni delle vie urinarie possono interessare diverse componenti delle vie urinarie. L’infezione della vescica, chiamata cistite, è il tipo di IVU più comune, ma possono essere colpiti anche i reni (pielonefrite), l’uretra (uretrite) o la prostata (prostatite). La maggior parte dei casi di IVU sono riconducibili ad Escherichia coli (E. coli), un batterio che risiede nel nostro tratto digerente e che viene rilevato abitualmente nelle feci.
Qualsiasi fenomeno che rallenta o ostruisce il flusso di urina o favorisce la penetrazione dei batteri nelle vie urinarie può aumentare il rischio di sviluppare IVU. Le donne risultano più esposte alle infezioni delle vie urinarie rispetto agli uomini. La maggior esposizione delle donne è dovuta alle differenze strutturali tra i sessi; infatti, l’uretra femminile è più corta rispetto a quella maschile, pertanto i batteri e altri microrganismi diffondono con più facilità dall’uretra verso la vescica. Inoltre, la maggior vicinanza tra l’uretra femminile e l’ano aumenta il rischio di diffusione dei microrganismi nelle vie urinarie.
La recettività alla colonizzazione batterica delle cellule dell’epitelio vaginale è la prima delle possibili cause ascendenti di infezioni delle vie urinarie. Un’infezione subclinica della prostata è associata nell’uomo ad una maggior incidenza di infezione delle vie urinarie.
Fattori di Rischio
- Rapporti sessuali, soprattutto nelle donne giovani.
- Utilizzo di schiume e gel spermicidi.
- Prodotti (come i preservativi) contenenti spermicidi.
- Metodi contraccettivi come il diaframma.
- Gravidanza.
- Puerperio.
Sintomi
Esso, infatti, può andare dall'assenza completa di sintomatologia (si parla in questo caso di batteriuria asintomatica) alla presenza di sintomi locali, in particolare disturbi della minzione. A seconda di quale parte del sistema urinario è infettata dai batteri, i segni e i sintomi differiscono. I sintomi associati a un alto livello di batteri nelle urine possono essere aspecifici e comuni a un gran numero di disturbi e/o patologie.
I sintomi sono gli stessi di una cistite classica (bruciore e dolore durante l’emissione dell’urina, dolori pelvici al riempimento della vescica, stimolo impellente e frequente di urinare), ma in assenza di infezioni batteriche quindi con urinocoltura negativa. Nelle età successive, i sintomi si localizzano all'apparato urinario. La febbre, quando presente, è generalmente espressione di un coinvolgimento delle vie urinarie superiori (bacinetto urinario e uretere) e del rene.
Se l’IVU è grave e/o si diffonde ai reni può causare dolore al fianco, febbre alta, tremore, brividi, nausea o vomito. I neonati e i bambini piccoli non sempre sono in grado di comunicare chiaramente i propri sintomi e possono manifestare solo sintomi aspecifici in presenza di IVU, quali malessere, inappetenza, febbre ed urina maleodorante.
Diagnosi
Gli esami di laboratorio sono eseguiti per diagnosticare le infezioni delle vie urinarie (IVU) ed identificare i batteri (o gli altri microrganismi) che le causano, oltre che per stabilire il trattamento adeguato. In prima battuta è necessario raccogliere l'anamnesi del paziente e valutare i sintomi riferiti. In caso di condizioni predisponenti è bene rivolgersi al medico che effettuerà come da routine la raccolta dei dati anamnestici e l’esame obiettivo. A completamento, sono utili anche esami del sangue che valutano lo stato di infiammazione globale (emocromo con formula leucocitaria, VES, PCR, procalcitonina, elettroforesi sieroproteica), la funzionalità renale (creatinina, azotemia, elettroliti) ed eventualmente anche le condizioni di salute generale e i fattori di rischio (es.
Gli esami principali includono:
- Analisi dell’urina: insieme di esami chimici, fisici e microscopici eseguiti su un campione di urina. Questi test consentono di diagnosticare la maggior parte delle infezioni delle vie urinarie, identificando la presenza di batteri e globuli bianchi nel campione.
- Urinocoltura: rileva e identifica i batteri o i lieviti che causano l’infezione. Questo esame non viene eseguito routinariamente; bensì per confermare i risultati dell’analisi dell’urina o se il paziente è ricoverato o esposto ad IVU ricorrenti.
- Test di sensibilità agli antibiotici: valuta la sensibilità del batterio al trattamento antimicrobico o antifungino, come supporto per stabilire la terapia più appropriata.
Interpretazione dell'Urinocoltura
L’urinocoltura è un esame microbiologico che si esegue su un campione di urina e richiede molte attenzioni nella raccolta e nel trasporto. I risultati dell'esame colturale devono essere valutati, insieme ai risultati dell'analisi dell'urina completa, dal medico di base, che conosce il quadro anamnestico del proprio paziente.
- Negativo: non è stata individuata la presenza di batteri nelle urine cioè con meno di 100.000 UFC/ml di urina (Unità Formanti Colonie, cioè batteri).
- Positivo: il numero di batteri è uguale o superiore a 100.000 UFC/ml (Unità Formanti Colonie).
- Inquinato: viene segnalata la presenza di batteri, ma in una quantità inferiore a 50.000 UFC/ml.
Un'urinocoltura in cui vi siano da 10.000 a 100.000 UFC/ml viene considerata dubbia, mentre l'esame risulta positivo quando sono presenti più di 100.000 UFC/ml. Nelle persone con il catetere, qualsiasi carica è considerata degna di nota, poiché questo dispositivo facilita l'ingresso dei batteri e l'insorgenza delle infezioni. Anche nel caso vengano riscontrati agenti batterici nelle urine prelevate a livello della vescica (per via percutanea mediante ago sterile), si considera positivo anche il campione che presenta una concentrazione batterica inferiore.
Raccolta del Campione di Urina
Il metodo consiste nel raccogliere il getto intermedio di urina, scartando la prima parte che risulta contaminata dai microbi che si trovano normalmente sui genitali esterni e sullo sbocco dell’uretra. La raccolta delle urine deve avvenire il mattino stesso della consegna del campione. Altro fattore critico per l’esito dell’urinocoltura, è il tempo che intercorre tra la raccolta del campione e l'allestimento della coltura in laboratorio. Un altro fattore che riduce l’attendibilità del campione è il tempo eccessivo che intercorre tra la raccolta del campione e l’allestimento della coltura in laboratorio. Il campione così raccolto deve essere consegnato al laboratorio entro un'ora o va conservato in frigorifero fino a un massimo di 12 ore. Per poter effettuare questo esame, è necessario interrompere eventuali cure con antibiotici almeno sette giorni prima.
Spesso i risultati degli esami colturali sono inficiati dalla non corretta esecuzione della procedura. Anche uno scrupoloso lavaggio prima della raccolta, pur essendo raccomandabile, non evita la possibilità di contaminazione. Per ovviare a questi problemi, la soluzione più radicale può essere il ricorso alla raccolta del campione attraverso il cateterismo.
Trattamento
Se ritenuto necessario dal medico, può essere prescritta una terapia antibiotica; è importante che questa venga assunta in modo corretto per limitare il rischio di evoluzione di ceppi batterici resistenti agli antibiotici. La terapia farmacologica della batteriuria si basa generalmente sull'utilizzo di antibiotici: tipo e posologia verranno stabiliti dal medico. Le elevate concentrazioni di antibiotico raggiunte in tale distretto per l’eliminazione di alcuni prodotti unicamente per via urinaria, giustificano la possibilità di eseguire con alcuni tipi di antimicrobici una terapia estremamente breve o addirittura una singola somministrazione nelle cistiti semplici (one-shot): è il caso dei fluorochinolonici di seconda generazione. Farmaci a più lenta attività antibatterica (ad es.
Il trattamento della batteriuria prevede l’assunzione di antibiotici se prescritti dal medico curante, in associazione ad una corretta idratazione necessaria per “ripulire” le vie urinarie. Tra le misure generali da adottare dopo la diagnosi di batteriuria, sono importanti il riposo e la corretta idratazione (più di 2 litri di acqua nelle 24 ore). Durante la gravidanza, l'intervento antibiotico è generalmente raccomandato anche in presenza di batteriuria asintomatica, per i già citati rischi di infezione renale con possibili conseguenze negative sulla salute e sullo sviluppo del feto. Se non curata con antibiotici, la batteriuria si associa a un maggior rischio di pielonefrite.
In caso di batteriuria asintomatica non c’è normalmente da preoccuparsi. Quando l’infezione si estende lungo l’apparato urinario (es. La disuria (minzione dolorosa), per le donne, rappresenta dal 3% al 5% delle ragioni di visita in medicina generale. Le infezioni del tratto urinario (UTI) si verificano quando i batteri hanno la possibilità di crescere nell'uretra e nella vescica.
Prevenzione
Ci sono cose che si possono fare per ridurre il rischio di contrarre una UTI. Il fattore più importante nella prevenzione delle UTI è inibire l'attacco dei batteri alla parete cellulare della vescica. I mirtilli rossi contengono una sostanza che, secondo alcuni studi, è in grado di impedire ai batteri di attaccarsi. È dimostrato che le persone con una flora batterica normale sana e variabile hanno il meccanismo di difesa più forte contro le infezioni del tratto urinario. Vengono usati fermenti lattici e probiotici.
Urinare dopo un rapporto sessuale contribuisce a prevenire l’insorgenza di IVU. Occorre evitare l’utilizzo di schiume e gel spermicidi, prodotti (come i preservativi) contenenti spermicidi e metodi contraccettivi (come il diaframma) per ridurre la presenza di recidive.
Misure preventive per chi utilizza cateterismo intermittente (CIC)
Le persone che non riescono a svuotare la vescica in modo naturale possono usare il cateterismo intermittente, o autocateterismo. Il cateterismo intermittente (IC) è la terapia di scelta, il gold standard e dovrebbe essere sempre preferito ai cateteri i permanenza per prevenire le infezioni. Il CIC è il modo migliore per svuotare la vescica per coloro che non possono urinare naturalmente. Tutto ciò che viene inserito nell'uretra aumenta potenzialmente il rischio di UTI, pertanto questo è un argomento di particolare interesse per le persone che fanno cateterismo.
- Lavati le mani prima di ogni cateterismo.
- Evita di toccare il tubo del catetere, in quanto la superficie potrebbe contaminarsi.
- L'urina in eccesso è spesso causa di infezioni. Quando ti cateterizzi, fallo con calma.
- È importante che il catetere sia della lunghezza giusta: quelli troppo corti possono lasciare residui di urina in vescica, aumentando il rischio di sviluppare un'infezione del tratto urinario.
- Il professionista sanitario che ti segue ti consiglierà quante volte al giorno eseguire il cateterismo. In teoria si deve urinare 4-6 volte al giorno a intervalli regolari.
- L'uretra e la vescica sono dotate di una mucosa naturale che impedisce ai batteri di causare danni. Proteggere la mucosa permette di ridurre al minimo il rischio di infezioni.
- Alcuni cateteri idrofili sono dotati di una superficie che lega l'acqua. Ciò rende il catetere molto scivoloso, impedendo l'attrito e i danni alla mucosa dell'uretra, sia in entrata che in uscita.
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