Ecografia Morfologica alla 20ª Settimana di Gravidanza: Cosa Vedere

L'ecografia morfologica, o ecografia del secondo trimestre, è un esame non invasivo di tipo ostetrico-ginecologico che valuta l’anatomia fetale, l’accrescimento (biometria) del feto, e permette l’individuazione di malformazioni fetali maggiori. Essa rappresenta un’importante tappa della diagnostica prenatale nel percorso di una gravidanza poiché può mettere in evidenza delle alterazioni morfologiche fetali.

L'ecografia morfologica viene eseguita dalla ventesima alla ventitreesima settimana di gestazione ed è, assieme all’ecografia del primo trimestre, il controllo più importante e complesso di tutta la gravidanza. Durante questo esame, si valutano la morfologia del feto, il suo stato di salute e il suo sviluppo. Inoltre, se il bebè permette, l'ecografia morfologica può dirti il sesso del bebè!

Questa ecografia viene detta morfologica appunto perché è destinata a studiare la morfologia del feto per escludere, o accertare, la presenza di malformazioni. La si esegue in questo periodo specifico per due ragioni:

  • Il feto è nelle migliori condizioni per essere studiato, in quanto il rapporto fra le dimensioni del feto e la quantità di liquido amniotico è ottimale
  • Dopo tale epoca la Legge non permette l’interruzione della gravidanza anche se il feto è affetto da gravi malformazioni.

Cosa si vede durante l'ecografia morfologica?

Durante lo screening morfologico sarà possibile vedere il corpo, le braccia, le gambe e le caratteristiche del viso. Lo scanner di anomalie o anatomico, esamina nel dettaglio come si sono sviluppati gli organi principali.

L’ecografia morfologica prevede la valutazione delle dimensioni del feto (biometria fetale), dell’impianto e della struttura della placenta, della quantità di liquido amniotico, del collo dell’utero, ma fornisce soprattutto uno studio analitico di tutti i distretti anatomici esplorabili nel feto.

L’ecografista osserva il feto con la maggiore attenzione possibile, visualizzando di norma i seguenti organi interni:

  • Cervello con misurazione dei ventricoli laterali, del cervelletto e della cisterna magna
  • Faccia con osservazione del profilo, delle labbra e delle lenti del cristallino oculare
  • Colonna vertebrale in sezione longitudinale e trasversale
  • Torace con osservazione del parenchima polmonare e della posizione del cuore
  • Cuore con studio delle 4 camere cardiache, dell’arco aortico, dell’emergenza dei grossi vasi (assi lunghi), della sezione 3 vasi, della frequenza e ritmicità del battito cardiaco fetale.
  • Diaframma, per accertarne l’integrità, anche se i piccoli difetti a volte possono essere manifesti solo in epoche tardive
  • Addome con controllo della chiusura della parete e studio degli organi interni quali lo stomaco, la colecisti, il fegato e l’intestino
  • Apparato genito-urinario, con visualizzazione dei reni, della vescica e dei genitali esterni
  • Cordone ombelicale con la visualizzazione dei tre vasi che lo compongono e l’inserzione in addome ed in placenta
  • Arti superiori ed inferiori con visualizzazione delle ossa lunghe, dell’asse delle mani e dei piedi, della dita delle mani

Nel corso dell’esame è prassi effettuare anche lo studio della morfologia dell’onda sanguigna nell’arteria uterina materna, indicatore precoce sia di disfunzione placentare con susseguente difetto di crescita intrauterina del feto, sia di forme precoci di gestosi. Si effettua anche la misurazione della cervice uterina.

Limiti dell'ecografia morfologica

No, per i limiti stessi dell’ecografia non possono essere evidenziate tutte le anomalie, ma solo alcune. Il 97% dei bambini non presentano anomalie morfologiche e questo deve essere il dato rassicurante. L’accuratezza delle immagini ecografiche può essere alterata dalla posizione del feto in utero, dalla ridotta quantità di liquido amniotico, e da diversi altri fattori tra cui obesità, cicatrici, fibromi uterini). Anche le sindromi fetali (un insieme di sintomi e segni del feto) possono non essere identificate all’esame di screening.

Nonostante ciò non tutti i quadri patologici sono diagnosticabili in utero, e ciò dipende anche dall’ecogenicità della paziente (nelle pazienti magre la visibilità è decisamente migliore rispetto alle pazienti robuste), dalla quantità di liquido amniotico e dalla posizione fetale. Si può comunque affermare che se l’esame viene eseguito a regola d’arte la maggior parte dei problemi malformativi può essere identificata.

Le indagini genetiche specifiche, in caso di forti indicatori di rischio, e ulteriori esami quali amniocentesi, villocentesi, RM fetale, insieme a una consulenza genetica fetale adeguata, sono fondamentali per ottenere una corretta diagnosi e studiare eventuali strategie terapeutiche tempestive dopo la nascita.

Cos'è l'eco premorfologica e quali differenze?

Come suggerisce il nome, l’ecografia pre morfologica viene eseguita precocemente, di solito tra la 16ª e la 18ª settimana, quindi prima della morfologica vera e propria. L’esame è consigliato in circostanze particolari, come gravidanze a rischio o precedenti anomalie congenite; lo scopo della pre morfologica è ottenere una valutazione iniziale dell’anatomia fetale e identificare possibili malformazioni già evidenti in fase prenatale.

Tuttavia, la premorfologica non sostituisce l’eco morfologica tradizionale, che rimane necessaria per un’analisi più dettagliata e accurata; è specificatamente indicata per offrire un quadro preliminare e ulteriori approfondimenti diagnostici in caso di anomalie sospette.

Preparazione all'ecografia morfologica

L’ecografia morfologica non richiede una preparazione complessa; non è necessario digiunare o assumere farmaci specifici, ma è consigliabile evitare l’uso di oli o creme sull’addome nei giorni immediatamente precedenti. Spesso si richiede di bere acqua per riempire parzialmente la vescica prima dell’esame: una vescica moderatamente piena, infatti, può aiutare a migliorare la visibilità degli organi interni durante l’ecografia.

Il giorno dell’esame la paziente dovrà presentarsi con abiti comodi e, durante l’ecografia, il medico applicherà un gel sull’addome per facilitare il passaggio degli ultrasuoni, che permettono di visualizzare le immagini del feto. L’esame è indolore e non è invasivo.

Cosa succede alla 20ª settimana di gravidanza?

Sei a metà della gravidanza, la colonna vertebrale del piccolo è quasi dritta e l'ecografia mostra tutte le sue vertebre. Il feto di 20 settimane ha una lunghezza di circa 16,4 centimetri dalla punta della testa ai glutei e pesa circa 300 grammi. Le radici dei denti del bambino -sia quelli da latte, sia quelli permanenti - sono già in posizione, sotto le gengive.

Durante questa 20° settimana di gravidanza il tuo bambino sta iniziando a muovere e distendere braccia e gambe. Nella 20° settimana di gravidanza i movimenti del bambino sono maggiormente percepibili, quindi ci sono tutte le possibilità che lo sentirai poiché i suoi movimenti causeranno increspature nel liquido amniotico.

Anche se di solito un bambino viene dato direttamente alla madre in modo che possa tenere il neonato tra le braccia, questo riflesso è ancora una parte cruciale del loro sviluppo. La 20° settimana di gravidanza è anche quando iniziano a svilupparsi le sopracciglia del tuo bambino, che rimarranno per tutta la vita.

Il tuo bambino può muovere le palpebre, anche se per le prossime settimane le terrà chiuse. Un altro sviluppo di questa settimana di gravidanza è la memoria del tuo bambino. D'ora in poi, alcuni suoni o musica che sentono nel grembo materno saranno riconosciuti da loro dopo la nascita.

Ecco alcuni consigli utili durante questa ventesima settimana di gravidanza:

  • Rilassati e rigenera la vostra pelle con un “bagno di Cleopatra” con latte, sale marino e miele.
  • Concediti dei massaggi regolari, che renderanno il vostro tessuto connettivo più elastico.
  • Canta o suona ninne nanne al tuo bambino: le riconoscerà dopo la nascita.
  • Se sei sopraffatta da tutto ciò che sta accadendo e dalle emozioni che stai provando, inizia a scrivere un diario: sarà anche un bel modo per ricordare la tua gravidanza.

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