L'esame delle proteine nelle urine è un test che determina e misura le proteine escrete nell'urina. In un individuo sano, la presenza di proteine nelle urine è minima o assente. La proteinuria, ovvero la presenza significativa di proteine nelle urine, può essere dovuta a danni renali o ad altre condizioni serie.
Quando viene prescritto questo test?
Il test per le proteine nelle urine può essere prescritto come esame di screening nel contesto delle analisi delle urine, quindi come un'indagine di routine, ma non solo. Si richiede la misurazione della proteinuria, con intervalli regolari, al fine di monitorare pazienti che stanno seguendo terapie con farmaci che, almeno potenzialmente, determinano una compromissione della funzionalità renale.
Inoltre, quando una donna è in stato di gravidanza, è normale che si verifichi un lieve aumento delle proteine urinarie. Tuttavia, un aumento significativo può indicare preeclampsia, o gestosi, una condizione piuttosto grave che può manifestarsi nel secondo e terzo trimestre di gravidanza e si caratterizza per un aumento della pressione arteriosa, oltre che per proteinuria.
Come prepararsi all'esame
Per la valutazione delle proteine nelle urine, occorre raccogliere un campione in un apposito contenitore pulito.
Modalità di esecuzione dell'esame
Si possono eseguire vari test per determinare la quantità o la presenza di proteine tra cui: urine nelle 24h, campione estemporaneo in cui si misura anche la creatinina per determinare il rapporto proteinuria/creatinuria (UP/CR).
Al posto del dipstick o del tradizionale esame delle urine nell'arco delle 24 ore, sempre più spesso i medici utilizzano una nuova tecnica, basata sul rapporto tra le concentrazioni urinarie di albumina (la più abbondante proteina plasmatica) e creatinina (un prodotto di rifiuto derivante dal normale metabolismo muscolare). Questo esame - noto anche come ACR, dall'inglese albumin-to-creatinine ratio - considera meritevole di approfondimenti diagnostici qualsiasi situazione in cui si registrino più di 30 mg di albumina per ogni grammo di creatinina (30 mg/g o 30 mcg/mg).
Il rene ha il compito di mantenere nell'organismo le proteine, quindi queste non dovrebbero essere eliminate nelle urine.
Valori Normali e Variazioni
Normalmente, i livelli proteici urinari sono molto bassi: nelle 24 ore, le proteine eliminate con l'urina non dovrebbero superare i 200 mg. Entro certi limiti, una presenza minima di proteine nelle urine può essere considerata normale.
In alcuni casi, questi valori possono aumentare temporaneamente, senza destare particolari preoccupazioni. Ciò può accadere, ad esempio, dopo un'attività fisica intensa o quando si è ammalati.
Cause della Proteinuria
Le cause della proteinuria possono essere diverse. L'aumento delle proteine nelle urine potrebbe dipendere anche da altre svariate condizioni, come: anemia, avvelenamento da metalli pesanti, cistite, diabete, gotta e gravidanza.
Nei soggetti che soffrono di diabete e ipertensione, la presenza di proteine alte nelle urine è indice di una compromissione della funzionalità renale. In particolare:
- nefropatia diabetica, conseguenza appunto del diabete.
- nefropatia membranosa, che interessa comunque i glomeruli e consiste in un inspessimento delle pareti dei capillari.
Altre forme di proteinuria
- È nota la possibile comparsa della cosiddetta proteinuria funzionale o transitoria, ovvero la perdita di proteine nelle urine in modo occasionale e conseguente a modificazioni emodinamiche dei glomeruli. Può essere dovuta a stress, attività fisica intensa, febbre e disidratazione.
- Proteinuria da iperafflusso: ad esempio nel mieloma multiplo si ha un enorme produzione di alcuni tipi di proteine che, superando la capacità di riassorbimento dei reni, verranno ritrovate nelle urine.
- Proteinuria ortostatica: si tratta di una condizione benigna e che si riscontra soprattutto negli adolescenti (si stima essere presente nel 5% di questa popolazione) e pressoché assente dopo i 30 anni. Si osserva proteinuria in presenza di una funzionalità renale conservata e, come suggerisce il nome, l’escrezione proteica nelle urine si ha esclusivamente in posizione eretta o seduta, mentre è assente in posizione distesa.
Sintomi della Proteinuria
Quando la proteinuria si manifesta in modo lieve, solitamente non si presentano sintomi. Al progredire del danno, o se la perdita di proteine è grave, la persona può sviluppare sintomi, come:
- edemi, in termini correnti gonfiore, non solo sulle estremità (specie piedi e caviglie) ma anche sul viso e sull’addome.
- La ritenzione idrica, con comparsa di edemi e gonfiori (soprattutto alle mani, ai piedi e alle caviglie, quindi al viso e all'addome nei casi più gravi), è comunque un segno tardivo, tipico degli stadi più severi di proteinuria.
- Va specificato poi che il manifestarsi di urina schiumosa non deve essere automaticamente associato alla proteinuria, poiché possono esserci dei fattori che possono creare confusione nella percezione.
- nell’uomo, la possibile presenza di tracce di liquido spermatico.
Diagnosi
Un test semi-quantitativo denominato dipstick urinario (dall'inglese dip-and-read test strip, quindi basato sull'utilizzo di striscette reattive) viene utilizzato come esame di screening per la popolazione generale; qualora l'esito risulti positivo, il test può essere ripetuto a distanza di pochi giorni per escludere rialzi occasionali associati a condizioni non patologiche.
Per la diagnosi della proteinuria ortostatica sono richiesti due campioni di urine, uno raccolto mentre il paziente è in piedi ed uno dopo una notte di sonno (svuotando la vescica prima di andare a dormire).
Trattamento della Proteinuria
Il trattamento della proteinuria è rivolto a eliminare, o perlomeno a controllare. Gli obiettivi del trattamento consistono essenzialmente nella correzione della proteinuria, per impedirne l'aggravamento. Il trattamento è rivolto alla causa scatenante, quindi si differenzia a seconda della stessa.
Proteinurie occasionali, come quelle che si riscontrano in seguito ad esercizio fisico intenso o episodio febbrile, sono clinicamente insignificanti e non necessitano di trattamento.
Alcuni farmaci antiipertensivi - appartenenti alla classe degli ACE-inibitori (ramipril, lisinopril, enalapril ecc.) e degli antagonisti recettoriali dell'angiotensina II (es. losartan, valsartan, irbesartan) - possono ridurre la proteinuria e rallentare la progressione delle nefropatie associata verso gradi più severi di insufficienza renale cronica.
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