Hai sentito parlare dell’esame del sangue occulto nelle feci, ma non sai bene di cosa si tratta? Come funziona, quando è consigliato farlo, cosa significa se il risultato è positivo? Per chi affronta per la prima volta questo test, qui trovi una guida chiara e accessibile con tutte le risposte alle domande più frequenti: dall’utilità all’esecuzione, cosa sapere sulla preparazione all’esame e sul referto, fino ai laboratori analisi a cui affidarsi.
Cos'è il Sangue Occulto nelle Feci?
Per sangue occulto nelle feci si intende la ricerca di piccole quantità di sangue, non visibili ad occhio nudo, tramite l’individuazione dell’emoglobina umana; si riconoscono in tal modo le perdite emorragiche provenienti da qualunque livello dell’apparato digerente per una emissione cronica o meno di ridotta entità. La ricerca del sangue occulto nelle feci è un esame che individua piccole tracce di sangue nelle feci non visibili a occhio nudo e rilevabili solo attraverso uno specifico esame di laboratorio. Normalmente il sangue nelle feci deve essere assente. Si parla di "sangue occulto nelle feci" quando gli escrementi presentano tracce di sangue piuttosto esigue, tali da non essere visibili ad occhio nudo ma apprezzabili soltanto mediante specifiche analisi di laboratorio.
Perché è Importante Fare Questo Test?
Il fine principale dell’analisi è quello di fornire un valido strumento per la prevenzione del carcinoma del colon - retto in particolare nella fascia d’età oltre i 50 anni. È consigliabile effettuare questo test perché la presenza di sangue nelle feci è spesso il primo e talvolta l’unico segnale che può individuare lesioni precancerose o cancerose in fase iniziale del colon-retto. La ricerca di sangue occulto nelle feci rappresenta un importante test di screening per il tumore del colon-retto, consigliabile con cadenza annuale o biennale a partire dai 45/50 anni di età. È necessario fare questo test come screening per il tumore del colon retto. Come tutte le metodiche di screening la ricerca di sangue occulto nelle feci non ha significato diagnostico, ma identifica solo le persone a rischio per questa patologia e per i polipi intestinali. Si tratta di un’indagine molto semplice da eseguire, a basso costo, non invasiva e ripetibile; tutto ciò porta la ricerca del sangue occulto nelle feci ad essere il primo presidio diagnostico contro il carcinoma del colon - retto.
Incidenza del Carcinoma del Colon-Retto
Il carcinoma del colon - retto è uno dei più frequenti tumori, secondo per incidenza nelle donne dopo quello della mammella, terzo per incidenza negli uomini dopo prostata e polmone. Si calcola che ogni anno ci siano circa 600.000 nuovi casi nel mondo e pertanto innumerevoli sono gli sforzi per avere una precoce diagnosi fondamentale per la prevenzione e per migliorare le possibilità di guarigione.
Polipi Intestinali e Carcinoma
E’ da sottolineare che molto spesso il carcinoma deriva dall’evoluzione in senso maligno di polipi intestinali, in particolare dei polipi adenomatosi. Dato che la crescita, e quindi la dimensione del polipo, è in rapporto con il tempo, è fondamentale individuarli il più precocemente possibile. Sia riferendosi a carcinomi sia riferendosi a polipi la presenza di piccole quantità di sangue nelle feci può essere un segnale molto precoce, comparendo anche parecchi anni prima di qualunque altro sintomo.
Come si Svolge l'Esame?
L’esame del sangue occulto nelle feci non è in nessun modo invasivo ed è sicuro, affidabile e sottoposto a periodiche verifiche di qualità. La ricerca del sangue occulto nelle feci viene effettuata attraverso la raccolta di una piccola quantità di feci. Le feci non vanno raccolte durante il flusso mestruale oppure se si soffre di emorroidi sanguinanti. Per il paziente l’esame inizia da casa: il laboratorio o il punto prelievi fornisce un kit per la raccolta di uno o più campioni di feci, da prelevare seguendo istruzioni precise, solitamente su tre evacuazioni diverse (distanti almeno 12 ore l’una dall’altra). Il materiale raccolto viene poi consegnato o spedito al laboratorio per l’analisi. La prestazione presso il Valparma Hospital non necessita di appuntamento e l’esito è pronto in giornata.
Preparazione all'Esame
L’indagine non prevede preparazione in quanto i kit di diagnosi utilizzati attualmente individuano solo l’emoglobina umana e non sono sensibili all’emoglobina animale, non è pertanto più necessario evitare la carne nella dieta nei giorni precedenti l’analisi. La raccolta deve avvenire tramite lo specifico contenitore sterile dotato di spatolina acquistabile in farmacia, se possibile raccogliere il campione prelevandolo in più punti delle feci; Il quantitativo totale da consegnare in laboratorio è pari a quello di un cucchiaino da caffè.
La preparazione al test del sangue occulto nelle feci può variare in base al metodo di analisi utilizzato. Ecco cosa è bene sapere per eseguire correttamente l’esame:
- Seguire attentamente le istruzioni fornite con il kit di raccolta, assicurandosi di richiudere correttamente ciascun campione in un contenitore sterile;
- Consegnare i campioni raccolti (da una o più evacuazioni) al laboratorio entro i tempi indicati, per garantire la validità e l’affidabilità dell’analisi;
- Per il test al guaiaco, evitare l’assunzione di carne rossa, rape, cavolfiore o mele nei 2-3 giorni precedenti, e limitare la vitamina C a meno di 250 mg al giorno;
- Segnalare al personale l’eventuale uso di farmaci antinfiammatori, aspirina o anticoagulanti, che possono favorire piccole perdite ematiche;
- Evitare interventi dentistici nei 3 giorni precedenti la raccolta, poiché eventuali sanguinamenti gengivali potrebbero alterare il risultato del test.
Va precisato che non tutti gli esami per la ricerca del sangue occulto richiedono una preparazione specifica: è questo il caso del test immunochimico e del test genetico.
Metodi di Analisi
Esistono diversi metodi per analizzare la presenza di sangue occulto nelle feci: ciascuno ha indicazioni e contesti specifici, e sarà il medico a consigliare quello più adatto in base all’età, alla storia clinica e ai fattori di rischio del paziente. I più diffusi sono i seguenti:
- Test FOBT (Fecal Occult Blood Test): utilizza una sostanza chiamata guaiaco per rilevare la presenza del gruppo eme dell’emoglobina. Il campione viene raccolto su una carta filtro e trattato con un reagente: se c’è sangue, il colore del campione cambia.
- Test immunochimico fecale (FIT - Fecal Immunochemical Test): rileva la presenza di emoglobina nelle feci grazie a specifici anticorpi. Si svolge con un kit domestico senza particolari necessità di preparazione; è più sensibile e specifico rispetto al test al guaiaco ed è raccomandato annualmente per lo screening del tumore del colon-retto. Con i test di ultima generazione, come quello in uso presso il nostro laboratorio di analisi al Valparma Hospital, non è più necessaria una preparazione da parte del paziente, poiché la ricerca di sangue occulto nelle feci sfrutta specifici anticorpi diretti contro la porzione proteica dell’emoglobina umana.
- Test FIT-DNA (o test genetico delle feci): combina il test immunochimico con l’analisi del DNA fecale per rilevare mutazioni genetiche associate al cancro del colon retto. Non richiede restrizioni alimentari o farmacologiche; si esegue ogni 3 anni, ma ha un costo più elevato rispetto agli altri test ed è soggetto ad un tasso più alto di falsi positivi.
Interpretazione dei Risultati
L’esito delle analisi per la ricerca del sangue occulto viene solitamente espresso come positivo o negativo, senza riportare un valore numerico dettagliato: in alcuni test può essere presente l’emoglobina rilevata, espressa in ng/mL. I riferimenti comuni sono:
- Inferiore a 95 ng/mL: risultato negativo;
- Tra 95 e 100 ng/mL: risultato dubbio;
- Superiore a 100 ng/mL: risultato positivo.
Per aumentare l’affidabilità del test si consiglia di raccogliere tre campioni fecali in giorni differenti, per rilevare dei possibili sanguinamenti intermittenti tra un campione e l’altro.
Tabella Interpretativa dei Risultati
| Campioni analizzati | Risultato | Significato |
|---|---|---|
| 0/3 positivi | Negativo | Nessuna traccia rilevata. |
| 1/3 positivi | Positivo (*) | Possibile sanguinamento, eventualmente da indagare. |
| 2-3/3 positivi | Positivo | Altamente sospetto, consigliati altri esami di approfondimento. |
(*) NB: con 1 solo campione positivo su 3 per la ricerca del sangue occulto, la necessità di fare ulteriori esami dipende dal quadro clinico complessivo e dall’anamnesi del paziente.
Cause di un Risultato Positivo
Visto il notevole numero di patologie e situazioni cliniche che possono indurre sangue occulto positivo è da sottolineare che non vi è una diretta identificazione tra positività e patologia neoplastica del colon - retto, pertanto il sangue occulto nelle feci non pone una diagnosi ma rivela una condizione attribuibile a molteplici condizioni. Un test positivo al sangue occulto nelle feci indica la presenza di tracce ematiche non visibili: le cause possono essere molteplici, e non sempre sono gravi o infauste. Per una corretta valutazione bisogna infine tener conto della possibilità di avere sangue occulto nelle feci positivo a causa di terapie anticoagulanti, antiaggreganti, patologie piastriniche o coagulative ovvero di possibili fonti d’inquinamento come contaminazione da sangue mestruale o da sangue proveniente dall’apparato urinario.
Di seguito ne elenchiamo alcune, ordinate indicativamente dalla meno alla più preoccupante:
- Cause comuni e benigne:
- Emorroidi: dilatazioni venose del retto, spesso associate ad un sanguinamento;
- Ragadi anali: piccole lacerazioni del canale anale, dolorose e talvolta sanguinanti;
- Diverticoli: piccole estroflessioni della parete intestinale che possono infiammarsi;
- Infezioni intestinali da parte di virus o batteri, che possono causare microlesioni.
- Cause intermedie:
- Malattie infiammatorie croniche, come la colite ulcerosa e il morbo di Crohn;
- Gastriti erosive e ulcere, soprattutto se localizzate nello stomaco o nel duodeno.
- Cause gravi o potenzialmente gravi:
- Polipi intestinali, lesioni benigne ma con un rischio di trasformazione maligna;
- Tumore del colon-retto, uno dei principali obiettivi dello screening con sangue occulto;
- Anomalie vascolari (angiodisplasie) che possono causare lievi sanguinamenti cronici.
Un risultato positivo non va mai ignorato: sarà il medico a valutare l’origine del sanguinamento e la necessità di ulteriori approfondimenti, con eventuali esami aggiuntivi.
Cosa Fare in Caso di Sangue Occulto Positivo?
Un risultato positivo alla ricerca di sangue occulto nelle feci non deve generare ansia o panico, ma rappresenta un segnale utile per approfondire la salute gastrointestinale. Il test infatti non è diagnostico, ma di screening: indica solo la presenza di tracce di sangue, anche in assenza di sintomi, ma non identifica la causa.
In caso di piccole perdite ematiche a livello del tubo digerente, il sangue viene espulso con le feci ma non ne altera il colore, per cui è invisibile a occhio nudo. Di solito, questa perdita è asintomatica, può provenire da qualsiasi tratto dell’apparato gastrointestinale e può essere rilevata unicamente con un esame chimico sulle feci.
Per scoprire la causa della presenza di sangue nelle feci, il medico potrebbe suggerire alcuni controlli. Innanzitutto va indagato l’intestino per ricercare eventuali tumori, angiodisplasie, diverticoli o altre anomalie. Per farlo si può prescrivere una rettosigmoidoscopia, un esame endoscopico che consente di visualizzare gli ultimi trenta centimetri dell’intestino, per cui è limitato a sigma e retto. Decisamente più appropriata e completa è la colonscopia: quella tradizionale si avvale di nuove preparazioni a basso volume, più facili da assumere, e di sedazioni leggere che riducono il fastidio al paziente.
In alternativa si può sfruttare la colonscopia virtuale, che si svolge come una qualsiasi Tac dell’addome e consente di studiare il colon senza introdurre l’endoscopio a fibre ottiche. Si tratta di un buon esame, ma con alcuni limiti: può non visualizzare le formazioni inferiori ai 5 millimetri e i polipi piatti, che aderiscono completamente alla mucosa e sono quelli più a rischio di evolvere in tumori intestinali. Se queste indagini risultano negative, si passa a indagare il tratto alto dell’apparato digestivo con una gastroscopia, andando alla ricerca di ulcere, angiodisplasie, tumori o gastriti erosive: «Qualora risulti negativo anche questo esame, il quadro va approfondito con un’enteroscopia con videocapsula. Si tratta di una metodica di recente introduzione che consiste nel far “deglutire” al paziente una minuscola telecamera, grande quanto una pastiglia di antibiotico, che viaggia nel corpo filmando le pareti di esofago, stomaco e piccolo intestino, fino alla valvola ileocecale.
Limiti del Test
Attualmente il test per la ricerca del sangue occulto fecale è l’indagine più efficace per individuare precocemente il tumore al colon retto, ma come tutti gli esami diagnostici ha dei limiti. Il test è altamente affidabile poiché capace di rilevare anche le più piccole tracce di sangue. Tuttavia, può capitare che ci sia presenza di un polipo o anche di una lesione tumorale ma che questi non sanguinino il giorno del prelievo. Questo limite, però, tende ad annullarsi se si ripete l’esame di screening ogni due anni. È quindi necessario ripetere periodicamente il test e la periodicità ritenuta ottimale, anche in relazione al lento sviluppo dei tumori (mediamente 5-10 anni), è ogni due anni. Inoltre, se è vero che un dato positivo non significa per forza di cose la presenza di un tumore al colon, è anche possibile la situazione opposta, dal momento che il processo patologico può produrre sanguinamenti intermittenti.
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