L'urinocoltura è un esame microbiologico specifico che permette di identificare e quantificare i microrganismi presenti nelle urine. Grazie all’urinocoltura, i medici possono determinare il tipo di batterio responsabile dell’infezione e, attraverso un antibiogramma, individuare l’antibiotico più efficace per il trattamento. L’urinocoltura viene prescritta se si pensa che sia in corso la cistite o un’infiammazione del tratto urinario, così da individuare i microrganismi presenti nell’urina e prescrivere una terapia mirata per risolvere più velocemente l’infiammazione.
Affinché il risultato sia positivo, i batteri nelle urine devono essere più di 100mila per millimetro di urina. Se l’urinocoltura risulta positiva, si procede in genere all’antibiogramma, ossia un test per capire quali farmaci possano essere più efficaci per il trattamento dei batteri. Al contrario, se sono presenti meno di 100mila unità di batteri per millimetro, allora l’esito sarà negativo.
Quando si fa l’urinocoltura?
Il medico solitamente prescrive l’urinocoltura quando si manifestano i seguenti sintomi:
- Bruciore durante la minzione
- Stimolo di urinare frequentemente (con bruciore e dolore, anche al basso ventre)
- Urine torbide e con cattivo odore
Tuttavia, è importante considerare che:
- Negativo: non è stata individuata la presenza di batteri nelle urine cioè con meno di 100.000 UFC/ml di urina (Unità Formanti Colonie, cioè batteri).
- Positivo: il numero di batteri è uguale o superiore a 100.000 UFC/ml (Unità Formanti Colonie).
- Inquinato: viene segnalata la presenza di batteri, ma in una quantità inferiore a 50.000 UFC/ml.
Una coltura che non mostra alcuna crescita dopo 24-48 ore indica assenza di infezione.
Urinocoltura Negativa ma Sintomi Persistenti: Possibili Cause
Quando l’urinocoltura è negativa, ma si avvertono comunque i sintomi della cistite, o l’antibiotico contro la cistite non funziona, purtroppo significa che la cistite non è batterica. Allora, da cosa può dipendere la cistite non batterica? Le cause possono essere varie:
- Rapporti sessuali (cistite post coitale)
- Cibi e/o bevande non adatte al proprio organismo (alimentazione)
- Cistite interstiziale
- pH vaginale troppo acido
- Presenza di calcoli e renella
A volte i dolori infiammatori causati dalla cistite possono essere facilmente confusi per un’altra tipologia di dolori dovuti a patologie come vulvodinia o contratture pelviche: queste malattie non si riscontrano in esami specifici, ma il medico si basa esclusivamente sul racconto della sintomatologia (che, appunto, spesso è simile a quella della cistite).
Sintomi della Cistite Non Batterica
A prescindere che siano batteri, acidità del pH o altre sostanze, la vescica e il tratto urinario saranno infiammati e causeranno i sintomi tipici della cistite. Tra i più frequenti si individuano:
- Pollachiuria (stimolo continuo ad andare in bagno senza che la vescica sia piena)
- Bruciore durante la minzione
- Disuria (difficoltà a urinare)
- Urine scure e con un cattivo odore
- Dolore al basso ventre
Nei casi più gravi, si possono aggiungere anche nausea, febbre ed ematuria (cioè presenza di sangue nelle urine).
Il Ruolo dell'Escherichia Coli e la PCR Quantitativa
Uno studio coordinato da Stefen Heytens (“Ghent University”, Belgio) ha valutato la presenza di un processo infettivo da *E. coli* in donne con sintomi di infezione urinaria e urinocoltura negativa. I campioni urinari, raccolti da 220 donne sintomatiche, sono stati sottoposti a PCR quantitativa e confrontati con quelli di 86 volontarie sane senza sintomi.
I ricercatori hanno osservato che circa il 30% dei campioni positivi ad *E. coli* con PCR proveniva da donne negative all'urinocoltura. La negatività all’urinocoltura, nonostante la presenza di infezione da *E. coli*, è correlata alla capacità del batterio di penetrare nelle cellule uroteliali e formare delle comunità batteriche intracellulari. Secondo questo studio l’esito negativo dell’urinocoltura sarebbe legato al fatto che, al momento dell’esame, il batterio si trova all’interno delle cellule uroteliali e non può essere intercettato nelle urine. Questi risultati suggeriscono che, in presenza di sintomatologia da IVU, nonostante l’urinocoltura negativa, esiste un’elevata probabilità - per le donne - di avere un’infezione da *E. coli*.
Come Prevenire la Cistite
Prendersi cura delle vie urinarie è uno dei modi che abbiamo a disposizione per provare a prevenire i casi di cistite. È dunque importante prestare attenzione a:
- L’idratazione: bere tanto e regolarmente aiuta
- Non trattenere l’urina: si consiglia di urinare quando si sente lo stimolo e svuotare completamente la vescica
- Una buona alimentazione: le intolleranze ad alcuni cibi potrebbero causare cistiti non batteriche
È consigliato l’uso di integratori come D-Mannosio, Mirtillo rosso, Ononide e Uva Ursina, per lasciare il tratto urinario pulito, sano e privo di batteri.
È essenziale mantenere un’igiene accurata durante la raccolta per ridurre il rischio di contaminazioni. Al mattino, prima di urinare, lavare accuratamente le mani e i genitali esterni con acqua e sapone, risciacquando a lungo con acqua; non utilizzare disinfettanti. Iniziare ad urinare scartando il primo getto. Riprendere ad urinare nel recipiente sterile, riempiendolo per poco meno della metà. Cercare di non bagnare i bordi del contenitore e di non contaminarli con le mani, i peli, i genitali o con la biancheria intima. Ancor più importante è evitare di toccare l'interno del contenitore. Portare il campione di urina in laboratorio al più presto o conservarlo a 4°C (in frigorifero) fino ad un massimo di 12 ore.
I risultati dell'esame colturale devono essere valutati insieme ai risultati dell'analisi dell'urina completa dal medico di base, che conosce il quadro anamnestico del proprio paziente. Una volta ricevuta la risposta dell'urinocoltura e dell'antibiogramma, il medico sceglierà il farmaco più idoneo e consiglierà la frequenza giornaliera e ladurata della terapia.
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