Quando si parla di biopsia e di esame istologico, si pensa subito al timore di una diagnosi importante, spesso associata al cancro. Basta sentire il medico che spiega che deve eseguire questo esame per fare entrare in ansia il paziente. Ma non deve essere così. Si tratta di un esame che è sempre più centrale nella diagnostica moderna e che permette di valutare molti fattori. Un esame importante che quanto più è tempestivo tanto più è utile.
Per questo poter contare su un laboratorio di Anatomia Patologica all’interno di una struttura è fondamentale. «Questo Laboratorio è un fiore all’occhiello del Paideia International Hospital, sono pochissime le strutture private a poter contare su questo servizio ed è un vantaggio enorme per i pazienti» dice Stefano Garrone Direttore Tecnico del Laboratorio Analisi e di Anatomia Patologica del Paideia International Hospital.
Cos'è una Biopsia e quando è Necessaria?
La biopsia consiste nel prelievo di una piccola porzione di tessuto organico da un paziente per esaminarlo e confermare o escludere eventuali patologie. Non viene eseguita a scopo esplorativo generico, ma sempre in presenza di un sospetto clinico, spesso derivante da un’indagine radiologica, ecografica o endoscopica che evidenzia un’anomalia potenzialmente patologica.
Quali Patologie Possono Essere Individuate con la Biopsia?
Assolutamente no. Le biopsie possono diagnosticare un’ampia gamma di condizioni, non tutte necessariamente tumorali. Ad esempio, una biopsia gastrica può rivelare la presenza dell’Helicobacter pylori, batterio responsabile di gastriti e ulcere. Una biopsia duodenale, invece, può essere utile per la diagnosi di Morbo Celiaco. Naturalmente, le biopsie sono fondamentali anche nella diagnosi di tumori del tratto gastrointestinale, respiratorio, del sistema riproduttivo e della prostata negli uomini nonché di tutti i tessuti e organi oggetto di attenzione clinica. Anche il PapTest e il Thin Prep, per esempio, possono essere considerati una forma di biopsia, definito meglio come Esame Citologico in quanto permette di analizzare le cellule endocervicali per individuare eventuali alterazioni. Stessa metodica citologica viene utilizzata su aspirati tiroidei o mammari che rappresentano anch’essi un’indagine essenziale per la diagnosi di patologie d’organo.
Esame Istologico: Cosa Significa?
Esattamente. L’istologia, che etimologicamente significa “studio dei tessuti”, è la disciplina che analizza i campioni prelevati tramite biopsia. Una volta prelevato, il tessuto viene trattato, fissato e colorato per essere osservato al microscopio da un Anatomo-Patologo, il quale verifica la presenza di eventuali anomalie cellulari.
Il Ruolo della Tecnologia nell'Esame Istologico
Al momento, l’elemento fondamentale resta l’esperienza dell’Anatomo-Patologo e dei Tecnici di laboratorio che preparano i campioni. Tuttavia, la tecnologia è sempre più rilevante, specialmente nelle fasi successive all’analisi microscopica. Dopo un primo esame istologico, si possono effettuare indagini immunoistochimiche, che utilizzano anticorpi specifici per identificare marker tumorali. Se necessario, si procede con l’analisi molecolare del tessuto, utile per identificare specifiche mutazioni genetiche che possono orientare la scelta della terapia, per esempio, verso trattamenti biologici mirati invece della chemioterapia tradizionale: la cosiddetta terapia personalizzata.
Esame Istologico Estemporaneo: Diagnosi in Tempo Reale
Sì, ed è un vantaggio significativo. Si chiama Esame Estemporaneo: durante l’intervento, il chirurgo consegna un campione sospetto all’Anatomo-Patologo che lo affianca in camera operatoria, il quale attraverso un microtomo criostato, congela il tessuto a -20°C e produce una sezione sottilissima che viene colorata ed esaminata immediatamente; il tutto in una sala dedicata attigua al comparto operatorio. Questo permette di ottenere risposte rapide, per esempio, per definire i margini di un tumore e orientare in tempo reale la strategia operatoria. A seguire tutto il tessuto eventualmente asportato viene portato in Laboratorio e analizzato per intero attraverso le varie tecniche Anatomo-Patologiche.
Vantaggi di un Laboratorio di Anatomia Patologica Interno
È un enorme vantaggio. Il Laboratorio di Anatomia Patologica è parte integrante del Laboratorio Analisi di Paideia International Hospital e svolge un ruolo fondamentale nella diagnosi e nel percorso di cura dei pazienti. Vi operano professionisti qualificati, sia Medici che Tecnici di laboratorio, ed è dotato di tecnologie moderne. Il Laboratorio riceve campioni di tessuto o fluidi che vengono analizzati con meticolosità attraverso tecniche isto-citopatologiche e, qualora necessarie, attraverso indagini molecolari per identificare biomarcatori diagnostici, prognostici e predittivi, consentendo piani di trattamento personalizzati. Inoltre, questo laboratorio utilizza un sofisticato sistema di tracciabilità informatica che segue ogni campione dal momento dell’accettazione fino all’archiviazione, garantendo sicurezza e precisione in tutte le fasi della lavorazione.
Disporre di un laboratorio come il nostro offre molteplici vantaggi: innanzitutto per i pazienti, che sanno che il loro materiale biologico è conservato in sede e non devono affrontare disagi per recuperarlo. Inoltre, i tempi di refertazione sono significativamente più brevi. I Clinici possono interagire direttamente con il Patologo e condividere informazioni clinico-diagnostiche e il Patologo ha accesso alla cartella clinica informatizzata del paziente, migliorando l’accuratezza delle diagnosi. La Clinica può così offrire percorsi diagnostico-terapeutici aggiornati e in linea con i progressi scientifici e Linee Guida nazionali e internazionali.
L'Importanza della Tracciabilità
Nel nostro laboratorio ogni biopsia è identificata con un QR code univoco, eliminando il rischio di errori manuali nell’assegnazione del campione. L’errore in Laboratorio diventa praticamente nullo. La tracciatura e l’accesso alla cartella clinica sono motivo di maggiore sicurezza.
Biopsia Linfonodale: Quando è Necessaria?
Quando ci si approccia ad un paziente con linfadenomegalia generalizzata e con sospetta neoplasia linfo-proliferativa, oltre agli esami di base (ematobiochimica, elettroforesi, esame urine ed eventuali sierologie in caso di sospette malattie infettive) è assolutamente necessario ricorrere ad una citologia per agoaspirazione dei linfonodi colpiti. In una buona percentuale di casi (soprattutto nei cani, in cui predominano i linfomi B diffusi e a grandi cellule), l’esame citologico è sufficiente per emettere una diagnosi di linfoma o comunque di neoplasia ematopoietica.
Se questo approccio era considerato sufficiente negli anni ‘80 e ’90 per instaurare una terapia, con il crescere delle conoscenze, ci si è resi conto che molte altre informazioni sono necessarie per definire meglio quale neoplasia ematopoietica stiamo affrontando e quindi quale possa essere la terapia migliore, oltre che poter emettere una prognosi. In questo contesto la fenotipizzazione e la stadiazione clinica completa assumono un ruolo fondamentale.
Bisogna innanzitutto sottolineare che quando si esegue una biopsia linfonodale, è molto importante evitare biopsie tru-cut o incisionali/cuneiformi, in quanto in caso di una proliferazione neoplastica non diffusa (es. un linfoma follicolare o della zona T), c’è il rischio che il patologo abbia grosse difficoltà ad interpretare il quadro ed a distinguere una patologia reattiva da una neoplastica. In secondo luogo, in caso di una forma diffusa che interessi un po’ tutti i linfonodi esplorabili, è consigliabile asportare sicuramente un linfonodo più accessibile.
Ecco alcuni scenari in cui l'istologia è fondamentale:
- Scenario 1 - Un linfoma B a grandi cellule in cui il tessuto linfonodale normale non è ancora stato completamente sostituito dalla popolazione neoplastica. In questo caso la citologia può avere difficoltà nel distinguere una grave iperplasia follicolare da una neoplasia.
- Scenario 2 - Un linfoma T-zone VS una iperplasia della paracorticale. Ci sono casi di iperplasia della zona T/paracorticale che citologicamente possono facilmente mimare un linfoma indolente di questo tipo.
- Scenario 3 - Un linfoma follicolare: questi rari linfomi sono praticamente impossibili da diagnosticare in citologia: vedreste un quadro misto, sovrapponibile a quello di una iperplasia follicolare.
- Scenario 4 - I linfomi del gatto…il terrore dei citologi: molti linfomi felini sono veramente difficili da diagnosticare con certezza mediante citologia.
- Scenario 5 - I linfomi della zona marginale: anche questi possono facilmente essere confusi con una iperplasia della stessa zona marginale in citologia.
Come si Esegue l'Esame Istologico?
- Fissazione: I frammenti di tessuto vengono "fissati" (per evitare la decomposizione) in apposite soluzioni (formaldeide tamponata al 10%, alcool, ecc.).
- Disidratazione: Successivamente, vengono disidratati (xilolo).
- Inclusione: Inclusi in paraffina (per renderli consistenti e adatti al taglio).
- Sezionamento: Tagliati in sezioni di pochi µm di spessore, mediante un apposito strumento, detto microtomo.
- Colorazione: Altro passaggio fondamentale per evidenziare tessuti che, per natura, sono pressoché trasparenti e omogenei. I coloranti usati in questa fase dell’esame istopatologico variano a seconda del tipo di campione e al suo Ph.
Preparazione del Paziente
La preparazione del paziente per il prelievo di un campione tissutale varia in base alla sede e alla tecnica utilizzata per la biopsia. In alcuni casi, il medico potrebbe consigliare di sospendere temporaneamente l'assunzione di farmaci anticoagulanti o antiaggreganti, previo consulto con il medico curante, per ridurre il rischio di sanguinamento. Per biopsie eseguite in anestesia locale, generalmente non è necessaria una preparazione specifica, mentre per procedure più invasive, come una biopsia epatica o polmonare, potrebbe essere richiesto il digiuno nelle ore precedenti l'esame.
Possibili Complicazioni
Come ogni procedura medica, la biopsia può comportare alcune complicanze, ma è rarissimo che siano gravi. Tra gli effetti collaterali più comuni vi sono il dolore locale e la formazione di ematomi nella zona del prelievo. In alcuni casi, possono verificarsi infezioni, che richiedono trattamento antibiotico. Per biopsie che interessano organi interni, come polmoni o fegato, esiste un piccolissimo rischio di complicanze più gravi, come il pneumotorace (presenza di aria nella cavità pleurica) o emorragie interne.
Esame Istologico vs Esame Citologico
L'esame istologico e l'esame citologico si differenziano principalmente per il tipo di campione analizzato e l'obiettivo diagnostico. L'esame istologico prevede l'analisi di un frammento di tessuto, permettendo una valutazione dettagliata dell'architettura cellulare e della disposizione delle cellule all'interno del tessuto stesso. Al contrario, l'esame citologico si basa sullo studio di singole cellule o gruppi di cellule prelevate mediante agoaspirato, scraping o lavaggio di cavità corporee, e si utilizza principalmente per indagini rapide e di screening, come nel caso del Pap-test.
Cosa Contiene il Referto Istologico?
L’esame istologico permette di descrivere colore, le dimensioni e il peso del campione biologico considerato; se si tratta di tumore, in tal caso la stadiazione, ovvero quanto le cellule neoplastiche divergono rispetto a quelle sane in una scala di riferimento e la proliferazione, ovvero la velocità con cui le cellule tumorali si moltiplicano, che ci dice quanto la neoplasia sia aggressiva.
Per quanto riguarda il carcinoma mammario, l’esame istologico dà informazioni sul tipo cellulare (duttale, lobulare, ecc.), sulle dimensioni del tumore, sullo stato dei linfonodi ascellari (positivi se sono stati intaccati dalla malattia, negativi nel caso contrario); il grado istologico; la presenza o meno di cellule tumorali nei capillari sanguigni che circondano il tumore (invasione vascolare); la presenza o assenza, nelle cellule tumorali, di recettori ormonali (estrogenici e progestinici), espressa in percentuale; la percentuale di proliferazione, in pratica la velocità di crescita delle cellule tumorali; la positività o negatività di un test chiamato Her2 o c-erbB2. Questi parametri consentono di identificare il sottotipo biologico e l’estensione locale della malattia. Si ottiene in questo modo un ‘identikit’ del tumore, fondamentale per capire bene quali sono le caratteristiche della malattia e individuare il trattamento più adeguato.
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