Esame Istologico Post Allargamento: Interpretazione dei Risultati

L'esame istologico dopo l'allargamento è un passo cruciale nella gestione del melanoma. Lo scopo del referto è di fornire informazioni utili per stilare una prognosi e valutare le migliori opzioni per il trattamento del tumore.

Un esempio di esperienza personale è quella di Silvia Graziani, che nel 2015 ha scoperto di avere un melanoma. Dopo la diagnosi, Silvia ha dovuto affrontare l'allargamento ai tessuti circostanti e l'asportazione dei linfonodi.

Componenti del Referto Istologico

Un referto istologico completo include diverse sezioni chiave:

  • Data della biopsia: Indica quando è stato prelevato il campione.
  • Nome del medico: Identifica il chirurgo che ha eseguito l’asportazione.
  • Numero di protocollo: Un codice identificativo del campione.
  • Nome e cognome del paziente: Informazioni anagrafiche del paziente.
  • Sesso e data di nascita: Ulteriori dati identificativi.
  • Storia clinica: Descrizione della lesione, incluse dimensioni, sede e caratteristiche cliniche.
  • Descrizione macroscopica: Aspetto del campione a occhio nudo, incluse dimensioni e colore.
  • Descrizione microscopica: Dettagli sull'analisi microscopica del campione.
  • Diagnosi: Sommario dell'analisi e diagnosi del patologo (esempio: melanoma maligno).
  • Altri commenti: Informazioni aggiuntive rilevanti per la prognosi e il trattamento.

Parametri Chiave nell'Esame Istologico del Melanoma

In caso di melanoma, i patologi analizzano diverse caratteristiche specifiche:

  • Sito del tumore: Sede di insorgenza del melanoma.
  • Caratterizzazione istologica: Tipo di melanoma (a diffusione superficiale, nodulare, lentigo maligna, acrale lentigginoso).
  • Livello di Clark: Indica il grado di invasione del tumore nello spessore dell'epidermide, con 5 livelli (I-V).
  • Fase di crescita: Radiale o verticale, descrive se il melanoma ha iniziato un percorso invasivo.
  • Spessore massimo raggiunto (Breslow): Misura in millimetri della profondità di invasione del tumore.
  • Conta mitotica: Numero di cellule in divisione per mm2. Un numero elevato indica una prognosi peggiore.
  • Linfociti infiltranti il tumore (TIL): Valutazione della risposta immunitaria.
  • Regressione: Indica se parte delle cellule tumorali sono state distrutte dal sistema immunitario.
  • Ulcerazioni: Perdita dello strato superiore della pelle, associata a una prognosi peggiore.
  • Satellitosi: Presenza di noduli di melanoma distanti dalla lesione primaria.
  • Invasione dei vasi linfatici o sanguigni: Indica una crescita più aggressiva del melanoma.
  • Invasione dei nervi: Infiltrazione delle cellule tumorali nelle fibre nervose, associata a una prognosi peggiore.
  • Margini: Bordi del campione escisso. Margini liberi da cellule tumorali indicano una rimozione completa.

I margini inferiori rappresentano la base, cioè la parte più profonda, del campione bioptico, mentre i margini laterali sono i bordi dello stesso. Se il tumore non infiltra i margini, i patologi allora riporteranno quanto dista la neoplasia dai margini (esempio: il tumore si estende fino a 2 mm dai margini). Più profondo è un melanoma, più grandi sono le possibilità che si sia diffuso anche alle regioni contigue e pertanto maggiori saranno le dimensioni dei margini raccomandate durante l’escissione.

Basandosi sui dati prognostici ottenuti, la lesione è considerata a rischio di sviluppare la malattia. Basandosi sulle informazioni raccolte, il patologo fornirà delle raccomandazioni al medico riguardo le successive procedure da compiere, ad esempio la necessità di effettuare un’ulteriore biopsia per analizzare altro tessuto della lesione, l’escissione di un’area più grande intorno alla lesione, l’effettuazione di ulteriori indagini quali la biopsia del linfonodo sentinella o una Tomografia Assiale Computerizzata.

Esempio di Referto e Interpretazione

Consideriamo un esempio di referto:

Diagnosi: Melanoma a diffusione superficiale di tipo pT1a

Breslow: 0,6 mm

Clark: II

Invasione perineurale e linfovascolare: Non evidente

Mitosi: 0/mmq

Regressione: Presente, focale (<75%)

Cosa significa? Questo referto indica un melanoma sottile (0,6 mm) con basso rischio di metastasi. L'assenza di invasione perineurale e linfovascolare è un segno positivo. La regressione suggerisce una risposta immunitaria al tumore.

L'Importanza del Follow-up

Tutti i pazienti affetti da melanoma, entrano in un piano di follow up quinquennale, in cui vengono eseguite VDS, esami strumentali e/o visita oncologica a seconda dei casi ed in base alle linee guida.

Per melanomi <1mm di spessore controlli programmati con cadenza annuale. Per melanomi ≥1mm controlli effettuati ogni 4 mesi per i primi tre anni, con cadenza semestrale fino al quinto anno e con cadenza annuale oltre il decimo anno dall’escissione del melanoma primitivo.

La visita clinica potrà essere corredata da un controllo ecografico delle stazioni linfonodali potenzialmente interessate da una ripresa. Nel corso dei primi cinque anni, i controlli clinico-ecografici potranno essere accompagnati da periodici controlli strumentali, ad esempio una radiografia del torace in due proiezioni e un’ecografia epatica una volta ogni 8 mesi nei primi tre anni ed una volta all’anno in seguito.

Trattamenti Innovativi

Attualmente è possibile individuare in fase precoce le neoformazioni pigmentate sospette, grazie all’uso della Videodermatoscopia computerizzata. Nel caso venga individuato un nevo (neo) sospetto, sarà asportato chirurgicamente entro un breve lasso di tempo.

Da segnalare una tecnica chirurgico-oncologica - l’elettrochemioterapia - utilizzata per il trattamento di lesioni cutanee e sottocutanee localizzate in una regione specifica del corpo (arti, tronco, ecc.), che spesso diventano fastidiose perché possono accrescersi o sanguinare. L’elettrochemioterapia è in grado di farle regredire e di frenare il sanguinamento.

Gestione degli Effetti Collaterali della Chirurgia

Gli effetti collaterali della chirurgia dipendono principalmente dalle dimensioni, dalla localizzazione e dall’estensione dell’intervento, come anche dalla sua finalità (asportazione del melanoma, dei linfonodi o delle metastasi).

L’asportazione chirurgica dei linfonodi ascellari o inguinali può danneggiare il sistema linfatico, rallentando lo scarico della linfa dall’arto superiore o da quello inferiore. Di conseguenza, la linfa si accumula causando un linfedema, una complicanza molto frequente per l’arto inferiore, meno per l’arto superiore. Per tale motivo, una volta consolidata la guarigione della ferita, è consigliabile l’uso di speciali calze elastiche.

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