L’esame istologico è uno strumento diagnostico che prevede l’analisi di un campione di tessuto ad opera di un medico veterinario esperto e/o specializzato in anatomia patologica veterinaria. Questo esame risulta, pertanto, indispensabile ogni qual volta il medico veterinario necessiti di raggiungere o confermare un sospetto diagnostico: l’esame istologico ha quasi sempre “l’ultima parola”.
Importanza dell'Esame Istologico
L’esame istologico ha l’obiettivo di fornire la diagnosi della patologia nel campione esaminato. Oltre alla diagnosi, il referto contiene una descrizione del quadro microscopico osservato dall’istopatologo. L’istopatologo che esamina il preparato istologico produce un referto da fornire al medico veterinario.
Certamente l’istologia è di grande utilità nella diagnosi/esclusione di malattia oncologica, stadiazione e tipizzazione del tumore o sospetto tale. Per fare un semplice esempio: l’istologico può confermare o escludere un sospetto di neoplasia (già sospettato o indagato con alte metodiche, es.). A questo proposito, tutte le volte che compaiono “neoformazioni” visibili e palpabili sui nostri animali è opportuno che il proprietario ne parli col proprio veterinario affinché venga valutata l’ipotesi di richiesta per un esame istopatologico.
Dal referto istologico, oltre alla diagnosi, si possono ottenere altre fondamentali informazioni quali la completezza d’escissione (se la lesione è stata asportata completamente) e, se previsto, il grado di malignità.
Prelievo e Preparazione del Campione
L’esame istopatologico può essere richiesto esclusivamente dal medico veterinario. Prima di procedere ad una biopsia e quindi a un esame istologico è sempre bene organizzarsi per tempo. Non è un esame in cui bisogna improvvisarsi! In caso di prelievo casuale e inaspettato è possibile tenere il campione in alcol assoluto e trasferirlo al più presto in formalina. Usare comunque barattoli puliti e in plastica.
I campioni di tessuto che sono destinati all’esame istopatologico saranno posti in un apposito liquido “fissante” che ha la funzione di evitare al tessuto di colliquarsi o seccarsi.
Tipo di campione/quantità richiesta: le biopsie escissionali o incisionali di materiale patologico da sottoporre ad esame istologico devono essere fissate in “Formalina soluzione al 10% tamponata per istologia” (soluzione da formaldeide al 40% con tampone fosfato per mantenere il pH tra 7 e 7,2). I campioni devono essere riposti in contenitori a bocca larga, infrangibili ed ermetici, idonei a contenere un volume di fissativo “almeno” 5 volte il volume del materiale da esaminare. Sul contenitore devono essere riportate brevi indicazioni relative al campione (proprietario dell’animale, specie, origine del materiale). I fogli di accompagnamento con i dati clinico/anamnestici devono essere inseriti in buste e separati dai contenitori dei campioni con il liquido di fissazione. il prelievo dovrebbe essere sempre eseguito su lesioni primarie intatte (es.
Il barattolo deve essere contrassegnato in modo univoco, deve avere ampia imboccatura e va accuratamente chiuso per evitare perdite di liquido (la formalina è una sostanza cancerogena ed altamente tossica). Il laboratorio offre la possibilità di usufruire di barattoli da biopsia di varia misura.
Utilizzare barattoli appositamente studiati e idonei al trasporto di formalina (se non li hai richiedili al laboratorio). Solo ed esclusivamente barattoli appositi e idonei al trasporto in formalina. Volendo, questi sono acquistabili direttamente presso il laboratorio analisi. L’utilizzo di “altri” non idonei (per composizione o dimensioni) può compromettere il campione: non improvvisare utilizzando contenitori che sembrano resistenti (es. barattoli in vetro, provette in plastica, contenitori con tappo a vite, eppendorf), non forzare campioni in contenitori piccoli.
È possibile inviare i contenitori per richiedere esame istologico avendo la cortezza di confezionare un pacchetto adeguato. La spedizione può essere effettuata tramite posta o corriere. Prenotazioni: www.sda.it. Non si risponde di eventuali disguidi per i campioni lasciati in luoghi diversi dalle sedi qui indicate (compresa la segreteria).
Raccomandazioni per Campioni Multipli e di Diverse Dimensioni:
- CAMPIONI MULTIPLI: si suggerisce di inviare i campioni in barattoli separati, per facilitare la loro identificazione.
- CAMPIONI DI GRANDI DIMENSIONI: se il campione è voluminoso e difficile da spedire in toto in un barattolo di formalina, ci sono due opzioni:
- il campione può essere pre-fissato dal veterinario, eventualmente in seguito ad incisioni per facilitare il processo di fissazione, avvolto in garze immerse in formalina ed inserito in uno o più contenitori idonei;
- se le lesioni sono chiaramente identificabili, è possibile inviare solo porzioni della massa, assicurandosi di includere diverse aree, comprese quelle di interfaccia con il tessuto normale.
- CAMPIONI DI PICCOLE DIMENSIONI: si suggerisce di utilizzare contenitori di piccole dimensioni e, possibilmente, biocassette.
Tempi di Refertazione
Il tempo che intercorre tra il campionamento all’ottenimento del referto è variabile. Il referto in genere è pronto in 7-10 giorni. Si tratta comunque di tempistiche indicative in relazione anche a diversi fattori tra cui: spessore del pezzo, durezza (calcifico o meno), corretta fissazione in formalina, varie ed eventuali motivazioni tecniche.
VALUTAZIONE DEI MARGINI: è indispensabile richiedere l’esame dei margini prima che il campione venga manipolato in laboratorio.
TEMPI DI REFERTAZIONE: 7 giorni lavorativi dal ricevimento del campione.
Giorni di accettazione: tutti i giorni dal lunedì al sabato;Giorni di esecuzione/refertazione: tutti i giorni dal lunedì al sabato;Tempi di attesa: la refertazione avverrà solitamente entro 7 gg. lavorativi dalla data di accettazione, se i campioni giungeranno in laboratorio correttamente fissati, salvo eccezioni (ad esempio: tessuto osseo / lesione calcificate).
Ulteriori Approfondimenti Diagnostici
Una nota a parte va dedicata alle colorazioni del preparato istologico, che permettono al patologo di esaminare ed identificare al microscopio le cellule neoplastiche. La colorazione comunemente usata in istologia è l’ematossilina-eosina, che colora i nuclei delle cellule in blu ed il citoplasma in rosa. Talvolta tuttavia questa colorazione non è sufficiente al patologo per riconoscere le cellule ed allora si possono usare numerose altre colorazioni come ad esempio: la colorazione di Fontana (permette di colorare la melanina e quindi riconoscere i melanomi poco differenziati), il blu di toluidina (colora i granuli dei mastociti), la colorazione rosso Congo (specifica per la sostanza amiloide).
Più recentemente sono state introdotte nuove tecniche di diagnostica denominate “immunoistochimiche” basate sull’uso di anticorpi specifici per le proteine tissutali; ne sono un esempio le citocheratine (proteine presenti nelle cellule epiteliali), la vimentina (prodotta dalle cellule mesenchimali) e le proteine KIT e Ki-67 (usate per la valutazione del comportamento biologico dei mastocitomi).
La colorazione immunoistochimica nel nostro laboratorio è eseguita mediante l’utilizzo del coloratore automatico Leica Bond RX, al fine di ottenere la migliore standardizzazione e ripetibilità dei risultati. Il nostro laboratorio dispone di un vasto parco anticorpi, in continua evoluzione ed aggiornamento, sulla base dei lavori scientifici di riferimento più recenti. L’esame viene effettuato su sezioni istologiche successive e seriate direttamente dallo stesso blocchetto già utilizzato per l’esame istologico.
L’ibridazione in situ consente di evidenziare la produzione di mRNA all’interno delle cellule, consentendo di valutarne sia la presenza che la localizzazione.
L’istologia studia a livello microscopico i tessuti e le cellule che li compongono. Tali tessuti si possono prelevare tramite biopsia (escissionale, incisionale, punch, Tru-Cut) o in sede autoptica. Il pezzo così ottenuto viene in seguito fissato in formalina tamponata al 10% e spedito al laboratorio per l’analisi istologica. L’anatomo-patologo esegue una serie di procedure che comprendono: fissazione, disidratazione, inclusione, taglio, colorazione, montaggio ed infine osservazione del campione al microscopio ottico.
I numerosi passaggi elencati sono la causa dei tempi lunghi necessari per ottenere il referto dell’esame istologico, ma a differenza della citologia, le cui tempistiche di refertazione sono più brevi, l’esame istologico è maggiormente diagnostico e definitivo; l’architettura tissutale fornisce infatti maggiori informazioni rispetto al limitato numero di cellule che si ottiene da un prelievo citologico.
La quantità di tessuto esaminato può influire sulla qualità della diagnosi. E’ abbastanza intuitivo comprendere che, l’esame di campioni tissutali di dimensioni molto piccole potrebbero non contenere sufficienti informazioni per arrivare alla diagnosi definitiva. Fig. più processi possono essere comporaneamente presenti e questo complica la valutazione.
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