Esame Feci Sangue Occulto Immunologico: Guida Completa alla Preparazione e Interpretazione

L’esame del sangue occulto nelle feci è un test di laboratorio semplice e non invasivo che permette di rilevare tracce microscopiche di sangue non visibili a occhio nudo, potenzialmente indicative di disturbi gastrointestinali più o meno gravi. Viene eseguito perlopiù come esame di screening precoce del cancro del colon, ed è consigliabile perché la presenza di sangue nelle feci è spesso il primo e talvolta l’unico segnale che può individuare lesioni precancerose o cancerose in fase iniziale del colon-retto. La diagnosi precoce aumenta la probabilità che il tumore sia curabile. Inoltre, secondariamente, la ricerca del sangue occulto nelle feci può servire per ricercare la causa di anemia, come in presenza di un sanguinamento di un’ulcera gastrica.

Quando e a chi è consigliato il test del sangue occulto?

Il test del sangue occulto nelle feci è uno strumento di prevenzione molto importante, per individuare possibili problemi del tratto intestinale prima che si manifestino sintomi evidenti, soprattutto per la diagnosi precoce del tumore del colon-retto. È consigliato:

  • A partire dai 45 anni, anche in assenza di sintomi, con cadenza biennale.
  • Ogni anno, se consigliato e/o in presenza di fattori di rischio predisponenti.
  • Prima dei 45 anni, su indicazione medica, in caso di storia clinica rilevante.

È particolarmente raccomandato in caso di familiarità per tumori del colon-retto, malattie infiammatorie intestinali croniche (es. morbo di Crohn, colite ulcerosa), diabete di tipo 2, poliposi adenomatosa familiare, sintomi anemici o calo ponderale inspiegabile.

Tipologie di Esami per la Ricerca del Sangue Occulto

Sia il test per la ricerca di sangue occulto nelle feci (FOBT) che il test immunochimico fecale (FIT) ricercano il sangue presente nelle feci, ma non visibile ad occhio nudo. Esistono diversi metodi per analizzare la presenza di sangue occulto nelle feci: ciascuno ha indicazioni e contesti specifici, e sarà il medico a consigliare quello più adatto in base all’età, alla storia clinica e ai fattori di rischio del paziente. I più diffusi sono i seguenti:

  • Test FOBT (Fecal Occult Blood Test): utilizza una sostanza chiamata guaiaco per rilevare la presenza del gruppo eme dell’emoglobina. Il campione viene raccolto su una carta filtro e trattato con un reagente: se c’è sangue, il colore del campione cambia. Rispetto al FIT, questo metodo ha altri limiti: esistono alimenti e farmaci in grado di alterare il risultato del test, i quali devono pertanto essere evitati nei giorni precedenti la raccolta del campione.
  • Test immunochimico fecale (FIT - Fecal Immunochemical Test): rileva la presenza di emoglobina nelle feci grazie a specifici anticorpi. Si svolge con un kit domestico senza particolari necessità di preparazione; è più sensibile e specifico rispetto al test al guaiaco ed è raccomandato annualmente per lo screening del tumore del colon-retto. Con i test di ultima generazione, non è più necessaria una preparazione da parte del paziente, poiché la ricerca di sangue occulto nelle feci sfrutta specifici anticorpi diretti contro la porzione proteica dell’emoglobina umana.
  • Test FIT-DNA (o test genetico delle feci): combina il test immunochimico con l’analisi del DNA fecale per rilevare mutazioni genetiche associate al cancro del colon retto. Non richiede restrizioni alimentari o farmacologiche; si esegue ogni 3 anni, ma ha un costo più elevato rispetto agli altri test ed è soggetto ad un tasso più alto di falsi positivi.

Come Prepararsi all’Esame Immunologico del Sangue Occulto nelle Feci (FIT)

Per la ricerca di sangue occulto nelle feci tramite metodi immunochimici (FIT) non è richiesta nessuna dieta o preparazione specifica, se non l’indicazione di attenersi alle istruzioni di campionamento fornite dall’operatore sanitario al momento della consegna del dispositivo di prelievo. La preparazione al test del sangue occulto nelle feci può variare in base al metodo di analisi utilizzato. Ecco cosa è bene sapere per eseguire correttamente l’esame:

  • Seguire attentamente le istruzioni fornite con il kit di raccolta, assicurandosi di richiudere correttamente ciascun campione in un contenitore sterile.
  • Consegnare i campioni raccolti (da una o più evacuazioni) al laboratorio entro i tempi indicati, per garantire la validità e l’affidabilità dell’analisi.
  • Per il test al guaiaco, evitare l’assunzione di carne rossa, rape, cavolfiore o mele nei 2-3 giorni precedenti, e limitare la vitamina C a meno di 250 mg al giorno.
  • Segnalare al personale l’eventuale uso di farmaci antinfiammatori, aspirina o anticoagulanti, che possono favorire piccole perdite ematiche.
  • Evitare interventi dentistici nei 3 giorni precedenti la raccolta, poiché eventuali sanguinamenti gengivali potrebbero alterare il risultato del test.

Va precisato che non tutti gli esami per la ricerca del sangue occulto richiedono una preparazione specifica: è questo il caso del test immunochimico e del test genetico.

Modalità di Raccolta del Campione per il Test Immunochimico (FIT)

In genere può essere effettuata presso la propria abitazione. É importante seguire attentamente tutte le indicazioni contenute nel kit per la raccolta e/o fornite dal personale sanitario. I metodi immunochimici (FIT) utilizzano metodi di raccolta diversi a seconda del produttore. Solitamente vengono utilizzati dei particolari dispositivi che, mediante lo strofinamento di un bastoncino di raccolta sulla superficie delle feci, permettono il prelievo della specifica quantità di campione necessario all’esecuzione del test. Dopo la raccolta, il campione viene trasferito in provette contenenti tamponi conservanti e/o di estrazione.

Per una corretta raccolta:

  1. Disporre più strati di carta igienica all’interno del WC/bidet/padella da letto in modo da trattenere le feci per il tempo necessario ad eseguire il prelievo.
  2. Rimuovere il cappuccio verde ruotandolo a sinistra e tirandolo verso l’alto.
  3. Prelevare il campione fecale con la sonda di campionamento sfregando diverse aree della superficie delle feci.
  4. Prelevare una quantità sufficiente a coprire la spirale della sonda.
  5. Inserire la sonda di campionamento nel dispositivo di prelievo e serrare il tappo.

Inoltre:

  • non è necessario seguire una dieta priva di carni;
  • non raccogliere le feci mentre è in corso il flusso mestruale o in presenza di emorroidi sanguinanti.
  • non urinare sul campione di feci durante la raccolta;
  • non urinare nel tubo di raccolta.

Se la richiesta è su due/tre campioni, effettuare la raccolta in due/tre giorni diversi, anche non consecutivi. Non lasciare passare più di 5 giorni tra la prima e l’ultima raccolta.

Interpretazione dei Risultati: Valori di Riferimento

L’esito delle analisi per la ricerca del sangue occulto viene solitamente espresso come positivo o negativo, senza riportare un valore numerico dettagliato: in alcuni test può essere presente l’emoglobina rilevata, espressa in ng/mL. I riferimenti comuni sono:

  • Inferiore a 95 ng/mL: risultato negativo
  • Tra 95 e 100 ng/mL: risultato dubbio
  • Superiore a 100 ng/mL: risultato positivo

Per aumentare l’affidabilità del test si consiglia di raccogliere tre campioni fecali in giorni differenti, per rilevare dei possibili sanguinamenti intermittenti tra un campione e l’altro.

Campioni Analizzati Risultato Significato
0/3 positivi Negativo Nessuna traccia rilevata.
1/3 positivi Positivo (*) Possibile sanguinamento, eventualmente da indagare.
2-3/3 positivi Positivo Altamente sospetto, consigliati altri esami di approfondimento.

(*) NB: con 1 solo campione positivo su 3 per la ricerca del sangue occulto, la necessità di fare ulteriori esami dipende dal quadro clinico complessivo e dall’anamnesi del paziente.

Sangue Occulto Positivo: Possibili Cause

Un test positivo al sangue occulto nelle feci indica la presenza di tracce ematiche non visibili: le cause possono essere molteplici, e non sempre sono gravi o infauste. Un risultato positivo non va mai ignorato: sarà il medico a valutare l’origine del sanguinamento e la necessità di ulteriori approfondimenti, con eventuali esami aggiuntivi.

Di seguito ne elenchiamo alcune, ordinate indicativamente dalla meno alla più preoccupante:

  • Cause comuni e benigne:
    • Emorroidi: dilatazioni venose del retto, spesso associate ad un sanguinamento;
    • Ragadi anali: piccole lacerazioni del canale anale, dolorose e talvolta sanguinanti;
    • Diverticoli: piccole estroflessioni della parete intestinale che possono infiammarsi;
    • Infezioni intestinali da parte di virus o batteri, che possono causare microlesioni.
  • Cause intermedie:
    • Malattie infiammatorie croniche, come la colite ulcerosa e il morbo di Crohn;
    • Gastriti erosive e ulcere, soprattutto se localizzate nello stomaco o nel duodeno.
  • Cause gravi o potenzialmente gravi:
    • Polipi intestinali, lesioni benigne ma con un rischio di trasformazione maligna;
    • Tumore del colon-retto, uno dei principali obiettivi dello screening con sangue occulto;
    • Anomalie vascolari (angiodisplasie) che possono causare lievi sanguinamenti cronici.

Cosa Fare se il Sangue Occulto nelle Feci è Positivo?

Un risultato positivo alla ricerca di sangue occulto nelle feci non deve generare ansia o panico, ma rappresenta un segnale utile per approfondire la salute gastrointestinale. Il test infatti non è diagnostico, ma di screening: indica solo la presenza di tracce di sangue, anche in assenza di sintomi, ma non identifica la causa.

La ricerca del sangue occulto nelle feci non pone diagnosi di cancro. Come tutte le metodiche di screening la ricerca di sangue occulto nelle feci non ha significato diagnostico, ma identifica solo le persone a rischio per questa patologia e per i polipi intestinali.

Un risultato positivo al test FIT è indicativo di un sanguinamento anomalo del tratto gastrointestinale. Il sanguinamento dei polipi intestinali o delle aree cancerose può essere intermittente e il sangue può pertanto non essere uniformemente distribuito nelle feci. La raccolta di campioni multipli in giorni differenti aumenta le possibilità di rilevare un sanguinamento intermittente. Questo è vero in particolar modo nel caso in cui vengano utilizzati i test gFOBT.

Il test del sangue occulto nelle feci (FIT o gFOBT) può generare risultati falsamente negativi nel caso in cui i polipi, seppur presenti, non sanguinino al momento della raccolta del materiale fecale.

Ulteriori Esami Diagnostici

Sebbene in Italia il test utilizzato nella quasi totalità dei programmi di screening sia la ricerca del sangue occulto nelle feci (eseguito ogni 2 anni nelle persone tra i 50 e i 69 anni), esistono regioni nelle quali viene eseguito un esame di diagnostica per immagini: la sigmoidoscopia. Si tratta di un esame che permette l’esplorazione del sigma e del retto (l’ultima parte dell’intestino, dove si localizza il 70% dei tumori del colon) tramite una sonda flessibile dotata di telecamera. Nel caso in cui vengano trovati dei polipi, questi possono essere rimossi durante la procedura in modo da essere esaminati dall’anatomopatologo.

Altri esami diagnostici includono:

  • Videocapsula: si tratta di una procedura che utilizza una capsula contenente una telecamera che deve essere inghiottita ed è in grado di trasmettere le immagini acquisite durante il suo percorso nel canale digerente.
  • Colonscopia: è un esame più approfondito del retto e dell’intero colon che prevede l’utilizzo di un tubo flessibile dotato di telecamera. Permette anche la rimozione dei polipi che possono così essere analizzati dagli anatomopatologi.

leggi anche: