Esami del Sangue per la Valutazione Cardiaca

Come nel resto del mondo, anche in Italia le malattie cardiovascolari sono tra le principali cause di invalidità e mortalità per entrambi i sessi. Gli esami del sangue sono preziosi alleati del medico perché, quando considerati in relazione ai fattori di rischio che il/la paziente possiede (età, sesso, pressione arteriosa elevata, fumo, altre malattie pregresse o attuali, storia familiare di patologie rilevanti), acquisiscono senso e offrono informazioni utili a salvaguardare la salute del cuore e dei vasi.

Perché Sottoporsi agli Esami del Sangue per il Cuore?

Gli esami del sangue per il cuore sono progettati per valutare vari parametri che influenzano la tua salute cardiaca. L'emocromo fornisce informazioni sulle cellule del sangue, mentre la glicemia misura i livelli di zucchero nel sangue, fondamentali per il controllo del diabete, un fattore di rischio per le malattie cardiache. Oltre a ciò, il nostro profilo cardiologico comprende anche test per il sodio, il potassio, il cloro, la CPK, la LDH e l'omocisteina.

Ricorda, le analisi del sangue per il cuore rappresentano un passo fondamentale per la tua salute cardiovascolare. La diagnosi tempestiva di eventuali problemi può fare la differenza nella prevenzione delle malattie cardiache.

Esami del Sangue Comuni per la Valutazione Cardiaca

Nella valutazione di eventuali disturbi cardiaci, gli esami del sangue possono rivelare molteplici fattori di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari del paziente. Attraverso un prelievo venoso si possono identificare dosaggi di colesterolo totale, colesterolo HDL (colesterolo buono che elimina quello cattivo dal sangue e protegge il cuore), colesterolo LDL (colesterolo cattivo che si deposita nelle arterie e le ostruisce) e trigliceridi. Questi quattro valori vengono definiti come profilo lipidico.

Oltre al profilo lipidico, il medico specialista prescriverà alcuni esami più approfonditi come il dosaggio degli elettroliti, della proteina C reattiva (PCR), del fibrinogeno e del peptide natriuretico cerebrale. Il dosaggio degli elettroliti comprende: sodio, potassio, cloro, calcio, fosforo e magnesio.

Profilo Lipidico

Il cosiddetto “profilo lipidico” è utile a identificare o a monitorare la presenza di fattori di rischio per malattia cardiovascolare. Il colesterolo è un grasso fisiologicamente importante, i cui livelli sono in parte influenzati dall’alimentazione. È veicolato nell’organismo grazie a delle particelle chiamate lipoproteine, di cui esistono diversi tipi.

Mentre il colesterolo LDL viaggia dal fegato alle arterie, rilasciando il colesterolo in eccesso nei vasi e favorendo così l’aterosclerosi, il colesterolo HDL facilita la rimozione del colesterolo dal sangue e la sua eliminazione, proteggendo cuore e vasi. Il valore ideale di colesterolo LDL non dovrebbe superare 130 mg/dL, mentre il valore del colesterolo HDL non dovrebbe essere inferiore a 50-60 mg/dL.

Anche i trigliceridi sono grassi circolanti nel sangue i cui alti livelli aumentano il rischio di eventi cardiovascolari.

Altri Marcatori Importanti

La proteina C reattiva (PCR) è una proteina epatica, i cui valori aumentano in circolo in caso di infiammazione o infezione. Il fibrinogeno è un fattore della coagulazione che può indicare un aumento del rischio di trombosi, quando è presente in eccesso. La formazione di un coagulo all’interno delle arterie, infatti, può causare infarto ed ictus.

Il peptide natriuretico cerebrale (brain natriuretic peptide, BNP), così denominato per la sua iniziale scoperta a livello cerebrale, è una piccola proteina prodotta principalmente dal cuore, che contribuisce all’eliminazione dei liquidi in eccesso e all’espulsione del sodio attraverso l’urina, così come a facilitare il rilasciamento delle arterie.

Esami Aggiuntivi

Il medico può ritenere opportuno prescrivere esami del sangue più specifici quando sospetta o ha accertato un danno cardiaco, oppure se ha diagnosticato una patologia che espone al rischio di eventi cardiovascolari. Superati gli "anta" almeno una volta l’anno, è consigliato effettuare un check up cardiologico. Gli esami ematici per la prevenzione cardiaca e vascolare sono sostanzialmente gli stessi sia per gli uomini sia per le donne come l’emocromo per avere informazioni sulla quantità dei globuli rossi.

Il sesso femminile, in premenopausa, ha una protezione estro-progestinica che influenza il metabolismo del colesterolo, infatti, a parità di fattori di rischio, gli uomini hanno 4 volte più possibilità di incorrere in un evento cardiovascolare rispetto alle donne. I trigliceridi, sono grassi che circolano nel sangue che assumiamo con l’alimentazione e possono contribuire alla formazione delle placche aterosclerotiche.

Al di sopra dei 45 anni è un esame che, al di là dei fattori di rischio, viene solitamente prescritto per controllare la salute nel suo complesso. La proteina C-reattiva o PCR, viene normalmente prodotta dal nostro organismo, è importante per indagare processi infiammatori e non solo, può anche stabilire il rischio del soggetto di avere un rischio maggiore di attacco di cuore se integrata con altri esami. Per questo scopo specifico, oggi, si ricerca la Proteina C reattiva ad alta sensibilità (HS-PCR).

L’omocisteina, è un aminoacido il cui metabolismo è influenzato dall’aiuto di enzimi e vitamine (acido folico, B6 e B12). Il Fibrinogeno è una proteina, se i suoi valori sono elevati, mette a rischio l’intero organismo perché indica, infatti, la tendenza del sangue a coagulare troppo facilitando, in alcune situazioni, la formazione di trombi che provocano ostruzione vascolare e di conseguenza ictus e infarto.

Infine, per una valutazione metabolica del rischio cardiovascolare è indispensabile testare sempre una predisposizione al diabete che rappresenta attualmente uno dei maggiori se non il maggior fattore di rischio cardiovascolare. Il primo step, in caso si sospetti di anomalie o patologie cardiache è sempre quello di sottoporsi a controlli preventivi.

La visita dallo specialista è fondamentale per capire quali siano i sintomi riferiti dal paziente, lo stile di vita, le malattie pregresse e la familiarità con altre patologie. Il medico durante la visita controllerà la pressione e il respiro, e la frequenza cardiaca. Da una valutazione fisica, inoltre, potranno essere osservate vene o rigonfiamenti agli arti inferiori, gonfiore al collo, gambe e addome dove possono essere presenti ristagni di liquidi.

Altri Esami Diagnostici per la Valutazione Cardiaca

Il medico specialista può inoltre prescrivere esami diagnostici per l'identificazione di eventuali disturbi all'apparato cardiovascolare e per prevenirne l'insorgenza:

  • Elettrocardiogramma (ECG): esame non invasivo che registra graficamente l'attività cardiaca mediante degli elettrodi posizionati sul corpo del paziente. Individua aritmie, un ispessimento delle pareti cardiache o danni cardiaci pregressi.
  • Ecocolordoppler cardiaco: esame in grado di valutare morfologia e funzionalità cardiaca.
  • Ecocolordoppler arterioso: analizza i tronchi sovra (epi)-aortici e le arterie femorali, definendo la morfologia e la funzionalità del vaso arterioso superficiale.
  • Holter cardiaco o pressorio: Aritmie e valori pressori anomali verranno invece registrati attraverso un dispositivo specifico, l'holter cardiaco o pressorio, che può essere utilizzato anche per oltre 24 ore. L'holter cardiaco rileva gli impulsi del cuore mentre viene indossato dal paziente durante le normali attività quotidiane.
  • Risonanza magnetica: si valuta la funzionalità del muscolo cardiaco sia a riposo sia dopo stress indotto farmacologicamente.
  • Scintigrafia miocardica di perfusione: per rilevare eventuali deficit di afflusso di sangue al cuore.

Check-Up Cuore in Salute

Le analisi del sangue comprese nel Check Up Cuore in Salute consentono di avere una panoramica sul corretto funzionamento cardiaco e coronarico, rilevando precocemente i principali fattori di rischio per una prevenzione cardiologica efficace.

Sintomi di un Cuore Affaticato

La maggior parte dei problemi al cuore ha un carattere silente: in genere i disturbi cardiaci dimostrano segni ed effetti solo a seguito di un evento dannoso per la salute del paziente. Tra i sintomi di un cuore affaticato o che non funziona correttamente rientrano:

  • Affaticamento, spossatezza e stanchezza generalizzate
  • Vertigini o svenimenti, alterazioni della pressione
  • Palpitazioni o battito cardiaco irregolare (aritmie)
  • Gonfiore alle estremità del corpo (braccia, gambe)
  • Difficoltà a respirare, fiato corto, vista offuscata
  • Dolori a schiena, gambe, mascella o braccia

Analisi del Sangue Specifiche

Gli esami del sangue specifici per il cuore permettono di indagare le principali cause di patologia cardiaca e coronarica, rilevando vari parametri e biomarcatori cardiaci:

  • Esami della coagulazione di base ed analisi approfondite del metabolismo
  • Test del colesterolo HDL e LDL e dei trigliceridi, fattori di rischio cardiovascolare
  • Rilevazione della glicemia, che se aumentata può indicare un potenziale diabete
  • Livelli di LDH e CPK, enzimi cardiaci che denotano danni al cuore (come l’infarto)
  • Dosaggio dei sali minerali, talvolta responsabili di alcuni tipi di aritmie cardiache
  • Possibili disprotidemie, ovvero alterazioni della concentrazione delle proteine nel sangue

A Chi è Rivolto il Check-Up?

Il test è rivolto a vari pazienti in età adulta e avanzata, data la natura silente delle patologie cardiache e cardiovascolari. Più nello specifico, l’esame per il cuore è particolarmente consigliato a:

  • Soggetti giovani (e non) con familiarità e/o predisposizione alle malattie del sistema cardiocircolatorio
  • Pazienti che presentano sintomi riconducibili ad un affaticamento del cuore o scompenso dell’attività cardiaca
  • Soggetti in cura o con disturbi cardiovascolari già diagnosticati

Preparazione all'Esame

Prima del prelievo di sangue è prescritto un periodo di digiuno di 8-10 ore. Se si dovesse avvertire sensazione di sete, durante tale periodo si possono assumere fino a 1-2 bicchieri di acqua. Sono assolutamente vietati fumo e l’assunzione di bevande alcoliche. Nei giorni precedenti all’esame del sangue si prega di non cambiare abitudini alimentari e di vita, evitando di effettuare sforzi fisici intensi il giorno stesso e quelli antecedenti.

Elenco Test e Prezzi degli Esami per il Cuore

Le analisi per il controllo del cuore comprendono i seguenti test: emocromo con formula - VES - colesterolo totale - colesterolo HDL - colesterolo LDL - trigliceridi - glucosio - cloro - potassio - sodio - calcio - fosforo - creatinina - omocisteina - urea - CPK - LDH - tempo di protrombina (PT) - apolipoproteina A1 - apolipoproteina B - rapporto ApoA1/ApoB - elettroforesi proteica - proteine totali. Il prezzo è di 55,00€.

L'Importanza della Visita Cardiologica

La base è però la visita cardiologica, che può essere inserita nell’ambito del controllo medico annuale di solito raccomandato di routine: soprattutto a partire dai 40 anni, ma anche prima in caso siano presenti fattori di rischio come ipertensione, familiarità per malattie cardiache eccetera, si basa innanzitutto sulla misurazione della pressione arteriosa e l’auscultazione del cuore, ed è importante per capire se sono necessari ulteriori approfondimenti.

Elettrocardiogramma (ECG)

L’elettrocardiogramma (ECG) è un esame che permette di registrare l’attività elettrica del cuore tramite elettrodi applicati su torace, braccia e gambe. Il tracciato che ne emerge riflette le diverse fasi del ciclo cardiaco e dà informazioni su eventuali anomalie del ritmo (aritmie), o indicative di sofferenza del tessuto (in caso di cardiopatia ischemica), o anche di infarto in corso o pregresso.

L’ECG ha anche il vantaggio di essere un esame non invasivo e indolore, che non richiede una preparazione specifica, pur potendo dare moltissime informazioni sulla salute del cuore. Inoltre è, in un certo senso, versatile: alcuni particolari declinazioni dell’ECG possono infatti dare informazioni su come il cuore lavora in contesti specifici o nel tempo.

Ecocardiogramma

L’ecocardiogramma è un esame di imaging, cioè permette di vedere il cuore in tempo reale grazie agli ultrasuoni. Anch’esso è indolore e non invasivo e consente al/la medico/a di visualizzare l’anatomia e i movimenti delle diverse strutture cardiache (atri, ventricoli, valvole cardiache); inoltre permette di valutare il flusso di sangue nel cuore e la sua capacità di pompaggio.

Anche per l’ecocardiogramma esistono alcune varianti: è il caso dell’ecocardiogramma transesofageo, un esame che dall’esofago permette di esaminare il cuore. Invece di appoggiare la sonda sul torace, si introduce una sonda flessibile e sottile nella gola fino all’esofago.

Monitoraggio ECG prolungato

Individuare la fibrillazione atriale può essere più difficile quando si manifesta solo a intermittenza. Può essere necessario registrare il tracciato dell'ECG per 24 ore o più questo esame, chiamato spesso “monitoraggio Holter” viene eseguito utilizzando un piccolo dispositivo di registrazione collegato mediante fili ad adesivi speciali (elettrodi) che vengono applicati al torace.

Il dispositivo è facile da trasportare e non si nota quasi sotto i vestiti. Si può portare il dispositivo con sé per la maggior parte delle abituali attività quotidiane. Può essere utile tenere un diario delle attività e di eventuali sintomi che si manifestano mentre è applicato l’Holter. Questo esame fornisce al medico informazioni dettagliate sul ritmo cardiaco e sulle correlazioni con i sintomi relativi all'intero periodo della registrazione.

Un'alternativa è rappresentata dal monitoraggio con event recorder o loop recorder, con il quale si registra unicamente l'attività elettrica del cuore in determinati momenti in cui il dispositivo è indossato. Con questi tipi di monitor, non appena si sentono i sintomi è sufficiente premere un pulsante e si avvia la registrazione. Questi monitor di eventi indossabili possono essere utilizzati per settimane.

Se anche in questo caso la fibrillazione atriale sospetta non viene ancora diagnosticata, è possibile utilizzare un monitor cardiaco impiantabile per registrare il ritmo cardiaco in maniera continua. Questi dispositivi miniaturizzati vengono posizionati sotto la pelle del torace e possono registrare le variazioni nel ritmo cardiaco fino a tre anni.

Esami del sangue e Fibrillazione Atriale

Potrebbe essere necessario eseguire alcuni esami del sangue anche dopo la formulazione della diagnosi di fibrillazione atriale. Sebbene non siano necessari per formulare la diagnosi di fibrillazione atriale, possono contribuire a spiegare perché si è sviluppato questo disturbo, per esempio a causa di problemi alla tiroide o all'equilibrio degli elettroliti. Gli esami del sangue aiutano inoltre il medico a scegliere il trattamento o i trattamenti migliori per il paziente.

Anticoagulanti Orali

Il trattamento della fibrillazione atriale può essere costituito da farmaci per l'aritmia (farmaci antiaritmici), terapia interventistica (ablazione e chiusura percutanea di auricola) oppure farmaci per il trattamento dei rischi associati alla fibrillazione atriale (come l'ictus con farmaci che fluidificano il sangue, anticoagulanti orali).

Esistono vari tipi di medicinali che fluidificano il sangue. Gli anticoagulanti prescritti a pazienti affetti da patologia cardiaca sono: antagonisti della vitamina K e i nuovi medicinali anticoagulanti orali o NOAC. In caso di intervento chirurgico, comprese le procedure odontoiatriche, è importante far sapere al chirurgo che si sta assumendo un medicinale che fluidifica il sangue. La decisione finale riguardo al tipo di anticoagulante da assumere spetta al medico.

Alcuni pazienti possono non essere idonei all'assunzione di un NOAC, questi farmaci migliorano la qualità di vita dei pazienti poichè non richiedono il controllo dei valori di scoagulazione con analisi del sangue settimanali.

Antagonisti della Vitamina K

Warfarin (coumarin), Acenocoumarolo. Gli antagonisti della vitamina K sono gli anticoagulanti conosciuti da maggior tempo e più usati al mondo. Essi riducono la capacità del sangue di formare coaguli. Questi coaguli di sangue si formano quando le cellule del sangue e altri materiali si uniscono formando una massa solida all'interno di un vaso sanguigno.

Affinché questo processo avvenga occorrono fattori di coagulazione del sangue. Gli antagonisti della vitamina K bloccano alcuni di questi fattori, rendendo il processo di coagulazione più difficile. A questo proposito, si parla spesso di “fluidificazione del sangue”. L'effetto svolto dagli antagonisti della vitamina K sui fattori di coagulazione li rende molto efficaci nel ridurre il rischio di ictus.

Per valutare l'effetto fluidificante sul sangue è necessario eseguire esami del sangue periodici per misurare il cosiddetto “INR” o rapporto internazionale normalizzato. In base a questa misurazione si adatta il dosaggio dei medicinali in base alle esigenze del singolo. È estremamente importante eseguire questo esame del sangue regolarmente per verificare che il dosaggio che si sta assumendo sia corretto e che non ci siano rischi.

Il dosaggio utilizzato può variare da persona a persona e da periodo a periodo in una stessa persona. Normalmente, nelle persone che non assumono anticoagulanti, il sangue forma coaguli quando l'INR è pari circa a 1. Per ridurre il rischio di ictus in pazienti che soffrono di fibrillazione atriale, l'INR deve essere compreso tra 2 e 3. ed in alcuno casi tra 2,5 e 3,5.

Bisogna evitare un massiccio consumo di alcool e gli alimenti che contengono grandi quantità di vitamina K. Tali alimenti possono rendere la fluidificazione del sangue meno efficace. Se la dieta è ricca di vitamina K, sarà necessario probabilmente assumere un quantitativo maggiore di medicinale per fluidificare il sangue.

Nuovi Anticoagulanti Orali (NOAC)

Dabigatran (Pradaxa o Pradax), Rivaroxaban (Xarelto), Apixaban (Eliquis), Edoxaban (Lixiana or Savaysa). I NOAC sono stati introdotti nel 2008-2009 e da allora sono stati utilizzati con successo e testati su migliaia di pazienti con fibrillazione atriale per prevenire gli ictus.

Questi medicinali contrastano direttamente uno degli agenti di coagulazione esercitando una prevenzione analoga o probabilmente migliore contro gli ictus rispetto a un antagonista della vitamina K. Possono essere utilizzati senza controllare l'INR e non sono influenzati dagli alimenti, da altri medicinali e dall'alcool.

Dabigatran e Apixaban si assumono due volte al giorno, mentre Rivaroxaban ed Edoxaban possono essere assunti una volta al giorno. È estremamente importante assumere un NOAC ogni giorno, come prescritto dal proprio medico. Nei pazienti trattati con NOAC il medico deve controllare la funzionalità renale.

Effetti Collaterali degli Anticoagulanti Orali

L'effetto collaterale più comune che si verifica con tutti i medicinali che fluidificano il sangue è il sanguinamento. Nella maggior parte dei casi il sanguinamento non è grave. Altre volte può verificarsi un sanguinamento lieve, come avviene per esempio quando si formano lividi o sopraggiunge un leggero sanguinamento del naso.

Circa l'1-2% delle persone che assumono fluidificanti del sangue sviluppa sanguinamenti più gravi che possono richiedere una trasfusione di sangue e l'interruzione dei medicinali in questione. L'effetto collaterale di sanguinamento più grave dovuto ai medicinali che fluidificano il sangue è un sanguinamento nel cervello chiamato “emorragia intracranica”. Prima della prescrizione, il medico calcolerà il rischio di sanguinamento utilizzando un apposito punteggio.

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