Esame del Sangue Occulto nelle Feci: Cause, Diagnosi e Prevenzione

Si parla di "sangue occulto nelle feci" quando gli escrementi presentano tracce di sangue piuttosto esigue, tali da non essere visibili ad occhio nudo ma apprezzabili soltanto mediante specifiche analisi di laboratorio.

Cos'è l'Esame del Sangue Occulto nelle Feci?

Per sangue occulto nelle feci si intende la ricerca di piccole quantità di sangue, non visibili ad occhio nudo, tramite l’individuazione dell’emoglobina umana; si riconoscono in tal modo le perdite emorragiche provenienti da qualunque livello dell’apparato digerente per una emissione cronica o meno di ridotta entità.

Il fine principale dell’analisi è quello di fornire un valido strumento per la prevenzione del carcinoma del colon - retto in particolare nella fascia d’età oltre i 50 anni.

Il test del sangue occulto nelle feci rientra nel gruppo di esami di screening finalizzati alla diagnosi precoce del tumore del colon retto nei soggetti di età superiore ai 50 anni. La ragione principale per cui viene prescritta la ricerca del sangue occulto nelle feci è lo screening per una diagnosi precoce del tumore al colon.

Importanza dello Screening

La ricerca di sangue occulto nelle feci rappresenta un importante test di screening per il tumore del colon-retto, consigliabile con cadenza annuale o biennale a partire dai 45/50 anni di età. A partire dai 45 anni, è consigliabile sottoporsi a un test per la ricerca del sangue occulto nelle feci con cadenza biennale.

Si tratta di un’indagine molto semplice da eseguire, a basso costo, non invasiva e ripetibile; tutto ciò porta la ricerca del sangue occulto nelle feci ad essere il primo presidio diagnostico contro il carcinoma del colon - retto.

Bisogna però chiarire che la ricerca di sangue occulto non ha di per sé significato diagnostico: il suo scopo è individuare i soggetti che necessitano di ulteriori accertamenti di secondo livello.

Modalità di Raccolta dei Campioni

La raccolta dei campioni fecali per il test deve essere effettuata correttamente. Generalmente sono fornite 3 provette contrassegnate, all'interno delle quali raccogliere parti diverse della stessa evacuazione utilizzando un bastoncino di legno o una spatola. I campioni devono essere prelevati a distanza di 24-48 ore l'uno dall'altro, preferibilmente nei giorni centrali del ciclo mestruale per le donne. Per ogni provetta è sufficiente 1 grammo circa di feci.Importante evitare contaminazioni da sangue mestruale o urina. I campioni, debitamente sigillati, vanno poi consegnati al laboratorio di analisi nelle 24-72 ore successive la raccolta dell'ultimo.

La raccolta deve avvenire tramite lo specifico contenitore sterile dotato di spatolina acquistabile in farmacia, se possibile raccogliere il campione prelevandolo in più punti delle feci; Il quantitativo totale da consegnare in laboratorio è pari a quello di un cucchiaino da caffè.

Tipi di Esami per la Ricerca del Sangue Occulto

Esistono diversi metodi per analizzare la presenza di sangue occulto nelle feci: ciascuno ha indicazioni e contesti specifici, e sarà il medico a consigliare quello più adatto in base all’età, alla storia clinica e ai fattori di rischio del paziente. I metodi per la ricerca di tracce ematiche nei campioni fecali sono molteplici.

I più diffusi sono i seguenti:

  • Test FOBT (Fecal Occult Blood Test): utilizza una sostanza chiamata guaiaco per rilevare la presenza del gruppo eme dell’emoglobina. Il campione viene raccolto su una carta filtro e trattato con un reagente: se c’è sangue, il colore del campione cambia.
  • Test immunochimico fecale (FIT - Fecal Immunochemical Test): rileva la presenza di emoglobina nelle feci grazie a specifici anticorpi. Si svolge con un kit domestico senza particolari necessità di preparazione; è più sensibile e specifico rispetto al test al guaiaco ed è raccomandato annualmente per lo screening del tumore del colon-retto. I test immunochimici principali sono i cosiddetti FIT, che ricercano la porzione proteica dell’emoglobina, ovvero la globina.
  • Test FIT-DNA (o test genetico delle feci): combina il test immunochimico con l’analisi del DNA fecale per rilevare mutazioni genetiche associate al cancro del colon retto. Non richiede restrizioni alimentari o farmacologiche; si esegue ogni 3 anni, ma ha un costo più elevato rispetto agli altri test ed è soggetto ad un tasso più alto di falsi positivi.

Preparazione all'Esame

La preparazione al test del sangue occulto nelle feci può variare in base al metodo di analisi utilizzato. Ecco cosa è bene sapere per eseguire correttamente l’esame:

  • Seguire attentamente le istruzioni fornite con il kit di raccolta, assicurandosi di richiudere correttamente ciascun campione in un contenitore sterile;
  • Consegnare i campioni raccolti (da una o più evacuazioni) al laboratorio entro i tempi indicati, per garantire la validità e l’affidabilità dell’analisi;
  • Segnalare al personale l’eventuale uso di farmaci antinfiammatori, aspirina o anticoagulanti, che possono favorire piccole perdite ematiche;
  • Evitare interventi dentistici nei 3 giorni precedenti la raccolta, poiché eventuali sanguinamenti gengivali potrebbero alterare il risultato del test.

Va precisato che non tutti gli esami per la ricerca del sangue occulto richiedono una preparazione specifica: è questo il caso del test immunochimico e del test genetico. L’indagine non prevede preparazione in quanto i kit di diagnosi utilizzati attualmente individuano solo l’emoglobina umana e non sono sensibili all’emoglobina animale, non è pertanto più necessario evitare la carne nella dieta nei giorni precedenti l’analisi.

Soprattutto per i test eseguiti con i metodi immunochimici, non è richiesta una preparazione specifica: l’unica raccomandazione è quella di attenersi alle istruzioni di campionamento che vengono fornite al momento della consegna del dispositivo di prelievo», conclude l’esperto.

Cause di un Risultato Positivo

Visto il notevole numero di patologie e situazioni cliniche che possono indurre sangue occulto positivo è da sottolineare che non vi è una diretta identificazione tra positività e patologia neoplastica del colon - retto, pertanto il sangue occulto nelle feci non pone una diagnosi ma rivela una condizione attribuibile a molteplici condizioni.

Un test positivo al sangue occulto nelle feci indica la presenza di tracce ematiche non visibili: le cause possono essere molteplici, e non sempre sono gravi o infauste. Di seguito ne elenchiamo alcune, ordinate indicativamente dalla meno alla più preoccupante:

  • Cause comuni e benigne:
    • Emorroidi
    • Ragadi anali
    • Diverticoli
    • Infezioni intestinali
  • Cause intermedie:
    • Malattie infiammatorie croniche (colite ulcerosa, morbo di Crohn)
    • Gastriti erosive e ulcere
  • Cause gravi o potenzialmente gravi:
    • Polipi intestinali
    • Tumore del colon-retto
    • Anomalie vascolari (angiodisplasie)

Un risultato positivo non va mai ignorato: sarà il medico a valutare l’origine del sanguinamento e la necessità di ulteriori approfondimenti, con eventuali esami aggiuntivi.

Talvolta, però, le tracce ematiche non sono visibili a occhio nudo, ma sono individuabili soltanto al microscopio con uno specifico test di laboratorio: «In questo caso si parla di sangue occulto, definito tale perché non si vede, ma sempre da considerare un evento patologico», racconta il dottor Matteo Goss, gastroenterologo di Humanitas Cellini.

Cosa Fare in Caso di Esito Positivo

Nel caso in cui dovessero evidenziarsi tracce di emorragia occulta, è indispensabile eseguire esami più approfonditi, come la colonscopia in sedazione, che mediante ispezione diretta della mucosa intestinale permette di rilevare eventuali lesioni proliferative e polipi, asportabili in una fase precoce prima che si evolvano in tumore. Innanzitutto va indagato l’intestino per ricercare eventuali tumori, angiodisplasie, diverticoli o altre anomalie.

La presenza di sangue nelle feci va sempre indagata, perché potrebbe essere il segnale di un problema a carico del tratto digerente.

Se queste indagini risultano negative, si passa a indagare il tratto alto dell’apparato digestivo con una gastroscopia, andando alla ricerca di ulcere, angiodisplasie, tumori o gastriti erosive: «Qualora risulti negativo anche questo esame, il quadro va approfondito con un’enteroscopia con videocapsula.

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