Esame Audiometrico Tonale e Vocale: Interpretazione e Significato

Ti sei mai chiesto che cos'è un esame audiometrico tonale e vocale? Sai a che cosa serve? Ci dedichiamo a capire la salute del vostro udito e l'impatto che ha sulla vostra vita e su quella delle persone a voi più vicine. Con oltre 3.000 centri Amplifon in Italia, garantiamo il nostro supporto per le vostre esigenze. Che abbiate bisogno di un test dell'udito GRATUITO o di una regolazione dell'apparecchio acustico, i nostri audiologi vi forniranno una consulenza esperta e professionale.

L'esame dell’udito, o audiogramma, si presenta come un grafico a due colori di non immediata interpretazione. Vediamo come si legge l'esame audiometrico e, in particolare, come si legge il grafico.

Cos'è l'Esame Audiometrico?

Il test audiometrico tonale è un esame prescritto da un medico specialista nel caso di sospetto di problematiche legate all'udito, e ha l'obiettivo di rilevare la capacità uditiva, dal punto di vista quantitativo. L’esame viene eseguito sempre da uno specialista in materia, il tecnico audiometrista o l’otorinolaringoiatra, attraverso uno specifico strumento detto audiometro. L’esame è soggettivo e richiede la collaborazione del paziente.

Chi Esegue l'Esame?

Il test di audiometria tonale deve essere rigorosamente eseguito da un medico specialista nei problemi di udito, ossia il medico otorinolaringoiatra o un tecnico audiometrista, un professionista esperto nel rilevare problematiche uditive.

Come si Svolge l'Esame Audiometrico Tonale?

Ma come avviene, nello specifico, l'esame? Prima di eseguire un esame è necessaria l'otoscopia, cioè la visione delle membrane timpaniche. E' questa una fase preliminare indispensabile per una corretta esecuzione dell'esame. Se ci saranno tappi di cerume o altro l'orecchio dovrà essere pulito.

Il paziente viene fatto accomodare all’interno di una cabina insonorizzata e viene fornito di cuffie, attraverso le quali il medico invia degli stimoli acustici di diversa intensità e frequenza. Il paziente è sottoposto a stimoli semplici in una cabina silente e, mentre esegue l'esame, il medico o il tecnico compilano lo schema dell'esame audiometrico riportando eventuali anomalie, cioè variazioni dell'audiogramma che rappresentano le alterazioni alla base del deficit uditivo; l'eventuale deficit rilevato può essere causato da traumi o malattie.

Si chiede al paziente di collaborare alzando una mano o premendo un pulsante tutte le volte che percepirà un suono, anche di minima intensità. E' importante che il paziente si concentri bene e riconosca ogni piccolo suono. In caso di audiometria tonale può essere inoltre avvicinato all’osso dietro l’orecchio un dispositivo simile a un diapason, in modo che il suono venga trasmesso all’orecchio interno attraverso le ossa del cranio, senza il coinvolgimento dell’orecchio esterno e medio.

Attraverso l’uso di suoni puri è possibile fare una valutazione oggettiva delle funzionalità dell’orecchio medio ed esterno. L’età del paziente influisce sui valori considerati normali. Indicativamente, un paziente di 20 anni con udito normale, riesce a udire frequenze a partire dai 20 decibel. Con lo scorrere degli anni le capacità uditive diminuiscono. Le alte frequenze sono le prime a non essere percepite come prima. Successivamente, con l’avanzare dell’età, si inizieranno a non udire bene nemmeno le medie frequenze.

Costo dell'Esame

Il costo medio si aggira intorno a 70 €. Si tratta di un esame adatto a tutti, adulti e bambini, e non è invasivo.

Audiometria Tonale: Liminare e Sopraliminare

Due le tipologie di esami che vengono svolti durante un controllo dell’udito: l’audiometria tonale e l’audiometria vocale. L’audiometria tonale serve per rilevare la soglia uditiva per i toni puri e viene eseguita prima per via aerea (audiometria tonale liminare o soggettiva) e dopo per via ossea (audiometria tonale sopraliminare o oggettiva). Nel primo caso, il paziente indossa un paio di cuffie e attraverso l’audiometro l’esaminatore invia dei toni puri, prima ad un orecchio e poi all’altro. I suoni erogati variano per frequenza misurata in hertz (Hz), a partire da quelli più gravi a bassa frequenza a quelli più acuti ad alta frequenza. Il tecnico invia inizialmente un suono nullo e poi alza progressivamente il volume fino a che il suono non sia udito dal paziente.

Segue l’esame per via ossea eseguito attraverso un apparecchio vibrante. In questo caso gli stessi suoni puri vengono trasmessi sotto forma di vibrazioni alla mastoide del paziente (la parte ossea posizionata dietro il padiglione auricolare). Ciò serve a verificare se vi sia un interessamento del sistema trasmissivo o neurosensoriale ed eventualmente localizzare la perdita di udito.

  • Audiometria tonale liminare: utilizza segnali acustici nel campo delle frequenze percepibili dall’orecchio umano (da 0125 a 8 kHz).
  • Audiometria tonale sopraliminare: analizza le frequenze al di sopra degli 8 kHz.

Come si Legge l'Audiogramma?

L'audiogramma è, semplicemente, un grafico che rappresenta concretamente la capacità uditiva del paziente in base al risultato del test audiometrico. Lo scopo dell'audiogramma è quello di effettuare una valutazione della capacità uditiva. La comprensione del grafico audiometrico non è immediata se non si conoscono alcuni importanti parametri.

Il grafico audiometrico, detto anche audiogramma, è la rappresentazione grafica, ossia un tracciato, attraverso cui è possibile valutare se nel paziente sottoposto al test dell’udito sia presente o meno una perdita uditiva. Il grafico audiometrico registra quindi graficamente la frequenza e l’intensità dei suoni che si riescono a percepire sotto stimolo controllato. La frequenza e l’intensità rappresentano insieme la soglia uditiva del paziente che va confrontata con i valori di quella che si considera una capacità uditiva normale.

L’esame è costituito da un grafico dove nell'asse delle ordinate [asse verticale] c’è la perdita uditiva espressa in decibel (dB). In alto viene indicata la perfezione acustica, cioè suoni di intensità di 0 dB e a scendere le varie perdite, normalmente fino a - 120 dB. Sull'asse delle ascisse [asse orizzontale] sono riportate le varie frequenze. I suoni si distinguono in base alla frequenza, cioè al numero di vibrazioni al secondo o cicli al secondo. La frequenza si esprime in Hertz (Hz).

Vengono presi in considerazione "altezza del suono" ossia la funzione della frequenza, e "intensità" che viene misurata decibel. Le frequenze più utilizzate per l'esame sono 125 - 250 - 500 - 1000 - 2000 - 3000 - 4000 - 8000 Hz e rappresentano le principali frequenze percebili dall'essere umano. I suoni gravi o bassi (125 - 250 - 500 Hz) sono sulla sinistra del grafico e gli acuti o alti (3000 - 4000 - 8000 Hz) sono a destra. Nell’esame audiometrico viene testata la capacità uditiva per le principali frequenze percepibili dall'orecchio umano. La capacità uditiva umana è variabile in rapporto all'età. Nei giovani normoudenti si va da 16 Hz a 20.000 Hz. I suoni molto acuti (da 11.000 a 20.000 Hz) hanno una variabilità individuale notevole e la loro percezione è pochissimo utile ai fini diagnostici. Nella pratica clinica nessun audiometro raggiunge queste frequenze.

Il grafico rosso riporta i dati relativi all’orecchio destro mentre quello blu quelli relativi all’orecchio sinistro. Sull’asse orizzontale troviamo la frequenza espressa in Hertz (Hz) che esprime anche l’altezza del tono, che va dai 125 agli 8000 Hz. Più si scorre verso la destra del grafico più la frequenza del tono è alta, più dunque il suono è acuto. Sull’asse verticale abbiamo invece l’intensità del suono, espressa in decibel (dB), cioè il suo volume. La parte più alta dell’asse verticale, quella prossima allo 0 misura il volume più basso udibile (è quindi auspicabile che i propri valori si posizionino in questa parte del grafico), mentre quella più bassa che arriva fino a 120 dB rappresenta un volume molto alto. Per rendere l’idea, tale intensità è come quella del suono di un jet che passa a 25 metri dalla nostra testa.

I cerchietti (O) e le crocette (X) rappresentano tutti i suoni sentiti in cuffia arrivati al paziente per via aerea, mentre le due frecce > e < simboleggiano i suoni percepiti attraverso il vibratore osseo. Più l’andamento delle linee è alto e orizzontale, migliore risulta essere la capacità uditiva del paziente. Un udito nella norma presenta una linea orizzontale che si colloca tra i valori -10 e +10 dB. Più la linea scende verso il basso, più sono presenti mancanze uditive per quelle determinate frequenze.

Tipi di Ipoacusia

Con l’esame audiometrico tonale possiamo riconoscere se c’è una perdita uditiva e vedere il suo andamento. Dalla forma della curva e dal confronto tra via aerea e via ossea distinguiamo tre tipi fondamentali di ipoacusia:

  1. Ipoacusia di trasmissione: Via ossea normale e Via aerea abbassata.
  2. Ipoacusia neurosensoriale o percettiva: Via ossea e Via aerea abbassate in egual misura.
  3. Ipoacusia mista: Ipoacusia in parte trasmissiva ed in parte percettiva.

La capacità uditiva umana è variabile in rapporto all'età. Nei giovani normoudenti si va da 16 Hz a 20.000 Hz. I suoni molto acuti (da 11.000 a 20.000 Hz) hanno una variabilità individuale notevole e la loro percezione è pochissimo utile ai fini diagnostici. Nella pratica clinica nessun audiometro raggiunge queste frequenze.

L’esame audiometrico esprime la capacità uditiva del soggetto e non serve per fare diagnosi di una malattia. Per contro l'esame audiometrico è utilissimo per il medico perché permette di capire dove è localizzato il problema lamentato dal paziente. In primo luogo si capisce se si tratta di un disturbo dell’orecchio oppure se ha una sede diversa. In secondo luogo, quando c'è una malattia dell'orecchio, ci permette una precisa diagnosi di sede (vedi figura precedente). Se l’ipoacusia è di trasmissione la malattia sarà a carico di orecchio esterno e/o medio e/o della tuba di Eustachio. Se l’ipoacusia è percettiva (o neurosensoriale) il danno sarà nella parte nervosa, cioè: coclea e/o nervo acustico. Se tutto l'orecchio è danneggiato avremo il quadro audiologico dell'ipoacusia mista.

Audiometria Vocale

Dal momento che l’audiometria tonale misura la sensibilità del soggetto per toni puri (con la quale possiamo documentare il tipo e l’entità della perdita uditiva alle varie Frequenze), è evidente che offre una valutazione solo quantitativa della funzione uditiva, possiamo considerare l’audiometria vocale come una tecnica prevalentemente qualitativa atta a misurare la capacità del sistema uditivo ad interpretare la voce umana. La valutazione delle capacità di percepire e discriminare informazioni acustiche di tipo fonetico è sicuramente più “realistica” rispetto alla valutazione tonale, ed in grado di mettere maggiormente in luce le eventuali difficoltà di comunicazione in termini sociali.

L'audiometria vocale comune consiste nel valutare la comprensione delle parola. La comprensione di una parola implica due meccanismi successivi. Il primo meccanismo consiste nel codificare la parola nel sistema uditivo periferico. Quindi, sono messi in gioco i meccanismi di riconoscimento della parola. Pare che esistano due tipi di trattamento centrale della parola che funzionano parallelamente: un trattamento adeguato alle caratteristiche spettrali della parola e un trattamento delle caratteristiche dinamiche.

Come si Svolge l'Audiometria Vocale?

l'attività richiesta al paziente è ripetere al medico o al tecnico audiometrista la parola ascoltata. Nella pratica il paziente è seduto in una cabina silente e indossa delle cuffie auricolari dalle quali vengono erogate liste di 10 parole bisillabiche a livelli di intensità crescente. Segliamo parole bisillabiche, come ad esempio "ca-sa", "pin-ze" o "stu-dio", per evitare di dare indizi ed elementi utili al paziente per "intuire" la parola senza averla realmente compresa.

La linea che unisce le tre soglie è detta curva di articolazione, ha normalmente una forma a S italica ed è riportata sull’audiogramma nell’andamento per il vario materiale per il soggetto normale. La valutazione delle risposte viene fatta quantitativamente calcolando di quanti dB la soglia di percezione si allontana dall’analoga soglia del normale e qualitativamente analizzando le caratteristiche morfologiche della curva di articolazione, potremo osservare in tal caso 6 tipologie di curve vocali patologiche, fermo restando che per tutte e 6 vi è una deriva verso destra:

  • Curva obliqua: presenta una maggior pendenza verso destra specie nella parte alta.
  • Curva a plateau: è molto obliqua e non raggiunge la soglia di intellezione ma ad un certo livello di intensità diventa orizzontale.
  • Curva a cupola: è simile alla precedente ma alle alte intensità ridiscende lievemente verso il basso.
  • Curva con roll-over: è caratterizzata da una notevole pendenza, da un breve plateau a livelli non superiori al 50-60% di identificazione e da una rapida caduta dopo il plateau che può riportarla al livello 0%.

Interpretazione dell'Audiogramma Vocale

L'interpretazione del grafico che viene prodotto tramite questo esame è molto semplice. In verticale abbiamo la percentuale di comprensione, dallo 0% di parole comprese (in basso) fino al 100% (in alto). Ogni intensità, sulle ordinate del grafico, corrisponderà quindi ad una percentuale di comprensione, riportata invece sulle ascisse.

Quando Fare un Esame Audiometrico?

Quando bisognerebbe fare un test dell'udito? Nel caso in cui ci si renda conto di avere un abbassamento di udito, anche lieve, è altamente consigliato fare un esame audiometrico tonale e vocale. Anche nel caso di acufeni la cui causa sia ignota, è importante eseguirlo. In questo modo lo specialista rileverà la sensibilità del paziente alle diverse frequenze, riuscendo a strutturare poi una soluzione uditiva mirata.

Rimandare il test o sottovalutarlo potrebbe fare la differenza nel caso di perdita di udito: non sono infatti soltanto gli anziani i soggetti interessati dall'ipoacusia, ma anche le persone più giovani, persino i bambini, e la perdita di udito in tenera età può determinare problemi di sviluppo del linguaggio e dell'apprendimento.

Gradi di Sordità

La perdita dell’udito, o ipoacusia, viene classificata in:

  • Lieve: se la soglia uditiva è compresa tra 20 e 40 dB.
  • Moderata: se la soglia uditiva è compresa tra 40 e 70 dB.
  • Severa: se la soglia uditiva è compresa tra 70 e 90 dB.
  • Profonda: se la soglia uditiva è superiore a 90 dB.

Prevenzione e Importanza dell'Esame

Ricorda infine che è di fondamentale importanza conoscere lo stato di salute del proprio udito ad ogni età. La prevenzione è il primo passo per allontanare il rischio di ipoacusia. L'esame audiometrico è quindi importante perchè valuta tutte le frequenze udibili, comprese quelle poco utilizzate nelle abituali conversazioni e permette di riconoscere segni di sordità anche in coloro che pensano di udire bene. La prevenzione della sordità è un problema sociale spesso trascurato.

L'audiometria è una procedura semplice, indolore, facilmente ripetibile, che ci permette di studiare la capacità uditiva di una persona. Esiste anche una classificazione delle curve audiometriche in rapporto alla loro gravità. Un esame complementare che si associa quasi sempre all'audiometria è l'impedenzometria. Esame audiometrico eventualmente associato all'esame impedenzometrico sono utili per una diagnosi di sede, cioè per localizzare la sede della malattia che hadeterminato la perdita uditiva. Questo concetto si applica anche alla diagnosi degli acufeni. Ricordo inoltre che un buon udito è fondamentale per la vita di relazione.

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