Buone notizie per chi ha la fobia dell'ago. Il prelievo di sangue tradizionale potrebbe essere sostituito da una nuova tecnologia.
Tecnologie innovative per il prelievo di sangue
In Spagna è in fase di test un nuovo tipo di esame del sangue non invasivo, che utilizza microchip al posto degli aghi. Si chiama Anesa, e in origine era stato progettato per eseguire gli esami del sangue sugli astronauti, ma in futuro il sistema potrebbe diventare un'alternativa ad ago e siringa.
"Il microchip rileva la temperatura attraverso i meccanismi di termoregolazione del corpo. Questi microchip devono essere posizionati sulle arterie carotidi, sotto le ascelle, e uno nella zona ombelicale. Rilevano la temperatura, e tramite algoritmi matematici possiamo esaminare i parametri biochimici." Il sistema Anesa, dice il dottor Antonio Sicras Mainar, è efficace quanto gli esami del sangue tradizionali, e il risultato si può ottenere dopo solo sei minuti.
La ventosa del Politecnico di Zurigo
I ricercatori del Politecnico federale di Zurigo si sono inspirati alle sanguisughe per sviluppare la loro ventosa per prelevare campioni di sangue che permette di ottenere il liquido organico per esami medici senza usare il metodo tradizionale. La ventosa in silicone di forma circolare, del diametro di circa 2,5 centimetri, viene posizionata sul braccio o sulla schiena. È dotata di una dozzina di microaghi, che perforano la pelle quando sulla ventosa viene esercitata pressione.
Anche se la ventosa raccoglie meno sangue rispetto al classico prelievo con un ago nel braccio, risulta però maggiore rispetto a quello ottenuto con una piccola puntura nel dito. I ricercatori vedono una possibile applicazione nella diagnosi della malaria.
HemoLink: il dispositivo indolore
Preleva campioni di sangue senza aghi e in modo quasi indolore: è il dispositivo messo a punto da una startup dell’University of Wisconsin-Madison, negli Stati Uniti. Si chiama HemoLink, ha il diametro di una pallina da pingpong ed è e composto interamente di plastica.
Grazie a una specie d’effetto sottovuoto e a principi di tecnologia microfluidica, il sangue fluisce direttamente nella provetta collegata, senza bisogno che chi lo adopera abbia alcuna formazione medica. L’azienda, che si chiama Tasso, sta al momento sviluppando uno stabilizzatore da inserire nelle provette in modo che il sangue prelevato possa resistere un’intera settimana fino a 60 gradi centigradi, ed essere ancora analizzabile.
La provetta potrebbe essere così consegnata o spedita ai laboratori senza ricorrere a trattamenti speciali o trasporti refrigerati. Chi ha testato il dispositivo, stando ai risultati diffusi dall’azienda, segnala che il processo è quasi completamente indolore.
Il funzionamento si basa sul principio della capillarità sotto vuoto, che sfrutta gli equilibri e le forze di interazione tra le molecole dei fluidi e dei solidi. Per effettuare il prelievo di circa 0,15 cc sono necessari un paio di minuti. La quantità prelevata è sufficiente per consentire, ad esempio, l’analisi della colesterolemia, della glicemia e della crasi ematica.
Il finanziamento di DARPA verrà utilizzato soprattutto per ottimizzare la conservazione del sangue prelevato. L’obiettivo è quello di stabilizzare il sangue, in modo che possa conservarsi per un periodo prolungato a temperatura ambiente.
Il dispositivo TAP
Il prelievo di sangue per scopi diagnostici è sempre stato considerato un evento traumatico ma oggi, con un nuovo dispositivo che viene considerato tra le più rilevanti innovazioni in campo medico registrate nel 2017, tutto questo potrà essere superato. Si tratta infatti di un dispositivo per la raccolta del sangue denominato TAP che ha ricevuto nel Febbraio 2107 l’autorizzazione della US Food and Drug Administration (FDA).
La tecnologia rappresenta un’innovazione fondamentale per il prelievo del sangue, considerato che si stima che circa un miliardo di prelievi di sangue vengono eseguiti ogni anno per i test diagnostici ed il sangue rappresenta anche la principale fonte di informazioni mediche (circa il 90% di tutte le informazioni diagnostiche provengono dal sangue e dai suoi componenti).
Oggi, con il dispositivo monouso TAP, le persone possono sottoporsi al prelievo di sangue virtualmente indolore, semplice e veloce. Il dispositivo TAP viene posizionato sul braccio e la raccolta del sangue inizia con la semplice pressione di un pulsante: 30 micro-aghi ed un piccolo vuoto permettono di raccogliere 100 microlitri di sangue capillare in 2 o 3 minuti. Un indicatore segnala che la raccolta è completa.
Alternative al prelievo venoso tradizionale
Questa volta, l’azienda che sta dietro a questa nuova tecnologia è autorevole e non si tratta di una start-up sconosciuta: Becton, Dickinson & Co. La FDA, l’agenzia statunitense per i farmaci, ha dato il via libera e, in teoria, non sarà necessario recarsi in un laboratorio, perché potrebbe occuparsene un farmacista. Nel frattempo, il dispositivo viene utilizzato principalmente per misurare i grassi nel sangue e la percentuale di globuli rossi, due esami del sangue molto comuni.
Test diagnostici per l’epatite virale con macchie di sangue secco (DBS)
Per la diagnosi dell’epatite virale si sono affermati negli ultimi anni test diagnostici per l’epatite B, C e D in macchie di sangue secco (dried blood spot, DBS). Il campione di sangue da esaminare si ottiene pungendo un dito (solitamente il medio) preferibilmente con una lancetta; un ago può rilasciare troppo poco sangue poiché ogni determinazione per marcatori d’epatite virale richiede circa 250 microlitri.
Il sangue va raccolto direttamente a caduta su carta assorbente senza toccare la carta con la pelle per evitare contaminazioni cutanee. La macchia umida di sangue va lasciata essiccare. Una volta essiccato il sangue, la macchia secca va ritagliata e messa in una bustina che va etichettata ed aggiunta di sostanza igroscopica.
Vantaggi dimostrati del DBS sono la migliore accettabilità e quindi la maggior partecipazione. Lo svantaggio inevitabile rispetto al sangue prelevato per vena è la diluizione del campione.
Poiché il campione di sangue diviene diluito con l’eluizione dal filtro, la sensibilità analitica è inferiore in DBS rispetto a quello ottenuto per puntura venosa.
Le Tabelle 1 e 2 riportano i risultati in sierologia e virologia per HBV, HCV ed HDV con DBS su Plasma Separation Cards in 201 campioni positivi nel prelievo venoso standard raccolti da 124 pazienti HBsAg-positivi, da 75 anti-HCV positivi e da due positivi per entrambi i marcatori.
La sensibilità/specificità è stata 98.4%/96.2% per l’HBsAg, 98.7%/100% per anti-HCV, e 84.6%/100% per anti-HD (Tabella 1).
| Marcatore | Sensibilità | Specificità |
|---|---|---|
| HBsAg | 98.4% | 96.2% |
| Anti-HCV | 98.7% | 100% |
| Anti-HD | 84.6% | 100% |
Considerazioni sul prelievo ematico tradizionale
Il prelievo venoso rappresenta una tecnica inevitabile per ottenere campioni biologici per l’esecuzione di test di laboratorio, spesso indispensabili per arrivare alla corretta diagnosi di una patologia. Questa procedura non è dolorosa, potrebbe risultare leggermente fastidiosa per pazienti particolarmente sensibili.
C’è da dire, però, che chi soffre di una vera e propria fobia può percepire una sensazione sgradevole, causata, non tanto da un reale stimolo doloroso, quanto dallo stato di ansia. È dunque importante cercare di attuare tutte le possibili strategie per limitarne gli effetti della fobia.
Subito dopo il prelievo è del tutto normale avere dei lievi capogiri. Una volta dimessi dalla sala prelievi, nei primi minuti successivi, è consigliato astenersi dal portare pesi e compiere sforzi con il braccio sul quale è stato effettuato il prelievo. Inoltre è raccomandata una sana e ricca colazione.
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