Esame Audiometrico Tonale Accreditato SSN: Procedura e Importanza

L'esame audiometrico tonale è uno strumento fondamentale per misurare l'udito in modo efficace e oggettivo. Esso è utile per rilevare un’eventuale ipoacusia, definirne il grado e il tipo, capire se il problema è mono- o bilaterale e monitorare i risultati di una terapia assegnata dal medico.

L’ISME ISTITUTO MEDICO EUROPEO è un Poliambulatorio Medico Chirurgico Specialistico ad Alta specializzazione, ACCREDITATO E CONVENZIONATO SSN SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE autorizzato all’erogazione di prestazioni mediche specialistiche ambulatoriali e interventi di Chirurgia Ambulatoriale esclusivamente in Anestesia Locale. L’ISME opera secondo un Sistema di Gestione per la Qualità che è stato giudicato conforme alla Norma EN ISO 9001:2015.

La struttura Medica, accreditata e convenzionata con il SSN (Servizio Sanitario Nazionale), ha come obiettivi primari la sordità ed i disturbi uditivi, che costituiscono un serio problema medico e sociale.

A cosa serve l'esame audiometrico?

L'esame audiometrico permette di:

  • Rilevare un’eventuale ipoacusia e definirne grado e tipo
  • Capire se il problema è mono- o bilaterale
  • Monitorare i risultati di una terapia assegnata dal medico

Come si svolge l'esame audiometrico tonale?

L'esame audiometrico tonale è un test che permette di valutare l’udito inviando suoni di diversa intensità e frequenza attraverso una cuffia o un vibratore osseo. Il paziente segnala quando percepisce il suono. È non invasivo e richiede la collaborazione del paziente.Il paziente è posto in una cabina silenziosa e riceve suoni puri tramite cuffie. Successivamente, viene testato l’udito osseo tramite vibrazioni retroauricolari. Il tecnico specializzato registra ogni risposta per entrambe le orecchie. Presso alcuni centri, l'esame è archiviato digitalmente per confronto futuro.

Tipologie di esame audiometrico

Esistono diverse tipologie di esame audiometrico, adatte a diverse fasce d'età e condizioni:

  1. Audiometria comportamentale: È un approccio attraverso il quale si richiede la risposta del bambino allo stimolo sonoro. La risposta utilizzata dipende dallo stadio evolutivo del bambino. Durante l’esame, il bambino dovrebbe essere sveglio e vigile. Lo stimolo è fornito attraverso una cuffia auricolare o un microfono e il bambino risponde mostrando di essere consapevole dei suoni. Quando il bambino avrà raggiunto l’età di circa 2 anni, sarà capace e anche disposto a rivolgere la propria attenzione verso i suoni, aiutato da una luce lampeggiante o da un giocattolo che si muove ogni volta che il bambino risponde (Audiometria con aiuto visivo). Normalmente, fra i due e i tre anni, la maggior parte dei bambini può imparare a partecipare ad un’attività di gioco condizionata, come ad esempio mettere un cubo in una scatola o un piolo in un incavo ogni volta che sentono un suono (Audiometria con giocattoli).
  2. Audiometria infantile: Per i più piccoli è indicato l’esame audiometrico infantile.
    • a. audiometria comportamentale (nei primi mesi): in una cabina silente mentre il bambino prende il latte dalla mamma si osservano le sue reazioni motorie alla presentazione di suoni di una certa intensità.
    • b. Nel bambino fino a 2,5- 3 anni si utilizza l’audiometria “condizionata”. Il bambino fino a quell’età non è certo in grado di dirci se sente o no un suono che gli stiamo inviando quindi si effettua l’esame sotto forma di gioco, sfruttando il riflesso condizionato. All’interno di una cabina silente con l’aiuto di personale specializzato e in presenza del genitore si presentano al bambino suoni ad un volume di comoda udibilità e gli si fa vedere che ogni volta che c’è il suono (stimolo) contemporaneamente si accendono delle simpatiche lucine o inizia un cartone animato su uno schermo (premio). Gli si fa inoltre notare che ogni volta che il suono si interrompe anche i “premi” (le lucine o il cartone animato) si interrompono. Le prime presentazioni suono-premio vengono guidate dall’operatore ma dopo poche presentazioni,per effetto del condizionamento, il bambino da solo ogni volta che sente il suono si volta a ricevere il premio.
    • c.man mano che il bambino cresce le sue risposte diventano più attendibili ma ancora fino ai 6 anni si utilizza il condizionamento con metodiche più interessanti per lui. Infatti dai 3 ai 6 anni si utilizza un trenino elettrico. Il bambino viene educato a spingere il pulsante di avvio del trenino non appena sente il suono proveniente dalla cassa acustica.
    • d.Dai 6 anni circa si utilizza l’audiometria in cuffia. Vengono presentati i suoni ad un orecchio alla volta e il bambino o l’adulto deve segnalare all’operatore ogni volta che sente i suoni (via aerea). Da questa età in poi l’esame si completa con un’altra parte cioè la “via ossea”. Mediante un vibratore che si posiziona dietro l’orecchio (sull’osso mastoideo) si valuta la funzionalità dei centri nervosi uditivi. Infatti in questo modo lo stimolo non deve passare per l’orecchio esterno e medio ma va direttamente in coclea e di lì al cervello, quindi si riesce a capire, in presenza di una ipoacusia, da quale porzione dell’orecchio questa dipende.
  3. Audiometria vocale e test di percezione verbale: Utilizzano parole a senso compiuto, parole senza senso, frasi in presenza o no di rumore oppure suoni e immagini corrispondenti, per darci la misura di quanto la perdita uditiva incide sulle possibilità comunicative del bambino o dell’adulto.

Altri esami audiologici

Oltre all'audiometria tonale, esistono altri esami utili per valutare la funzionalità uditiva:

  • Impedenzometria: La timpanometria serve a misurare il grado di elasticità del timpano, l’eventuale presenza di versamenti all’interno dell’orecchio medio e il grado di mobilità della catena degli ossicini. Si ottiene un grafico È assolutamente necessario per una diagnosi di otosclerosi. La seconda parte dell’esame impedenzometrico, cioè lo studio del riflesso stapediale serve a valutare il funzionamento di un muscolo che si contrae all’ingresso dei suoni.
  • Emissioni otoacustiche (OAE): Sono un esame di ultimissima generazione che sfrutta una delle più recenti scoperte dell’audiologia. Infatti si è scoperto che le celluleciliate esterne presenti nella coclea emettono dei suoni molto deboli ma che oggi si è in grado di registrare. È un esame completamente obiettivo, veloce, non fastidioso e attendibile che ci consente specialmente nei più piccoli di conoscere lo stato di salute della coclea e quindi l’eventuale presenza di una sordità legata ad un problema della stessa coclea.
  • ABR (Potenziali evocati uditivi del tronco): È un esame obiettivo effettuabile a qualsiasi età come il precedente e si può definire come l’elettroencefalogramma della via uditiva. Infatti l’esame ci evidenzia con lo stimolo acustico dall’esterno arriva al cervello in ogni sua tappa.

Prevenzione e trattamento della sordità

Le strategie di prevenzione “primaria” e cioè di abbattimento delle cause di sordità sono molto limitate a tutt’oggi e basate essenzialmente sull’educazione e sensibilizzazione sanitaria, sulla profilassi delle principali malattie infettive (le vaccinazioni) e sui progressi nel campo della ricerca genetica audiologica. E’ possibile condurre oggi brillantemente la prevenzione detta “secondaria” e cioè l’abbattimento delle conseguenze cliniche e sociali che si concretizza con la diagnosi precoce e il successivo intervento educativo.

Eseguita la diagnosi di ipoacusia e stabilita con ragionevole precisione la sede della lesione è opportuno procedere velocemente all’impostazione della terapia più idonea. Attualmente la protesi acustica non è più considerabile un semplice amplificatore di suoni ma, grazie alla tecnologia microelettronica dei circuiti si è notevolmente perfezionata ed è divenuta un elaboratore di segnali estremamente sofisticato che fornisce all’utilizzatore una amplificazione controllata e confortevole. Nei piccoli pazienti con deficit bilaterale la protesizzazione dovrà essere possibilmente binaurale e ciò per consentire la spazialità dei suoni, la miglior discriminazione della voce nel rumore.

L’impianto cocleare costituisce senza ombra di dubbio uno dei progressi più significativi che la scienza medica e le biotecnologie abbiano mai realizzato: si tratta infatti del primo organo sensoriale artificiale impiantabile nell’uomo. La protesi acustica amplifica l’energia sonora che poi deve essere analizzata da un organo lesionato (la coclea) la quale costituisce una specie di strettoia per l’informazione, una specie di collo di bottiglia dal quale può passare solo poca informazione; l’impianto coclearie consente invece di stimolare direttamente il nervo acustico superando la sede della lesione; esso è quindi indicato nei casi in cui la lesione sia coclearie e il nervo acustico funzionante.

Presbiacusia: la perdita di udito legata all'età

La presbiacusia è la perdita di udito che appare gradualmente con l’età. Circa il 30-35% della popolazione adulta tra i 65 e i 75 anni ha una sordità. Di solito la presbiacusia coinvolge le alte frequenze, cioè rende difficile per esempio sentire un cinguettio o il suono del telefono ma un rombo di un motore nella strada è perfettamente udibile.

Più comunemente essa insorge a causa di cambiamenti nell’orecchio interno durante l’invecchiamento, ma può anche derivare da cambiamenti dell’orecchio medio o lungo il decorso del nervo acustico che porta l’informazione al cervello. Di solito colpisce bilateralmente in modo simmetrico. Si tratta di una perdita uditiva neurosensoriale che coinvolge quindi l’orecchio interno o il nervo acustico.L’effetto cumulativo di ripetute esposizioni a suoni forti può causare la perdita neurosensoriale. La presbiacusia può inoltre essere dovuta a problemi microcircolatori dovuti a cardiopatie, pressione arteriosa alta, diabete, altri problemi circolatori.

Molte delle perdite uditive da rumore possono essere prevenute. Evitare tutte le possibili fonti di rumore dannoso, come armi da fuoco, attrezzi da giardino, attrezzi da falegnameria ecc. si possono usare protezioni come cuffie specifiche o tappi ad alta protezione per evitare ogni possibile danno.

A causa delle frequenti e intense esposizioni ai suoni i musicisti possono sviluppare problemi di udito come ipoacusia e acufeni. Il consiglio che viene spesso dato è di smettere di suonare oppure di continuare a proprio rischio e pericolo. Forse però la cosa migliore è cercare una via di mezzo e cioè usare in modo corretto dei sistemi di protezione efficaci riducendo in modo importante il livello sonoro cui si è esposti.

Questi sistemi di protezione sono su misura e riducono l’ingresso del suono in modo proporzionale su tutte le frequenze, in modo tale che il suono percepito da chi li indossa risulti naturale, ma meno intenso.

Neurinoma dell'acustico

Il neurinoma dell’acustico è un tumore benigno di solito a crescita lenta che si sviluppa sul nervo acustico nell’orecchio interno. Quando cresce, il neurinoma causa una compressione del nervo acustico e dell’equilibrio determinando perdita uditiva monolaterale o asimmetrica, acufeni, perdita di equilibrio.

La chiave per la prevenzione delle più gravi conseguenze del neurinoma dell’acustico è la diagnosi precoce. Una perdita di udito monolaterale o asimmetrica, acufeni, perdita di equilibrio o vertigini sono dei segni precoci di questo tumore.

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