Ernia Crurale: Diagnosi ed Ecografia

Un rigonfiamento doloroso nell'area inguinale potrebbe essere un sintomo indicativo di una possibile ernia crurale, comunemente nota come ernia femorale. Questa condizione può causare disagio significativo e, in alcuni casi, richiedere un intervento chirurgico tempestivo.

Cos’è un’Ernia Crurale?

Il nome di Ernia femorale detta anche crurale deriva dalla sua sede: l'anello femorale o crurale. Un’ernia crurale si verifica quando un organo o del tessuto contenuto nell’addome, sporge attraverso il canale crurale, una zona di debolezza vicina all’inguine. Questa è una delle condizioni più comuni che può essere valutata con l'ecografia. Questa condizione può colpire sia uomini che donne, ma è più comune nelle donne. Le ernie crurali richiedono attenzione medica, poiché possono portare a complicazioni serie se non trattate adeguatamente.

Le ernie crurali o femorali, sono poco frequenti e rappresentano il 3% circa di tutte le ernie della parete addominale. Colpiscono molto più frequentemente le femmine a causa delle differenze strutturali della loro pelvi. Essendo la porta erniaria solitamente piccola, spesso è solo il grasso addominale preperitoneale che protrude.

Talvolta è però un’ansa intestinale ad erniare in maniera più o meno completa, causando sintomi ben più importanti. Questo è uno spazio situato al di sotto della piega inguinale quindi è in una posizione più bassa rispetto all'ernia Inguinale. Lo spazio in cui si inserisce l'ernia è molto ristretto e non si dilata facilmente.

Questa è la ragione per cui le ernie crurali si strozzano molto più frequentemente delle ernie inguinali. Inoltre in questo spazio ristretto devono passare l'arteria, la vena ed il nervo femorale. Per questo motivo i pazienti con ernia crurale hanno spesso dolore che si estende alla coscia ed alla gamba.

Diagnosi dell'Ernia Crurale

La diagnosi di ernia crurale è essenzialmente clinica. La diagnosi è più semplice quando l’ernia è riducibile, in quanto si apprezza la porta erniaria al di sotto del legamento inguinale. La visita chirurgica con esame clinico permette nella maggioranza dei casi di fare diagnosi.

Diventa più difficile nell’ernia non ridicibile pertanto bisogna fare diagnosi differenziale con altre patologie (patologia linfonodale, ectasia venosa). La diagnosi a volte è resa difficile per la presenza di grasso ed anche la Ecografia spesso da risultati dubbi. Non è raro che le ernie crurali strozzate vengano confuse con linfonodi inguinali.

È pertanto importantissimo che nel sospetto di un'ernia crurale ci si rivolga prontamente ad un chirurgo che dopo aver confermato la diagnosi organizzerà l'intervento chirurgico.

Sintomi Iniziali dell’Ernia Crurale

Riconoscere i sintomi iniziali di un’ernia crurale è essenziale per una diagnosi tempestiva. I sintomi che possono manifestarsi più di frequente sono:

  • Gonfiore o Protuberanza: Il sintomo più evidente è la formazione di un rigonfiamento o una protuberanza nell’area dell’inguine. Questo rigonfiamento può essere più visibile quando ci si trova in posizione eretta o quando si palpa la zona interessata.
  • Dolore o Bruciore o sensazione di Tensione: Il paziente può avvertire dolore o sensazione di bruciore intorno all’inguine o nella parte superiore della coscia. Questo dolore può aumentare durante attività fisiche o sforzi.
  • Difficoltà nel Camminare: Alcune persone possono sperimentare difficoltà nel camminare o provare dolore quando si flette la coscia o si solleva il ginocchio.

Quando è Opportuno l’Intervento Chirurgico?

La decisione di sottoporsi a un intervento chirurgico per un’ernia crurale dipende dalla gravità dei sintomi e dal rischio di complicazioni. In generale, l’intervento chirurgico potrebbe essere necessario nei seguenti casi:

  • Ernia Incarcerata o Strangolata: Se l’ernia crurale diventa intrappolata o strangolata, è una situazione di urgenza che richiede un intervento chirurgico immediato. Il protrarsi della condizione di incarcerazione dell’ernia può determinare una riduzione del flusso sanguigno verso l’intestino intrappolato. Tale situazione porta a necrosi della parte interessata.
  • Sintomi Limitanti: Se il paziente sperimenta dolore persistente o sintomi che limitano le attività quotidiane, l’intervento chirurgico potrebbe essere raccomandato per alleviare il disagio.

La presenza di un’ernia crurale è solitamente mal tollerata: essendo la porta erniaria piccola, il dolore all’impegno dei tessuti è spesso significativo, e conduce più rapidamente alla valutazione da parte del medico.

Anche nell’ernia crurale il quadro più grave si ha con lo strozzamento del viscere erniato, ovvero con l’interruzione della circolazione sanguigna. In questa sede è un’evenienza più frequente, proprio per lo scarso spazio in cui si impegna l’intestino. Nel giro di poche ore il tratto di intestino interessato soffre fino ad andare in necrosi e perforarsi.

Non esiste un trattamento medico o conservativo per trattare un’ernia crurale. Il trattamento dell’ernia crurale (femorale) è solo chirurgico.

Ecografia della Regione Inguino-Crurale

L'ecografia della regione inguino-crurale è un esame diagnostico non invasivo che utilizza onde sonore ad alta frequenza per creare immagini dettagliate delle strutture interne situate nell'area inguinale (inguine) e nella regione crurale (coscia superiore). L'esame è particolarmente indicato per pazienti con dolore inguinale, masse sospette, traumi muscolari o sospetti di patologie linfatiche e vascolari. La diagnosi di ernia crurale può essere supportata dall'ecografia della regione inguinale, specialmente nei casi in cui c'è il sospetto di altre patologie che si possono manifestare con una tumefazione.

L'esame consente di valutare la condizione dei linfonodi inguinali. Un ingrossamento dei linfonodi può essere sintomatico di infezioni, infiammazioni o malattie più gravi come neoplasie (tumori). Questo esame può essere utilizzato per valutare infortuni o lesioni dei muscoli e dei tendini nella regione inguino-crurale.

Preparazione e Procedura

L'ecografia della regione inguino-crurale in genere non richiede una preparazione speciale. Tuttavia, è consigliabile indossare abiti comodi e facilmente rimovibili.

  1. Posizione del Paziente: Il paziente viene generalmente fatto sdraiare su un lettino, in posizione supina (a pancia in su).
  2. Applicazione del Gel: Viene applicato un gel conduttore sulla pelle dell'area inguinale e crurale.
  3. Utilizzo del Trasduttore: Il medico radiologo o l'ecografista muove un dispositivo chiamato trasduttore sulla superficie della pelle.

Al termine dell'esame, il medico radiologo esaminerà le immagini ottenute e fornirà un referto dettagliato. L'ecografia della regione inguino-crurale rappresenta uno strumento diagnostico versatile, sicuro e non invasivo, ideale per l'identificazione e la valutazione di una vasta gamma di condizioni patologiche.

Chirurgia Dell’Ernia Crurale

La chirurgia dell’ernia crurale è la soluzione definitiva per trattare questa condizione. Durante l’intervento chirurgico, il chirurgo riparerà la zona debole della parete addominale, mettendo al loro posto i tessuti o gli organi protrusi. Le opzioni chirurgiche includono:

  • Chirurgia a “Cielo Aperto”: Questo approccio tradizionale prevede un’incisione sopra l’ernia per accedere alla zona colpita e riparare i tessuti muscolari indeboliti. Il chirurgo utilizzerà sutura o una rete di supporto per rinforzare la zona.
  • Chirurgia Laparoscopica: Questo approccio minimamente invasivo utilizza uno strumento a fibre ottiche (laparoscopio) per accedere all’ernia attraverso piccole incisioni.

Il tipo di trattamento è simile a quello per l'ernia inguinale (vedi), può essere trattato con una ERNIOPLASTICA CON RETE PER ERNIA CRURALE con tecnica aperta oppure con ERNIOPLASTICA LAPAROSCOPICA CON RETE.

Il trattamento più semplice consiste nell’andare a reperire l’orifizio crurale, ridurre il grasso o il viscere erniato in addome e posizionare un “plug” di rete fatto ad ombrellino al suo interno, fissato con un punto. Segue poi la sutura dell’anello crurale con 2 punti in materiale non riassorbibile, che permettono la completa chiusura dell’orifizio erniario. Il tutto viene eseguito solitamente in anestesia locale o spinale, in regime di Day Hospital.

Ernioplastica con Rete per Ernia Crurale

E' la tecnica più utilizzata sia per i suoi brillanti risultati sia per la facilità di esecuzione. Una prerogativa di questo intervento è che può, nella maggioranza dei casi, essere eseguito in ANESTESIA LOCALE ( cioè con delle iniezioni di anestetico locale solo sopra l'inguine). Spesso il paziente ha timore di queste "punture" e l'anestesista lo aiuta con una leggera sedazione che evita al soggetto di vivere l'evento chirurgico come un trauma.

A differenza che per l'ernia inguinale, si esegue una piccola incisione orizzontale a livello dell' l'inguine di di 4-5 cm, viene reintrodotto il viscere erniato nella cavità addominale. La successiva riparazione attualmente è eseguita con una tecnica che contempla il posizionamento di una RETE in materiale non riassorbibile (ad esempio il polipropilene) che induce una reazione cicatriziale tale da creare una barriera che impedisce una ulteriore formazione erniaria.

La rete viene avvolta su se stessa a forma di cono o di "sigaretta" che viene infilato nel tragitto dell'ernia e fissata con un punto oppure con della colla . La chiusura della ferita è eseguita con punti riassorbibili (non ci sono punti visibili sulla pelle) e cerottini impermeabili. L'intervento generalmente dura 30 minuti Dopo l'intervento il paziente potrà andare a casa accompagnato, ma necessita di una serie di istruzioni sulle fasi del decorso postoperatorio, la cui comprensione è fondamentale per evitare che l'operato si senta "abbandonato" dal chirurgo. In tal senso ho redatto un foglio di istruzioni postoperatorie ( le chiamo " istruzioni per l'uso") che consegno prima della dimissione che solitamente avviene dopo 1-2 ore all'intervento.

Post-operatorio

  • La parte operata rimane generalmente indolore per molte ore dopo l'intervento grazie all’anestetico locale. Qualora compaia una dolenzia, assumere l'antidolorifico prescritto nella lettera di dimissione allegata.
  • La tolleranza e la soglia del dolore variano sensibilmente da paziente a paziente, perciò qualcuno necessiterà di antidolorifici per 4-5 giorni, mentre altri nulla. Nel periodo postoperatorio il paziente potrà fare tutto ciò che si sente in grado di fare.
  • Consigliamo per la prima ora l'uso di una borsa di ghiaccio sulla regione interessata ed anche successivamente in caso di gonfiore. I pazienti operati di ernie bilaterali o inguino-scrotali avranno in genere più fastidi nel postoperatorio specialmente durante i cambi di posizione ovvero dalla posizione sdraiata a seduta e da questa alla posizione eretta e viceversa. Una volta assunta la posizione desiderata il dolore scomparirà.
  • L'incisione chirurgica è chiusa con punti intradermici ovvero interni che si riassorbono da soli (non ci sono punti visibili sulla pelle) ed è protetta da alcuni cerottini impermeabili bianchi (steristrips) al di sopra dei quali c’è una garza. Il paziente può fare la doccia dopo 3 giorni dall'intervento con tutta la medicazione, avendo l’accortezza di sostituire esclusivamente le garze lasciando gli steristrips che saranno tolti durante le medicazioni post-operatorie.
  • E' opportuno che il paziente, dal giorno dell’intervento e nei giorni successivi, cammini, a meno di altre indicazioni del chirurgo, perché l’ attività fisica riduce e favorisce una più rapida scomparsa del dolore. La rete utilizzata per questa operazione, rende la riparazione estremamente forte e solida immediatamente.
  • L’attività sportiva verrà ripresa gradatamente alla fine del primo mese dall’intervento. Dovrà evitare cibi troppo pesanti, bere almeno due litri di liquidi - acqua non gasata, the, succhi di frutta, brodo, ecc. - per i primi giorni, al fine di favorire le funzioni intestinali ed evitare gli sforzi per evacuare. Eventualmente potrà assumere un blando lassativo dopo il secondo giorno.
  • Si consiglia di evitare la guida della macchina per 5 giorni.
  • Gonfiore, talvolta molto evidente, nelle stesse regioni: regredisce dopo 1 - 2 settimane (utile la borsa di ghiaccio).
  • A volte la ripresa dell’attività motoria può coincidere con la comparsa di dolori inguinali, che si attenuano e scompaiono in circa 10 giorni. Sono causati da assestamenti della rete sul muscolo in contrazione si possono verificare anche molto tempo dopo l’intervento.
  • Febbre ( senza tremori e/o brividi di freddo): è la normale reazione dell'organismo allo stress operatorio. Nella regione inguinale interessata, nel giro di una settimana si formerà un rilievo duro a forma di “salsicciotto” : questo è dovuto alla normale reazione cicatriziale dei tessuti.

Ernioplastica Laparoscopica con Rete

Anche l’ernia crurale può essere trattata in laparoscopia, ma non appare adeguato il rischio operatorio per utilizzare questa tecnica di default. Eseguo questa tecnica prevalentemente nei casi di ernie inguinali bilaterali o recidive. L'intervento consiste nel riparare il difetto erniario con una rete inserita nella parte interna del difetto invece che dalla parte esterna come nell'ernioplastica tradizionale. La riparazione viene eseguita per via laparoscopica, inserendo gli strumenti e la rete attraverso tre piccoli fori di 0,5 cm , insufflando gas nell'addome.

La tecnica dal punto di vista funzionale ha un suo razionale: E' come riparare un foro in un pneumatico: generalmente si posiziona una "pezza" all'esterno del foro (ernioplastica tradizionale con rete) ma se potessimo posizionare la "pezza" dall'interno a chiudere il foro la riparazione sarebbe molto più resistente. Gli svantaggi rispetto alla tecnica tradizionale sono rappresentati dalla necessità di un'anestesia generale e dai tempi operatori più lunghi.

Quindi il confronto con la tecnica tradizionale è a favore di quest'ultima per le ernie singole, mentre è sicuramente più vantaggioso riparare un ernia bilaterale con tre miniincisioni invece di due incisioni inguinali di 4-5 cm. Un discorso a parte merita la riparazione delle ERNIE RECIDIVE. E' un'intervento che richiede una certa esperienza poichè la zona da riparare è ricca di aderenze specialmente se è stata posizionata precedentemente una rete. Reincidere esternamente è infatti molto complesso, mentre eseguire l'intervento dall'interno, per via laparoscopica permette di lavorare in una zona ancora vergine.

Post-operatorio

  • La parte operata rimane generalmente indolore per molte ore dopo l'intervento grazie agli antidolorifici. Consigliamo per le prime ore l'uso di una borsa di ghiaccio sulla regione interessata ed anche successivamente in caso di gonfiore.
  • I pazienti operati di ernie bilaterali o inguino-scrotali avranno in genere più fastidi nel postoperatorio specialmente durante i cambi di posizione ovvero dalla posizione sdraiata a seduta e da questa alla posizione eretta e viceversa. Una volta assunta la posizione desiderata il dolore scomparirà.
  • Le incisioni chirurgiche sono chiuse con punti intradermici che si riassorbono da soli (non ci sono punti visibili sulla pelle) e sono protette da alcuni cerottini impermeabili bianchi (steristrips) al di sopra dei quali c’è una garza. Si può fare la doccia dopo 3 giorni dall'intervento con tutta la medicazione, avendo l’accortezza, dopo la doccia, di sostituire esclusivamente le garze lasciando gli steristrips che saranno tolti durante le medicazioni post-operatorie.
  • E' opportuno che il paziente, dal giorno dell’intervento e nei giorni successivi, cammini, a meno di altre indicazioni del chirurgo, perché l’ attività fisica riduce e favorisce una più rapida scomparsa del dolore. La rete utilizzata per questa operazione, rende la riparazione estremamente forte e solida immediatamente.
  • L’attività sportiva verrà ripresa gradatamente alla fine del primo mese dall’intervento. Per i primi 15 giorni potrà avvertire una sensazione di gonfiore addominale, che successivamente scompare Dovrà evitare cibi troppo pesanti, bere almeno due litri di liquidi - acqua non gasata, the, succhi di frutta, brodo, ecc. - per i primi giorni, al fine di favorire le funzioni intestinali ed evitare gli sforzi per evacuare. Eventualmente potrà assumere un blando lassativo dopo il secondo giorno.
  • Si consiglia di evitare la guida della macchina per 5 giorni.
  • Dolori, di modesta entità a livello delle ferite, specialmente quella ombelicale . Si riducono di intensità e scompaiono in circa sette giorni. Sono ben controllati dagli antidolorifici.
  • Dolore di intensità variabile a livello della spalla destra. E’ un riflesso da distensione del diaframma, tipico degli interventi in laparoscopia. Andrà diminuendo fino a scomparire in 5-7 giorni.Compare in circa il 20 % dei casi e risponde agli antidolorifici.
  • Gonfiore, talvolta molto evidente, nelle stesse regioni: regredisce dopo 1 - 2 settimane (utile la borsa di ghiaccio).
  • Febbre ( fino a 38°C senza tremori o brividi di freddo ): è la normale reazione dell’organismo allo stress operatorio, e scompare in circa 7 giorni (eventualmente).
  • A volte la ripresa dell’attività motoria può coinciderecon la comparsa di dolori inguinali, che si attenuano e scompaiono in circa 10 giorni. Sono causati da assestamenti della rete sul muscolo in contrazione si possono verificare anche molto tempo dopo l’intervento.

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