La capsula endoscopica è una soluzione diagnostica non invasiva di recente introduzione per la visualizzazione dell’apparato digerente e in particolare del piccolo intestino (composto da duodeno, digiuno e ileo).
Cos'è l'endoscopia con capsula?
L’esame prevede che Lei ingoi una capsula in grado di trasmettere delle immagini del piccolo intestino mentre percorre l’apparato digerente. Le immagini sono archiviate in un piccolo registratore e successivamente trasferite in un apposito computer.
Si tratta di una capsula monouso, ingeribile, dotata di una o due telecamere che acquisiscono immagini dell’intestino mentre lo percorrono sfruttando il suo naturale movimento. È disponibile in quattro modelli, ciascuno ottimizzato per un preciso segmento o patologia gastrointestinale (intestino tenue, intestino crasso, tratto gastrointestinale superiore, malattia di Crohn).
La capsula, monouso, ha forma e dimensione di una compressa di antibiotico (11×26 mm) e viene ingoiata con un po’ di acqua (come una normale medicina).
Il registratore portatile è un’unità esterna che riceve i dati trasmessi dalla capsula. Il registratore è collegato ad una serie di antenne fissate con appositi adesivi alla cute dell’addome (analogamente agli elettrodi adesivi utilizzati per gli elettrocardiogrammi).
Come funziona la capsula endoscopica?
L’esame prevede l’ingestione di una speciale capsula dotata di telecamera e quindi in grado di registrare immagini. Tale capsula ha dimensioni piuttosto ridotte (simili a quelle di una normale pastiglia) e può essere facilmente deglutita con un sorso d’acqua.
La capsula prosegue il suo corso lungo tutto l’apparato digerente, impiegando diverse ore (circa 6-8) per completarlo. Durante questo lasso di tempo il paziente può lasciare il Policlinico e riprendere le normali attività quotidiane, facendo però attenzione a non esporsi a campi magnetici e controllando costantemente che il registratore funzioni correttamente.
In base alle indicazioni date dallo staff medico, una volta terminata la registrazione il paziente deve fare ritorno al Policlinico per la rimozione delle apparecchiature. La capsula viene eliminata normalmente con le feci: è quindi necessario controllare le feci ad ogni evacuazione per verificarne l’espulsione.
Generalmente la capsula viene espulsa in 1-15 gg.
Capire come funziona la capsula endoscopica è utile anche al fine di essere in grado di valutare con più criterio il metodo diagnostico migliore (che è comunque appannaggio del medico, ma l’ultima scelta spetta sempre al paziente) e di comprendere il tipo di vantaggi e svantaggi che può dare.
Quando è indicata la capsula endoscopica?
La videocapsula è un dispositivo medico innovativo utilizzato per eseguire l'endoscopia con capsula. Bisogna chiarire che la videocapsula non sostituisce in alcun modo la gastroscopia e la colonscopia standard.
Le indicazioni per l’utilizzo della capsula endoscopica sono: sanguinamento dell’apparato digerente oscuro non a carico dell’esofago, dello stomaco e del colon e in tutti i casi non rilevabili con colon e gastroscopia.
Quando è necessario eseguire la videocapsula? Le indicazioni principali sono per coloro che hanno un'anemia cronica refrattaria alle terapie, che hanno fatto appunto esami di endoscopia digestiva con delle biopsie completamente negative e nel sospetto che ci sia una perdita intestinale di sangue o un malassorbimento si esegue la videocapsula.
Negli ultimi anni, poi, le indicazioni si sono allargate. Si è visto che può essere utile quando c’è una celiachia che non risponde al trattamento, nei casi di malattia di Crohn difficili da diagnosticare, in caso di malattie genetiche che possono portare al tumore dell’intestino, come la Sindrome di Peutz-Jeghers, o se si sospetta la presenza di polipi.
La videocapsula è particolarmente utile a tutta l'età, non c'è una fascia d'età in cui è più utile o meno. La videocapsula endoscopica nel bambino è molto importante ad esempio perché la malattia di Crohn pediatrica spesso all'esordio può avere un esclusivo interessamento a livello dell'intestino tenue.
L'intestino tenue non è facilmente studiabile con l'endoscopia convenzionale (enteroscopia), ed al suo interno possono svilupparsi varie patologie che possono essere causa di sanguinamenti oscuri occulti determinanti anemie croniche.
Data la maggiore difficoltà di analisi dell’intestino tenue tramite normali procedure endoscopiche, la capsula endoscopica rappresenta un’innovazione in grado di individuare lo sviluppo di svariate patologie occulte. La video capsula da sola consente infatti di ottenere risultati affidabili laddove, tradizionalmente, servirebbero in genere almeno più di tre esami diagnostici diversi.
Questo esame, ci permette di studiare la mucosa dell'intestino tenue che per tanti anni è stato considerato il black box dell'apparato digerente, ovvero quella zona di intestino che per quanto fosse lunga, addirittura fino a 7 metri, era inesplorabile con le metodiche tradizionali.
Molti pazienti ci chiedono di effettuare la videocapsula in sostituzione della gastroscopia e della colonscopia grazie alla sua mini-invasività, è fondamentale chiarire che assolutamente non è così. Un paziente per fare la videocapsula deve avere una gastroscopia ed una colonscopia completamente negativi, effettuati in condizione di buona preparazione intestinale e con un campionamento bioptico.
La capsula endoscopica rappresenta una innovazione che a tutt'oggi non sostituisce comunque né la colonscopia né la gastroscopia diagnostica.
Preparazione all'esame
La preparazione per effettuare un esame tramite capsula endoscopica prevede principalmente la sospensione dei medicinali a base di ferro e il mantenimento di un adeguato regime alimentare nei tre giorni precedenti all’appuntamento.
Nei tre giorni precedenti all’esame è necessario seguire una dieta particolare, limitando gli alimenti ricchi di scorie (frutta e verdura) e sospendendo i farmaci e i prodotti contenenti ferro.
In linea generale, è bene evitare di assumere alimenti ricchi di scorie, come frutta, verdura o cibi integrali.
Dieta senza frutta e verdura nei 7 gg prima della esecuzione dell’esame.
Se è stitico potrà comunque assumere rammollitori fecali su consiglio medico.
Il giorno prima dell’appuntamento è bene mantenersi leggeri, consumando un pranzo non abbondante a pranzo e una cena a base di alimenti liquidi.
Il giorno che precede l’esame sarà accompagnato dall’assunzione di speciali lassativi da sciogliere in soluzione acquosa, in grado di liberare il tratto gastrointestinale e renderne più semplice la visione. Per questo motivo, è preferibile mantenersi leggeri a pranzo e ricordarsi di non ingerire cibi solidi a cena, ma preferire liquidi come brodi o tisane.
È inoltre richiesto al paziente di rimanere a digiuno per almeno tutte le dodici ore che precedono l’esame.
Procedimento dell'esame
Prima di procedere con l’esame, sull’addome del paziente vengono applicate otto antenne che hanno lo scopo di contribuire alla trasmissione delle immagini catturate dalla video capsula.
Giunto in ambulatorio, dopo averLe spiegato il funzionamento della capsula e le modalità di recupero, Le verrà chiesto di ingerire la capsula accompagnandola con un bicchiere d’acqua.
Subito dopo averlo fatto, potrà bere in abbondanza senza nessun problema.
La capsula endoscopica è generalmente di ridotte dimensioni e può essere ingerita sorseggiando normalmente dell’acqua.
Da quel momento in poi, la telecamera contenuta trasmetterà tutte le immagini catturate durante il percorso effettuato nel tratto gastrointestinale, della durata di circa otto ore, aiutando ad evidenziare possibili anomalie presenti. È bene ricordarsi di bere non prima delle due ore successive all’ingestione della video capsula ed evitare di alimentarsi prima delle quattro ore successive.
Durante questo lasso di tempo, è possibile comunque svolgere normalmente tutte le proprie attività quotidiane.
Una volta terminato l’esame il paziente può riprendere le normali attività quotidiane, ripristinando le abitudini alimentari e le terapie momentaneamente sospese.
Una volta terminata la procedura, la capsula endoscopica viene espulsa naturalmente tramite l’evacuazione e può essere successivamente riutilizzata.
Le sarà chiesto di controllare le feci ad ogni evacuazione fino alla espulsione della capsula.
Fino alla sua espulsione non si possono eseguire esami di Risonanza Magnetica.
Non rimanere vicini a telefoni cellulari.
Nel pomeriggio potrà assumere, dopo le 15:00 tutte le sue medicine e bere altra acqua.
L’esame capsulare è ben tollerato e generalmente non da reazioni avverse.
Il vantaggio della videocapsula è sicuramente la mini-invasività, il paziente non deve fare anestesia, non deve essere sottoposto ad alcun esame invasivo.
La videocapsula è dolorosa?
Controindicazioni
È preferibile evitare l’utilizzo della capsula endoscopica in tutti quei soggetti che presentano le seguenti condizioni:
- Problemi di deglutizione
- Utilizzo di farmaci anti-infiammatori non steroidei (i cosiddetti FANS)
- Malattia di Crohn diagnosticata
- Presenza di impianti elettromedicali cardiaci (come ad esempio il pacemaker)
- Neuropatia diabetica
- Chirurgia addominale precedente
Non è invece possibile effettuare in nessun caso l’esame tramite video capsula qualora si sospettino o si accertino:
- Occlusioni intestinali
- Stenosi e fistole
- Gravi deformità del tratto gastrointestinale
- Stato di gravidanza
- Condizioni fisiche e psicologiche ritenute dal medico non idonee all’esame
Complicanze
La principale complicanza che riguarda la capsula endoscopica è collegata alla possibilità di ritenzione intestinale della stessa.
Sono documentati rari casi in cui è possibile una ritenzione della capsula nell’intestino. La capsula rimane nel tenue senza dare sintomi. La capsula si incunea in una stenosi (restringimento) del lume del tenue.
In casi rari, la capsula può rimanere incarcerata nell’intestino, a livello di un restringimento non noto, rendendo necessari provvedimenti che possono, in alcuni casi, giungere fino all’intervento chirurgico.
Soprattutto in presenza di determinate patologie che causano restringimenti anomali delle pareti intestinali, come ad esempio stenosi, può verificarsi un’incarcerazione della video capsula che ne richiederebbe la rimozione tramite tradizionale esame endoscopico o, nei casi più estremi, l’intervento chirurgico. È bene sottolineare come, tuttavia, tali restringimenti possono essere presenti talvolta anche in soggetti sani.
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