La Dieta e l'Emoglobina Glicata: Consigli per un'Alimentazione Equilibrata

Il diabete mellito di tipo II è una malattia cronica caratterizzata da elevati livelli di glucosio nel sangue, dovuta a un'alterazione della quantità o del funzionamento dell'insulina. Mantenere un'alimentazione sana, varia ed equilibrata è fondamentale per gestire il diabete e prevenire le complicanze.

Principi Fondamentali di una Dieta Sana

Secondo l'OMS, i principi fondamentali di una dieta sana sono quattro: adeguatezza, diversità, equilibrio e moderazione. La dieta deve soddisfare i fabbisogni energetici e nutritivi, prevedere una grande varietà di alimenti e garantire un giusto equilibrio tra i nutrienti.

“Dieta significa modo di vivere, stile di vita con particolare riferimento al modo di nutrirsi, all’attività fisica e all’assenza o limitazione di fumo e di superalcolici. Si tratta di buone abitudini che dovrebbero essere integrate nella vita di tutti i giorni; piccoli accorgimenti che, sommati, producono un grandissimo giovamento in termini di salute. Tra questi, il soggetto con diabete deve porre particolare attenzione anche all’indice glicemico degli alimenti, al carico glicemico del pasto e alla conta dei carboidrati (CHO); quest’ultimo in particolare per chi soffre di diabete tipo 1”.

Indice Glicemico (IG) e Carico Glicemico (CG)

L'Indice Glicemico (IG) indica la velocità con cui un alimento fa aumentare la glicemia dopo il consumo di 50 g di carboidrati, prendendo come riferimento il pane bianco o il glucosio puro (valore 100). Un basso Indice Glicemico favorisce un livello più costante di glucosio nel sangue.

Oltre all’indice glicemico è bene che la persona con diabete familiarizzi anche con il Carico Glicemico (CG) del pasto. Facciamo degli esempi: una piccola quantità di un alimento con Indice Glicemico alto, come il riso bianco, può avere lo stesso Carico Glicemico di una grande quantità di un alimento con Indice Glicemico basso, come l’orzo.

Indice Glicemico (IG) e Carico Glicemico (CG), insieme alla Conta dei Carboidrati o CHO counting (per le persone con diabete di tipo 1 o con diabete di tipo 2 in terapia con insulina), rappresentano una strategia estremamente efficace per comporre pasti salutari e comunque gustosi, che non abbiano un grosso impatto sulla glicemia.

Consigli Dietetici Generali

La dieta di una persona con diabete non differisce molto da una dieta varia ed equilibrata, di tipo mediterraneo. È importante variare gli alimenti, non saltare i pasti e consumare tutti i macronutrienti in giusta proporzione.

  • Ridurre il consumo di zuccheri semplici.
  • Limitare l'assunzione totale di grassi a meno del 30% dell'apporto calorico giornaliero.
  • Limitare il consumo di grassi saturi a meno del 10% dell'apporto calorico giornaliero.
  • Assumere più fibra, almeno 15 g su 1000 kcal.
  • Preferire gli alimenti con un basso indice glicemico.

È bene non dissociare i macronutrienti: è stato visto - per esempio - che i grassi ritardano l’assorbimento dei carboidrati e quindi l’innalzamento della glicemia postprandiale è più graduale e anche la risposta insulinica lo sarà.

Per i condimenti, il consiglio è quello di prediligere soprattutto degli alimenti che apportino acidi grassi mono e polinsaturi, come il nostro ottimo olio d’oliva extravergine (olio evo, re della dieta mediterranea); un’altra buona abitudine è quella di introdurre nella dieta quotidiana una quota di frutta secca e pesce, che sono fonti ricchissime di acidi grassi essenziali della serie Omega 3 e Omega 6. Il rapporto omega6/omega 3 raccomandato è di 1:4.

Consumare cereali integrali e pseudocereali, perché vantano un buon apporto di fibre; questo sia per la salute intestinale, sia perché hanno un effetto molto simile ai grassi e quindi ritardano l’assorbimento dei carboidrati.

Consumare proteine, che in un pasto misto favoriscono maggiore senso di sazietà e permettono di arrivare al pasto successivo con una fame non importante.

Alimenti Sconsigliati e da Limitare

È importante limitare il consumo di:

  • Salumi e insaccati.
  • Sale.
  • Formaggi stagionati.
  • Dolci, creme, sciroppi, bevande zuccherate.
  • Frutti di mare.
  • Alcolici e superalcolici.

Alimenti Consigliati con Moderazione

Consumare con moderazione:

  • Frutta (limitare quella più zuccherina come uva, banane, fichi).
  • Castagne, patate e mais.
  • Riso brillato e alimenti fatti con farine raffinate.
  • Olio d'oliva (da aggiungere a crudo).
  • Vino rosso (mezzo bicchiere a pasto).

Alimenti Consentiti e Consigliati

Includere nella dieta:

  • Verdura (abbondante, sia cruda che cotta).
  • Pesce (almeno due-tre volte a settimana).
  • Pasta, orzo, farro, riso integrali.
  • Legumi (ceci, fagioli, lenticchie, piselli).
  • Carne (bianca o rossa magra, non più di due volte a settimana).
  • Latte e yogurt scremati o parzialmente scremati.
  • Formaggi (freschi).
  • Spezie ed erbe aromatiche.
  • Acqua (almeno 2 litri al giorno).

Strategie per Migliorare la Glicemia Post-Prandiale

Per non sbagliare conviene innanzitutto partire col piede giusto, come dimostra uno studio firmato da Emanuele Filice e colleghi del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Pisa che dimostra come gli antipasti ricchi a base di proteine e lipidi (ad esempio un pezzetto di parmigiano o un uovo sodo) aiutano a controllare meglio la glicemia dopo un pasto a base di carboidrati.

In seguito all’ingestione dei nutrienti, è stata osservata una riduzione significativa della risposta glicemica (iAUC -28%, p<0.03), della glicemia esogena (iAUC -30%, p<0.03), della clearance insulinica (-28%, p<0.04) e un incremento dell’insulinemia (iAUC +52%, p<0.003), della secrezione insulinica (iAUC +22%, p<0.003) e della funzione β cellulare sia stimolata (β cell glucose sensitivity +44%, p<0.009) sia basale (insulin secretion at fasting glucose +24%, p<0.009).

Lo stesso gruppo di ricercatori dell’Università di Pisa, in un altro studio dimostra che modificare l’ordine dell’ingestione degli alimenti in un pasto, in pratica consumando prima il secondo (a base di lipidi e proteine), poi il primo migliora la risposta glicemica a un successivo carico orale di glucosio nelle persone con diabete di tipo 2, rallentando l’assorbimento intestinale del glucosio, potenziando la funzione beta cellulare e riducendo la clearance insulinica.

A fronte di un calo ponderale (-1.9 kg) e di una riduzione del grasso viscerale (circonferenza vita -2.9 cm) simili a quelli ottenuti con la dieta di controllo, il regime dietetico sperimentale induceva un significativo miglioramento globale del controllo glicemico (emoglobina glicata -0.3%), riducendo sia la glicemia a digiuno (-1.0 mmol/l,), sia le escursioni glicemiche postprandiali (pranzo: -1.8 mmol/l; cena: -1.0 mmol/l).

Il consumo di olio d’oliva in un pasto ad alto indice glicemico abolisce il picco glicemico postprandiale osservato invece con il burro o nei pasti a basso contenuto di grassi.

Dieta Mediterranea e Salute Vascolare

Uno studio effettuato dai ricercatori della Seconda Università di Napoli¹ è andato a valutare gli effetti della dieta mediterranea sulla capacità rigenerativa dell’endotelio nei soggetti con diabete di tipo 2. Ad un anno, il numero delle cellule CD34+KDR+ e CD34+KDR+CD133+ ha mostrato un incremento significativo nel gruppo dieta mediterranea rispetto a quello con dieta a basso tenore di grassi (P <0,01). L’aumento dei livelli circolanti delle cellule CD34+KDR+ mostrava una correlazione diretta con le modifiche dell’assetto lipidico e dei grassi monoinsaturi (r = 0,21 e 0,28, rispettivamente; p <0,001 per entrambi) ed inversa con le modifiche nel profilo glicemico (r = -0.19 , p = 0,01). L’aumento delle cellule CD34+KDR+ e CD34+CD133+KDR+ nel gruppo dieta mediterranea risultava sostenuto nei 4 anni di follow-up.

In un pasto il secondo era costituito da 60 gr di bresaola, mentre nell’altro da 140 gr di alici fresche. I risultati dello studio dimostrano che la reattività vascolare mostrava un peggioramento dopo il pasto con bresaola, mentre dopo il pasto con alici, la reattività endoteliale non mostrava alcuna variazione. Non sono state osservate invece differenze significative dei livelli plasmatici di glicemia, insulinemia e trigliceridemia dopo i due pasti.

Dopo un anno di osservazione, la PCR risultava diminuita del 37% e l’adiponectina aumentata del 43% nel gruppo dieta mediterranea, mentre entrambi i parametri non hanno mostrato variazioni nel gruppo dieta a basso tenore di grassi.

Attività Fisica Regolare

Praticare attività fisica regolarmente, invece, aiuta a contenere il peso e favorisce l’utilizzo dello zucchero da parte dell’organismo, che lo trasforma in energia. L’esercizio fisico svolge un ruolo importante nel miglioramento della glicemia attraverso la modulazione della sensibilità dell’organismo all’insulina e l’aumento dell’utilizzazione periferica del glucosio.

Monitoraggio della Glicemia

Infine, per i pazienti diabetici in cui è indicato, è importante monitorare la glicemia mediante l’utilizzo degli appositi misuratori segnalati dagli specialisti.

Studio sull'Emoglobina Glicata e Dieta a Basso Contenuto di Carboidrati

Lo studio ha coinvolto 150 adulti con livelli di emoglobina glicata (HbA1c) compresi tra il 6,0% e il 6,9%, che non erano in trattamento per il diabete. La variazione dell'HbA1c dal basale a 6 mesi è stata maggiore nel gruppo a dieta, con un calo del -0,26%, rispetto a un aumento dello 0,04% nel gruppo con alimentazione abituale. Sono state rilevate anche riduzioni a 6 mesi significativamente superiori della glicemia a digiuno (-8,4 mg/dl vs +1,9 mg/dl) e del peso corporeo (-6,4 kg vs -0,5 kg), mentre non sono emerse differenze significative nella variazione del colesterolo.

Questo studio dimostra che è possibile ridurre i valori di emoglobina glicata nelle persone con diabete Tipo 2 senza ricorrere a farmaci ipoglicemizzanti. Per abbassare l'emoglobina glicata, una dieta a basso contenuto di carboidrati può essere particolarmente efficace. Ridurre l'assunzione di carboidrati, specialmente quelli raffinati e ad alto indice glicemico, aiuta a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue e a prevenire picchi glicemici.

Parametro Gruppo Dieta a Basso Contenuto di Carboidrati Gruppo con Alimentazione Abituale
Variazione HbA1c (dal basale a 6 mesi) -0,26% +0,04%
Variazione Glicemia a Digiuno (a 6 mesi) -8,4 mg/dl +1,9 mg/dl
Variazione Peso Corporeo (a 6 mesi) -6,4 kg -0,5 kg

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