Emoglobina Fetale Bassa in Gravidanza: Cause, Rischi e Gestione

L'anemia in gravidanza è una condizione piuttosto frequente, con un'incidenza che varia dal 22% nei paesi sviluppati al 56% nei paesi in via di sviluppo. L’anemia è un importante fattore di rischio di morbilità sia per la madre che per il feto.

Cos'è l'Emoglobina e Cosa Succede al Sangue in Gravidanza?

L’emoglobina è una proteina che si trova nei globuli rossi ed ha il compito di trasportare l’ossigeno in tutto il corpo, attraversando gli organi. L’ossigeno viene “catturato” dall’emoglobina passando attraverso i capillari polmonari. Poi, grazie al pompaggio del cuore e al flusso sanguigno, arriva a tutti i tessuti. Nel percorso inverso, carica l’anidride carbonica che viene depositata nei polmoni per essere eliminata dal corpo attraverso la respirazione. Un ciclo continuo e fondamentale per il corpo umano.

Come per tutti gli organi e gli apparati del nostro corpo, quando aspettiamo un bambino anche il sistema cardiocircolatorio cambia. Il sangue aumenta di volume per far fronte sia alle esigenze della mamma che a quelle del feto. Tenete presente che il piccolo assorbe dall’organismo materno moltissime sostanze, tra cui il ferro. Ed è uno dei motivi per cui l’anemia è così comune, quasi “fisiologica”. Con l’aumento del volume ematico, progressivo nei trimestri, avviene un fenomeno che si chiama emodiluizione, che è una delle possibili cause di una emoglobina bassa in gravidanza. In parole molto semplici, aumenta il plasma (cioè la parte liquida del sangue) e la parte corpuscolata (i globuli rossi) sono più diluiti. C’è quindi una riduzione della concentrazione ematica dei globuli rossi e l’emoglobina si abbassa.

Oltre all’emoglobina “normale” che conosciamo tutti, esistono delle frazioni della stessa, quali l’emoglobina fetale, l’emoglobina A2 e le emoglobine anomale, che devono essere ricercate in gravidanza al primo controllo (entro 13+6 settimane), a meno che non sia già stato fatto precedentemente in una visita preconcezionale.

Emoglobina Fetale: Un'Analisi Approfondita

Nei globuli rossi del feto è possibile identificare una forma di emoglobina diversa da quella adulta. In particolare, l'emoglobina fetale è formata da due catene α e da due catene γ, costituite rispettivamente da 141 e 146 amminoacidi. Le due catene alfa sono identiche a quelle presenti nell'emoglobina adulta, mentre quelle gamma differiscono dalle Beta per 39 amminoacidi Questa modifica strutturale conferisce all'emoglobina fetale un'affinità per l'ossigeno superiore; in altre parole, si lega all'ossigeno in modo più tenace rispetto all'emoglobina adulta.

Dal punto di vista funzionale, l'emoglobina fetale (HbF od emoglobina F) permette al feto di estrarre con maggiore efficacia l'ossigeno dal sangue materno. Il trasferimento di ossigeno al sangue fetale attraverso la barriera placentare è favorito anche dalla maggiore concentrazione di emoglobina, più alta di circa il 50% rispetto a quella del sangue materno.

La differente espressione nel tempo, dal concepimento alla vita adulta, delle diverse catene globiniche nell'uomo dipende dall'attivazione e dallo spegnimento di specifici geni. La sintesi delle globine Beta caratterizzanti l'emoglobina adulta, appena percettibile durante la vita fetale, raggiunge il normale regime soltanto verso la fine del terzo mese della vita extrauterina. Entro il primo anno di vita le concentrazioni di emoglobina fetale scendono a livelli generalmente inferiori all'1%. Adulti normali presentano valori di emoglobina fetale compresi tra lo 0.3% e l'1.2%, meno del 3.5% di emoglobina A2 (α2, δ2), e la rimanete percentuale (in genere > 96%) coperta dall'emoglobina di tipo A.

Quando si Ha Emoglobina Bassa in Gravidanza?

In linea generale, una donna (incinta o meno) dovrebbe avere un valore di emoglobina da 12,1 a 15,1 g/dl. Al di sotto di 12 g/dl viene considerata anemica. In gravidanza, si fa una diagnosi di anemia quando il livello scende sotto i 10 g/dl.

L’emoglobina in gravidanza deve avere un valore superiore a 12 gr/dl.

Cause dell’Anemia in Gravidanza

  • Emodiluizione.
  • Carenza di ferro.
  • Carenza di folati: anche loro svolgono un ruolo importante nella produzione dei globuli rossi.
  • Carenza di vitamina B12: anche questa vitamina è coinvolta nella produzione dei globuli rossi.

Fattori di Rischio per Emoglobina Bassa in Gravidanza

L’emodiluizione è un fenomeno assolutamente fisiologico che riguarda tutte le donne incinte. Un abbassamento dell’emoglobina quindi può essere causato semplicemente da ciò che avviene naturalmente nel nostro sistema cardiocircolatorio. Alcune condizioni però rappresentano dei fattori che predispongono all’emoglobina bassa in gravidanza:

  • Gravidanze gemellari.
  • Fibromi uterini.
  • Emorroidi.
  • Placenta previa.

Sintomi dell’Anemia in Gravidanza

Stanchezza, irritabilità, nervosismo, leggera dispnea (difficoltà respiratoria), sonno disturbato, scarsa lucidità mentale sono i sintomi che spesso si verificano quando c’è una carenza di ferro. Riferiteli sempre al ginecologo, non prendete mai nulla sottogamba.

Rischi dell’Anemia Gravidica

Una eccessiva carenza di ferro non fa bene né alla mamma né al piccolino nel pancione. I rischi sono:

  • Parto prematuro.
  • Basso peso alla nascita.
  • Scarse riserve di ferro alla nascita con più possibilità di sviluppare anemie nel primo anno di vita.
  • Disfunzioni tiroidee (in particolare l’ipotiroidismo).
  • Maggiore incidenza di depressione post partum.

A livello materno i rischi determinati da bassi livelli di emoglobina in gravidanza sono: un aumentato rischio di preeclampsia, di distacco di placenta e di emorragia nel post-parto.

Cosa Fare Contro l’Anemia in Gravidanza

Per cercare di contrastare l’anemia bisogna ovviamente prima risalire alle cause del disturbo. L’alimentazione svolge un ruolo importantissimo da questo punto di vista. I cibi di origine animale sono quelli che contengono più ferro nella forma più facilmente assimilabile dall’organismo (“eme”). Tra questi ricordiamo il fegato e le frattaglie in generale, carne (tacchino, pollo, rossa magra), pesce (ad esempio tonno, merluzzo e salmone), tuorlo d’uovo.

I vegetali invece hanno per lo più ferro “non eme” che, al contrario del precedente, è più difficile da assimilare. Per farlo occorre accoppiare particolari sostanze, come ad esempio la vitamina C. Alimenti di origine vegetale con maggiori quantità di ferro sono i legumi, i funghi e la frutta secchi, i cereali integrali, la verdura a foglia verde scuro.

Una precauzione da adottare è quella di non pasteggiare con il tè o bere il caffè a ridosso dei pasti ricchi di ferro.

Così come ci sono sostanze che aiutano l’organismo ad assorbire meglio il ferro, ce ne sono altre che lo ostacolano. Ad esempio, cibi ricchi di calcio (come latte e derivati), tannini (caffè, tè, bevande a base di cola, cioccolato), fitati (inibiscono l’assorbimento di nutrienti). Si capisce dunque che il loro consumo va evitato quando si mangiano cibi che contengono ferro.

I folati si trovano soprattutto nelle verdure, ma la cottura riduce sensibilmente il loro contenuto. In questo caso oppure quando il ferro o la vitamina B12 assunti coi cibi non sono sufficienti, bisogna assumere degli integratori alimentari, rispettivamente di acido folico, ferro o vitamina B12. Sarà il ginecologo a prescriverli, se necessario.

Emoglobina Bassa in Gravidanza e Trasfusioni

Anche se ormai le sacche di sangue sono super controllate e i rischi sono ridotti al minimo, l’idea della trasfusione di sangue probabilmente mette un po’ di agitazione a chiunque. Viene considerata proprio l’ultima ratio, in particolare in caso di emoglobina davvero molto bassa (7 g/dl). Durante il parto (sia naturale che cesareo), si perde sempre una certa quantità di sangue. Se si arriva a quel momento con l’emoglobina davvero scarsa potrebbe servire la trasfusione. Per questo motivo gli esami del sangue sono davvero importanti per non trascurare nessun aspetto e per la sicurezza di mamma e bebè.

Screening e Prevenzione

In corso di una visita preconcezionale oppure ad inizio gravidanza è consigliabile eseguire lo screening delle anemie, evidenziare le donne portatrici di emoglobinopatie (anemia falciforme e talassemie) e, in caso di positività allo stato di portatore, estendere l’analisi anche al partner.

Tutte le donne devono eseguire entro il primo trimestre di gravidanza un prelievo per determinare gruppo sanguigno, fattore Rh e ricerca di anticorpi irregolari.

Malattia Emolitica del Neonato

La malattia emolitica del neonato (MEN) è una malattia del sangue che può svilupparsi quando il gruppo sanguigno della mamma e del neonato non sono compatibili. La causa principale è l'incompatibilità di gruppo sanguigno Rh. La malattia emolitica del neonato è più frequente quando da una mamma con sangue Rh negativo e un papà Rh positivo nasce un bambino con gruppo Rh positivo.

La malattia emolitica del neonato è prevenibile. Il sistema immunitario della mamma rimane "sensibilizzato" nel tempo contro i globuli rossi del neonato con un gruppo sanguigno incompatibile e mantiene gli anticorpi. Gli anticorpi materni possono permanere nel sangue del neonato fino a 3-4 mesi.

Anemia Fetale Grave e Trasfusioni Intrauterine

Nel caso di sospetto forte di anemia fetale, soprattutto se ci sono già segni di idrope, è indicato il trattamento con la trasfusione di sangue in utero. La trasfusione di sangue in utero è una procedura invasiva, che prevede l’inserzione di un ago attraverso l’addome materno, fino a raggiungere l’addome del feto, dove si trova l’ingresso della vena ombelicale, o il cordone ombelicale nel punto in cui si inserisce sulla placenta.

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