Emoglobina e Sideremia Bassa: Cause e Rimedi

La sideremia è il test che viene prescritto per misurare la concentrazione di ferro nel sangue. Questo elemento è essenziale per il nostro organismo e, in particolare, per la produzione di globuli rossi che funzionino correttamente. Ma cos'è esattamente questo parametro? Si tratta di un valore che ci permette di capire quanta quantità di ferro è disponibile immediatamente per essere utilizzata dai nostri organi.

Che cos’è la Sideremia negli Esami del Sangue?

Glicoproteina sintetizzata all’interno del fegato, la transferrina rappresenta il principale mezzo di trasporto del ferro nel corpo umano. Queste proteine legano il ferro che viene assunto con l’alimentazione e assorbito nell’intestino. Dopodiché lo trasportano, a secondo delle necessità, ai vari organi e, in particolare, al midollo osseo, dove è incorporato circa il 70% del ferro assunto con il cibo.

A Cosa Serve il Ferro?

Il ferro è un elemento fondamentale per il buon funzionamento dell’organismo: è indispensabile per il trasporto dell’ossigeno ai tessuti e per la formazione di alcuni enzimi. Oltre alle sue funzioni principali, il ferro nel sangue svolge un ruolo importante nella regolazione della temperatura corporea e nella produzione di alcune sostanze chimiche nel cervello, come i neurotrasmettitori. Questo minerale è anche coinvolto nella detossificazione dell'organismo, aiutando il fegato a eliminare le sostanze nocive.

Quando e Perché Vengono Prescritte Queste Analisi?

L’anemia può presentarsi con sintomi in presenza dei quali il medico può richiedere il test del ferro sierico.

Qual è la Differenza tra Ferritina e Sideremia?

A differenza della sideremia, che valuta la quantità di ferro nel sangue, l’esame della ferritina misura l’entità di riserve di ferro nell’organismo. La ferritina, rappresenta invece il ferro immagazzinato nei tessuti.

Come Ci Si Prepara alle Analisi?

Può essere richiesto di osservare un digiuno di almeno 12 ore per poter fare questo esame. L’unica cosa consentita è bere acqua.

Cosa Significa Avere la Sideremia Bassa?

Con il termine sideremia bassa si intende una condizione che si presenta nel momento in cui i valori di ferro nel sangue sono inferiori rispetto alla normalità. La sideremia infatti indica la quantità di ferro nel sangue, che rappresenta un componente altamente importante per l’organismo. Se si ha la sideremia bassa, significa che i livelli di ferro nel sangue sono inferiori ai valori normali, e questo può influenzare negativamente diversi processi vitali.

In un uomo sano sono considerati valori normali quelli compresi tra i 53 e i 167 microgrammi. I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo. Negli uomini un valore normale della sideremia è compreso tra i 65 e i 178 microgrammi per decilitro, che è simile anche per le donne in quanto varia tra i 50 e i 170 microgrammi per decilitro. Valori bassi sono considerati sotto i 13, 4 microgrammi per decilitro negli uomini e di 12 grammi nelle donne.

Nel caso in cui il medico nutra il dubbio che vi sia nel paziente un aumento o una diminuzione dei valori del ferro, può disporre di effettuare il test per la sideremia tramite il quale è possibile rilevare la quantità di ferro legato alla transferrina e cioè quella proteina necessaria per il passaggio del ferro dall’intestino e dal fegato sino alle cellule dell’organismo. Il test per misurare la quantità di ferro presente nel sangue è spesso associato con altri accertamenti come quelli che consentono valutare i valori della transferrina, la ferritina e poi i test TIBC, UIBC.

Quali Sono i Sintomi del Ferro Basso?

La carenza di ferro, come accennato, si manifesta con diversi sintomi.

Cosa Vuol Dire Avere la Sideremia Alta?

In altri casi è possibile riscontrare un livello troppo elevato di sideremia, chiamato sideremia alta, che indica una condizione in cui i livelli di ferro sono superiori rispetto alla normalità a causa di un’assunzione elevata di ferro, che può essere collegata con quello che si mangia o all’impiego eccessivo di integratori. Ulteriori cause della sideremia alta sono le patologie che colpiscono il fegato, eventuali trasfusioni di sangue o malattie genetiche come l’emocromatosi, responsabile di un’eccessiva assimilazione di ferro da parte del corpo. La sideremia alta può provocare nel peggiore dei casi danni al cuore e al pancreas.

L’affaticamento costante, la mancanza di energia e la debolezza generale possono essere segni di una condizione di anemia, la cui causa più comune è la carenza di ferro. Scopriamo cos’è l’anemia sideropenica e da cos’è provocata, come si manifesta e come diagnosticarla.

Anemia: Cos’è e Classificazioni

Per definire meglio cos’è l’anemia, facciamo un passo indietro spiegando cos’è l’eritropoiesi, ossia la produzione di globuli rossi che avviene principalmente nel midollo osseo. Durante questo processo, le cellule staminali si moltiplicano e maturano nei globuli rossi, detti anche eritrociti, attraverso vari stadi di differenziamento. Normalmente i globuli rossi maturi sono ricchi di emoglobina, la proteina che lega e trasporta l’ossigeno dai polmoni ai tessuti dell’organismo.

L’anemia, quindi, è una condizione in cui il numero di globuli rossi e i livelli di emoglobina nel sangue risultano inferiori ai valori normali. Non è una malattia in sé, bensì un segno clinico che deriva da un altro disturbo sottostante, da identificare e trattare adeguatamente.

L’origine dell’anemia può essere ricondotta a tre meccanismi fondamentali:

  • Eccessive perdite di sangue: possono verificarsi improvvisamente in caso di traumi, incidenti o interventi chirurgici, oppure possono essere croniche nel tempo.
  • Inadeguata produzione di globuli rossi (eritropoiesi insufficiente): le anemie carenziali si classificano in base alle dimensioni dei globuli rossi circolanti, in microcitiche (globuli rossi piccoli), normocitiche (dimensioni normali) o macrocitiche (grandi).
  • Aumentata distruzione di globuli rossi (emolisi eccessiva): le anemie emolitiche sono più rare, generalmente dovute all’eliminazione prematura (e all’eventuale deformazione) dei globuli rossi, che normalmente hanno un ciclo vitale di 120 giorni.

L’anemia da carenza di ferro, o sideropenica (ma anche iposideremica, ferrocarenziale o ferropenica), fa parte delle anemie carenziali microcitiche, e rappresenta la forma più comune con oltre 2 miliardi di casi al mondo, secondo l’OMS. Questa si sviluppa quando le scorte di ferro, elemento necessario per produrre i globuli rossi, sono ridotte o assenti nell’organismo.

Differenze tra Anemia e Carenza di Ferro

Il ferro è un elemento essenziale per la produzione dell’emoglobina, e viene veicolato in due forme principali: una quota circolante metabolicamente attiva, legata alla proteina transferrina (detta anche sideremia), e una quota immagazzinata principalmente come ferritina nelle riserve corporee del fegato, della milza e del midollo osseo. I livelli di ferritina circolante sono un buon marcatore indiretto per valutare le scorte di ferro a disposizione dell’organismo.

Pertanto, l’anemia sideropenica si verifica quando le riserve di ferritina si esauriscono completamente, a causa di un’eccessiva e prolungata richiesta di ferro rispetto all’apporto totale. In questa situazione, il midollo osseo non è più in grado di produrre un numero sufficiente di globuli rossi maturi e gli eritrociti risultano di dimensioni molto ridotte.

La carenza di ferro, in realtà, rappresenta uno stadio precedente all’insorgenza dell’anemia sideropenica: nelle fasi iniziali l’organismo mette in atto dei meccanismi compensatori, come l’aumento dell’assorbimento intestinale di ferro. Solo quando anche questa riserva funzionale di ferro si esaurisce, la sintesi di nuovi globuli rossi viene compromessa.

Vi sono quindi delle differenze tra la sideropenia e l’anemia vera e propria: nel primo caso i depositi di ferro sono bassi ma l’eritropoiesi può comunque avvenire. Nel secondo caso, invece, sia il numero che l’efficienza dei globuli rossi sono fortemente limitati, a causa dei bassissimi livelli di ferro a disposizione che favoriscono la comparsa dei sintomi anemici.

Come accennato, l’anemia sideropenica può avere diverse cause all’origine che, singolarmente o sommandosi, portano allo sviluppo di una carenza di ferro tale da impedire la normale eritropoiesi. Possiamo elencare tre macro cause principali:

  • Perdite ematiche in vari distretti dell’organismo - nelle donne in età fertile, un flusso mestruale abbondante è spesso responsabile dell’esaurimento delle scorte di ferro; negli altri casi, invece, perdite occulte a livello gastro intestinale o urinario (dovute a patologie come ulcere, neoplasie, emorroidi o ragadi) sono la principale fonte di sideropenia.
  • Condizioni che comportano un maggiore fabbisogno di ferro, come la gravidanza, l’allattamento e le fasi di crescita nell’infanzia e nell’adolescenza. In questi casi, le richieste aumentate di ferro non vengono soddisfatte dalla sola alimentazione.
  • Ridotto assorbimento di ferro a livello intestinale, che può verificarsi in presenza di patologie come la celiachia, la gastrite atrofica cronica, l’infezione da Helicobacter pylori o condizioni di acloridria. Anche alcuni interventi chirurgici (come la gastrectomia parziale o il by-pass intestinale) possono compromettere l’assorbimento del ferro alimentare.

Sintomi Principali e Conseguenze

Inizialmente, l’anemia da carenza di ferro può manifestarsi con sintomi aspecifici: pallore, debolezza generalizzata, battito cardiaco accelerato, affaticabilità e dispnea da sforzo. Mano a mano che la condizione sideropenica si aggrava, possono comparire altri sintomi quali:

  • Fragilità della cute, dei capelli e delle unghie (se concave, segno di coilonichia);
  • Disturbi orali (infiammazione della lingua, raggrinzimento degli angoli della bocca);
  • Picacismo (un curioso desiderio compulsivo di ingerire sostanze non commestibili).

Se l’anemia sideropenica persiste, i sintomi tendono a peggiorare progressivamente: una persistente ipossia dei tessuti può provocare tachicardia, palpitazioni, vertigini e mancanza di concentrazione. A lungo andare, possono manifestarsi anche disturbi cardio-respiratori seri.

Nelle donne incinte, può aumentare il rischio di aborti spontanei o parti prematuri.

Nei bambini, può compromettere la crescita ponderale e lo sviluppo fisico-cognitivo.

Negli anziani, può aumentare la frequenza delle cadute e delle fratture ossee.

È quindi importante diagnosticare e trattare prontamente l’anemia sideropenica, per scongiurare l’insorgenza di pericolose complicanze a lungo termine. Una grave e protratta carenza di ferro può danneggiare diversi organi e apparati, con conseguenze permanenti.

Sideremia Bassa: Sintomi Più Frequenti

In presenza di sideremia bassa i sintomi correlati possono essere svariati e devono essere attentamente analizzati da uno specialista. La sideremia bassa può causare diverse problematiche se non si prendono tempestivamente dei rimedi. Ad esempio è molto frequente tra le persone la condizione chiamata anemia ferropriva, ossia una patologia in cui nell’organismo non ci sono i valori adeguati di ferro, causando potenziali complicazioni al trasporto dell’ossigeno attraverso il sangue. Tale condizione che accompagna la sideremia bassa ha sintomi che possono manifestarsi sotto forma di stanchezza, debolezza e fiato corto.

Una bassa presenza di valori di ferro può provocare poi difficoltà al nostro organismo nella fabbricazione di un quantitativo sufficiente di emoglobina. Ma vediamo quando si parla di sideremia bassa i sintomi principali quali sono:

  • Pallore;
  • Dispnea;
  • Tachicardia;
  • Affaticamento e debolezza;
  • Vertigini e mal di testa;
  • Dolore toracico;
  • Unghia fragili;
  • Perdita di capelli;
  • Dolore alla lingua e agli angoli della bocca;
  • Sensazione di freddo alle mani ed ai piedi.

Esami del Sangue per l’Anemia

La diagnosi di anemia sideropenica si basa sulla valutazione delle analisi del sangue. L’anemia microcitica presenta la caratteristica opposta alla forma vista precedentemente: i globuli rossi sono più piccoli della norma, con valori inferiori a 80 femtolitri. In genere, si parla di anemia microcitica ipocromica, in quanto il volume corpuscolare ridotto degli eritrociti si associa a una minore concentrazione di emoglobina. L’anemia microcitica dà sintomi come pallore del viso e delle labbra, perdita di appetito, fragilità di unghie e capelli.

Fondamentali, per la diagnosi dell’anemia da carenza di ferro, sono gli esami del sangue, che verranno esaminati dal medico tenendo in considerazione alcuni parametri. In particolare, saranno valutati i livelli di emoglobina, la grandezza dei globuli rossi (mediante volume corpuscolare medio, MCV), i livelli di ferro, ferritina e transferrina e il valore delle piastrine.

Sideremia Bassa: Quando Preoccuparsi

Dopo aver visionato i sintomi approfondiamo ora quando è lecito preoccuparsi per la sideremia bassa, premettendo che sono rari i casi in cui può sfociare in patologie veramente serie. Il paziente necessita di assistenza da parte di un medico nei casi in cui i sintomi sopracitati persistano o qualora vi sia un aumento del dolore provocato dal dolore toracico, svenimenti e mancanza di respiro. Non bisogna poi sottovalutare valori bassi di sideremia nei bambini e nelle donne incinta e ad esempio quando vi sono casi di sanguinamento occulto.

Ulteriori sintomi da tenere sotto controllo che suggeriscono di preoccuparsi per la sideremia bassa riguardano i pazienti che non possono assumere il giusto quantitativo di ferro tramite la dieta o che non rispondono adeguatamente agli integratori che la contengono. Se tali sintomi vengono trascurati possono provocare disturbi cardiaci, problemi di crescita nei bambini e un ampliamento della sensibilità alle infezioni.

Sideremia Bassa: Cause

Correlate alla sideremia bassa vi sono varie cause, che raramente indicano patologie di grave entità, bensì è sufficiente monitorarle e farsi visitare per poter risolvere il problema. Ma quali sono le cause principali della sideremia bassa per cui preoccuparsi? Grazie a questo elenco è possibile farsi un’idea precisa per capire con maggiore certezza quali siano i fattori scatenanti:

  • Inadeguato apporto dietetico: un non adeguato consumo di cibi come la carne rossa, i legumi, le verdure a foglia verde e la frutta secca può causare la mancanza di ferro. Una dieta alimentare che non prevede un giusto quantitativo di ferro può quindi provocare la sideremia bassa;
  • Malassorbimento: alcune particolari situazioni come la malattia di Crohn, la celiachia e ulteriori malattie infiammatorie intestinali sono responsabili del mancato assorbimento del ferro e di una conseguente sideremia bassa;
  • Perdita di sangue: determinate condizioni come mestruazioni abbondanti, ulcere, polipi intestinali generano una perdita di ferro, che è ovviamente presente all’interno dei globuli rossi;
  • Aumento del bisogno di ferro necessario: particolari periodi come la gravidanza o la crescita adolescenziale possono far sì che il corpo necessiti di un quantitativo di ferro maggiore rispetto alla normalità;
  • Disturbi della sintesi dell’emoglobina: problematiche che incidono sulla sintesi dell’emoglobina possono causare la sideremia bassa ed è caratteristica di patologie come la talassemia o l’anemia falciforme;
  • Malattie croniche: quei problemi di salute che necessitano un trattamento continuo come le malattie infiammatorie croniche, l’insufficienza renale e alcune tipologie di cancro.

Sideremia Bassa: Cure e Rimedi Online

Esistono vari tipi di cure e rimedi online per contrastare in maniera efficace la sideremia bassa, che vanno da una dieta più ricca di ferro alla terapia endovenosa, passando per trattamenti chirurgici. Se si svolge una visita con un medico specializzato è possibile individuare la terapia necessaria per ripristinare una situazione di benessere.

Vediamo con maggiore precisione qual sono le cure maggiormente impiegate per risolvere il problema della bassa sideremia:

  • Perfezionare la dieta alimentare aggiungendo cibi e pietanze contenti il ferro e la vitamina C, che permettono di incentivare l’assorbimento del ferro. Tra gli alimenti che contengono la proteina necessaria vi sono la carne rossa, i legumi, il pesce, i cereali integrali e le verdure a foglia verde. Gli alimenti di origine animale, infatti, contengono alti livelli di ferro emico, che viene assorbito dall’organismo velocemente e in quantità elevate. Parliamo di alimenti come fegato, frattaglie, carni bovine, di maiale, di cavallo, di agnello, di pollo, di faraona e di tacchino. Trattandosi di carne rossa, la sua assunzione deve essere controllata da uno specialista dietologo. I vegetali, invece, contengono il ferro non emico, che viene assorbito in quantità inferiori: circa il 10%. Si consigliano le verdure a foglia verde e la frutta secca. Altre fonti proteiche ricche di ferro da integrare nella dieta sono poi i legumi e il tofu;
  • Qualora l’aggiunta di ferro nella dieta non sia abbastanza, è inevitabile compensare con integratori contenenti ferro; Per reintegrare le riserve di ferro, verrà inoltre prescritto un integratore a base di solfato ferroso o di altre sostanze, tendenzialmente da assumere per via orale. Le dosi abituali sono di circa 100-200 mg giornalieri e l’assunzione dell’integratore va proseguita fino a quando i parametri normali non saranno ristabiliti, di solito in 4-6 mesi circa;
  • Nei casi che destano maggiore attenzione o per chi è intollerante agli integratori orali, sarà necessario intervenire fornendo il ferro attraverso una terapia endovenosa; Le terapie endovenose con ferro-destrano sono molto più veloci nell'innalzare i valori di emoglobina e molto più efficaci, soprattutto nelle malattie da malassorbimento;
  • In alcune circostanze in cui vi è un’eccessiva perdita di sangue - causata ad esempio dalle mestruazioni abbondanti - può rendersi indispensabile un intervento chirurgico;
  • Nel momento in cui il paziente inizia la cura è di grande rilievo un controllo regolare della sua situazione attraverso esami del sangue periodici e, qualora ve ne fosse bisogno, aggiuntivi esami di tipo diagnostico;
  • Nelle situazioni di sideremia bassa cronica o quando il benessere quotidiano viene alterato dalla condizione in corso, può essere utile e importante per il paziente effettuare incontri con un professionista in grado di fornire supporto psicologico.
  • Per curare l’anemia da carenza di ferro, vanno in primis trattate le cause che ne stanno alla base. Il primo punto è il più importante perché qualsiasi terapia farmacologica sarebbe inefficace se non fossero eliminate le cause alla base della mancanza di ferro.

FAQ Sideremia Bassa: le Risposte alle Domande Più Frequenti

Che Cos’è la Sideremia Bassa?

La sideremia bassa è una situazione per la quale i valori di ferro presenti nel sangue non corrispondono ai valori normali. Tale condizione può causare l’anemia che provoca nel paziente sensazioni di stanchezza, debolezza, difficoltà respiratorie e pallore della pelle. La sideremia bassa può scaturire da un’alimentazione che non prevede l’assunzione necessaria di ferro.

Come Curare la Sideremia Bassa?

Per trattare nella maniera opportuna la sideremia bassa vi sono varie tecniche. Cambiamenti della dieta alimentare, integratori di ferro, terapie endovenose, interventi chirurgici, monitoraggio periodico e il supporto psicologico che può rendersi necessario in particolari contesti.

Cosa Comporta la Sideremia Bassa?

Il ferro è di fondamentale importanza per l’organismo e qualora ve ne sia una quantità non sufficiente si può incorrere in condizioni quali anemia, sensazione di fatica o debolezza, problematiche legate alla memoria e alla concentrazione, sistema immunitario debilitato, problematiche legate allo sviluppo nei bambini e problematiche al feto per le donne in gravidanza e anche difficoltà respiratorie.

Quali Sono i Sintomi della Sideremia Bassa?

I sintomi che possono verificarsi con la sideremia bassa sono pallore, dispnea, vertigini, cefalea, mani e piedi freddi, dolore al torace, unghie deformi o fragili, lingua gonfia o dolente e cefalea. È di aiuto per chi legge essere a conoscenza che la maggior parte dei sintomi elencati possono apparire lievemente o essere causati da ulteriori patologie mediche. A tal proposito, si sottolinea una volta di più, l’importanza di rivolgersi ad una figura medica specializzata o comunque a un medico di base.

È importante non confondere la sideremia con altri parametri del ferro, come la ferritina, che rappresenta invece il ferro immagazzinato nei tessuti.

Ecco una tabella riassuntiva dei concetti chiave:

Parametro Descrizione Valori Normali (indicativi)
Sideremia Quantità di ferro circolante nel sangue Uomini: 65-178 µg/dL; Donne: 50-170 µg/dL
Ferritina Riserva di ferro immagazzinata nei tessuti Varia a seconda del laboratorio
Emoglobina Proteina nei globuli rossi che trasporta l'ossigeno Varia a seconda del sesso e dell'età

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