Emoglobina Bassa in Gravidanza: Cause e Rischi per il Feto

L’anemia in gravidanza è una delle condizioni più comuni che può influire sul benessere della futura mamma e del suo bambino. L’anemia è una condizione caratterizzata da una ridotta capacità del sangue di trasportare ossigeno ai tessuti, dovuta principalmente a bassi livelli di emoglobina. Ma cosa si deve fare esattamente in caso di valori dell’emoglobina bassi? Quali possono essere le cause dell’anemia in gravidanza?

Cos'è l'Emoglobina?

L’emoglobina è una proteina che si trova nei globuli rossi. Ha un compito importantissimo che è quello di trasportare l’ossigeno in tutto il corpo, attraversando gli organi. L’ossigeno viene “catturato” dall’emoglobina passando attraverso i capillari polmonari. Poi, grazie al pompaggio del cuore e al flusso sanguigno, arriva a tutti i tessuti. Nel percorso inverso, carica l’anidride carbonica che viene depositata nei polmoni per essere eliminata dal corpo attraverso la respirazione. Un ciclo continuo e fondamentale per il corpo umano.

Gran parte dell’ossigeno che viene trasportato nel sangue è legato all’emoglobina negli eritrociti ed ecco perché, una loro diminuzione di quantità o di dimensioni, può comportare un basso livello di emoglobina. L’emoglobina è contenuta all’interno dei globuli rossi, e il suo ruolo consiste nel trasportare l’ossigeno ai tessuti del nostro organismo.

Emoglobina Fetale

Le emoglobine di un adulto sono composte da due coppie di catene, che prendono il nome α (alfa) e ß (beta). Nell’emoglobina fetale invece, si trovano due catene α e due catene γ (gamma). Riesce infatti a trasportare percentuali comprese tra il 20% e il 30% di ossigeno in più, rispetto all’emoglobina materna.

Tra i diversi esami del sangue, l’esame per l’emoglobina fetale viene svolto per la diagnosi di patologie a carico del sangue, quali talassemia e anemia falciforme. Per definizione le emoglobinopatie sono varianti emoglobiniche e vengono ricomprese nei disordini genetici. Attualmente sono state rilevati circa 1000 tipi di emoglobinopatie. In un adulto, livelli di emoglobina fetale considerabili normali oscillano tra 0.1 e 1.1.

Cosa Succede al Sangue in Gravidanza?

Come per tutti gli organi e gli apparati del nostro corpo, quando aspettiamo un bambino anche il sistema cardiocircolatorio cambia. Il sangue aumenta di volume per far fronte sia alle esigenze della mamma che a quelle del feto. Con l’aumento del volume ematico, progressivo nei trimestri, avviene un fenomeno che si chiama emodiluizione, che è una delle possibili cause di una emoglobina bassa in gravidanza. In parole molto semplici, aumenta il plasma (cioè la parte liquida del sangue) e la parte corpuscolata (i globuli rossi) sono più diluiti. C’è quindi una riduzione della concentrazione ematica dei globuli rossi e l’emoglobina si abbassa.

Quando si Ha Emoglobina Bassa in Gravidanza?

In linea generale, una donna (incinta o meno) dovrebbe avere un valore di emoglobina da 12,1 a 15,1 g/dl. Al di sotto di 12 g/dl viene considerata anemica. In gravidanza, si fa una diagnosi di anemia quando il livello scende sotto i 10 g/dl.

In gravidanza, la causa più comune di anemia è l’anemia fisiologica, legata all’aumento del volume plasmatico, che diluisce naturalmente i globuli rossi. Tuttavia, in gravidanza, la semplice misurazione dell’emoglobina per diagnosticare l’anemia non basta: molte donne presentano a inizio gravidanza livelli normali di emoglobina, ma con ferritina bassa, indicativa di riserve di ferro già compromesse. Secondo le nuove ricerche, identificare la ferritina bassa in gravidanza è essenziale fin dal primo trimestre.

Quando si Esegue l'Emocromo in Gravidanza?

Per valutare l’andamento dell’emoglobina durante i 9 mesi, il ginecologo prescrive con regolarità l’emocromo completo. È un semplice esame del sangue che dà indicazioni sui valori ematici, ad esempio sulla quantità e sulla grandezza dei globuli rossi, sul numero di quelli bianchi, sulle piastrine e così via per tutte le componenti.

Il Servizio sanitario italiano offre alle mamme in attesa alcuni esami per ogni trimestre. Tra questi, c’è anche l’emocromo. È quindi gratuito:

  • nel primo trimestre di gravidanza.
  • nel terzo trimestre di gravidanza tra le settimane 28+0e 32+6 e tra le settimane 33+0 e 37+6.

Se ci sono condizioni particolari (ad esempio l’emoglobina estremamente bassa o un’anemia che non migliora neanche con gli integratori), il medico potrebbe consigliare di eseguire l’emocromo alcune volte in più.

Fattori di Rischio per Emoglobina Bassa in Gravidanza

L’emodiluizione è un fenomeno assolutamente fisiologico che riguarda tutte le donne incinte. Un abbassamento dell’emoglobina quindi può essere causato semplicemente da ciò che avviene naturalmente nel nostro sistema cardiocircolatorio. Alcune condizioni però rappresentano dei fattori che predispongono all’emoglobina bassa in gravidanza:

  • Gravidanze gemellari: le riserve di ferro vengono attaccate già da un solo feto. Figuriamoci con due!
  • Fibromi uterini: possono provocare frequenti sanguinamenti.
  • Emorroidi: esattamente come i miomi, spesso causano perdite ematiche.
  • Placenta previa: stessa cosa.

Carenza di Ferro ed Emoglobina Bassa in Gravidanza

Tra i suoi tanti compiti, il ferro è importante per la produzione dell’emoglobina. Quando scarseggia, il midollo osseo produce quantità più basse di emoglobina. Si innesca quindi un circolo vizioso che porta all’anemia, un disturbo che, in gravidanza, può avere delle conseguenze anche serie per mamma e feto.

Il ferro introdotto con il cibo si accumula nel fegato sotto forma di ferritina. Quando si deve valutare un’eventuale carenza di ferro, tra gli esami del sangue viene prescritto il controllo della ferritina, che indica quanto ferro c’è a disposizione. La sideremia è un’altra cosa perché invece indica la quantità di ferro circolante nel sangue.

La ferritina è una proteina che indica la quantità di ferro immagazzinata nel corpo. Studi recenti hanno dimostrato che l’affidarsi solo a un’emoglobina bassa come indicatore di carenza di ferro può essere fuorviante. Uno studio ha analizzato oltre 17.000 persone in gravidanza e ha dimostrato che l’emoglobina bassa (<11 g/dL) o un volume corpuscolare medio (MCV) basso (<80 fL) avevano solo una sensibilità del 30% nel rilevare la carenza di ferro.

Sulla base delle nuove evidenze, lo screening completo dovrebbe includere non solo un emocromo completo ma anche la misurazione della ferritina sierica.

Cause dell’Anemia in Gravidanza

  • Emodiluizione.
  • Carenza di ferro.
  • Carenza di folati: anche loro svolgono un ruolo importante nella produzione dei globuli rossi. Un altro buon motivo, oltre alla prevenzione dei difetti del tubo neurale come la spina bifida, per assumere regolarmente acido folico almeno per tutto il primo trimestre di gravidanza.
  • Carenza di vitamina B12: anche questa vitamina è coinvolta nella produzione dei globuli rossi. Si trova prevalentemente nella carne (rossa e bianca), nelle uova, nel pesce, nei derivati del latte e nei cereali. Il deficit di vitamina B12 è piuttosto frequente nelle persone vegetariane che quindi hanno necessità di integrarlo per bocca.

Sintomi dell’Anemia in Gravidanza

In una prima fase dell’anemia, i sintomi possono essere facilmente confusi con quelli della normale gravidanza. Per confermare la presenza di anemia è necessario sottoporsi alle analisi del sangue di routine, svolti durante gli accertamenti prenatali.

Tra i sintomi più comuni dell’anemia abbiamo:

  • Stanchezza
  • Irritabilità
  • Nervosismo
  • Leggera dispnea (difficoltà respiratoria)
  • Sonno disturbato
  • Scarsa lucidità mentale
  • Mal di testa
  • Vertigini
  • Pallore della pelle
  • Debolezza
  • Intorpidimento di mani e piedi
  • Mancanza di respiro
  • Temperatura corporea bassa
  • Battito cardiaco irregolare o rapido
  • Dolore toracico
  • Difficoltà di concentrazione

Una ferritina bassa può manifestarsi con sintomi come stanchezza, affaticamento, debolezza e mancanza di concentrazione. Tuttavia, molte donne in gravidanza possono non avvertire sintomi evidenti fino a quando l’anemia non diventa più grave.

Rischi dell’Anemia Gravidica

Una eccessiva carenza di ferro non fa bene né alla mamma né al piccolino nel pancione. I rischi sono:

  • Parto prematuro.
  • Basso peso alla nascita.
  • Scarse riserve di ferro alla nascita con più possibilità di sviluppare anemie nel primo anno di vita.
  • Disfunzioni tiroidee (in particolare l’ipotiroidismo).
  • Maggiore incidenza di depressione post partum.
  • Aumentato rischio di preeclampsia
  • Distacco di placenta
  • Emorragia nel post-parto

Inoltre, il bambino potrebbe soffrire di anemia durante l’infanzia che, nei casi più gravi, potrebbe causare un ritardo di crescita cerebrale o di costituzione.

L’anemia da carenza di ferro grave o non trattata, può aumentare il rischio in gravidanza di:

  • Infezioni post-partum
  • Depressione post-partum
  • Necessità di trasfusioni
  • Neonato pretermine o di basso peso al momento della nascita

Cosa Fare Contro l’Anemia in Gravidanza

Per cercare di contrastare l’anemia bisogna ovviamente prima risalire alle cause del disturbo. Sull’emodiluizione, che comporta una emoglobina bassa in gravidanza, poco c’è da fare. Le cose cambiano se alla base dell’anemia c’è una carenza di ferro oppure di folati.

La prevenzione della carenza di ferro in gravidanza è fondamentale per sostenere il benessere della futura mamma e del bambino. Monitorare regolarmente i livelli di ferritina fin dalla prima visita prenatale consente di individuare precocemente eventuali carenze. Se c’è carenza integrare con ferro a basso dosaggio (27-30 mg) per tutta la durata della gravidanza, preferibilmente attraverso vitamine prenatali contenenti ferro. Se la carenza persiste aumentare il dosaggio dell’integrazione su stretta indicazione medica.

Alimentazione

L’alimentazione svolge un ruolo importantissimo da questo punto di vista. I cibi di origine animale sono quelli che contengono più ferro nella forma più facilmente assimilabile dall’organismo (“eme”). Tra questi ricordiamo il fegato e le frattaglie in generale, carne (tacchino, pollo, rossa magra), pesce (ad esempio tonno, merluzzo e salmone), tuorlo d’uovo. I vegetali invece hanno per lo più ferro “non eme” che, al contrario del precedente, è più difficile da assimilare. Per farlo occorre accoppiare particolari sostanze, come ad esempio la vitamina C. Alimenti di origine vegetale con maggiori quantità di ferro sono i legumi, i funghi e la frutta secchi, i cereali integrali, la verdura a foglia verde scuro.

Per combattere la carenza di ferro in gravidanza è necessario introdurre alcuni alimenti ricchi di questo minerale. Gli alimenti consigliati sono:

  • La carne, rossa o bianca, quando viene assunta in compagnia di frutta ricca di vitamina C o verdura.
  • I legumi, soprattutto se vengono messi in ammollo e cotti per eliminare i potenti inibitori dell’assorbimento del ferro contenuti al loro interno.
  • Le verdure, ricche di ferro il cui assorbimento è favorito dall’assunzione di vitamina C nello stesso pasto.

Attenzione: così come ci sono sostanze che aiutano l’organismo ad assorbire meglio il ferro, ce ne sono altre che lo ostacolano. Ad esempio, cibi ricchi di calcio (come latte e derivati), tannini (caffè, tè, bevande a base di cola, cioccolato), fitati (inibiscono l’assorbimento di nutrienti). Si capisce dunque che il loro consumo va evitato quando si mangiano cibi che contengono ferro.

La carne rossa, non è così ricca di ferro come si vuol far credere rispetto alle carni bianche ed al pesce. Può essere inoltre raccomandabile, in tal senso, l’uso delle erbe aromatiche che, oltre ad insaporire carne e pesce e ad essere particolarmente ricche di ferro, ci permettono di renderlo maggiormente biodisponibile.

Una precauzione da adottare è quella di non pasteggiare con il tè o bere il caffè a ridosso dei pasti ricchi di ferro.

Integratori

In alcuni casi, il ferro contenuto in questi alimenti non è sufficiente a colmare le esigenze dell’organismo. Potrebbe essere necessario assumere integratori e seguire una terapia mirata indicata dal proprio medico.

I folati si trovano soprattutto nelle verdure, ma la cottura riduce sensibilmente il loro contenuto. In questo caso oppure quando il ferro o la vitamina B12 assunti coi cibi non sono sufficienti, bisogna assumere degli integratori alimentari, rispettivamente di acido folico, ferro o vitamina B12. Sarà il ginecologo a prescriverli, se necessario.

Emoglobina Bassa in Gravidanza e Trasfusioni

Anche se ormai le sacche di sangue sono super controllate e i rischi sono ridotti al minimo, l’idea della trasfusione di sangue probabilmente mette un po’ di agitazione a chiunque. State però tranquille: viene considerata proprio l’ultima ratio, in particolare in caso di emoglobina davvero molto bassa (7 g/dl). Durante il parto (sia naturale che cesareo), si perde sempre una certa quantità di sangue. Se si arriva a quel momento con l’emoglobina davvero scarsa potrebbe servire la trasfusione. Per questo motivo gli esami del sangue sono davvero importanti per non trascurare nessun aspetto e per la sicurezza di mamma e bebè.

Screening delle Anemie

In corso di una visita preconcezionale oppure ad inizio gravidanza è consigliabile eseguire lo screening delle anemie, evidenziare le donne portatrici di emoglobinopatie (anemia falciforme e talassemie) e, in caso di positività allo stato di portatore, estendere l’analisi anche al partner.

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