L'anemia nei cani non è una malattia in sé, ma piuttosto un sintomo che indica un problema di salute sottostante. È fondamentale identificarne la causa per affrontare il problema alla radice.
Che cos'è l'anemia?
L'anemia è una condizione caratterizzata dalla riduzione del numero di globuli rossi nel sangue. Quando l'anemia diventa grave, il cane può manifestare sintomi dovuti all'insufficiente apporto di ossigeno ai tessuti, trasportato dai globuli rossi.
Cause dell'anemia nel cane
Esistono numerose patologie che possono causare anemia nel cane:
- Patologie infiammatorie croniche
- Nefropatie croniche
- Malattie parassitarie
- Tumori
- Perdita cronica di sangue (lesioni sanguinanti, diarrea o cistite emorragica)
Oltre a queste cause, esiste l'anemia immunomediata o autoimmune, una forma di anemia acuta o iperacuta con sintomi gravi che può essere letale se non diagnosticata tempestivamente.
Anemia Emolitica Immunomediata (IMHA)
L'anemia emolitica immunomediata (IMHA) è la forma più frequente di emolisi (distruzione dei globuli rossi) nei cani. Può essere:
- Primitiva o idiopatica (senza causa nota)
- Secondaria a tumori o infezioni
In questa condizione, gli eritrociti vengono rivestiti di anticorpi IgG e IgM, portando il sistema immunitario a riconoscerli come nocivi e a eliminarli dal sangue. In pratica, l'organismo distrugge il suo stesso sangue. Nel sangue dei cani affetti da IMHA si riscontrano spesso globuli rossi chiamati sferociti.
La formazione di autoanticorpi sembra essere mediata da linfociti T helper (Th1). La proliferazione di linfociti Th1 auto-reattivi è associata alla soppressione delle T cellule regolatorie che, in condizioni normali, inibiscono i Th1.
Razza: si pensa ad una predisposizione genetica data dall’elevata prevalenza in alcune razze, quali: American Cocker Spaniel, Collie, Border Collie, Poodle, English Springer Spaniel, Irish Setter, Miniature Schnauzer, Bichon Frise, Old English Sheepdog. L’American Cocker Spaniel è la razza con maggiore prevalenza di IMHA (11-33% dei casi).
Età: L’IMHA può presentarsi ad ogni età. Nel cane si riscontra raramente sotto i 2 anni di età, più frequentemente attorno ai 4-5 anni. La maggiore prevalenza, tuttavia, si riscontra nel cane adulto (6-8 anni).
Sesso: Nel cane, le femmine sono più predisposte rispetto ai maschi, così come i cani sterilizzati di entrambi i sessi. Questo ha fatto supporre che gli androgeni potessero essere protettivi nei confronti di IMHA.
Sintomi dell'anemia immunomediata nel cane
L'anemia emolitica immunomediata nel cane ha un'insorgenza acuta o iperacuta, con sintomi gravi che si manifestano rapidamente:
- Depressione
- Abbattimento
- Intolleranza all'esercizio fisico
- Urine scure (marrone)
- Mucose pallide
- Petecchie ed ecchimosi
- Vomito
- Dispnea
Cosa fare in caso di sintomi
In presenza di sintomi gravi legati al sistema cardiocircolatorio e alla depressione del sensorio, è fondamentale consultare immediatamente un veterinario. Durante la visita, il veterinario potrebbe riscontrare un soffio cardiaco (provocato dall'anemia) e dolore addominale, oltre ai sintomi già osservati dal proprietario. Il veterinario fornirà cure di sostegno immediate, come ossigeno, accesso venoso e monitoraggio pressorio ed elettrocardiografico, e cercherà di arrivare rapidamente a una diagnosi proponendo una serie di esami.
Nei casi più critici, potrebbe essere necessaria una trasfusione di sangue per fornire ossigeno ai tessuti, in attesa che il cane reagisca alla terapia.
Diagnosi dell'anemia emolitica immunomediata nel cane
Per diagnosticare l'anemia emolitica immunomediata, il veterinario può proporre diversi esami:
- Emocromo con striscio
- Test per le malattie da zecche (Rickettsia, Anaplasma, Babesia)
- Test di Coombs (con attenzione all'interpretazione dei risultati)
- Prelievo di midollo osseo (se si sospettano problemi anche con altre linee cellulari oltre ai globuli rossi)
L'iter diagnostico può variare a seconda del caso e delle preferenze del veterinario.
Il principale criterio di classificazione delle anemie si basa sulla capacità di rigenerare da parte del midollo osseo. Il metodo più banale per verificare questa ipotesi, è ricontrollare la concentrazione dei reticolociti nei giorni successivi, ripetendo ad esempio l’emocromo ogni 1-2 giorni.
Terapia dell'anemia emolitica immunomediata
La terapia base dell'anemia emolitica immunomediata si basa sulla somministrazione di cortisonici a dosi immunosoppressive. Il cortisone, a bassi dosaggi, agisce come antinfiammatorio, mentre a dosi più elevate ha un effetto immunosoppressore. Oltre alla terapia cortisonica, è prevista una terapia di supporto per ridurre gli effetti collaterali del cortisone su altri organi.
Nella fase iniziale, si raccomanda l’utilizzo di prednisone/prednisolone alla dose di 2 mg/kg/bid per via orale o iniettabile. Il trattamento viene protratto per un periodo di 3-6 mesi, a seconda dell’Hct e della presenza/gravità degli effetti collaterali della terapia.
E’ il farmaco citotossico più comunemente usato per i cani affetti da IMHA. Si tratta di un antimetabolita della purina strutturalmente correlato all’adenina, guanina e ipoxantina.
Alcuni Autori suggeriscono di passare alla somministrazione a giorni alterni in 4-7 giorni. Si tratta di un potente farmaco immunosoppressore che agisce sui linfociti T e sulla risposta cellulo-mediata.
A causa della variabilità nell’assorbimento gastrointestinale, è difficile raggiungere livelli prevedibili di sangue, rendendo necessario determinare le concentrazioni sieriche per ottenere un dosaggio accurato.
Il micofenolato mofetile viene utilizzato alla dose di 10-20 mg/kg/bid per via orale. Gli effetti collaterali sono minimi e sono generalmente nausea, vomito o diarrea.
Sono state utilizzate per diverse malattie immunomediate: IMHA, associata o meno a trombocitopenia, neutropenia.
In medicina veterinaria uno studio riporta l’uso della splenectomia precoce nei cani con IMHA. In questo studio, 12 cani splenectomizzati entro 48 ore dalla presentazione sono stati confrontati con 8 cani che non hanno subito la splenectomia. I cani che erano stati splenectomizzati presentavano un ritorno più rapido ad un ematocrito normale e una sopravvivenza a lungo termine.
La splenectomia dovrebbe essere utile solo nei casi in cui predomina l’emolisi extravascolare.
Prognosi
Nella maggior parte dei cani con anemia emolitica immunomediata, si osserva un miglioramento dopo la somministrazione di cortisone entro 24-96 ore. La prognosi è più riservata nei pazienti affetti da IMHA primaria. La mortalità varia dal 30-50% durante la prima ospedalizzazione, con il rischio maggiore nelle prime due settimane dalla diagnosi.
Classificazione delle anemie
Le anemie possono essere classificate in base a diversi criteri:
- Rigenerative: il corpo è in grado di produrre nuovi globuli rossi per compensare la perdita.
- Non rigenerative: la produzione di globuli rossi nel midollo osseo è insufficiente.
In base al volume corpuscolare medio (MCV), le anemie possono essere classificate in:
- Macrocitiche
- Normocitiche
- Microcitiche
In base al contenuto di emoglobina (cromaticità), le anemie possono essere classificate in:
- Normocromiche
- Ipocromiche
Tabella riassuntiva delle anemie
| Tipo di Anemia | Entità | Morfologia | Meccanismo Patogenetico | Grado di Rigenerazione |
|---|---|---|---|---|
| Emorragia Acuta | Da Severa/Molto severa | Normocitca normocromica prerigenerativa | Emorragia acuta | Normale nella fase prerigenerativa |
| Emorragie Croniche | moderata/severa | Microcitiche ipocromiche | Stillicidio ematico con carenza di ferro secondaria. | Non rigenerative/semirigenerative. |
| Deficienza di Vit B12 e folati, FeLV | Severa/molto severa | Macrocitca/Normocromica | deficienza di Vit b12 e folati, FeLV, patologie midollari primarie | Non rigenerative di entità importante |
| Anemie Emolitiche | Solitamente LieviSevere le prerigenaritive. | sferociti, Cellule fantasma, reticolociti e policromatofili | Immunomediata: da parassiti, farmaci, trasfusioni incompatibili. | Indice reticolocitario superiore a tre |
Prevenzione
Non sempre è possibile prevenire l'anemia. Tuttavia, è possibile adottare alcune misure per ridurre il rischio:
- Corretta prevenzione delle parassitosi esterne, con particolare attenzione alle malattie trasmesse da flebotomi
- Utilizzo di farmaci e antiparassitari solo se prescritti dal veterinario e secondo le dosi indicate
- Evitare viaggi in zone a rischio senza aver preso le dovute precauzioni
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