Emocromo e PCR: Preparazione a Digiuno e Importanza Diagnostica

L'emocromo, più precisamente chiamato esame emocromocitometrico, fornisce informazioni fondamentali sulle cellule circolanti nel sangue: i globuli bianchi o leucociti, i globuli rossi o eritrociti e le piastrine. Il sangue è un sistema in continua evoluzione, composto da una parte liquida (plasma) in cui sono presenti numerose sostanze, utili per il metabolismo dell’organismo, e da una parte cellulare solida, o corpuscolata costituita dai globuli rossi o eritrociti, dai globuli bianchi o leuco­citi e dalle piastrine.

I globuli bianchi sono cellule che appartengono al sistema immunitario e sono coinvolte nel caso di infiammazione o di infezioni. Si riconoscono diversi tipi di globuli bianchi, che vengono differenziati nella “formula leucocitaria”: neutrofili, linfociti, monociti, eosinofili e basofili.

Preparazione all'Emocromo: Il Digiuno è Necessario?

È opportuno il digiuno da 6-8 ore.

Velocità di Eritrosedimentazione (VES)

La sigla VES significa “velocità di eritrosedimentazione”. E’ una analisi che indica il tempo che impiega la parte solida del sangue a separarsi da quella liquida (il plasma). La velocità con cui avviene la separazione tra la parte corpuscolata del sangue e il plasma, in una provetta posta verticalmente, varia da persona a persona e cioè varia sia in rapporto alla concentrazione nel plasma di determinate proteine (per esempio, le mucoproteine, le gammaglobuline, eccetera), sia con il numero dei globuli rossi.

Perché si Effettua l'Esame VES?

E’ un esame che viene prescritto perché fornisce utili informazioni al medico riguardo la presenza di una infezione o di una infiammazione nell’organismo. Di solito viene consigliata quando la persona tende ad ammalarsi spes­so a causa di un abbassamento delle difese naturali dell’organismo o soffre di stati infiammatori che tendo­no a ripetersi.

Come si Esegue l'Esame VES?

Si tratta di un semplice prelievo di sangue che non prevede alcuna speci­fica preparazione, neppure essere a digiuno, anche se, per evitare che l’ali­mentazione influisca sul risultato accelerando o diminuendo la velocità con cui precipitano i globuli rossi, il consiglio è quello di eseguire l’analisi a digiuno, se possibile.

Interpretazione dei Risultati VES

La VES può considerarsi normale quando il suo valore oscilla tra 0 e 20 millimetri.

Proteina C Reattiva (PCR): Un Indice di Infiammazione

La proteina C reattiva (PCR) è un indice d'infiammazione; come tale, le sue concentrazioni nel sangue aumentano in presenza di processi flogistici di varia natura. Dal punto di vista funzionale, la proteina C reattiva è molto simile alle immunoglobuline di classe G (IgG), sostanze che si attivano per svolgere un'azione di difesa dell'organismo. A differenza di queste, però, la proteina C reattiva non è diretta specificamente contro un determinato antigene.

La PCR viene prodotta principalmente a livello epatico, in risposta a stimoli quali agenti nocivi, microrganismi patogeni e immunocomplessi, ma anche in seguito a traumi. La Proteina C Reattiva (PCR) svolge un ruolo importante nell'aiutare i meccanismi della difesa immunitaria: si lega alle molecole di agenti patogeni, di corpi estranei e delle cellule dei tessuti danneggiati favorendo l’attivazione del sistema complemento e delle cellule fagocitarie.

Quando Viene Prescritta la Misurazione della PCR?

Il medico prescrive la misurazione della proteina C reattiva (PCR) nel sangue quando sospetta che il paziente abbia un'infiammazione acuta, come un'infezione batterica o fungina, una patologia autoimmune (es. lupus eritematoso sistemico o vasculiti), una malattia infiammatoria intestinale (es. Dopo aver valutato i risultati, il medico può orientarsi meglio e consigliare altre indagini di approfondimento.

La PCR è correlata a un altro esame usato per valutare uno stato infiammatorio: il test della velocità di sedimentazione dei globuli rossi (VES). A differenza di quest'ultimo parametro, però, la proteina C reattiva aumenta e diminuisce più rapidamente.

Valori Normali e Interpretazione della PCR

Nelle persone sane, il valore medio della proteina C reattiva è compreso tra 0,5 mg/l e 10 mg/l, con una variabilità che dipende dall'età e dal sesso del paziente. In condizioni normali, i livelli della proteina C reattiva nel sangue sono bassi, ma in presenza di un'infezione o di uno stato infiammatorio possono aumentare anche migliaia di volte nel giro di poche ore. In questi casi, la crescita di tale parametro è molto rapida e precede il manifestarsi di sintomi indicativi dell'infiammazione, come febbre o dolore.

Se i valori della PCR risultano bassi, significa che un disturbo apparentemente associato a un'infiammazione, in realtà non lo è. La causa dei sintomi è, dunque, da ricercarsi altrove.

PCR Alta: Cosa Significa?

Come abbiamo visto, valori di Proteina C Reattiva alti sono sinonimo di un processo infiammatorio in corso. Questo può essere dovuta ad una molteplicità di cause. La PCR indica l’entità e la gravità di questa infiammazione, ma non la causa.

Condizioni che Influenzano i Livelli di PCR

  • Malattie reumatologiche
  • Infezioni batteriche
  • Traumi
  • Infezioni virali (es. influenza aviaria H7N9, COVID-19)
  • Stadi avanzati della gravidanza
  • Terapia sostitutiva ormonale (es. estrogeni)
  • Condizione di obesità del paziente

Preparazione all'Esame PCR: Il Digiuno è Richiesto?

Per l'analisi della proteina C reattiva, il paziente si deve sottoporre ad un prelievo di sangue. Prima di sottoporsi all'esame, il paziente deve osservare un digiuno di almeno 8-10 ore, durante le quali è ammessa l'assunzione di una modica quantità di acqua. Inoltre, occorre essere in posizione eretta da almeno 30 minuti. Il prelievo va eseguito preferibilmente a digiuno. E’ necessario osservare un digiuno di almeno 8 ore, è ammessa l’assunzione di una modica quantità di acqua.

L’assunzione di biotina potrebbe interferire con la determinazione di alcuni analiti. Il giorno prima dell’esame evitare intensa attività fisica (sport, lavori pesanti, ecc.).

Dieta: astenersi dal variare la dieta abituale (salvo per la preparazione ad alcuni esami che richiedono una dieta particolare), consumare i pasti come di norma, il pasto della sera antecedente al giorno del prelievo deve essere leggero, si sconsigliano in particolare dolci e grassi; digiunare 8-12 ore prima del prelievo: anche digiuni più prolungati incidono negativamente sui risultati; Evitare l’uso di bevande alcoliche.

Il giorno del prelievo evitare il più possibile situazioni di stress. Lo stress conseguente ad una arrabbiatura mattutina o all'ansia che, a volte, precede il prelievo, sono tutti fenomeni che possono alterare alcuni importanti parametri (es. aumento dei globuli bianchi, dell'acido lattico, degli acidi grassi, del cortisolo e della prolattina).

PCR e Rischio Cardiovascolare

L'infiammazione endoteliale (l'endotelio è un particolare tessuto che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni) è uno dei fattori principali che partecipano al processo di aterogenesi. Di conseguenza, elevati livelli basali di proteina C reattiva sono correlati a un maggior rischio di coronaropatie ed infarto miocardico. In uno studio, un livello basale di PRC superiore a 2,4 mg/L è risultato aumentare di due volte il rischio di coronaropatie rispetto a un livello inferiore a 1 mg/L.

Farmaci e Integratori

Salvo diverse indicazioni del proprio medico, la mattina del prelievo è necessario evitare l’assunzione dei farmaci in particolare quando è richiesta la determinazione della concentrazione del farmaco assunto; in genere quest'opzione è consigliabile ma non sempre percorribile (ad esempio nella terapia di malattie croniche, uso di farmaci salvavita ecc.).

Dopo il prelievo: Tenere il braccio disteso, la mano aperta e premere il cotone sul punto di prelievo, senza strofinare, per almeno 5 minuti. Consigliamo alle persone più emotive, alle donne in gravidanza, ai bambini o alle persone che eseguono il prelievo per la prima volta, di soffermarsi nella sala d’attesa del Laboratorio per alcuni minuti dopo il prelievo.

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