Emocromo con Formula: Significato e Interpretazione

L'emocromo è un esame che può fornire al medico importanti indicazioni relative alla parte corpuscolata del sangue, ossia quella occupata da globuli bianchi (GB), globuli rossi (GR) e piastrine (PLT). Quest'esame fornisce informazioni fondamentali sulle cellule circolanti nel sangue: i globuli bianchi o leucociti, i globuli rossi o eritrociti e le piastrine.

Come viene eseguito l'esame emocromocitometrico

Di solito, l'emocromo viene eseguito utilizzando strumenti automatizzati che misurano vari parametri, inclusa la conta dei vari tipi di cellule presenti nel campione di sangue analizzato. Attualmente, per misurarla, i laboratori adibiti all'esame emocromo-citometrico, utilizzano dei contatori automatici di cellule che misurano l'emoglobina direttamente all'interno dei globuli rossi.

L'emocromo viene eseguito su un campione di sangue prelevato dalla vena di un braccio; nei neonati, sono sufficienti anche poche gocce ematiche prelevate con un piccolo ago dalla punta di un dito o da un piede. Per effettuare il prelievo, il paziente deve scoprire il braccio. L'operatore passa un batuffolo di cotone imbevuto di disinfettante nella zona e, dopo aver trovato la vena adatta, inserisce l'ago di una siringa. Il paziente avverte un lieve pizzicore del tutto sopportabile per appena pochi secondi.

Per sottoposi al prelievo utile per la valutazione dell'emocromo non è necessario il digiuno: l'esame si svolge sulla parte corpuscolata del sangue, cioè sulle cellule, per le quali il fatto di aver assunto cibi o bevande non ha influenza. Tuttavia, se oltre all'emocromo si deve effettuare qualche altro esame sul plasma che prevede il digiuno (come la determinazione della glicemia o del colesterolo) sarà necessario recarsi al laboratorio a stomaco vuoto.

Valutazione dei Globuli Rossi (Eritrociti)

I globuli rossi (o eritrociti) rappresentano le cellule del sangue più numerose. Gli eritrociti hanno la forma di disco biconcavo (leggermente schiacciato al centro) e presentano un caratteristico colore rosso (da cui il nome) per il loro contenuto di emoglobina, (proteina contenente ferro, necessaria per trasportare l'ossigeno nel sangue).

I globuli rossi vivono in media 120 giorni nel sistema circolatorio e sono successivamente rimossi nella milza; per questo, il midollo osseo deve produrne di nuovi in continuazione, allo scopo di rimpiazzare gli elementi morti, distrutti o persi durante un sanguinamento.

La valutazione dei globuli rossi nell'emocromo include: conta dei GR, emoglobina (Hb), ematocrito (Hct) e indici eritrocitari, che includono il volume corpuscolare medio (MCV), la media emoglobinica corpuscolare (MCH), la concentrazione media di emoglobina nei corpuscoli (MCHC), e, talvolta, l'ampiezza della distribuzione eritrocitaria (RDW).

L'ematocrito (Ht, volume degli eritrociti “impaccati”) esprime il rapporto tra il volume complessivo dei globuli rossi e il volume totale del sangue. L'emoglobina è la più importante proteina di trasporto dell'ossigeno ed è localizzata all'interno degli eritrociti. I valori normali per l'uomo adulto variano tra i 13,5 e i 18 g/dl (g/dl = grammi di emoglobina su decilitro di sangue); nella donna tra i 12 ed i 16 g/dl. In generale, l'emoglobina rispecchia il risultato della conta dei globuli rossi e dell'ematocrito.

Di solito, l'ematocrito e la concentrazione dell'emoglobina rispecchiano il risultato relativo ai globuli rossi, fornendo informazioni aggiuntive. Alcuni parametri vengono detti assoluti, ovvero calcolati direttamente dallo strumento, altri invece sono derivati dagli assoluti.

Anomalie nei valori dei globuli rossi

  • Un aumento dei globuli rossi (policitemia) è relativamente raro.
  • Se l'Hb ha un valore elevato - evento molto raro - potrebbe essere associata a perdita di liquidi, insufficienza respiratoria o poliglobulia (cioè un eccessivo aumento di globuli rossi nel sangue).
  • Emocromo basso, che può essere causata da una riduzione dei globuli rossi collegata a patologie renali, leucemie o anemie da carenza di ferro, vitamina B12 o acido folico.
  • La lettura dei parametri fatta per gli eritrociti vale anche per i valori relativi all'emoglobina, che, se troppo alti, possono essere connessi a patologie del sangue, ma anche alla ridotta quantità di ossigeno inspirato: ciò può accadere ai fumatori o semplicemente quando ci si trova ad alta quota.
  • Sempre indicativo dello sviluppo di anemia può essere il parametro RDW: se è più alto del normale, significa che sono presenti nel sangue globuli rossi molto più grandi e molto più piccoli dello standard.

Valutazione dei Globuli Bianchi (Leucociti)

Questi elementi cellulari del sangue sono deputati alla difesa dell'organismo nei confronti di agenti infettivi, sostanze estranee e altre cause di danno. I leucociti giocano un ruolo importante anche nelle allergie e nelle infiammazioni. I globuli bianchi sono cellule che appartengono al sistema immunitario e sono coinvolte nel caso di infiammazione o di infezioni.

I globuli bianchi vengono divisi in due sottogruppi: i granulociti (eosinofili, neutrofili e basofili) e le cellule mononucleate (linfociti e monociti). La conta dei globuli bianchi (valutazione del numero totale di leucociti presenti nel campione ematico) fa parte dell'esame emocromocitometrico. Queste cellule sono presenti nel sangue in una quantità relativamente costante; il loro numero può aumentare o diminuire in modo temporaneo, in relazione a cosa accade nell'organismo.

L'emocromo può includere o meno la conta differenziale dei globuli bianchi (formula leucocitaria). Quest'informazione identifica e conta il numero dei vari tipi di leucociti presenti e serve a capire se nell'organismo è in corso un'infezione, un'allergia o una forte reazione di stress. Si riconoscono diversi tipi di globuli bianchi, che vengono differenziati nella “formula leucocitaria”: neutrofili, linfociti, monociti, eosinofili e basofili. In alcune patologie, come la leucemia, i globuli bianchi anomali (immaturi o maturi) si moltiplicano rapidamente, aumentandone la conta complessiva.

Anomalie nei valori dei globuli bianchi

  • Qualsiasi infezione dell'organismo, anche di modesta gravità, può provocare un aumento complessivo del numero di globuli bianchi (leucocitosi), così come uno stress intenso ed alcune forme di tumori (leucemia e disordini mieloproliferativi). La leucocitosi potrebbe dipendere anche da esercizio fisico intenso, traumi, ustioni, processi infiammatori e reazioni allergiche.
  • Per quanto riguarda invece i leucociti, che si attivano per contrastare le minacce all’organismo, è possibile associare un loro aumento a un’infezione o ad altro tipo di patologia: una valutazione che si può portare avanti con una certa precisione, poiché durante l’analisi emerge la specifica tipologia di globulo bianco.
  • Un basso numero di globuli bianchi, definito leucopenia, può essere considerato costituzionale, entro certi limiti.
  • Una netta riduzione dei leucociti nell'emocromo deve indurre, invece, ad effettuare una verifica della funzionalità midollare, volta ad escludere patologie o danneggiamento del midollo osseo, malattie infettive o processi neoplastici (es. leucemia, linfomi o altri tipi di cancro).

Valutazione delle Piastrine (Trombociti)

Le piastrine (o trombociti) sono le più piccole cellule del sangue; hanno la forma di piccoli dischi e sono prodotte dal midollo osseo. Le piastrine hanno una vita media di 10 giorni e svolgono un ruolo importante nella coagulazione del sangue.

In seguito a traumi o a piccole lesioni nelle pareti dei vasi sanguigni, i trombociti sono trasportati nella zona interessata dal sangue e si attaccano lungo i margini della ferita, bloccando progressivamente l'emorragia.

Anomalie nei valori delle piastrine

  • La trombocitosi indica un valore troppo alto di piastrine. Più raramente, l'aumento del numero delle piastrine è la conseguenza di patologie del midollo osseo (es.
  • Se il numero di piastrine è troppo basso (piastrinopenia), ci può essere un problema di sanguinamento o di morte precoce delle cellule.

Quando e perché viene prescritto l'emocromo

L'emocromo serve a valutare lo stato di salute generale e consente di sospettare o stabilire la presenza di alcune malattie. Pertanto, quest'esame viene prescritto come esame di routine a soggetti sani, ma anche per la diagnosi o il monitoraggio di varie condizioni e patologie che interessano le cellule del sangue, come: anemia, infezioni ricorrenti, infiammazioni, disordini della coagulazione o tumori. In questo modo, il medico può accertare i suoi sospetti ed eventualmente prescrivere esami più mirati per definire un preciso quadro clinico.

Per il monitoraggio su base regolare di condizioni patologiche o regimi terapeutici (soprattutto se danneggiano le cellule del sangue, come la chemioterapia o la radioterapia). Anomalie significative di una o più popolazioni delle cellule ematiche possono indicare la presenza di una o più patologie. Di solito, in questi casi, vengono eseguiti altri test (es. striscio di sangue o biopsia del midollo osseo) come supporto nel determinare la causa di risultati anomali dell'emocromo e fornire informazioni aggiuntive al medico.

L’esame dell’emocromo può essere prescritto quando il paziente si sente particolarmente stanco oppure se manifesta segni di infezioni, infiammazioni o lesioni.

Il medico interpreta i risultati delle varie componenti dell'emocromo nel loro insieme. In relazione all'obiettivo dell'analisi e alla causa sospettata, possono essere eseguite altre indagini specifiche, come lo striscio di sangue o il pannello metabolico completo, per stabilire la diagnosi corretta. Altri test generici possono comprendere una biopsia del midollo osseo, un esame colturale della zona affetta (es.

La Velocità di Eritrosedimentazione (VES)

La VES (velocità di eritrosedimentazione) è un indice infiammatorio di ematologia e un esame che si esegue tramite prelievo di sangue venoso e permette di identificare la presenza di eventuali infiammazioni importanti in corso nell'organismo.

Con il termine VES si indica la velocità di eritrosedimentazione (velocità di sedimentazione degli globuli rossi, detti eritrociti, presenti nel sangue). Il test misura il tempo impiegato dai globuli rossi per separarsi dalla parte liquida del sangue (il plasma) e depositarsi sul fondo di una provetta.

Il test della velocità di eritrosedimentazione (VES) misura la distanza in millimetri di caduta degli eritrociti durante un periodo di tempo specificato in funzione di una fase proteica acuta e della composizione cellulare del sangue . È un indice di malattia aspecifico, che non ha un valore diagnostico distinto per qualche particolare patologia.

La Ves è il test che viene richiesto allo scopo di rivelare, in modo indiretto, l’eventuale presenza di una infiammazione all’interno dell’organismo. Cosa significa Ves nelle analisi del sangue? La Ves indica la velocità di sedimentazione dei globuli rossi presenti nel campione di sangue analizzato. Ciò che viene misurato, in pratica, è il tempo che gli eritrociti (globuli rossi) impiegano a separarsi - da cui il nome eritrosedimentazione - dal plasma, la parte liquida del sangue.

Valori di riferimento della VES

I risultati della Ves dipendono principalmente da sesso e età della persone. Rispetto agli uomini, tra le donne di età compresa tra 20 e 50 anni, una Ves nella norma va da 0 a 21 mm/h.

La VES nei neonati è da considerarsi normale quando produce 2 millimetri di sedimentazione dopo un’ora e 50 millimetri dopo 24 ore. La VES nei bambini, invece, è normale quando i valori non superano i 20 mm di sedimentazione.

Interpretazione dei risultati della VES

La Ves è un indicatore aspecifico di un’infiammazione, in quanto non dice nulla sulla natura della stessa. Per questa ragione i risultati del test vanno incrociati con altri esami di laboratorio.

  • Una VES elevata è un segnale di infiammazione o alterazione nell’organismo, ma non specifica quale sia la causa. Le cause più comuni sono le infezioni, come quelle respiratorie o urinarie, ma anche le malattie autoimmuni, ad esempio l’artrite reumatoide o il lupus. In presenza di anemia o durante la gravidanza, è normale osservare un aumento del valore, senza che ci sia una malattia in corso. Anche un’infiammazione cronica di basso grado può alzare la VES, come nel caso dell’artrosi o di alcune patologie intestinali.
  • Una VES bassa, di per sé, raramente è motivo di preoccupazione. Spesso non ha un significato clinico rilevante, soprattutto se non ci sono sintomi associati. Tra le possibili cause ci sono l’insufficienza cardiaca congestizia, la policitemia vera (una condizione in cui ci sono troppi globuli rossi) e alcune anomalie delle proteine plasmatiche, come l’ipofibrinogenemia. In genere, una VES molto bassa non richiede ulteriori accertamenti, a meno che non ci siano altri campanelli d’allarme.
  • La VES è preoccupante quando raggiunge valori molto alti, come oltre 50 mm/h, e resta elevata nel tempo. Ma non conta solo il numero. Una VES alta può indicare una patologia infiammatoria seria o un tumore. Ma non sempre i valori alti devono allarmare: anche una semplice influenza può alzarla temporaneamente. Una VES alta va quindi sempre valutata insieme ad altri esami.

Condizioni che influenzano la VES

  • Molti processi patologici possono determinare un aumento della velocità di eritrosedimentazione: infezioni di vario genere, anemia, infiammazioni e alcuni processi tumorali. Occorre precisare che la VES è un indice aspecifico (cioè generico) e dev'essere interpretata nel contesto di altre indagini cliniche mirate.
  • Alcuni farmaci possono aumentare la VES, come il destrano, la metildopa, i contraccettivi orali, la penicillamina procainamide, la teofillina e la vitamina A. Nelle donne, poi, le mestruazioni e la gravidanza possono causare un temporaneo rialzo del parametro.
  • La velocità di eritrosedimentazione appare inferiore alla norma in presenza di anemia drepanocitica, policitemia e insufficienza cardiaca.
  • Un danno a carico del fegato - organo deputato alla sintesi delle proteine plasmatiche incluse quelle dell'infiammazione - può diminuire i valori della VES anche in presenza di concomitanti patologie che normalmente ne elevano i valori. Analogo risultato in presenza di malnutrizione.
  • Alcuni farmaci come l'aspirina, il cortisone e il chinino possono diminuire la VES.
  • Un rialzo da lieve a moderato della VES - non riconducibile a particolari malattie - dovrebbe indurre a ripetere il test dopo qualche mese, piuttosto che intraprendere una costosa ricerca della malattia occulta.
  • La VES è infatti inversamente proporzionale all'ematocrito, per cui risulta elevata in condizioni di anemia.

È opportuno il digiuno da 6-8 ore.

Non è necessario essere a digiuno anche se, spesso, nei laboratori di analisi viene comunque richiesto. Le donne di solito hanno una VES più elevata rispetto agli uomini.

Il paziente può sottoporsi al prelievo di sangue dopo un digiuno di almeno 3 ore. Il risultato della VES è riportato in millimetri di fluido (plasma) presenti nella porzione superiore del tubo di altezza standard dopo un'ora (mm/ora). Essendo un marcatore non specifico di infiammazione, l'esito dell'esame deve essere rapportato ad altri reperti clinici, ai sintomi del paziente e ai risultati di altre indagini di approfondimento. Dopo aver valutato il quadro completo, il medico sarà in grado di confermare o scartare la diagnosi sospettata.

Senza alcun sintomo indicativo di una specifica patologia: di solito, la VES non fornisce abbastanza informazioni per effettuare decisioni mediche.

Tabella riassuntiva dei fattori che influenzano la VES:

Fattori che aumentano la VES Fattori che diminuiscono la VES
Infezioni Policitemia
Anemia Leucocitosi
Infiammazioni Anomalie proteiche
Alcuni tumori Anemie falciforme
Gravidanza Insufficienza cardiaca

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