Anemia Ipocromica: Cause, Diagnosi e Trattamento

L'ipocromia è una condizione nella quale i globuli rossi (eritrociti) sono più pallidi rispetto alla norma. La pigmentazione più chiara correla ad una concentrazione media di emoglobina (Hb) inferiore rispetto ai normali valori di riferimento, per età e sesso. Il colore rosso degli eritrociti dipende proprio da questa proteina: l'Hb conferisce la pigmentazione in proporzione al volume della cellula ematica.

Cos'è l'anemia?

Si parla di anemia quando nel nostro organismo la quantità di emoglobina diminuisce sotto la soglia di normalità. L’emoglobina è il componente fondamentale per il trasporto dell’ossigeno alle cellule e se questa diminuisce si presentano i classici sintomi come: affaticabilità, mal di testa e difficoltà di concentrazione. Questi disturbi di solito compaiono lentamente e possono essere sottovalutati per un periodo più o meno lungo, a seconda della causa dell’anemia.

Le anemie vengono classificate in base all’evento fisiopatologico che le determina:

  • Insufficiente o alterata produzione midollare
  • Alterata sintesi di emoglobina
  • Ridotta sopravvivenza dei globuli rossi
  • Acute perdite di sangue

Anemia Microcitica Ipocromica

In genere, si parla di anemia microcitica ipocromica, in quanto il volume corpuscolare ridotto degli eritrociti si associa a una minore concentrazione di emoglobina. L'anemia microcitica presenta la caratteristica opposta alla forma vista precedentemente: i globuli rossi sono più piccoli della norma, con valori inferiori a 80 femtolitri. Oltre alla microcitosi, l'anemia può associarsi anche ad una più bassa concentrazione di emoglobina; in tal caso, si parla di anemia microcitica ipocromica. Le anemie microcitiche sono per definizione caratterizzate da un volume globulare medio (o MCV) inferiore a 80 femtolitri.

L’emoglobina (Hb) è una proteina contenuta all'interno dei globuli rossi, specializzata nel trasporto di ossigeno alle varie parti dell'organismo. In un adulto sano, la sua concentrazione non dovrebbe abbassarsi oltre i 12 g/dl. Valori ridotti di emoglobina ed un basso ematocrito (percentuale di globuli rossi nel volume totale di sangue) confermano il sospetto di anemia. L'anemia microcitica dà sintomi come pallore del viso e delle labbra, perdita di appetito, fragilità di unghie e capelli.

Indici eritrocitari: forniscono indicazioni utili riguardo la dimensione dei globuli rossi (anemie normocitiche, microcitiche o macrocitiche) e la quantità di Hb contenuta al loro interno (anemie normocromiche o ipocromiche). Eventuali anomalie in questi parametri possono mettere in allerta il personale di laboratorio relativamente alla presenza di anomalie nei globuli rossi; il campione di sangue potrebbe essere sottoposto ad ulteriori analisi per individuare la causa dell'anemia ipocromica.

Cause dell'Anemia Microcitica

Le cause alla base dell'anemia microcitica sono numerose.

I Suoi esami delineano il profilo di una lieve anemia sideropenica, provocata cioè dalla carenza di ferro (quindi non è una conseguenza dell'ipertensione). La fragilità delle unghie e dei capelli può rientrare nel quadro. In questi casi bisogna chiedersi se la carenza può essere giustificata da un bilancio negativo tra ferro assunto con la dieta e ferro ceduto con le perdite ematiche evidenti (es.

Diagnosi

L'ipocromia può essere diagnosticata sottoponendosi a semplici analisi del sangue. L'anemia microcitica può essere diagnosticata sottoponendosi a semplici analisi del sangue. Il sospetto dell'anemia microcitica può sorgere per la comparsa di una sintomatologia suggestiva.

Trattamento

Quando possibile, la terapia delle patologie sottostanti responsabili dell'ipocromia determina, di solito, la risoluzione della condizione clinica. Il trattamento prevede diversi approcci, tra cui l'assunzione di integratori a base di ferro e vitamina C, la modifica della dieta e le trasfusioni di sangue più o meno ricorrenti.

La forma sideropenica è la condizione che risulta più facilmente gestibile, in quanto può essere affrontata con la variazione della dieta e l'assunzione di integratori di ferro per via orale (o endovenosa, quando il paziente è sintomatico ed il quadro clinico è severo) e vitamina C (contribuisce ad aumentare la capacità del corpo di assorbire il ferro). Quando l'emoglobina scende a livelli pericolosamente bassi, le trasfusioni di sangue possono essere utili per aumentare temporaneamente la capacità di trasporto di ossigeno e sopperire alla carenza di globuli rossi. In ogni caso, il medico saprà consigliare al paziente i migliori interventi per gestire la propria condizione.

Esami del sangue: come leggere i valori del profilo anemia

PROFILO ANEMIA: per verificare una eventuale riduzione dell’emoglobina all’interno dei globuli rossi. Ricordate però che è fondamentale sentire il parere di un medico e non interpretare da soli le informazioni: anemia è un termine “ombrello” che comprende patologie diverse fra loro.

Sideremia

Il test misura la sideremia, cioè la concentrazione di ferro nel sangue. Il ferro è un elemento molto importante per l’organismo, perché è indispensabile per il trasporto dell’ossigeno ai tessuti e per la formazione di alcuni enzimi.

Se aumenta: Alti livelli di sideremia possono essere dovuti a: malattie genetiche (talassemie, emocromatosi), eccessive trasfusioni di sangue, emosiderosi (eccessivo accumulo di ferro), epatite virale acuta, leucemie, terapie con ferro, overdose accidentale di ferro, assunzione di alcune sostanze (estrogeni, pillola contraccettiva) e di alcuni farmaci (metildopa, cloramfenicolo).

Se diminuisce: Bassi livelli di ferro possono essere dovuti a: aumento delle richieste da parte dell’organismo, durante infanzia, gravidanza e allattamento (fisiologico), ridotto assorbimento (malattie del tratto gastrointestinale), emorragie, abbondanti perdite mestruali, anemia sideropenica (cioè dovuta a carenza di ferro), diabete, età avanzata, insufficienza renale, malattie infettive (tubercolosi, ascesso polmonare, endocardite batterica), malattie croniche (morbo di Chron), tumori (del seno, del polmone, linfoma di Hodgkin), infarto cardiaco, una dieta povera di ferro, assunzione di alcune sostanze (ACTH, testosterone) e di alcuni farmaci (colchicina, meticillina).

Ferritina

Il test misura la concentrazione della ferritina nel sangue. La ferritina è una proteina che lega il ferro e, insieme all’emosiderina, rappresenta la principale riserva di questo elemento nell’organismo.

Se aumenta: Aumenti della ferritina rispetto ai valori normali possono essere dovuti a: malattie del fegato, una malattia genetica detta emocromatosi, alcuni tumori maligni (del seno, dei polmoni, del pancreas, del colon, del rene, leucemie, neuroblastoma, malattia di Hodgkin), infezioni acute e croniche, alcune malattie autoimmunitarie (artrite reumatoide e lupus eritromatosus) ed eccessive trasfusioni di sangue.

Se diminuisce: Bassi livelli di ferritina possono essere dovuti a: carenza cronica di ferro, carenza di vitamina C e malnutrizione (riduzione delle proteine corporee). Una ferritina bassa (22 ng/ml), associata a valori alterati di emoglobina ed ematocrito e in presenza di globuli rossi di piccole dimensioni e meno rossi della norma (microcitici e ipocromici), indica un’anemia sideropenica (causata da carenza di ferro).

Transferrina

Il test misura la capacità totale del corpo di trasportare il ferro; di fatto, siccome il trasporto del ferro nel sangue è effettuato da una sola proteina, la transferrina, questa misura può essere anche espressa come concentrazione della transferrina nel sangue.

Se aumenta: Una capacità ferro-legante totale elevata indica generalmente una carenza di ferro. Per esempio, nell’anemia sideropenica (da carenza di ferro) si osserva un’iniziale riduzione della ferritina, seguita da un aumento della capacità ferro-legante totale e da una riduzione della sideremia. Anche l’assunzione della pillola contraccettiva può incrementare la capacità ferro-legante.

Se diminuisce: Una bassa capacità ferro-legante totale può indicare: una malattia genetica chiamata emocromatosi, anemie causate da infezioni o malattie croniche, malnutrizione, cirrosi epatica, sindrome nefrosica (una malattia renale che causa un’eccessiva perdita di proteine con le urine), assunzione dell’ormone ACTH o dell’antibiotico cloramfenicolo.

Emocromo

Globuli rossi (RBC - numero dei Globuli rossi)

  • Se aumentano: produzione in eccesso, perdite di liquidi (diarrea, ustioni, disidratazione), malattia cardiaca congenita
  • Se diminuiscono: anemia, emorragie, malattie renali, malnutrizione, carenze di ferro e vitamine B6, B9 e B12.

Emoglobina (HGB - valore che viene rilevato anche prima del prelievo con la puntura del dito)

  • Se aumenta: disidratazione, eccessiva produzione di globuli rossi (policitemia), gravi malattie polmonari;
  • Se diminuisce: malattie ereditarie (talassemie, anemia falciforme), carenza di ferro e vitamine B6, B9 e B12, emorragie, eccessiva distruzione dei globuli rossi (emolisi), anemie, malattie renali, cirrosi epatica.

Ematocrito (HCT - indica il volume totale in percentuale dei globuli rossi rispetto al sangue intero)

  • Se aumenta: disidratazione, eccessiva produzione di globuli rossi (policitemia) causata da malattie del midollo osseo, da disturbi polmonari o da farmaci che stimolano la produzione di globuli rossi;
  • Se diminuisce: anemie soprattutto da carenza di ferro, emorragie, carenza di vitamine e altri minerali, cirrosi epatica.

Globuli bianchi e formula leucocitaria LUC - % di Globuli bianchi

  • Se aumentano: infezioni, infiammazione, leucemie, traumi, stress;
  • Se diminuiscono: malattie autoimmuni, infezioni gravi, malattie del midollo osseo, assunzione di alcuni farmaci (es. metotrexato).

NEUT - % dei Neutrofili

  • Se aumentano: infezioni batteriche e fungine, malattie infiammatorie, alcuni tipi di leucemia;
  • Se diminuiscono: infezioni gravi, chemioterapia.

LIMPH - % dei Linfociti

  • Se aumentano: infezioni, infiammazione;
  • Se diminuiscono: malattie del sistema immunitario (lupus), stadi terminali dell’AIDS.

MONO - % dei Monociti

  • Se aumentano: infezioni virali, alcuni tipi di leucemie e tumori del midollo osseo, radioterapia;
  • Se diminuiscono: alcune malattie del midollo osseo, alcuni tipi di leucemie.

EOS - % dei Eosinofili

  • Se aumentano: allergie, infezioni di parassiti, scarlattina;
  • Se diminuiscono: insufficienza renale cronica, shock anafilattico, traumi, interventi chirurgici, uso di farmaci cortisonici.

BASO - % dei Basofili

  • Se aumentano: alcuni tipi di leucemie, infezioni croniche, reazioni allergiche verso gli alimenti e in seguito a radioterapia;
  • Se diminuiscono: alcune infezioni acute, stress, gravidanza (in cui, fisiologicamente, si osserva una leucopenia), farmaci (cortisone, antineoplastici), ipertiroidismo.

Piastrine

  • Se aumentano: alcuni tumori, artrite reumatoide, lupus, disordini mieloproliferativi, patologie infiammatorie intestinali, pillola anticoncezionale;
  • Se diminuiscono: alcuni tipi di leucemie e malattie che causano una crescita alterata delle cellule del sangue, chemio/radio terapia, farmaci (paracetamolo, chinidina, sulfamidici, ecc.), autoanticorpi contro piastrine.

Mcv (volume corpuscolare medio)

  • Se aumenta: carenza di vitamine B9 e B12;
  • Se diminuisce: carenza di ferro, talassemie.

Mchc (concentrazione emoglobinica corpuscolare media)

  • Se aumenta: disidratazione, aumento dell’emoglobina;
  • Se diminuisce: quando diminuisce MCV.

Rdw (ampiezza di distribuzione eritrocitaria)

  • Se aumenta: un suo aumento può indicare la presenza di globuli rossi di dimensioni diverse (gli eritrociti immaturi sono di maggiori dimensioni). Ad esempio carenze nutrizionali di ferro, folati, vit. B12;
  • Se diminuisce: la maggior parte dei globuli rossi ha uguale dimensione.

Mch (contenuto emoglobinico corpuscolare medio)

  • Se aumenta: riflette i risultati di MCV;
  • Se diminuisce: riflette i risultati di MCV.

Elettroforesi delle proteine plasmatiche

L’esame serve a verificare la quantità e la qualità delle proteine che circolano nel sangue. L’esame viene usato per facilitare la diagnosi di una malattia maligna chiamata mieloma multiplo, soprattutto quando sono presenti alcuni sintomi come dolore alle ossa, stanchezza, infezioni ricorrenti, anemia e fratture ossee senza cause apparenti. Anche la diagnosi di altri disturbi può essere facilitata da questo esame: per esempio malattie infiammatorie e autoimmunitarie, infezioni croniche e acute, malattie dei reni e del fegato, disturbi del sistema immunitario (gammopatie) e condizioni di malnutrizione.

Albumina

  • Se aumenta: disidratazione, vomito, diarrea, eccessiva sudorazione;
  • Se diminuisce: malnutrizione, digiuno prolungato, malassorbimento, malattie renali ed epatiche, alcolismo, ustioni, infiammazioni, ipertiroidismo, gravidanza.

Alfa1 globuline

  • Se aumentano: malattie infiammatorie croniche, malattie infettive, infarto cardiaco, assunzione pillola contraccettiva, gravidanza;
  • Se diminuiscono: malattie epatiche gravi, una malattia ereditaria rara chiamata enfisema congenito, malattie renali.

Alfa2 globuline

  • Se aumentano: malattie renali, malattie infiammatorie croniche e acute, infezioni, infarto cardiaco, sindrome di Down, diabete, alcuni tumori maligni;
  • Se diminuiscono: malattie epatiche gravi, diabete, ipertiroidismo, rottura dei globuli rossi (emolisi), artrite reumatoide.

Beta globuline

  • Se aumentano: anemia da carenza di ferro, alcuni casi di mieloma multiplo, ipercolesterolemia (elevati livelli di colesterolo nel sangue), gravidanza;
  • Se diminuiscono: malnutrizione, cirrosi.

Gamma globuline

  • Se aumentano: alcune malattie del sistema immunitario dette gammopatie (MGUS), mieloma multiplo, malattie epatiche croniche (epatite, cirrosi), infezioni, alcuni tumori, artrite reumatoide, lupus;
  • Se diminuiscono: alcune malattie ereditarie del sistema immunitario.

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