L'Esame del Sangue per la Lattato Deidrogenasi (LDH): Cosa Significa

La lattato deidrogenasi (LDH) è un enzima largamente presente all’interno di tessuti e organi. È l'enzima che catalizza il trasferimento di radicali gamma-glutammilici da diversi peptidi, in primis dal glutatione, ad altri peptidi, intervenendo quindi nel metabolismo del glutatione per favorire la detossificazione dei farmaci nel fegato. In tali sedi, viene utilizzata dall'organismo per metabolizzare lo zucchero e renderlo disponibile come energia fruibile da parte delle cellule.

Quando le cellule sono danneggiate o distrutte, l'enzima LDH è rilasciato nella frazione liquida del sangue (siero o plasma), oltre ad aumentare la propria concentrazione in altri liquidi biologici (es. liquor) in presenza di alcune patologie.

Cos’è l’LDH e dove si trova?

La latticodeidrogenasi (LDH) è un enzima presente nella grande maggioranza delle cellule. La lattato deidrogenasi (LDH) è un enzima che si trova nel miocardio, nei muscoli scheletrici, nel fegato, nei reni, nel pancreas, negli eritrociti e nei polmoni. Si specifica che che i batteri possono produrre questo enzima. La lattato deidrogenasi (LDH o lattico deidrogenasi) è un enzima che si trova nella maggior parte delle cellule dell'organismo. Il suo compito principale consiste nel metabolizzare il glucosio per renderlo energia fruibile.

L’LDH è presente in diversi isoenzimi, ovvero enzimi con diversa struttura chimica e differenti proprietà chimico-fisiche, ma in grado di catalizzare la stessa reazione. A seconda della natura di approfondimento richiesta dal Medico curante è possibile dosare la quantità totale di LDH presente in circolo, oppure la quantità specifica delle singole isoforme.

Quando e perché viene prescritto questo esame?

La ragione principale per la quale può essere richiesto il dosaggio dell’Ldh è il sospetto di un danno che abbia coinvolto tessuti o cellule. Una volta determinata la natura del problema e individuato l’organo o gli organi coinvolti, il test dell’Ldh può essere prescritto a scadenze regolare allo scopo di tenere sotto controllo l’andamento della patologia, la sua eventuale progressione o risoluzione.

Se la LDH è aumentata, vengono prescritti altri esami (come ALT, AST o ALP) come supporto nella diagnosi e nella determinazione dell'organo coinvolto. Tutte queste informazioni risultano particolarmente utili nella scelta dell'approccio terapeutico più adeguato.

L'esame dell’LDH può essere condotto anche su altri liquidi biologici e non solo su campioni di sangue. Capire se l'accumulo di liquido è dovuto a danno e infiammazione (essudato) oppure d uno squilibrio di pressione all'interno dei vasi e alla concentrazione di proteine nel sangue (trasudato).

Come si misura la lattato deidrogenasi: esame e preparazione

La misurazione della lattato deidrogenasi avviene tramite un prelievo di sangue venoso. Prima di sottoporsi al prelievo di sangue, è necessario osservare un digiuno di almeno 8-10 ore. Durante tale periodo, è possibile solo assumere una modica quantità di acqua. Inoltre, prima dell'analisi occorre essere in posizione eretta da almeno 30 minuti.

È inoltre consigliato evitare di svolgere attività fisica intensa nella giornata precedente il prelievo, così come evitare di assumere alcol, che potrebbe falsare i risultati dell’esame.

L'esame della LDH è doloroso? No. Come ogni esame del sangue è praticamente indolore e non invasivo. Inoltre, dura pochi minuti. Tuttavia, le persone più sensibili potrebbero avvertire un leggero fastidio al momento della penetrazione dell’ago all’interno del braccio, simile ad un leggero pizzico.

Quali sono i valori normali di Ldh?

In una persona sana che non è affetta da particolari patologie, i livelli di Ldh nel sangue dovrebbero essere compresi tra le 80 e le 300 milliunità per millilitro (mU/ml). I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo. I valori di riferimento delle transaminasi LDH e GGT possono cambiare in funzione di età, sesso e strumentazione in uso nel laboratorio analisi. Per questo motivo, è preferibile consultare i range riportati direttamente sul referto.

Ad esempio, nei bambini il valore di LDH tende ad essere molto più alto, per via della crescita dei tessuti.

Valori bassi o normali della lattato deidrogenasi non indicano generalmente un problema. In qualche caso, ridotte concentrazioni possono essere osservate quando la persona ha ingerito grosse quantità di acido ascorbico (vitamina C).

Che cosa significa avere LDH alto?

I livelli alti di Ldh nel sangue, che indicano la presenza di un danno ai tessuti o alle cellule, dopo aver raggiunto la concentrazione massima iniziano a tornare alla normalità dopo uno specifico arco di tempo. Generalmente, valori alti e superiori alla norma di lattato deidrogenasi indicano la presenza di danni ai tessuti, che possono essere a loro volta causati da patologie preesistenti, anche di natura cronica, perché Il rilascio dell'enzima da parte delle cellule danneggiate porta a un aumento dell'LDH nel plasma.

L'incremento sierico della LDH può avvenire in tutte le condizioni patologiche caratterizzate dallo sviluppo di un danno cellulare irreversibile (necrosi), con perdita del contenuto citoplasmatico. È sufficiente anche un piccolo danno tissutale affinché l'attività totale della LDH subisca un aumento nel siero. Concentrazioni elevate di lattato deidrogenasi indicano che alcuni tipi di tessuto sono danneggiati. Di solito, il valore dell'enzima aumenta quando inizia la distruzione cellulare, raggiungendo la massima concentrazione dopo un certo periodo di tempo, per poi decrescere.

In particolare, valori alti di LDH si registrano in presenza di:

  • patologie epatiche, ad esempio l'epatite
  • patologie cardiache (come infarto o scompensi cardiaci)
  • patologie muscolari e fratture;
  • anemie;
  • malattie a carico dei reni, del fegato e del pancreas;
  • alcuni tipi di tumore;
  • infezioni, anche causate da patologie come l’HIV o la meningite;
  • sepsi.

Va però tenuto presente che anche l’uso di alcune tipologie di farmaco e l'attività fisica molto intensa possono innalzare i livelli di LDH rilevabili tramite l’esame.

L'LDH alta è un indicatore generico e non indica da sola la causa esatta o la gravità del problema. Sarà il medico a valutare il quadro completo con altri esami e la storia clinica del paziente per individuare la causa scatenante.

Inoltre, un LDH-1 superiore all'LDH-2 potrebbe indicare un attacco cardiaco avvenuto di recente. Invece, l'LDH-5 alto potrebbe essere segno di problemi epatici.

LDH può aumentare anche durante i trattamenti chemioterapici qualora questi non siano efficaci.

Quando dalle analisi emergono dei valori di GGT bassi, non c'è assolutamente nulla di cui preoccuparsi. Infatti, ridotti livelli di questo enzima indicano un buon funzionamento del nostro fegato. Concentrazioni normali o basse di GGT indicano, inoltre, l'improbabilità che il paziente abbia una malattia epatica o abbia consumato alcolici.

Come abbassare l'LDH?

La valutazione dei livelli di LDH rappresenta un punto di partenza utile per comprendere lo stato di salute cellulare e individuare eventuali segnali di stress, infiammazione o danno tissutale. Un'alimentazione mirata può contribuire a regolare i livelli di LDH in diversi scenari clinici o fisiologici. In questo contesto, la nutrizione assume un ruolo chiave nel supportare l’equilibrio metabolico e nel modulare la risposta dell’organismo in situazioni specifiche.

In particolare, rivolgersi a un nutrizionista può risultare particolarmente utile:

  • dopo l'attività fisica intensa - Se l’LDH è alto per via dell’allenamento, l’alimentazione può favorire il recupero muscolare e un nutrizionista può consigliarti come introdurre e bilanciare:
    • Proteine (pollo, pesce, legumi, uova, tofu): riparano i tessuti.
    • Carboidrati complessi (cereali integrali, patate, frutta): ripristinano energia.
    • Antiossidanti (frutta e verdura colorata, vitamine C ed E): riducono lo stress ossidativo.
  • per contrastare l’infiammazione - Una dieta mirata può ridurre i livelli di infiammazione e influire positivamente sull’LDH grazie a omega-3 (presenti in pesce grasso, semi di lino, noci) che abbassano l’infiammazione, fibre, che regolano il microbiota intestinale, e spezie come curcuma, zenzero, rosmarino che rappresentano un sostegno antinfiammatorio naturale.
  • per migliorare peso e metabolismo - Sovrappeso e disfunzioni metaboliche, infatti, aumentano lo stress cellulare.

LDH bassa: è preoccupante?

Di solito, valori bassi di lattato deidrogenasi non sono considerati preoccupanti. È comunque opportuno segnalare la cosa al proprio medico, che valuterà se prescrivere ulteriori esami.

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