Ematologia Silvestrini Perugia: Un Centro di Eccellenza

Il reparto di Ematologia e Trapianto Midollo Osseo dell'Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, situato in Piazzale Giorgio Menghini nella zona di Sant'Andrea delle Fratte e San Sisto, ha come Direttore F.F. la Prof.ssa Maria Paola Martelli.

L'ematologia copre un ampio ventaglio di pazienti con patologie estremamente complesse.

In Ematologia si curano tante patologie diverse, da forme non oncologiche anche molto frequenti come l’anemia ferro-carenziale o il deficit di vitamine, le anemie emolitiche o le piastrinopenie autoimmuni, fino a condizioni emato-oncologiche gravi e anche molto aggressive che richiedono un ricovero immediato, una diagnosi tempestiva e una terapia nel giro di tre giorni.

Il reparto si occupa in particolar modo della diagnosi e terapia delle malattie ematologiche, di chemioterapia delle malattie ematologiche maligne, di trapianto di midollo osseo autologo, di trapianto di midollo osseo allogenico compatibile, di trapianto di midollo osseo allogenico incompatibile e di terapie cellulari somatiche.

Fanno parte dell'equipe dell'unità operativa i dirigenti medici Elisabetta Agliani, Stelvio Ballanti, Elisabetta Bonifacio, Monia Capponi, Valeria Cardinali, Alessandra Carotti, Luca De Carolis, Flavio Falcinelli, Leonardo Flenghi, Roberta La Starza, Flavia Lotti, Maria Paola Martelli, Cristina Mecucci, Vincenzo Maria Perriello, Antonio Pierini, Loredana Ruggeri, Paolo Sportoletti, Enrico Tiacci, Sara Tricarico.

L'Importanza della Tempestività e dell'Innovazione

La tempestività d’azione, l’alta specializzazione nella cura e assistenza e nella diagnostica, per alcune patologie gravi, fanno la differenza.

Oggigiorno le terapie innovative a disposizione riguardano l’ambito sia oncologico che non oncologico.

Tuttavia, questo tipo di cure sono rivolte per lo più a leucemie acute, linfomi, e mielomi.

Le terapie innovative possono essere di tipo farmacologico: nuove molecole disegnate in laboratorio e create per andare a colpire un’alterazione genetica ben precisa.

Questi farmaci vanno a inibire la proteina oncogenica che ha causato lo sviluppo del tumore e la crescita di cellule malate, portando così alla riduzione della patologia.

Spesso sono farmaci che vengono somministrati per bocca e la loro varietà li fa agire in diversi tipi di patologie.

«Fondamentale - per un intervento mirato - è l’inquadramento della malattia nel suo caso più specifico (ad esempio: non basta individuare una leucemia acuta, occorre sapere quali alterazioni genetiche ha e quali possono essere colpite con un farmaco di precisione).

Questo tipo di terapie spesso sono attuabili fin da subito, per questo la diagnostica deve essere tempestiva.

Ciò è garantito dal Laboratorio di Diagnostica Integrata articolato in otto unità funzionali e coordinato dalla dottoressa Roberta La Starza; grazie a loro si inquadra la patologia e si definisce il bersaglio da mirare per individuare il trattamento più specifico, che a volte deve iniziare in tempi molto stretti (anche 5 giorni).

Questo richiede un’azione rapida e coordinata tra clinici e ematologi di laboratorio.

La terapia di precisione è l’avanguardia delle terapie: ha l’obiettivo di colpire esclusivamente le cellule malate, evitando quelle sane o vitali (come le cellule cardiache).

Alla base però ci sono sempre le terapie standard - come la chemioterapia per le leucemie acute o alcune forme di linfomi - che ancora oggi rappresentano il punto di partenza e danno risultati concreti di guarigione in molti casi.

Terapie Cellulari e Trapianti

Altro tipo di terapie innovative sono quelle cellulari, vale a dire cellule (e non farmaci) capaci di attaccare in maniera specifica le cellule malate: un esempio sono le CAR-T.

Ma non ci sono solo le CAR-T.

Nel trapianto, specifici linfociti - chiamati cellule T-regolatorie - ad esempio vengono utilizzati per proteggere il paziente da un possibile attacco del trapianto verso il ricevente, quella che si chiama graft-versus-host disease (GVHD): intervengono bloccando la GVHD ma non la capacità delle cellule immuni di reagire contro la malattia.

Questo è un protocollo ideato e messo in atto per la prima volta proprio a Perugia.

Le terapie cellulari sono certamente terapie estremamente complesse che vedono il ruolo fondamentale e il lavoro coordinato del team clinico e del Laboratorio di Manipolazione e Terapie Cellulari, coordinato dal professore Antonio Pierini nel nostro centro e il Servizio Immuno-Trasfusionale diretto dal dottore Mauro Marchesi.

«Anche i trapianti sono oggetto di ricerche all’avanguardia a livello internazionale e prevedono un lavoro multidisciplinare.

Nello specifico, in collaborazione con il centro statunitense City of Hope Cancer Center (in California) e la Radioterapia oncologica diretta dalla professoressa Cynthia Aristei, è stato messo a punto un protocollo innovativo che prevede l’uso di una radioterapia non standard con un macchinario avanzato (tomoterapia elicoidale) capace - dopo un’accurata progettazione - di adattare con precisione alla struttura ossea del paziente il tipo di radiazioni, seguendo la sua conformazione fisica.

In questo modo i raggi sono indirizzati solo nelle zone del midollo osseo o dei linfonodi, risparmiando l’attacco a organi sani e vitali come cuore, fegato e intestino e riducendo la tossicità tanto da poter utilizzare questo tipo di trattamento anche nelle persone più anziane.

Accreditamento e Qualità

Questa certificazione dà l’opportunità di mettere in campo trapianti e terapie innovative, senza la quale non si potrebbero attuare.

«Per poter avere questo accreditamento, tutte le procedure che riguardano il trapianto - dalla manipolazione delle cellule alla raccolta, dal congelamento allo scongelamento, dal trasporto dal laboratorio al reparto, al ricovero del paziente, fino alla redazione della cartella clinica - devono essere scritte rispettando l’adesione rigorosa a regole e linee guida ben precise.

È un lavoro portato avanti, con la collaborazione di tutti, dal Programma Trapianto coordinato dalla dottoressa Alessandra Carotti con il ruolo fondamentale della Coordinatrice infermieristica del reparto.

In sintesi, è una certificazione del percorso di qualità a livello internazionale, e, come per tutti i percorsi di qualità, è necessaria profonda esperienza e lavoro di squadra per mantenerla.

Sfide e Prospettive Future

Le difficoltà però non mancano.

«È difficile trovare spazio per tutti i pazienti, tanti li seguiamo in Day Hospital, ma molti hanno bisogno di ricoveri di alta specializzazione presso i nostri reparti.

Potremmo aumentare il nostro bacino d’utenza anche coordinandoci con altre strutture del territorio umbro; ad oggi qualunque paziente ematologico che abbia bisogno di un ricovero si rivolge a noi, per questo siamo sovraccarichi.

Va aggiunto che le cure innovative richiedono spesso un tempo prolungato di assistenza in quanto le possibilità di trattamento prevedono diversi step.

In questo contesto, il residence Chianelli ci dà un grande aiuto ospitando i malati e i loro familiari, in quanto struttura certificata per pazienti ambulatoriali, recentemente si è ampliata e include 50 appartamenti.

L’ideale è “inserirlo in rete”!

Ma non basta.

Fondamentale è - con la formazione, la collaborazione, la condivisione, il supporto e l’assistenza adeguata - far sì che tutte le realtà territoriali dell’Umbria siano in grado di gestire diverse tipologie di pazienti, nelle varie fasi della malattia, sfruttando magari anche la telemedicina.

I progetti da sviluppare ci sono e la visione pure.

Ricerca e Speranza

Vorrei concludere dicendo che le malattie ematologiche spesso sono curabili, ma ancora per alcune patologie più gravi c’è tanto da fare: importantissima è la ricerca, che noi - sia come struttura universitaria afferente al Dipartimento di Medicina e Chirurgia che come struttura dell’Azienda Ospedaliera di Perugia - promuoviamo e sulla quale puntiamo con il supporto di enti pubblici e privati.

La ricerca ha modificato la storia di tante malattie, noi lo abbiamo toccato con mano.

Tabella delle Patologie Trattate

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Patologia Trattata
Linfoma non-Hodgkin di derivazione dai linfociti B periferici, indolente
Mieloma multiplo 3° stadio (fatto autotrapianto)
Leucemia acuta linfoblastica
Linfoma parotide
Linfoma di Hodgkin - trapianto autologo
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Leucemia linfoblastica acuta e trapianto del midollo da parzialmente compatibile
Leucemia mieloide acuta (LAM)
Leucemia