Bari si distingue per l'eccellenza nel campo dell'ematologia oncologica, grazie all'impegno di professionisti dedicati e a strutture all'avanguardia. In particolare, l'Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari rappresenta un punto di riferimento per la diagnosi e il trattamento di diverse patologie ematologiche.
Riconoscimenti al Prof. Attilio Guarini
A Palazzo di Città, il sindaco Antonio Decaro ha consegnato ad Attilio Guarini, medico ematologo, vincitore del premio nazionale WInE, una targa come riconoscimento delle sue doti professionali, umane e sociali. Il presidente della commissione culture ha sottolineato che Attilio Guarini è una figura di spicco nel panorama medico cittadino, nazionale ed internazionale.
Il Sindaco Decaro durante la consegna della targa ha sottolineato che il riconoscimento è stato concesso dall’istituzione cittadina per “Linee di interesse non solo scientifiche”. Infatti il Prof. Guarini da sempre ha operato per il benessere dei propri pazienti, ritendo importante nella biologia dei linfomi anche il microambiente.
L'impegno per l'umanizzazione delle cure
La sua più grande visione e progettualità è rivolta alla qualità di vita dei pazienti in chemioterapia e lungodegenti. A tal fine ha avviato una serie di attività, tra le quali l’apertura dell’ambulatorio multidisciplinare “dedicato”.
Al Prof. Guarini spetta anche il grosso merito di aver messo a punto un Programma di umanizzazione - il progetto “angolo del tempo” che prevede la realizzazione di sale d’attesa dotate di poltrone dai colori vivaci, organizzate come salottini per favorire la comunicazione e dotate di pianoforte, alcuni corsi di scrittura autobiografica, corsi di cucina oncologica e corsi di comunicazione medico-paziente per rendere più sopportabile il periodo di degenza e di contrasto alla malattia per le pazienti oncologiche.
Nell’ambito delle attività di umanizzazione è stata supportata la realizzazione del docu-film “Alla Salute” sulla storia vera di un paziente, realizzato grazie ad Apulia Film Commission.
A riprova delle grandissime doti umane, oltre a quelle professionali, il Prof. Guarini si è commosso quando Giuseppe Cascella ha letto una recensione scritta dalla mamma di un suo paziente affetto da una terribile patologia, il Linfoma di hodgkin al 3° stadio. La donna ha dichiarato: “Un elogio e un ringraziamento alla struttura diretta dal professor Attilio Guarini, per noi un grande padre, struttura nella quale mio figlio, oltre a trovare tutte le competenze in campo oncoematologico, è stato accolto come se fosse in una grande famiglia. É stata un’esperienza, come dice mio figlio, ‘di vita’. Io come mamma di Donato, un ragazzo di 22 anni, credo che di vite alcune volte ce ne siano più di una, non finirò mai di ringraziare l’oncologico, e il mitico dott. GUARINI, che dal primo giorno non ci ha mai lasciati soli. GRAZIE PROF. “
L'Ospedale Diffuso
Guarini è attualmente impegnato nella definizione di un progetto di assistenza domiciliare “avanzata” definito “Ospedale diffuso” che rende possibile la “deospedalizzazione” effettuando direttamente dal domicilio del paziente tutta una serie di controlli clinici e di laboratorio con trasmissione dei dati alla control room in ospedale realizzando la cd “visita virtuale”.
L'Unità Operativa Complessa di Ematologia dell'Istituto Tumori
Il reparto di Ematologia dell'Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari - Ospedale Oncologico, situato in Viale Orazio Flacco 65, ha come Direttore il Dott. Attilio Guarini. Dal 1986 dirigente medico di Ematologia a tempo indeterminato presso la U.O. di Ematologia del AOU Policlinico di Bari, diretta dal prof. Vincenzo Liso.
Il reparto è dotato di 10 posti letto di degenza ordinaria di cui 8 di degenza semi-intensiva (stanze a 2 letti) e 2 in una unità sterile dotata di 2 stanze con letto singolo condizionate con trattamento dell’aria con filtri assoluti per l’attività trapiantologica con cellule staminali emopoietiche.
Patologie Trattate
Si occupa principalmente delle seguenti patologie:
- Mielomi
- Leucemie
- Linfomi Hodgkin
- Linfomi non Hodgkin
- Sindromi mieloproliferative
- Piastrinopenie
- Sindromi dismielopoietiche
In regime ambulatoriale la struttura esegue visite ematologiche, agoaspirato midollare, agoaspirato linfonodale, valutazione citomorfologica di sangue periferico- midollo- versamenti, rachicentesi diagnostico terapeutica, chemio- immunoterapia.
L'Equipe Medica
Fanno parte dell'equipe dell'unità operativa i dirigenti medici Dr.ssa Angela Iacobazzi, Dott. Antonio Rana, Dott. Giacomo Loseto, Dott.ssa Carla Minoia, Dott.ssa Vincenza De Fazio, Dott. Paolo Di Tonno, Dott. Sabino Ciavarella, Dott.ssa Crescenza Pasciolla, Dott.ssa Angela Maria Quinto, Dott. Bernardo Rossini.
Ricerca e Innovazione
“È un risultato prestigioso - afferma il direttore generale Alessandro Delle Donne - perché siamo stati selezionati tra i tre studi finanziati da AIRC per il centro sud Italia e perché il nostro Istituto si conferma centro di eccellenza riconosciuto per la mole dei progetti di ricerca oncologica traslazionale.
Volpe, ematologo molecolare dell'Unità operativa complessa di Ematologia dell'Istituto Tumori, diretta da Attilio Guarini, gestisce un gruppo di ricerca che si occupa dello studio dei meccanismi molecolari alla base della leucemogenesi. Tante le sue esperienze internazionali di ricerca, dal dottorato di ricerca all'Istituto di Scienze oncologiche e genomiche dell'Università di Birmingham in Inghilterra, alla cattedra di Modellazione patologica nel centro di biomedicina e salute di Guangzhou in Cina.
“Siamo estremamente orgogliosi - dichiara il presidente del Consiglio di indirizzo e verifica dell'oncologico barese Gero Grassi - del riconoscimento ottenuto dall'Istituto attraverso questo importante finanziamento ricevuto. La ricerca e l'innovazione nell'ambito della lotta contro il cancro sono cruciali per migliorare le cure e le prospettive dei pazienti. Complimenti al dottor Volpe e a tutto il team coinvolto in questo progetto".
“L'obiettivo concreto di questo studio - spiega Volpe - è arrivare a terapie mirate e sempre più efficaci, tramite la generazione di modelli cellulari accurati che si basano sulla tecnologia di riprogrammazione somatica delle cellule tumorali. Tutto questo permette la conversione delle cellule tumorali in cellule staminali simil-embrionali.
Volpe ha identificato il meccanismo della regolazione del gene FLT3, diventato poi un pilastro per la diagnostica e la terapia delle leucemie mieloidi acute e, nel 2022, ha fatto parte di un team internazionale che ha generato il primo atlante molecolare su singola cellule del primate Macaca Fascicularis.
Il suo team ha di recente identificato nel gene MAFB un nuovo bersaglio molecolare per il trattamento di leucemie mieloidi caratterizzate da lesioni molecolari del gene MLL.
Team di Ricerca sul Mieloma Multiplo
Un team dedicato allo studio del mieloma multiplo (MM) è composto da:
- Team Leader: Angela Maria Quinto, SC Ematologia e Terapia cellulare Istituto Onncologico IRCCS Giovanni Paolo II
- Team members: Bernardo Rossini, Sabino Ciavarella, Antonio Negri, Gian Maria Zaccaria, Grazia Gargano, Paolo Mondelli, Anita Pappagallo, Fabio Pavone, Felice Clemente
Obiettivi della Ricerca
L’individuazione di nuovi marcatori molecolari per un’appropriata stratificazione del rischio alla diagnosi resta, pertanto, un obiettivo prioritario. Questo nuovo gruppo di ricerca ha l’obiettivo di applicare queste tecniche bioinformatiche innovative per caratterizzare le diverse componenti cellulari del microambiente del MM, nonché per definire il loro livello di correlazione con il comportamento clinico della malattia. I risultati ottenuti saranno quindi impiegati per validare potenziali marcatori prognostici utili nella stratificazione precoce dei pazienti. Qualora validato, inoltre, tale approccio potrebbe consentire l’individuazione di nuovi bersagli molecolari per future strategie terapeutiche.
Pubblicazioni Chiave
- Daratumumab plus bortezomib or daratumumab plus lenalidomide as salvage therapy for patients with myeloma: initial follow-up of an Italian multicentre retrospective clinical experience by ‘Rete Ematologica Pugliese’. G. Mele, N. Cascavilla, N. Di Renzo, A. Guarini, P. Mazza, L. Melillo, V. Pavone, G. Tarantini, P. Curci, A. P. Falcone, C. Germano, A. Mele, G. Palazzo, G. Palumbo, G. Reddiconto, B. Rossini, G. Specchia, P. Musto & D. Pastore. Annals of Hematology, volume 101, pages1727-1739 (2022).
- Primary, Bilateral and Diffuse Renal Non-Hodgkin's Lymphoma in a Young Woman Suffering from Turner Syndrome. Rossini B, Skrypets T, Minoia C, Quinto AM, Zaccaria GM, Ferrari C, Maggialetti N, Mastrorosa A, Gatti P, Casiello M, Ciavarella S, Guarini A. J Pers Med. 2021 Jul 7;11(7):644. doi: 10.3390/jpm11070644.
- Is whole body low dose CT still necessary in the era of 18F-FDG PET/CT for the assessment of bone disease in multiple myeloma patients? Maggialetti N, Ferrari C, Nappi AG, Quinto A, Rossini B, Zappia M, Minoia C, Guarini A, Brunese L, Rubini G.Hell J Nucl Med. 2020 Sep-Dec;23(3):264-271. doi: 10.1967/s002449912206. Epub 2020 Dec 14.PMID: 33306757 Free article.
- Real world Italian experience of pomalidomide plus low-dose dexamethasone in the relapsed and refractory myeloma setting: extended follow-up of a retrospective multicenter study by the 'Rete Ematologica Pugliese E Basilicata'. Mele G, Pastore D, Di Renzo N, Fragasso A, Guarini A, Mazza P, Musto P, Pavone V, Tarantini G, Curci P, Falcone AP, Mele A, Miccolis MR, Palazzo G, Palumbo G, Quinto AM, Reddiconto G, Rizzi R, Cascavilla N, Specchia G, Capalbo SF. Leuk Lymphoma. 2019 Dec;60(14):3565-3568. doi: 10.1080/10428194.2019.1636989.
Rientro di Cervelli: Il Caso di Doriana Gramegna
Doriana Gramegna è nata 33 anni fa ad Altamura in provincia di Bari. Figlia di due infermieri, ha lavorato come ricercatrice negli ultimi due anni a Boston, al Dana Farber cancer institute dell'università di Harvard, dove si è occupata in particolare di mieloma. Poi, dopo "una scelta oculata", ha deciso di tornare a lavorare in Italia perché qui, spiega, "ho trovato la possibilità di proseguire il mio percorso professionale in un centro scientifico di eccellenza".
La studiosa non nasconde che le mancassero anche "il cibo e il tipo di tessuto sociale" ma precisa di non essere "affatto scappata dagli Usa". Voleva "tornare a fare clinica: lì - spiega - ho fatto una esperienza da ricercatrice, qui sono tornata al contatto con i pazienti. E mi sono focalizzata su un istituto a carattere scientifico con questo, per cercare il connubio tra clinica e ricerca". "L'obiettivo - conclude - è sempre quello di migliorare l'offerta terapeutica ai pazienti.
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