Elettromiografia e Ernia Cervicale: Informazioni Dettagliate

L'ernia cervicale è un problema molto comune della colonna vertebrale che interessa il rachide cervicale, ovvero le vertebre situate nella parte superiore della colonna vertebrale (C1-C7). Questa patologia origina dalla degenerazione o dall’usura dei dischi intervertebrali nella regione cervicale della colonna vertebrale.

Con il termine “ernia cervicale”, ci si riferisce alla condizione per cui il nucleo di uno di questi dischi, situato nella regione cervicale, fuoriesce dalla sua posizione normale. La dislocazione del nucleo polposo del disco avviene a causa della rottura della parte esterna e fibrosa del disco stesso, in seguito a invecchiamento, traumi e cadute, ma anche a causa di sovrappeso, gravidanza, mancanza di attività motoria, lavori sedentari o a elevato impegno fisico.

Tipi di Ernia Cervicale

Per comprendere meglio, è essenziale sapere che l’ernia cervicale può essere classificata principalmente in base alla posizione che assume rispetto al midollo spinale e alle radici nervose:

  • Ernia Foraminale: Questo tipo di ernia si verifica quando il materiale discale fuoriesce lateralmente verso il forame intervertebrale, ovvero lo spazio attraverso cui passano le radici nervose.
  • Ernia Mediana: L’ernia mediana, invece, si verifica quando il materiale discale sporge direttamente all’indietro nel canale spinale. Questa tipologia può essere più pericolosa poiché ha il potenziale di comprimere il midollo spinale stesso o più radici nervose contemporaneamente.

Esistono poi variazioni e sottoclassificazioni basate su fattori specifici come la dimensione dell’ernia o la sua esatta localizzazione e/o ulteriori aspetti. Tra le ernie discali cervicali si distinguono ad esempio l’ernia molle dall’ernia dura. Le ernie molli sono quelle in cui si ha una semplice erniazione del nucleo polposo.

Sintomi dell'Ernia Cervicale

I sintomi dell’ernia cervicale possono variare notevolmente da caso a caso o addirittura mancare del tutto. Alcuni dei sintomi più comuni includono:

  • Dolore al collo e rigidità: Uno dei primi sintomi dell’ernia cervicale è il dolore nella regione del collo. Questo dolore può variare da lieve a intenso e può essere aggravato da movimenti improvvisi o dalla permanenza in una stessa posizione per lungo tempo. Il dolore viene, in genere, descritto come intenso e acuto e spesso peggiora durante i movimenti del collo. ll paziente spesso riferisce di aver avvertito un rumore a livello del collo, tipo “crack”.
  • Irradiamento del dolore: Il dolore causato dall’ernia cervicale può irradiarsi verso altre parti del corpo, come le braccia, le mani o le spalle (cervicobrachialgia). La compressione delle radici nervose genera dolore cervicale che può estendersi a livello del braccio fino alla mano. Il dolore può essere diffuso, intenso e difficile da localizzare, oppure acuto tipo bruciante associato a sensazione di “scossa elettrica” e facilmente localizzabile.
  • Mal di testa occipitali: Un altro sintomo tipico dell’ernia cervicale sono i mal di testa che hanno origine nella parte posteriore della testa (regione occipitale) e possono irradiarsi verso l’alto fino alla fronte.

Diagnosi dell'Ernia Cervicale

La diagnosi dell’ernia cervicale inizia solitamente con un’anamnesi dettagliata e un esame fisico approfondito. Il medico indagherà sulla natura e sulla durata dei sintomi presentati dal paziente, oltre a eseguire test per valutare la forza muscolare, i riflessi e la sensibilità nelle aree interessate. In molti casi, per confermare la diagnosi di ernia cervicale e valutarne l’estensione, sarà necessario ricorrere a metodiche di imaging.

Esami di Imaging

  • Risonanza Magnetica (RM): La risonanza magnetica (RM) è considerata lo standard di riferimento poiché fornisce immagini dettagliate dei dischi intervertebrali e delle strutture nervose, permettendo così di identificare con precisione la presenza e la posizione dell’ernia. Risonanza Magnetica cervicale senza mezzo di contrasto (esame di scelta nella diagnosi dell’ernia del disco cervicale), rappresenta l’esame standard fondamentale per confermare la diagnosi clinica. Consente una diretta visualizzazione dell’ernia discale e delle eventuali discopatie. Risonanza Magnetica del canale vertebrale: esame generalmente più indicato per la diagnosi, in quanto visualizza in maniera più dettagliata le strutture nervose, individuando anche danni al midollo spinale come alterazioni di segnale in alcune sequenze specifiche.
  • TAC (Tomografia Assiale Computerizzata): TAC (tomografia assiale computerizzata) cervicale senza mezzo di contrasto, offre un’ottima visualizzazione delle strutture ossee e permette di individuare osteofiti e calcificazioni del legamento longitudinale posteriore.

Elettromiografia (EMG)

L’elettromiografia è un esame neurofisiologico che consente di valutare quantitativamente il danno a carico delle strutture nervose coinvolte dalla compressione da parte di un’ernia del disco cervicale. L’esame diagnostico di elettromiografia per ernia del disco viene eseguito per indagare eventuali lesioni delle radici nervose.

Come si esegue l’elettromiografia?

Durante l’esame vengono stimolati elettricamente i nervi motori/sensitivi/misti per studiarne la conducibilità. L’elettromiografia per ernia del disco ha una durata media di circa trenta minuti e si articola in due fasi: la prima fase vede l’analisi di fattori come la velocità di conduzione delle fibre nervose motorie e sensitive, grazie a una serie di elettrodi posizionati sulla cute del paziente, che registrano potenziali d’azione evocati da stimoli elettrici lungo il percorso dei nervi (elettroneurografia). In secondo luogo, viene valutata l'attività elettrica generata nel muscolo, sia a riposo sia durante la contrazione muscolare volontaria, utilizzando elettrodi ad ago monouso.

È importante sottolineare che l’elettromiografia per ernia discale non richiede alcuna preparazione e non prevede effetti collaterali, a eccezione di una possibile sensazione di fastidio momentanea, dovuta allo stimolo elettrico e all’uso degli elettrodi ad ago. Occorre avvertire se si è in terapia anticoagulante, che rappresenta una controindicazione all’indagine con ago-elettrodi. Solo i portatori di pacemaker devono essere sottoposti a valutazione preliminare prima di effettuare un’elettromiografia per ernia e, in linea generale, viene chiesto di non applicare creme o prodotti cosmetici sulla cute prima di effettuare l’esame.

Quando fare un’elettromiografia per ernia del disco?

Quando si presentano disturbi come formicolii, intorpidimento, debolezza, difficoltà di movimento, dolore, il medico può prescrivere un’elettromiografia per ernia discale per indagare l’eventuale presenza di patologie neuromuscolari e di compressione di radici nervose e/o nervi periferici. Si raccomanda di eseguire l’elettromiografia dopo un intervallo minimo di 3 settimane dall’esordio dei sintomi.

L’elettromiografia Modena consente infatti di diagnosticare disturbi che colpiscono:

  • Motoneuroni del midollo, come le malattie neurodegenerative del sistema nervoso (SLA) o la poliomielite;
  • Muscoli e giunzioni neuromuscolari, come le miopatie o la miastenia;
  • Nervi periferici, come le polineuropatie causate da diabete, alcolismo, insufficienza renale, esposizione a sostanze tossiche o a farmaci chemioterapici, ma anche le sindromi compressive nervose come la sindrome del tunnel carpale;
  • Radici dei nervi (ernia del disco della colonna vertebrale);
  • Tronchi nervosi, spesso legati a lesioni traumatiche.

L’elettromiografia evidenzia anomalie di natura funzionale, mentre la RM mette in mostra anomalie strutturali. L’esame elettromiografico è uno strumento diagnostico per la valutazione delle malattie del sistema nervoso periferico. Rappresenta un’estensione dell’esame neurologico clinico e permette di formulare la diagnosi, seguire il decorso e fornire una prognosi per le principali malattie neuromuscolari.

Trattamento dell'Ernia Cervicale

Una volta posta la diagnosi di ernia cervicale attraverso questi strumenti, il medico può proporre il trattamento più adeguato alle specifiche esigenze del paziente. È importante ricordare che una diagnosi tempestiva può migliorare significativamente l’efficacia del trattamento, riducendo il rischio di complicazioni a lungo termine. Le opzioni terapeutiche variano a seconda della gravità dei sintomi e della specifica situazione del paziente.

Opzioni Terapeutiche

  • Farmacoterapia: l’utilizzo di farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) può aiutare a ridurre il dolore e l’infiammazione.
  • Fisioterapia: esercizi mirati possono migliorare la flessibilità del collo e la forza dei muscoli supportivi, alleviando così i sintomi associati all’ernia cervicale.

Intervento Chirurgico

L’intervento chirurgico per l’ernia del disco cervicale rappresenta una soluzione terapeutica adottata in casi selezionati, quando i trattamenti non invasivi non hanno sortito l’effetto desiderato o quando si presentano sintomi gravi come deficit neurologici. Esistono diverse tecniche chirurgiche per affrontare l’ernia cervicale, tra cui la discectomia cervicale anteriore e fusione (ACDF) e la sostituzione del disco cervicale (CDR).

  • Discectomia Cervicale Anteriore e Fusione (ACDF): Il chirurgo effettua un piccolo taglio nel lato anteriore del collo per accedere alla colonna vertebrale cervicale. L’intervento avviene in microchirurgia praticando una piccola incisione sulla parte anteriore del collo, arrivando sulla colonna vertebrale, con asportazione completa del disco intervertebrale interessato ed inserimento al suo posto di una gabbietta di metallo (cage). La ripresa è veramente rapida, il paziente è in grado di camminare autonomamente il giorno successivo all’intervento e viene dimesso a distanza di 48 ore con indicazione a cautela per trenta giorni.
  • Sostituzione del Disco Cervicale (CDR): Prevede la rimozione del disco danneggiato seguita dall’inserimento di una protesi artificiale che mima la funzionalità del disco naturale.

Prevenzione dell'Ernia Cervicale

La prevenzione primaria si basa sull’adozione di un corretto stile di vita che include attività fisica regolare, postura adeguata durante le attività quotidiane e l’utilizzo ergonomico dei dispositivi tecnologici. Una regolare attività fisica è un modo efficace per ridurre il rischio di sviluppare un’ernia del disco. Possono aiutare esercizi aerobici ed esercizi di stretching e rafforzamento muscolare specifici.

Un altro aspetto chiave nella prevenzione dell’ernia cervicale è rappresentato dall’ergonomia sul posto di lavoro e nelle abitazioni. La prevenzione dell’ernia cervicale rappresenta un investimento nel lungo termine per la propria salute.

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