L’elettromiografia è un esame diagnostico che serve a valutare la funzione dei nervi e dei muscoli per valutarne lo stato di salute. Si tratta di un esame funzionale, cioè analizza come nervi e muscoli funzionano, non la loro struttura anatomica. Usiamo muscoli e nervi in ogni momento, per compiere qualsiasi movimento, e molti muscoli si muovono in maniera involontaria per consentirci di vivere.
Cos'è l’Elettromiografia (EMG)?
L’elettromiografia è un test ambulatoriale che misura:
- La velocità di conduzione dei nervi (ENG)
- L’attività elettrica dei muscoli (EMG ad ago)
Attraverso l’apposizione di specifici elettrodi si valuta il funzionamento dell’unità motoria. L’unità motoria è un complesso formato dal motoneurone presente a livello del midollo spinale e dalle fibre muscolari che esso innerva. I motoneuroni sono tutti quei neuroni localizzati all’interno del sistema nervoso centrale che trasportano il segnale elettrico necessario a controllare i muscoli: l’elettromiografia mira proprio a valutare questo impulso.
Quando è Indicato Fare l'Elettromiografia?
L'esame elettromiografico viene eseguito per studiare i disturbi neuromuscolari relativi alle seguenti parti del corpo:
- arti superiori (ad esempio l'elettromiografia del tunnel carpale)
- arti inferiori (quando i disturbi riguardano le gambe)
- collo
- testa
È consigliata in caso di:
- Dolore o formicolio agli arti
- Perdita di forza
- Tunnel carpale o sospette neuropatie periferiche
- Miopatie, radicolopatie, sindrome del piriforme
- Patologie neuromuscolari (come SLA o miastenia)
In genere, l’esame è più significativo dopo alcune settimane dall’inizio dei sintomi.
Viene utilizzata per la diagnosi delle seguenti patologie:
- sindromi compressive nervose, come la Sindrome del Tunnel Carpale o la compressione del nervo ulnare al gomito o a polso per gli arti superiori, la compressione del nervo peroneo comune o la Sindrome del tunnel tarsale per gli arti inferiori;
- tutte le forme di lombosciatalgia o cervicobrachialgia su base artrosica, discale e post-traumatica ("colpo di frusta") in cui può verificarsi una lesione delle radici nervose alla loro emergenza dalla colonna vertebrale;
- neuropatie periferiche, come quelle causate dal diabete, dalla esposizione a sostanze tossiche (agenti chimici, solventi, vernici etc.) o medicamentose (chemioterapici), dall'alcolismo, dall'insufficienza renale, da alterata autoimmunità, da agenti infettivi (Epatite C, virus, HIV) ed infine nelle forme ereditarie;
- lesioni traumatiche dei tronchi nervosi (lesioni del plesso brachiale, lesioni da ferite lacero-contuse, da lussazioni articolari, da fratture ossee);
- malattie muscolari (miopatie) ereditarie o acquisite; patologie della giunzione neuromuscolare (miastenia);
- malattie neurodegenerative del Sistema Nervoso come la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA);
- disfunzioni uro-genitali (incontinenza o ritenzione urinaria e rettale, disturbi erettili, dolore pelvico cronico).
Come si Svolge l’Esame
L'elettromiografia di base dura mediamente dai 20 ai 30 minuti, e può variare come numero di nervi e/o muscoli esaminati necessari per una corretta diagnosi.
L’elettromiografia si compone di due fasi:
- Elettroneurografia (ENG): Elettrodi adesivi vengono applicati sulla pelle. Si inviano stimoli elettrici lievi per valutare la conduzione del nervo.
- Elettromiografia ad ago (EMG): Un ago sottile viene inserito in alcuni muscoli per misurare l’attività elettrica a riposo e in contrazione. È ben tollerata e si esegue in pochi minuti.
Si svolge in tre fasi (elettromiografia, elettroneurografia ed elettromiografia di singola fibra), che vengono eseguite, non necessariamente in questo ordine, dal neurologo e dal tecnico di neurofisiopatologia. L’esame prevede l’utilizzo di elettrodi di superficie, ovvero applicati sulla pelle del paziente, e di elettrodi ad ago, che vengono inseriti nei muscoli. Entrambi i tipi sono collegati all’elettromiografo, un’apparecchiatura che ne registra i segnali e li trasforma in un grafico. Tali segnali percorrono i motoneuroni, cioè le cellule che hanno origine nel sistema nervoso centrale e che hanno il compito di trasmetterli ai muscoli volontari, alle ghiandole, al cuore ed ai muscoli involontari.
Il paziente viene fatto accomodare su una sedia o su un lettino e gli vengono applicati gli elettrodi esterni, per valutare la conduzione dei segnali nervosi e rilasciare una lieve stimolazione elettrica che permette di capire come reagiscono i motoneuroni ed i muscoli alla variazione di segnale. In una seconda fase, invece, gli vengono inseriti dei piccoli elettrodi ad ago nei muscoli da valutare, prima in condizione di riposo, poi in una contrazione lieve ed infine in una massima. Le tre misurazioni permettono di evidenziare eventuali anomalie nel funzionamento dei muscoli interessati.
L'esame si articola in due momenti:
- ELETTRONEUROGRAFIA: è un test, non invasivo, che attraverso degli stimoli elettrici somministrati lungo il decorso dei nervi e la registrazione delle risposte evocate con elettrodi posti sulla cute del paziente, permette di studiare la corretta funzionalità delle fibre nervose motorie e sensitive;
- ELETTROMIOGRAFIA propriamente detta: attraverso l'uso di elettrodi ad ago monouso, permette di registrare l'attività elettrica generata nel muscolo, sia in condizioni di riposo che durante la contrazione volontaria.
Il medico neurologo esegue l’esame basandosi sul quesito diagnostico del medico prescrittore, in base all’anamnesi ed alla valutazione di eventuali esami di laboratorio o strumentali già eseguiti, valutando che tipo di esame eseguire per ottenere la diagnosi corretta con il minor numero di nervi e muscoli esaminati, riducendo così al minimo il disagio del paziente.
Preparazione all'Esame
Non è necessaria alcuna preparazione. L’elettromiografia non può essere eseguita su pazienti che portino un pacemaker o un defibrillatore cardioverter o siano affetti da malattie della coagulazione del sangue (per esempio l’emofilia) o da linfedema. Inoltre, è necessario che il medico sia a conoscenza dei farmaci che il paziente assume normalmente, in particolare di anticoagulanti.
L’esame non richiede una particolare preparazione, ma solo alcuni accorgimenti: per esempio, il paziente non dovrebbe fumare nelle tre ore che precedono l’esame, non dovrebbe indossare abiti che aderiscano alla zona del corpo da analizzare e non dovrebbe portare lozioni, creme od oli per il corpo.
L'esame è Doloroso?
La parte con elettrodi superficiali è indolore. Benché l’esame non sia particolarmente invasivo, il paziente può provare una sensazione di fastidio simile a crampi o spasmi muscolari durante la stimolazione elettrica e accusare dolore, gonfiore e indolenzimento nelle aree in cui vengono applicati gli elettrodi ad ago.
La parte ad ago può dare un lieve fastidio, ma è ben tollerata. L'esame non è doloroso in quanto è privo di effetti collaterali, ad eccezione di una temporanea e transitoria sensazione di fastidio allo stimolo elettrico e all'uso dell'ago-elettrodo.
Come detto, l’elettromiografia può essere fastidiosa, anche se non davvero dolorosa. Gli elettrodi ad ago sottocutanei possono provocare un leggero dolore, nel momento dell’inserimento. In alcuni casi il rilascio degli stimoli elettrici può creare delle sensazioni spiacevoli.
Domande Frequenti
| Domanda | Risposta |
|---|---|
| Serve una preparazione? | No, ma porta eventuali esami precedenti e rimuovi eventuali creme dalla pelle. |
| Serve la prescrizione? | Sì, è necessaria una richiesta specialistica con indicazione chiara della zona da esaminare. |
| Quanto dura? | In media 15-30 minuti, a seconda del disturbo da studiare. |
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